La guerra dei vaccini. Cosa può insegnare la vicenda di Albert B. Sabin

La guerra dei vaccini. Cosa può insegnare la vicenda di Albert B. Sabin
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La resistenza ai vaccini non è un fenomeno nuovo: come oggi nei confronti di quello contro il Covid-19, così anche nei confronti di quello contro la poliomielite erano sorti, negli anni Cinquanta del secolo scorso, gli stessi sospetti e le stesse diffidenze. Questo libro ripercorre la vita di Albert Sabin, che della lotta alla poliomielite fu uno dei principali protagonisti, sulla base della sua stessa narrazione, delle sue lettere e dei ricordi degli autori, che con lui hanno collaborato. Nato da una famiglia ebrea, suddito dello Zar di tutte le Russie, a quindici anni, per sfuggire all'antisemitismo cattolico della rinata Polonia indipendente, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti, di cui sceglierà di essere un patriottico cittadino. Pagina dopo pagina, si scoprono e apprezzano gli aspetti del carattere che lo sostennero nella strenua battaglia contro l'acerrimo rivale Jonas Salk per l'affermazione del suo vaccino. Quando sembrava che il suo lavoro fosse destinato a non vedere mai la luce, Sabin trovò una disponibilità incondizionata proprio nell'Istituto Sieroterapico e Vaccinogeno Toscano, fondato a Siena dal professor Achille Sclavo. Quella del vaccino contro la poliomielite è una storia lunga e accidentata - terminata vittoriosamente con la sconfitta della malattia - e che può illuminare molti dei dubbi e delle controversie sollevate nell'opinione pubblica dalla recente pandemia. Così come è stato per la poliomielite, potranno i nuovi vaccini sconfiggere definitivamente anche il Covid-19 e le paure nei loro confronti?
 

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