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Ombre Corte: Documenta

Adelmo e gli altri. I confinati omosessuali in Lucania

Cristoforo Magistro

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2019

pagine: 208

"Omosessualità e fascismo. Il tema è ormai da alcuni anni noto e a poco a poco conosciuto non solo dagli storici e dagli attivisti gay. È in particolar modo la vicenda dei tanti confinati per "pederastia" ad attirare l'attenzione perché tende a rappresentare emblematicamente l'essenza della repressione nei confronti degli omosessuali. Controllo e persecuzione, emarginazione e discriminazione sono gli aspetti essenziali dell'atteggiamento fascista nei confronti di questi "anormali" così diversi dall'uomo virile fascista, ma soprattutto così poco riconducibili al modello di rispettabilità borghese e alle norme della morale sessuale cattolica. Insomma il confino di polizia è quell'atto formale che condensa nella sua massima espressione tutte le altre forme di confino sociale e familiare vissute da omosessuali e lesbiche nella loro esistenza, e non solo in pieno regime. L'indagine particolareggiata su questo universo confinario permette all'autore sia di ricostruire l'azione persecutoria attuata in diverse province italiane, da Venezia a Catania, da Mantova a Livorno, sia di indagare l'operato delle autorità lucane nel gestire i confinati per omosessualità. La ricerca fornisce dunque un contributo importante per ricostruire la storia dell'omosessualità nell'Italia fascista perché, attraverso quest'indagine su scala locale, è stato possibile individuare nuovi documenti che rendono più chiaro il fenomeno della repressione della pederastia, sia a livello numerico, sia nelle strategie utilizzate dalle forze dell'ordine" (dalla prefazione di Lorenzo Benadusi).
18,00

Un mondo estinto. La comunità ebraica di Brody e il suo destino (1941-1945)

Antonella Tiburzi

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2020

pagine: 158

Tra i sei milioni di ebrei assassinati ci sono anche i nove mila abitanti della importante e. antica comunità di Brody, che tra il 1941 e il 1944 furono quasi totalmente annientati nelle strade della loro città, e poi nel ghetto, nelle loro abitazioni, nelle loro scuole, nelle sedi delle loro associazioni giovanili, nei campi di lavoro forzato e nei campi di sterminio dí Beliec e Majdanek. Ciò fu possibile anche grazie al fondamentale collaborazionismo degli ultranazionalisti ucraini, animati da un antico e radicato antisemitismo. Nelle ultime settimane di guerra, i superstiti ebrei organizzarono una resistenza all'interno del ghetto volta ad accelerare la ritirata dell'occupante nazista, ma le Einsatzkommando delle SS risposero compiendo uno dei più grandi massacri della storia della Shoah, che non risparmiò nemmeno i ragazzi e le ragazze che si erano nascosti nei rifugi. I pochi superstiti di Brody lasciarono l'Europa orientale perché ancora nuovamente vittime dell'antisemitismo del secondo dopoguerra. Tra Israele e gli Stati Uniti costituirono il gruppo degli "Ex residenti di Brody" e diedero vita al progetto "Yitkor Sefer shel Brod" ("Il libro della memoria di Brody"), un testo indispensabile non solo per ricostruire i fatti avvenuti tra il settembre 1941 e il luglio 1944, ma anche per cogliere il profondo legame dei sopravvissuti con la loro comunità. Ripercorrendo minuziosamente le operazioni che portarono alla distruzione della comunità, l'originale lavoro di Antonella Tiburzi descrive la pianificata ferocia dei nazisti e dei loro complici ucraini, facendo contemporaneamente emergere il mondo culturale e intellettuale di quella humanitas che si è estinta con la Shoah. Prefazione di Carlo Saletti.
15,00

L'ozio coatto. Storia sociale del campo di concentramento fascista di Casoli (1940-1944)

Giuseppe Lorentini

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2019

pagine: 163

"Io sempre vissi dal lavoro e non posso più sopportare l'ozio coatto dell'internamento". Casoli, 22 settembre 1942. Casoli, cittadina abruzzese in provincia di Chieti, si erge arroccata su una collina alla destra del fiume Aventino ai piedi del massiccio della Maiella. Nell'aprile del 1940 fu scelta dal ministero dell'Interno per allestirvi una struttura per internare "ebrei stranieri"; questa divenne un campo fascista attivo dal 9 luglio 1940. Nei primi giorni di maggio del 1942, gli internati ebrei vennero trasferiti nel campo di Campagna (Salerno) e a Casoli arrivarono gli "internati politici", per la maggior parte civili "ex jugoslavi" originari delle terre di occupazione italiana in Jugoslavia. Analizzando i fascicoli personali di quasi tutti gli internati, conservati presso l'Archivio storico comunale di Casoli, e confrontandosi con la storiografia e le fonti relative al periodo, Lorentini ripercorre la storia del campo facendo emergere il profilo dei prigionieri, le loro biografie, la vita quotidiana, le pratiche della comunicazione, il rapporto con la comunità cittadina, ma anche i problemi amministrativi e organizzativi riguardanti la sua gestione. La ricerca storica del campo di Casoli ci restituisce, come in un'istantanea, una pagina finora oscura dell'internamento civile fascista come spazio delle pratiche della politica razziale e di repressione operata dal regime, come laboratorio del razzismo fascista a livello locale. Prefazione di Alberto De Bernardi.
14,00

Educati alla guerra. Nazionalizzazione e militarizzazione dell'infanzia nella prima metà del Novecento

Gianluca Gabrielli

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2016

pagine: 127

Cosa si studiava in classe durante la conquista della Libia? Cosa si leggeva sui giornalini durante la Grande guerra? Come riuscì il fascismo a mettere in divisa la gioventù italiana? Come venne spiegata a scuola e in piazza la conquista dell'Etiopia? Quando divenne materia scolastica la cultura militare? La prima metà del Novecento ha visto l'apice dello scatenamento bellico di tutta la storia dell'umanità. I due conflitti mondiali non solo hanno provocato milioni di vittime ma hanno reso la guerra un'esperienza quotidiana per gran parte della popolazione europea e mondiale. In questo contesto, l'infanzia è stata precipitata sul campo di battaglia. Per il futuro della nazione, la costruzione del sentimento nazionale doveva passare anche attraverso i bambini e le bambine, che vennero quindi progressivamente fatti oggetto di propaganda e di educazione patriottica. Gran parte di questa nazionalizzazione avvenne sotto il segno del militarismo e del bellicismo: mentre i padri e i fratelli combattevano al fronte, in famiglia e a scuola i bambini e le bambine venivano coinvolti in vario modo affinché dessero un loro peculiare contributo - che fosse la corrispondenza con i soldati al fronte o la raccolta di metalli per la nazione in guerra. Il volume intende ripercorrere le tappe di questo coinvolgimento dei bambini tra scuola ed extrascuola, nelle aule e nelle piazze, sui libri scolastici e nell'associazionismo.
13,00

Raccontami la storia del Padule. La strage di Fucecchio del 23 agosto 1944: i fatti, la giustizia, le memorie

Luca Baiada

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2016

pagine: 331

174 morti, la più piccola di quattro mesi, la più vecchia novantenne. E poi spose, contadini, sfollati. 174 italiani, massacrati dai tedeschi nel Padule di Fucecchio il 23 agosto 1944. Una strage sconosciuta, eppure è la quinta in Italia, la terza nella tremenda estate di sangue in Toscana. Tre ufficiali tedeschi processati nel 1947, poi tutto nascosto nell'armadio della vergogna sino al 1994, infine riemerso, per il processo del 2012 agli ultimi nazisti in vita. Un giudice torna sui luoghi, intervista i superstiti, dà voce a chi non l'ha mai avuta. E riscopre i ricordi della sua famiglia. Dopo generazioni, il sangue sepolto scorre, la vita palpita, sono ancora tutti qui. Ecco i mezzadri e i casolari, l'incendio, lo stupro, i fascisti mascherati, il tedesco buono, l'amore e l'adulterio, i partigiani e le spie, le armi e i nascondigli, la baronessa e il bambino, il cantastorie e le maghe, i sogni e il profumo del pane. Sullo sfondo incantato della palude interna più grande d'Italia. A settant'anni dalla Liberazione, il senso della memoria si specchia nell'ingiustizia, per rimettere alla prova la verità e l'autostima degli italiani. Ci ripete che le stragi percorrono la storia di questo paese, e che il sangue è sempre lì, a chiamarci a un'oscura bellezza. La memoria è il presente.
25,00
18,00

Il mestiere della memoria. Storia dell'Associazione nazionale ex deportati politici, 1945-2010

Bruno Maida

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2014

pagine: 256

Sorta pochi mesi dopo il rimpatrio dai Lager nazisti, l'Associazione nazionale ex deportati politici (Aned) diede la possibilità a tanti di loro di tornare alla vita, anche attraverso la condivisione fisica di quell'esperienza. Furono, infatti, le sezioni dell'Associazione a offrire gli spazi entro i quali la loro memoria si sarebbe definita, tra il dolore della parola e il dovere della testimonianza. Lottando tenacemente contro la diffusa tentazione a rimuovere il passato recente, nell'Italia della ricostruzione essi dovettero porsi alcuni interrogativi sui meccanismi e sulle gerarchie della trasmissione culturale, sulla funzione della testimonianza intergenerazionale, sulla capacità di realizzare una memoria per il futuro la cui efficacia potesse essere misurata non solo nella sua dimensione pubblica e immediata, ma nella possibilità di stratificarsi e di sedimentarsi nella società e nella cultura del paese. Grazie a questo, l'Aned è stata e rimane un importante strumento di pedagogia democratica e costituzionale. Quella qui narrata e ricostruita per la prima volta, è la storia di questa associazione, delle donne e degli uomini che la costituirono, e per i quali può valere la definizione - come Primo Levi ha scritto di se stesso - di "persone normali di buona memoria".
23,00

Auschwitz prima di «Auschwitz». Massimo Adolfo Vitale e le prime ricerche sugli ebrei deportati dall'Italia

Costantino Di Sante

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2014

pagine: 189

Prima di esporre nelle teche del suo museo la moltiplicazione dei beni appartenuti alle vittime, prima di diventare l'icona della sofferenza inflitta agli ebrei d'Europa, Auschwitz era un nome tra i tanti della galassia concentrazionaria nazista. Cosa si sapeva in Italia di questo campo nei primi anni dopo la Liberazione? Chi ne conosceva il funzionamento? Quale sorte era stata riservata agli ebrei deportati dai nazifascisti? Il libro risponde a queste domande attraverso uno dei primi documenti scritti in Italia sulla storia del campo di Auschwitz. A redigerlo fu Massimo Adolfo Vitale che, dopo aver assistito a Varsavia, tra il marzo e l'aprile del 1947, al processo al comandante del campo Rudolf Höss come osservatore italiano per conto dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane e del Ministero di Grazia e Giustizia, stilò un dettagliato resoconto del suo viaggio in Polonia. La sua relazione, la ricerca di notizie sui deportati italiani, la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui anche quella di Primo Levi, e le battaglie che condurrà contro l'antisemitismo rappresentano ancora oggi un esempio e un antidoto contro il negazionismo, perché, come egli non si stancava di ripetere, "bisogna non dimenticare". Postfazione di Liliana Picciotto.
18,00

Memorie oltre confine. La letteratura postcoloniale italiana in prospettiva storica

Gabriele Proglio

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2011

pagine: 174

Negli ultimi decenni si sono sviluppate forme di storia, di filosofia, di antropologia postcoloniale, ma la letteratura resta ancora una via maestra per comprendere che cosa stia succedendo nella cultura che fa da sfondo agli studi postcoloniali e che tocca continuamente nuove frontiere. Il libro di Gabriele Proglio si pone su questa strada, affrontando un tema di grande attualità: la necessità di sviluppare un approccio postcoloniale in prospettiva storica per quanto riguarda l'Italia. La letteratura postcoloniale in lingua italiana consente l'accesso a quella sfera della soggettività che il fascismo tentò di colonizzare - come parte integrante della colonizzazione materiale incontrando per altro resistenze di vario genere. L'Italia attuale, da cui muove esplicitamente il lavoro, è inserita nel mondo globale e si caratterizza come punto di incrocio di una rete di canali di migrazione. La figura del migrante sta quindi al centro della trattazione. Appoggiandosi alle proposte dei principali teorici di studi postcoloniali, essa articola la riflessione sull'ibridazione delle culture nell'esperienza e nella scrittura dei soggetti delle migrazioni (ma anche dei loro discendenti e dei loro interpreti). Si delinea così un universo terzo, che si confronta con quello di partenza e con quello di arrivo, illuminando le strategie di vita dei migranti e i loro movimenti attraverso il tempo e lo spazio.
18,00

Fine terra. Benjamin a Portbou

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2010

pagine: 168

Agli inizi dell'autunno del 1940, il quarantottenne Walter Benjamin attraversa la sua ultima frontiera. Nel marzo del 1933, abbandonata una Berlino ormai avvolta da un'aria "assai poco respirabile", raggiunge Parigi, trovandovi un temporaneo rifugio, che nel giugno del Quaranta dovrà però abbandonare in seguito all'occupazione tedesca. Sottoponendosi a uno sforzo che per lui, sofferente di cuore, sarebbe potuto risultare fatale, il 25 settembre varcò clandestinamente il confine franco-spagnolo, seguendo un estenuante itinerario tra le montagne pirenaiche. In serata, giunto a Portbou, piccolo villaggio catalano, poiché sprovvisto dei documenti necessari per lasciare la Francia, sarebbe dovuto essere immediatamente riaccompagnato al confine. Tuttavia, gli venne concesso di passare la notte in paese. Prese così alloggio in un albergo, ma di lì a qualche ora si tolse la vita. Sulla base di documenti ritrovati nei primi anni Novanta del Novecento e di nuove testimonianze, il libro indaga minuziosamente sulle ultime ore della vita di Walter Benjamin, sul suo decesso e sulla singolare vicenda della sepoltura, presentando evidenze documentali, congetture e dubbi ancora irrisolti. Ma esso vuole essere anche una guida per chi, avendo scelto di recarsi in quel villaggio sulla riva del Mediterraneo, intenda sostare dinnanzi a ciò che, oggi, ricorda l'ultimo passaggio dell'apolide in fuga dall'Europa in fiamme.
16,00

Il fascismo in Europa 1918-1945

Arnd Bauerkämper

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2008

pagine: 160

15,00

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