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La Cala. Cento giorni nelle prigioni libiche

La Cala. Cento giorni nelle prigioni libiche
titolo La Cala. Cento giorni nelle prigioni libiche
Autori ,
Argomenti Società, scienze sociali e politica Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia
Società, scienze sociali e politica Politica e governo
Collana Munizioni
Editore Bompiani
Formato Libro: Copertina morbida
Pagine 240
Pubblicazione 09/2021
ISBN 9788830109377
 
17,00
 
0 copie in libreria
Reperibile
Sono le nove di sera del 1° settembre 2020. Un gruppo di pescherecci sta battendo i fondali davanti al golfo della Sirte, trentaquattro miglia a nord di Bengasi: è lì che si trova il gambero rosso, l'oro per cui i mazaresi lottano da cinquant'anni. Quella notte il capitano libico che li ha intercettati farà caccia grossa: alla guida di una ciurma di corsari che sparano all'impazzata, sequestra quattro pescherecci e diciotto pescatori e li porta a Bengasi come prezioso bottino da offrire al generale Khalifa Haftar. Da quel momento e per 108 giorni i pescatori vengono tenuti prigionieri dalle milizie del leader della Libia Cirenaica, vittime di violenze, mortificazioni, minacce, finte esecuzioni. Mentre le autorità italiane rassicurano le famiglie, un drappello di donne dalla tempra formidabile combatte per la loro liberazione: sono cristiane, musulmane, italiane e tunisine, unite da una sola speranza. Tra di loro, la più agguerrita è Rosetta Ingargiola, di settantatré anni. La madre del capitano del Medinea Piero Marrone - picchiato e messo in isolamento dopo aver contestato l'accusa dei libici di essere un trafficante di droga - ha già perso un figlio in mare. Non vuole perderne un altro. Il rapporto tra madre e figlio è il filo rosso che lega tutte le storie di questa vicenda, specchio di un popolo che vive di pesca e che ha sempre più paura di mettere la prua in mare verso l'altra sponda del Mediterraneo. Le storie di Piero e Rosetta, e delle donne e degli uomini che hanno vissuto gli interminabili giorni di prigionia, sono le voci del Mare di mezzo, e ci raccontano l'inganno di credere che il mare possa tenere lontani due mondi bagnati dalle stesse acque.
 

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