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Sellerio Editore Palermo: La memoria

Il principe fulvo

Il principe fulvo

Salvatore Silvano Nigro

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

14,00

La donna che fugge

Alicia Giménez-Bartlett

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 310

Nei mesi successivi alla pandemia, nella caratteristica plaza del Nord di Barcellona, si svolge la settimana gastronomica alla presenza di un certo numero di food truck, i camion ristorante che offrono cibo di strada o specialità culinarie delle più svariate regioni del mondo. Sull'evento piomba gelido un fattaccio di sangue. Christophe Dufour, cuoco francese nemmeno quarantenne che gestiva - con il suo socio spagnolo, Eduardo Castillo, detto Bob - un camion specializzato in gastronomia francese, è stato assassinato con due pugnalate. Petra Delicado, mentre sulla scena del delitto cerca di frenare il suo vice Fermín Garzón che accetta con entusiasmo tutti gli assaggi che gli vengono offerti dai possibili testimoni, prova a fiutare una possibile pista. Ma nulla, o poco, emerge del passato della vittima. I ragazzi del furgone accanto hanno visto la sera prima una bella donna francese dai capelli neri parlare con Christophe e fare molti acquisti. L'ispettrice si mette a caccia della donna misteriosa e scopre ben presto che la sua identità e quella dello chef sono false, i nomi veri riconducono a una rete di narcotraffico. Petra nel frattempo è tormentata dal sospetto di una crisi coniugale, ma non è il momento per mollare l'indagine. Percorrendo a ritroso le varie tappe del food truck di Bob e il suo socio, i due poliziotti si ritrovano nei paesi della Catalogna a rovistare nel sordido mondo degli stupefacenti tra bar squallidi, centri sociali loschi, negozi che funzionano da copertura. Con una tensione che non lascia il lettore fino all'ultima pagina, un doppio finale a sorpresa stravolgerà tutte le attese e lascerà letteralmente scossi.
17,00

Il colonnello non dorme

Emilienne Malfatto

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 136

Ogni notte le sue vittime-carnefici lo vengono a visitare, nel palazzo sulla collina che domina la città sottostante «o ciò che ne rimane, un magma, un accumulo di materia», e gli impediscono perfino di morire, perché anche le vittime sanno che la tortura è l'arte di «non far morire troppo presto». È uno specialista, anzi è lo specialista, ma nessuno vuole essergli troppo vicino, è «contagioso»; e spesso, guardando oltre la riva del fiume, spera nell'arrivo vittorioso del nemico: anche se questa guerra è infinita e non ha più vincitori. L'attendente, che lo serve, si tiene lontano dal cerchio di luce che abbaglia l'uomo-cosa interrogato, e il colonnello non ne scorge mai il viso. E vi è un terzo personaggio, ombra sperduta del dubbio e del tormento: il generale che nel delirio gioca a scacchi con il suo fantasma, il fantasma della vittoria, «un castello di carte, una costruzione illusoria e fragile». Alternando la grottesca narrazione a un poema dell'incubo, questo è un breve romanzo ispirato e sincero contro la guerra; un grido contro la «calma idiota» (da un verso di Louis Aragon in epigrafe) di chi pensa che la guerra sia una legge inevitabile di natura.
13,00

Un sabato, con gli amici

Andrea Camilleri

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 192

Un sabato, con gli amici è il romanzo più sorprendente di Camilleri, pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 2009. Non è un giallo. Anche se l'ingombro di un cadavere non manca, con gli interrogativi che pone, in margine a un finto quanto torbido tentativo di ricatto. E neppure difetta, il non giallo, di una forte tensione narrativa: subito inaugurata in copertina da quel segnale d'allarme dato dalla virgola del titolo che rende quanto meno ambigua, se non micidiale, la qualifica di amicizia. Il romanzo è spietato. Per esso, Camilleri ha dismesso gli estri umoristici e i colori del vigatese. Il non riscattabile teatro degli orrori gli ha imposto un italiano asciutto: veloce, affilato e freddo; addirittura raggelante. Volutamente imprecisata è l'ubicazione della storia. La città non ha nome. È astratta da ogni referenza. È solo il luogo della composizione, in un variare di interni borghesi (completati da una garçonnière condivisa), di un susseguirsi di dialoghi come in scene di teatro: con scarne didascalie, che rendono agevole il transito al racconto. Sono sei gli amici: tre uomini e tre donne in carriera. Hanno trascorso insieme gli anni di liceo e università. Formano adesso una comitiva esclusiva, rinsaldata da un lussuriare sostenuto dal cinismo e dall'ipocrisia; oltre che da un convulso ricambio di letti, che disegna un puzzle da ricomporre e continuamente aggiornare. La viziosità ha derive di depravazione, profondamente segnata com'è da infanzie violate o da traumi mai seppelliti. Gli amici si danno un appuntamento settimanale. È la rimpatriata del sabato sera. Per una volta, coinvolgono nel rito un compagno da tempo dato per disperso. L'ospite è scomodo, socialmente diverso. È gay dichiarato e comunista. Non ha soldi. Deve arrangiarsi. E soprattutto detiene fotografie pesantemente compromettenti per un componente del sodalizio. Viene trovato morto. Era caduto accidentalmente, sporgendosi ubriaco dal parapetto del terrazzo, si convenne. Il provvido tonfo aveva liberato la trista brigata, chiusa e refrattaria che, indisturbata, poteva continuare a ravvolgersi su sé stessa. Ma chi aveva dato la spinta, se spinta c'era stata?
14,00

I miei uomini

Victoria Kielland

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 248

Era venuta dalla Norvegia con il nome di Brynhild Størset ed era diventata in una fattoria americana Belle Gunness: Belle, la più sanguinaria serial killer donna d'America, più di quaranta vittime, scomparsa senza essere mai smascherata. Ma prima di questa compulsiva furia omicida, Brynhild era stata una diciassettenne innamorata, illusa, messa incinta e brutalizzata dal suo padroncino: «Chi ama con tutta se stessa non sopravvivrà all'amore». Nel ricostruirne la storia, mirando a rappresentare un rifiuto assoluto, Victoria Kielland compie insieme al lettore un'immersione totale in una serial killer di fine Ottocento, scrutando nei risvolti estremi di una condizione maniacale. Belle uccideva i suoi uomini, uno dopo l'altro tutti coloro che rispondevano ai suoi annunci matrimoniali e accettavano di trasferirsi nella sua fattoria, ne occultava abilmente i cadaveri smembrati, con intelligenza eludeva ogni prova. Forse un abbraccio al male per fuggire dall'ingiustizia di un eterno dolore. Scritto in una prosa espressionista, ipnotica e viscerale, "I miei uomini" è il ritratto brutale e pietoso di una donna che sprofonda nell'abisso della sua coscienza ferita.
15,00

Kafka. Un mondo di verità

Giorgio Fontana

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 320

«Ci sono istanti in cui le sue pagine sembrano realmente guardarci, leggerci nel profondo e non viceversa: le immagini ci dominano, ne percepiamo l'urgenza, la radicale necessità; intuiamo che la posta in gioco è altissima»; «di colpo abbiamo l'impressione che quanto si legge non corrisponda davvero a ciò che accade fra le righe»: così, per Giorgio Fontana, l'enigma Kafka è implacabile. Al tempo stesso, però, è importante uscire dalla banalità del mito, dalla spettacolarizzazione racchiusa nell'abuso di un aggettivo, «kafkiano»: «Kafka non era un kafkiano; occorre prenderlo in primo luogo da scrittore, e in quanto tale non degradarlo a un "ufficio informazioni sulla situazione dell'uomo"». Insomma, senza cadere nell'errore che il sacerdote del Processo imputa a Josef K.: non rispettare lo scritto e cambiare la storia. Per entrare dentro tale enigma, l'estesa e ammaliante riflessione di Fontana inizia affrontando gli elementi tecnici: l'amalgama di naturalismo e fantastico, «i modi in cui Kafka si rapporta alla pagina: la scelta di un nome, l'entrata in scena di un personaggio, il posizionamento di una svolta narrativa». E ancora l'alterazione del tempo e dello spazio, il nitore della lingua, l'uso di un punto di vista limitato a fronte del classico narratore onnisciente - per contagiare il lettore con l'incertezza morale del protagonista - o gli straordinari episodi comici di cui sono punteggiati romanzi e racconti. L'autore rivela così la ricchezza dell'opera kafkiana senza dimenticare l'uomo che vi sta dietro: attingendo dai suoi scritti privati e da testi letterari inediti in vita, ma trattando il materiale con la consapevolezza di esplorare la sfera privata di un defunto. Tutto converge verso una domanda posta fin da subito, una questione semplice solo in apparenza: «Ancora Kafka. Perché?». Perché le sue parole ci inquietano ancora, e perché recano al contempo un senso di dignità e fermezza? Perché suonano così vicine al timbro che deve avere la verità? Questo libro scrupoloso e ricco di fonti non è un asettico testo di analisi: è l'urgenza di uno scrittore di dissezionare la propria esperienza di lettura e di senso; e di fare di tale esperienza, essendo l'autore un narratore egli stesso, qualcosa di concreto e coinvolgente per chiunque abbia letto Kafka, lo conosca o lo voglia conoscere. Un tentativo riuscito di saldare il debito culturale che la nostra epoca ha contratto con il grande praghese e il debito personale che lega Fontana a Kafka da sempre: camminando sulla linea che unisce il rigore filologico e lo slancio passionale, la critica letteraria e l'amore.
16,00
Chi dice e chi tace

Chi dice e chi tace

Chiara Valerio

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 288

Un golfo dalla linea morbida, una lunga spiaggia di sabbia che corre parallela alla via Appia tra due colline, il Monte d'Oro e il Monte d'Argento. Un lungomare pieno di oleandri scandito da stabilimenti colorati e a volte sbiaditi, ognuno diverso dall'altro: la Tintarella, il Lido Delfini, il Lido del Pino, il Lido Maria, e molti altri. E poi la pizzeria Lu Rusticone, il bar Luccioletta, due chiese, una sola vera piazza. Poco più a sud scorre il fiume Garigliano e inizia la Campania. Subito a nord ci sono Formia, Gaeta, Sperlonga; in meno di due ore si arriva a Napoli e a Roma. Scauri, nel Lazio, sul Tirreno, seimila residenti nei mesi invernali e centomila nei mesi estivi. Un paese né bello né brutto, ma con una sua grazia scomposta. Qui ha scelto di vivere Vittoria, che è morta nella sua vasca da bagno. È stato uno stupido incidente. L'avvocato Lea Russo, un marito e due figlie, è sempre stata affascinata da Vittoria. Una donna distante ma curiosa, accogliente ed evasiva; nel parlare ha un fatalismo che lascia sgomenti. Era arrivata a Scauri con la sua risata che cominciava bassa e finiva acuta, aveva comprato una casa nella quale tutti potevano entrare e uscire, non aveva mai litigato con nessuno, non aveva mai cambiato taglio di capelli. Viveva con Mara, forse l'aveva adottata, forse l'aveva rapita, si dicevano tante cose. Ora Vittoria è morta per uno stupido incidente in una vasca da bagno, e Lea Russo non ne è convinta. Lea non vuole più accontentarsi di ciò che ha avuto sempre davanti agli occhi. Vuole capire come è morta Vittoria, e chi era davvero. Il primo romanzo per Sellerio di Chiara Valerio segna una traiettoria narrativa inedita. Storia nera di personaggi, indagine su una provincia insolita, ritratto di donne in costante mutazione. Niente è fermo, in "Chi dice e chi tace", le emozioni, gli amori, le verità e gli enigmi, i silenzi del presente e il frastuono della memoria: tutto si muove, tutto si trasforma, tutto può sempre cambiare.
15,00
Antiche storie riscritte

Antiche storie riscritte

Xun Lu

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 320

La creazione, casuale, inconscia, dell'umanità da parte di una dea pigra. Vita domestica di un eroe «sposato con la Luna». Il salvatore dell'impero dal diluvio per dispetto alla moglie e dileggio alla ciarlataneria degli eruditi. I fratelli eremiti vittime della devozione zelante alla tradizione. Alcune giornate dell'eccellente Laozi, filosofo anti-confuciano, alle prese con la vecchiaia e la banalità del mondo. Mozi, fautore di un pacifismo filantropico, si scontra con un discepolo di Confucio («ma se combattono anche cani e porci?»). Maestro Zhuangzi si imbatte in un teschio e comincia un farsesco dialogo sulla morte che svela di che stoffa è fatto. Antiche storie riscritte, terzo volume che conclude la raccolta di tutti i racconti del padre della letteratura cinese moderna, attinge ai miti e alle leggende della vecchia Cina, ma li manipola, li distorce, li stravolge lambendo ampiamente il grottesco. Compie, delle loro figure per millenni venerate, una terrestre genealogia, approfondendo in questo modo lo «smantellamento della morale confuciana» - scrive Fiorenzo Lafirenza nell'Introduzione - dominante nella storia, nel costume e nella ingiustizia sociale. Usa, Lu Xun, i mezzi del «faceto», dell'«arguzia», dell'«astuzia», di cui i critici ufficiali lo accusavano e lui se ne faceva vanto come un sarcasmo in più contro la cultura di potere delle élite.
15,00
Pesci piccoli

Pesci piccoli

Alessandro Robecchi

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 448

Capita a Carlo Monterossi di trovarsi impelagato in faccende diverse, per via della sua doppia vita. Da un lato ha fatto i soldi come autore televisivo con un programma senza pudore e dalla lacrima facile, Crazy Love. Dall'altro, quasi per emendarsi, si adopera per risolvere casi umano-criminali, insieme agli amici detective della Sistemi Integrati, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, in una Milano faticosa e ostile. Flora De Pisis lo manda a Zelo Surrigone, poco lontano dalla metropoli: un crocifisso si è messo a luccicare e un bel santone, don Vincenzo, un ex prete, predica di miracoli e raccoglie donazioni, un'occasione imperdibile per Crazy Love. Negli stessi giorni, un manager della Italiana Grandi Opere, un impero industriale delle costruzioni nel mondo, chiede aiuto alla Sistemi Integrati: l'azienda ha subìto uno strano furto, soldi, documenti, una pennetta usb. Il tutto mentre i poliziotti Ghezzi e Carella risolvono mugugnando una manciata di piccoli casi, storie ordinarie di disperazione e malavita di sopravvivenza, una caccia a tanti pesci piccoli, perché «servono un sacco di perdenti per tenere vivo il mito della città vincente». La vita complicata del detective dilettante Carlo Monterossi - privilegiato sull'orlo del cinismo e al tempo stesso disincantato Robin Hood -, permette al suo creatore Alessandro Robecchi di scrivere noir a forte impianto sociale, che fanno molto pensare a Scerbanenco: crudo realismo unito a una solidarietà che si incarna in personaggi teneri e vivissimi. Come la Teresa di questo romanzo, la piccola donna delle pulizie che non ha mai pensato di poter cambiare la propria vita. E proprio la sua limpida carica di verità attrae Carlo oltre la semplice simpatia, contribuendo a scompigliargli l'esistenza. Un sapore di situazioni reali accentuato dal modo di narrare di Robecchi che è come se stesse a fianco del lettore a mostrargli e illustrargli i fatti che stanno accadendo di fronte a loro.
16,00
Un libro d'oro e d'argento. Intorno alla «Grammatica della fantasia» di Gianni Rodari

Un libro d'oro e d'argento. Intorno alla «Grammatica della fantasia» di Gianni Rodari

Vanessa Roghi

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 192

È da una pagina del poeta Novalis - ricostruisce Vanessa Roghi in questa storia intellettuale (e sentimentale) di un libro rivoluzionario e del suo autore, e particolarmente della didattica dell'inventiva che ne è scaturita - che venne a Rodari l'idea della Grammatica della fantasia. Maestro di scuola, scrittore, poeta, utopista e creatore di una pedagogia poetica «per il mondo urbano e non per un'arcadia rurale che non esiste»: i capitoli su di lui di questo saggio lo ritraggono sullo sfondo delle profonde trasformazioni della società del dopoguerra e, soprattutto, nell'ottica delle grandi energie e speranze sprigionate dall'attivismo nella pedagogia internazionale. È necessario scoprire una «Fantastica» - così come esiste una logica -: una disciplina, cioè, che studi «l'arte di inventare storie», «il modo in cui le storie vengono al mondo». Il fine di questa disciplina non sarà una scienza astratta, ma principalmente il bambino e la bambina come persone attuali, presenti, né adulti futuri né generica infanzia; che sono cento capacità da non ridurre ad una; dotati di un senso della possibilità da affiancare non cancellare con il senso della realtà. Dalla lente d'ingrandimento dell'autrice emergono gli influssi culturali ricevuti e l'originalità di una formazione. Le idee vengono incrociate alle pratiche didattiche. Sono rintracciati i rimandi e i confronti con le scuole più vitali della pedagogia. Gli incontri con altri pensatori influenti. Ma è anche la qualità letteraria che viene fuori, l'instancabile lavoro sui giochi della lingua e della parola che può riferirsi a delle origini surrealiste dello scrittore in quanto tale. E poi Vanessa Roghi scova anche il Rodari più divagante: gli esercizi di allegria, le parole e il loro doppio, Pinocchio contrapposto, quanto a realismo, ai Garrone e ai Muratorino di De Amicis, le fiabe «archivio storico dei popoli», gli insiemi e la poesia, i fumetti. Un geniale, digressivo e trasgressivo fantasista che non è detto che non sia il Rodari più incantevole. «Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo».
13,00
Fine di una storia

Fine di una storia

Graham Greene

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 376

Sarah Miles e Maurice Bendrix sono stati amanti durante la guerra. Il loro è un amore clandestino, rabbioso, quasi feroce. Una passione così assoluta che perfino i terribili bombardamenti tedeschi su Londra sembravano solo un sottofondo rumoroso. Il marito di lei, Henry, alto funzionario, non aveva mai dato segno di sospettare. Poi, Sarah aveva troncato di netto la relazione, improvvisamente e senza nessuna spiegazione. Dopo quasi due anni, finita la guerra, un incontro casuale tra Bendrix e Henry Miles riaccende la gelosia dell'ex amante: Bendrix non crede che Sarah sia semplicemente tornata dal marito; «l'odio, il sospetto e l'invidia», mai realmente sopiti, lo spingono ad assoldare un investigatore privato che pedini Sarah alla ricerca di un «terzo uomo». Ma che cosa ha capito Bendrix, che di mestiere scrive romanzi, ricordando il passato amore e inseguendo, attraverso i resoconti del detective, il presente di Sarah? Che cosa ha capito della «fine di una storia»? Il diario di Sarah svela un'altra verità. Non è solo l'ossessione, a volte selvaggia e spietata, di Bendrix che ha distorto la sua versione dei fatti. È anche che la storia di Sarah ha intrapreso una strada incommensurabile dove si incontra l'assurdo della fede, come desiderio di non essere soli nel deserto. Pubblicato nel 1951, Fine di una storia - da Greene definito il suo «Great Sex Novel» - è un romanzo lancinante, il resoconto di un amore carnale, immenso, crudele, in cui, per via dell'enormità della guerra, irrompe il divino. Ma è un divino diviso, tragicamente incerto, rischioso. Alla fine di questa storia, al di là dello scandalo e delle censure, resta - ha scritto Scott Spencer nella sua introduzione - la «convinzione che anche nelle circostanze più squallide ci sia qualcosa che non si vede, qualcosa che resiste e nobilita».
16,00
Cosa sognano i lupi?

Cosa sognano i lupi?

Yasmina Khadra

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2024

pagine: 328

Nafa Walid, ventenne bello e affascinante della casbah di Algeri, dopo una parte da comparsa in un filmetto, sogna di diventare un attore e di strapparsi così alla condizione di anonimato che il suo ambiente familiare gli promette. Crede di aver trovato il modo di infiltrarsi tra la bella gente accettando un posto di autista per la famiglia Raja, un clan appartenente allo strato sottile di ricchissimi e potentissimi che dominano il paese. Si rende presto conto, nonostante il suo stato economico sia migliorato, di non essere considerato che uno schiavo, umiliato in ogni occasione; e che i suoi padroni sono solo persone volgari e fortunate, convinte di essere una razza superiore. La sua rabbia e il suo odio aumentano fino al giorno in cui il giovane signore, che lui serve, lo costringe a coprire un atto di disumana e indifferente cattiveria; allora piomba in una desolazione profonda, un'apatia totale da cui lo solleva, come una sorta di rivelazione, «il richiamo del muezzin, un segno del Cielo». Inizia a frequentare la moschea, avverte la solidarietà dei fedeli intorno a lui, «che non ero più solo». Ma qualcuno lo suggestiona a sentirsi, più che un semplice credente, un risuscitato, un predestinato, un eletto, e che le umiliazioni, e anche l'odioso delitto da cui è passato, sono le tappe di un cammino superiore: «Dio ti ha condotto dove volevi arrivare. Per illuminarti». Ma questa è la via per arrivare a diventare un combattente feroce e uno spietato assassino. La vicenda di Nafa - sullo sfondo dell'affermazione democratica del Fronte Islamico, la successiva repressione e, nell'Algeria anni '80-90, il diffondersi del fondamentalismo - racconta come, in una successione inevitabile, nasce un terrorista. E, attraverso l'esempio di un dramma sociale che diventa esistenziale, rappresenta l'immagine perturbante di una fede privata dell'attributo della pietà.
15,00

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