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Enea, lo straniero. Le origini di Roma

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Enea, lo straniero. Le origini di Roma
titolo Enea, lo straniero. Le origini di Roma
Autore
Argomento Poesia e studi letterari Letteratura: storia e critica
Collana Einaudi tascabili. Saggi
Editore Einaudi
Formato
libro Libro: Libro in brossura
Pagine 180
Pubblicazione 08/2020
ISBN 9788806235611
 
Promozione valida fino al 31/12/2025
14,00 13,30
 
risparmi: € 0,70
3 copie disponibili in libreria
I Romani sapevano di discendere da un advena, uno che viene da fuori, accompagnato da fuggiaschi che avevano attraversato il mare rischiando mille volte di morire e scomparire nelle acque. «L'impero romano, - scrisse Seneca, - ha come fondatore un esule, un profugo che aveva perso la patria e si portava dietro un pugno di superstiti alla ricerca di una terra lontana... Farai fatica a trovare ancora una terra abitata dagli indigeni: tutto è il risultato di commistioni e di innesti». I Greci al contrario pensavano di essere nati dalla terra, come un albero. Gli Ateniesi si vantavano di essere autoctoni: il loro primo re, Cecrope, era sbucato dal suolo come un serpente e per questo aveva la parte inferiore del corpo coperta di scaglie. «Noi siamo stati sempre qui, - dicevano, - la nostra gente è nata da questa terra; possiamo accogliere i supplici e gli stranieri, anzi è la nostra legge a imporlo, ma i veri Ateniesi saremo sempre noi, i figli del serpente». I Romani non pensavano cosí. Il loro eroe fondatore veniva da una terra lontana, ma arrivando non trovò il deserto: solo uomini selvatici e primitivi. Eppure non li volle come schiavi ma come compagni.
 

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