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Neri Pozza: I narratori delle tavole

Natale con i fantasmi

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 240

Quando le giornate si accorciano e i crepuscoli si fanno lividi, è il momento di raggomitolarsi sul divano, accendere le candele e lasciarsi conquistare da un racconto spettrale. Rese popolari da artisti del calibro di Charles Dickens, Wilkie Collins e Henry James, le storie di fantasmi sono ricorrenti nella letteratura fin dall'antichità e sono tradizionalmente legate alle feste natalizie. In questa raccolta alcuni dei più grandi scrittori contemporanei - tutti maestri del terrore - riportano in vita questa antica tradizione con una serie di racconti che fanno venire i brividi. C'è un uomo ossessionato dal gioco degli scacchi che decide di prendere in affitto una singolare casa bianca e nera, con un sobrio giardino all'italiana in cui, disposti su due file, vi sono alberi potati in forme elaborate e familiari: torri, cavalli, alfieri, re e regine, con davanti i lunghi ranghi dei pedoni. Ma, se di giorno quel luogo è pervaso da una pacata quiete, di notte si trasforma nel più spaventoso degli incubi. Una donna in fuga da un marito violento sceglie, come rifugio per sé e suo figlio, la vecchia dimora di famiglia. Dovrebbe sentirsi protetta, tra quelle mura, ma fin dalla prima notte appare chiaro che qualcun altro abita quelle stanze polverose. Il giovane Walter Pemble, fotografo commemorativo di prim'ordine, si presenta nella residenza dei coniugi Wilt per il ritratto della defunta Lily, unica figlia di Rumold e Guinevere Wilt. La casa è sprofondata nel lutto, gli specchi oscurati, gli orologi fermi e le persiane alle finestre chiuse con il batacchio trattenuto con del crespo. Solo Lily Wilt, adagiata nel suo feretro, appare più viva che mai. La giovane Catherine Elizabeth Mary Blake, fresca sposa e signora di Blake Manor, nella campagna dello Shropshire, viene messa al corrente di una storia agghiacciante accaduta a pochi passi dalla sua tenuta. Una storia tanto torbida da lasciarle addosso un segno indelebile. Dalle penne di Bridget Collins, Imogen Hermes Gowar, Kiran Millwood Hargrave, Andrew Michael Hurley, Jess Kidd, Elizabeth Macneal, Natasha Pulley e Laura Purcell, otto racconti pervasi dal sinistro e dal macabro da leggere tutti d'un fiato. Magari con la luce accesa.
18,00

Figlie della notte

Laura Shepherd-Robinson

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 528

Londra, 1782. È una tiepida sera d'agosto e i vialetti lastricati dei Vauxhall Pleasure Gardens sono gremiti di londinesi che passeggiano allegramente sotto le stelle. L'animo gravato da un doloroso segreto, il cappuccio del mantello ben calato sulla testa, Caroline Corsham, moglie del Capitano Henry Corsham, si addentra nel Dark Walk, un sentiero stretto tra gli alberi, dove ha appuntamento con una nobildonna italiana, Lucia di Caracciolo, che ha promesso di aiutarla. Lungo il sentiero incrocia una figura singolare, un uomo con un cappotto nero e una maschera da medico della peste, che procede a passo spedito nella direzione opposta. Giunta sul luogo dell'incontro, una scena raccapricciante si schiude davanti ai suoi occhi: l'amica è riversa a terra, ferita gravemente e agonizzante. Caro fa in tempo a raccogliere le sue ultime, misteriose parole: «Lui lo sa», prima di assistere alla sua morte. L'indomani, interrogata da Sir Amos Fox, giudice di Bow Street, scopre con sgomento che la donna che credeva amica non era affatto una nobildonna italiana, né si chiamava Lucia di Caracciolo. Tra i pergolati di Vauxhall e nelle taverne e nei caffè di Londra era nota come Lucy Loveless, il nome di una prostituta d'alto bordo. Benché profondamente turbata, quando Sir Amos Fox liquida il caso come una faccenda di poca importanza, Caro insorge. Racconta dell'uomo col cappotto nero, del documento macchiato di sangue che giaceva accanto a Lucy e che sembra svanito nel nulla, ma le sue parole cadono nel vuoto. A Bow Street non si curano certo della morte di una giovane donna nota come prostituta. Caro decide allora di affidarsi a Peregrine Child. Ex giudice di Deptford, Child in passato ha goduto di prestigio e rispetto. Ora è ufficialmente un detective privato ridotto a dar la bassa lega e a perdere tempo tra i balordi del Red Lion, una taverna di furfanti da tempo immemorabile. Che il caso di Lucy Loveless, un caso che sembra celare un intricato mondo di artifici, inganni e vite segrete, possa rappresentare, finalmente, il suo riscatto? Dai bordelli di Covent Garden alle eleganti case di Mayfair, "Figlie della notte" è un giallo storico ambientato nella Londra georgiana e, insieme, il vivido affresco di un'epoca in cui soprusi, vizi e bugie si annidano sotto la maschera della virtù.
19,00

Frida in America. Il risveglio creativo di una grande artista

Celia Stahr

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 400

Quando, a ventitrè anni, giunse negli Stati Uniti insieme al marito, il muralista Diego Rivera, la giovane Frida Kahlo era una pittrice alle prime armi, da tutti considerata null'altro che la «piccola moglie messicana» di un artista all'apice della fama. La loro prima fermata fu San Francisco, dove Diego era stato invitato dall'architetto americano Timothy Pflueger per dipingere un murale sulla parete del Pacific Stock Exchange. Sebbene entusiasta di partire, Frida fece fatica a dire addio alla propria famiglia mentre lasciava l'amata patria messicana per Gringolandia, come lei chiamava gli Stati Uniti. Le incognite erano tante: com'era davvero quella terra straniera? Sarebbe stata in grado di comunicare, vista la sua scarsa padronanza dell'inglese? Ma, soprattutto, avrebbe trovato ispirazione per la propria arte? Frida era una figlia della rivoluzione messicana, come amava dire, una paladina appassionata dei diseredati e degli ultimi della terra. Eppure le ci volle la permanenza negli Stati Uniti perchè le fondamenta su cui poggiava la sua idea di casa e di paese natale vacillassero, costringendola a vedere una realtà diversa. In questa terra straniera lottò e incespicò, talora maledicendola, tal'altra accettandola, raffigurandola tuttavia sempre con occhio attento all'umorismo che ribolliva sotto la superficie della sofferenza. E alla fine il soggiorno a Gringolandia la mutò profondamente, come artista e come donna, trasformando la Señora Rivera nella Frida Kahlo dei suoi dipinti più ispirati. Dal quando, nel 1983, Hayden Herrera ha dato alle stampe il suo Frida (Neri Pozza, 2016), non ci sono state altre biografie di rilievo sulla pittrice. E nessun autore ha esplorato in profondità il corpus di opere creato dall'artista durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Concentrarsi su questi anni cruciali della sua evoluzione consente di capire più a fondo questa donna e artista geniale. Schiude una porta su molti dei temi, degli atteggiamenti e delle norme con cui Frida si scontrò in questo periodo significativo della sua vita, che gettò le basi della sua identità, della sua immagine pubblica e del suo maturo stile artistico a venire.
18,00

Barbizon Hotel. Storia di un hotel per sole donne

Paulina Bren

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 352

«Oh! È fantastico essere a New York... soprattutto se alloggiate al Barbizon per sole donne». Negli anni Cinquanta sulle riviste lo slogan è sempre quello, rassicurante nella sua insistenza: l'hotel più esclusivo di New York, il Barbizon, è il luogo ideale per le donne nubili che affluiscono sempre più numerose per lavorare nei nuovi, straordinari grattacieli; donne che non vogliono abitare in pensioni scomode e desiderano quello che gli uomini hanno già: dei "residence", ovvero hotel che propongono tariffe settimanali, servizio di pulizia quotidiano e una sala da pranzo al posto dell'onere di una cucina. Ma chi è la donna che alloggia al celebre Hotel Barbizon? Qualunque siano le sue origini - l'America provinciale o l'altra estremità del ponte George Washington - di solito arriva in un taxi Checker giallo, con indosso i suoi abiti migliori, armata di valigia, lettera di raccomandazione e speranze. È scappata dalla sua città natale e da tutte le prospettive (o dalla loro mancanza) che la caratterizzano. Adesso è lì, a New York, pronta a ricostruirsi, a cominciare una nuova vita. E quale miglior inizio, se non il Barbizon? Tutti sanno che l'hotel trabocca di aspiranti scrittrici, giornaliste, attrici e cantanti, e alcune non più aspiranti, ma già diventate famose. Dopo aver superato l'esame di Mrs Mae Sibley, la vicedirettrice incaricata di sorvegliare con occhi di falco la reception, la nuova ospite del Barbizon prende l'ascensore fino al piano della sua camera, dove nessun uomo sarà mai ammesso, e dove il letto stretto, il cassettone, la poltroncina, la lampada a stelo e la piccola scrivania rappresentano alla perfezione la «stanza tutta per sé» rivendicata da Virginia Woolf: uno spazio privato che le consenta di reinventarsi senza il peso della famiglia e delle sue aspettative. Dietro quelle pareti, però, nelle stanze dove abitano donne in tacchi a spillo, guanti bianchi e cappellini dall'angolazione perfetta, non tutto è come appare e assieme all'ambizione aleggiano anche i fantasmi della disillusione e di una solitudine talvolta insopportabile. Raccontando la storia dell'hotel per sole donne più famoso di New York, dalla sua costruzione nel 1927 fino alla trasformazione in appartamenti da diversi milioni di dollari nel 2007, Paulina Bren svela, attraverso la storia delle sue ospiti più illustri - dalla sopravvissuta al naufragio del Titanic, l'«inaffondabile» Molly Brown, alla poetessa Sylvia Plath, che lo descrive nel romanzo "La campana di vetro", passando per Grace Kelly, Joan Crawford, Candice Bergen, Ali McGraw, Liza Minnelli e molte altre - una magnifica storia di emancipazione femminile.
19,00

Casa Trelawney

Hannah Rothschild

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 368

Per ottocento anni Trelawney Castle - una stanza per ogni giorno dell'anno, undici scaloni e oltre sei chilometri di corridoi - è stato il più maestoso e il più sontuoso castello della contea di Cornovaglia, rappresentando degnamente la famiglia omonima. Ma con l'incespicante trascorrere dei secoli, la mollezza delle abitudini ha smorzato l'ambizione dei signori di Trelawney: gli ultimi otto dei ventiquattro conti si sono distinti per dissolutezza e inettitudine finanziaria, mentre due guerre mondiali, il crollo di Wall Street e le tasse ereditarie hanno finito col dissipare il patrimonio della famiglia. Nel 2008 le finestre sono ormai oscurate dall'avanzata dell'edera e dei rovi, alcuni soffitti parzialmente crollati rivelano gli ambienti soprastanti e gli attuali abitanti del castello tengono a bada il degrado chiudendo le porte a chiave. Jane Tremayne, nuora del ventiquattresimo conte di Trelawney e moglie dell'erede, Kitto, svolge la maggior parte delle mansioni domestiche e accudisce il giardino, gli anziani suoceri e l'ultimo cavallo rimasto nella stalla. Kitto investe in progetti improbabili, con l'inettitudine di chi è consapevole di essere l'ultimo, biasimato superstite di una nobile dinastia. Dei loro tre figli solo il maggiore, Ambrose, frequenta l'ultimo anno a Harrow, mentre le tasse esorbitanti della scuola privata costringono il secondogenito, Toby, e la sorella, Arabella, a frequentare il liceo pubblico locale. E poi ci sono Enyon e Clarissa, conte e contessa di Trelawney, intenzionati a fingere che ogni cosa si sia conservata nello splendore di un tempo, mentre l'eccentrica prozia Tuffy si è barricata in un villino fatiscente in fondo al parco, dedicando la sua esistenza allo studio delle pulci. L'unica che sembra essersi salvata dalla rovina è Blaze, la sorella di Kitto: allontanata da Trelawney Castle per questioni ereditarie, ha rinnegato il passato e fatto fortuna nella finanza a Londra. Ma quando una vecchia amicizia in comune, Anastasia, chiede ospitalità per la figlia diciannovenne, Ayesha, Blaze e Jane, da tempo estranee, dovranno necessariamente riunirsi per salvare quel che resta di Trelawney Castle dal dissesto finanziario, ora che i mercati e le banche sono sull'orlo del tracollo. Un'occasione, forse, per scoprire anche cosa tiene davvero unita una famiglia. Con sferzante humour britannico, e grazie a una prosa vivace, Hannah Rothschild dà vita, attraverso le vicende di un'antica casata sull'orlo del lastrico, a una trascinante commedia sociale.
19,00

Questa terra così gentile

William Kent Krueger

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 496

1932, Minnesota. Rimasti orfani e senza parenti, Odie O'Banion e suo fratello Albert vengono portati alla Lincoln Indian Training School, sebbene siano gli unici due ragazzi bianchi in una scuola di indiani. Mrs. Thelma Brickman, la direttrice, soprannominata la Strega Nera, è una donna arcigna e autoritaria, che non esita a punire la vivacità del giovane Odie confinandolo nella Stanza del Silenzio, una cella d'isolamento dove i bambini vengono rinchiusi senza cibo e acqua. A rendere quel luogo ancora più spaventoso è l'occhio attento del custode, un uomo sciatto e scontroso di nome DiMarco: se un ragazzo ha bisogno di una punizione, di solito è DiMarco a somministrargliela, godendo di ogni singolo colpo della cinghia di cuoio. Ma la Lincoln Indian Training School è anche un luogo dove Odie stringe legami destinati a lasciare un segno indelebile nella sua vita: quello con Mose, un ragazzino indiano che non è in grado di articolare le parole perché a quattro anni gli è stata tagliata la lingua, ma dalle cui labbra sgorga una bella risata contagiosa; e quello con la piccola Emmy Frost, la figlia dell'insegnante di economia domestica, una bambina con un dono speciale. Quando, a seguito di un terribile crimine, Odie sarà costretto a fuggire dalla scuola, Albert, Mose ed Emmy lo seguiranno. A bordo di una canoa, pagaieranno sul fiume Gilead al chiaro di luna, lasciandosi alle spalle le piantagioni di cotone diretti al Mississippi: quattro orfani salpati insieme per un'odissea che vedrà le loro vite andare incontro a pericoli di ogni genere, in un'avventura destinata a diventare epica. Con l'atmosfera di un classico moderno, tra omicidi e rapimenti, bambini perseguitati e demoni dai mille nomi, "Questa terra così gentile" racchiude in sé tutti gli elementi in grado di animare una grande storia: il coraggio e la codardia, l'amore e il tradimento. E, ovviamente, la speranza.
20,00

Un semplice caso di infedeltà. Le inchieste di Maisie Dobbs

Jacqueline Winspear

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 320

Nel 1910 la tredicenne Maisie Dobbs prende servizio come cameriera in una elegante dimora di Belgravia, casa Compton. La moglie di Lord Julian Compton, Lady Rowan, una fervente suffragetta, non tarda a rendersi conto che la schiva ragazzina possiede una mente eccezionale, un'intelligenza così brillante da meritare più dell'angusto destino che il lavoro domestico potrebbe riservarle. Nulla di meglio, dunque, che indirizzarla presso l'amico Maurice Blanche, uno degli investigatori preferiti dall'élite europea del tempo. Un utile apprendistato prima di tentare di accedere al prestigioso Girton College di Cambridge. Lo scoppio della guerra, però, muta radicalmente le cose. Maisie si forma come infermiera e parte per la Francia, dove l'orrore non lascia scampo a niente e nessuno, nemmeno a lei. Rientrata in Inghilterra, nel 1929 la giovane donna decide di rilevare l'attività di Blanche e mettersi in proprio come investigatrice privata. Il suo primo caso, tuttavia, appare di poca rilevanza: il commerciante Christopher Davenham le chiede di indagare sulla presunta infedeltà della moglie Celia, una donna che sembra aver fatto della menzogna un'arte. Dopo tutto il tirocinio, tutti gli studi e i successi con Maurice Blanche, quel semplice caso di adulterio pare a Maisie un affronto. Ma la giovane investigatrice non si tira indietro. Non è forse vero che le cose straordinarie si camuffano sempre da cose qualsiasi? Maurice le ha insegnato a non dare nulla per scontato, e così ecco che, pedinando Celia Davenham, Maisie si ritrova nell'ultimo luogo in cui avrebbe pensato di trovarsi: il cimitero di Nether Green, dinnanzi a una lapide con inciso un nome e null'altro. Primo di una serie di avvincenti gialli ambientati negli anni Venti e Trenta, "Un semplice caso di infedeltà" presenta al lettore l'investigatrice privata Maisie Dobbs: geniale e intuitiva come Sherlock Holmes, decisa e determinata come Lisbeth Salander.
18,00

Côte d'Azur. 1920-1960: gli anni d'oro della Riviera francese

Mary S. Lovell

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 376

Meta invernale prediletta, negli ultimi decenni del XIX secolo, delle famiglie reali e aristocratiche inglesi e russe, negli anni Venti del secolo scorso la Côte d'Azur divenne il luogo per eccellenza della villeggiatura estiva del Jet Set internazionale. Nel 1926 i ricchi newyorkesi Gerald e Sara Murphy, che ispirarono i personaggi di Dick e Nicole Diver in Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald, la elessero a loro luogo di residenza attirando, nel giro di pochi anni, un gruppo eclettico di pittori, scrittori e altri artisti, tra i quali Pablo Picasso, Paul Robeson, Cole Porter, Dorothy Parker, Jean Cocteau, Scott e Zelda Fitzgerald. Attorno al circolo dei Murphy gravitavano altri personaggi, come l'americana Maxine Elliott: attrice, forse amante di un re d'Inghilterra e certamente abilissima investitrice. A lei va infatti il merito di aver concepito lo Château de l'Horizon, una deliziosa villa bianca in stile art déco sulla Riviera francese, che non tardò a diventare la residenza estiva delle più illustri personalità dell'epoca: Churchill vi trovò rifugio per riprendersi dalle delusioni del forzato esilio dalla politica britannica, e così fecero anche il duca e la duchessa di Windsor, anch'essi maltrattati dall'opinione pubblica. Disegnato da un giovane americano, Barry Dierks, che sarebbe diventato uno degli architetti più famosi sulla Riviera, per tre decenni lo Château de l'Horizon avrebbe rappresentato il santuario di uno stile di vita sensuale, lussuoso, eccentrico. Questo libro racconta la storia di questa celebre dimora modernista, ma parla anche del primo, ammaliante periodo in Riviera, quando l'accettazione da parte dei circoli più esclusivi esigeva una ricchezza che i comuni mortali neanche sognavano, l'appartenenza a famiglie nobili o le maniere giuste per intrattenere e divertire il prossimo.
22,00

Le tombe di Whitechapel

Claire Evans

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 368

Londra vittoriana, 1882. Londra, 1882. Conosciuto come «il paladino degli innocenti», l'avvocato Cage Lackmann non ha mai perso una causa, nemmeno quando si è trattato di difendere i peggiori tagliagole. L'arte teatrale, del resto, così come l'inganno e la simulazione, ce le ha nel sangue: sua madre, Honor Dossett, è una consumata attrice. Ora, però, la carriera di Cage Lackmann rischia di essere travolta da uno scandalo che scuote la buona società londinese. Cinque anni prima, Cage ha difeso con successo Moses Pickering, accusato di uno di quegli omicidi spettacolari che sono la delizia dei quotidiani: il figlio quindicenne dell'abbiente famiglia Crewler, presso cui Pickering alloggiava, era stato trovato vestito da donna, violentato e strangolato. In realtà, l'accusa non aveva in mano niente contro il gentile e sofisticato Moses Pickering. Certo, Moses si trovava in quella casa la sera in cui il ragazzo era stato ucciso, ma erano presenti anche il fratello maggiore della vittima e l'intera servitù. A far cadere il sospetto su di lui erano stati solo e unicamente i suoi modi effeminati. Il caso vuole, però, che a un tiro di sasso dalla casa di Cage, in una delle strade più pericolose di Whitechapel, cinque anni dopo il caso Crewler, venga rinvenuto il corpo di un altro ragazzo vestito da donna e strangolato. Gli indizi sembrano condurre nuovamente a Pickering, svanito nel nulla proprio il giorno dell'omicidio. Incalzato dall'ispettore Jack Cross, più che mai intenzionato a smascherarlo come il peggior bugiardo che abbia mai calcato le aule di un tribunale, l'infallibile avvocato deve trovare Pickering al più presto e provare a salvarlo per la seconda volta con una delle sue magie. Tra false piste, intuizioni geniali e un'indagine dal ritmo serrato, l'autrice della "Quattordicesima lettera" ritorna con un thriller che trasporta il lettore nelle incantevoli, oscure atmosfere della Londra vittoriana.
18,00

Una stanza fatta di foglie

Kate Grenville

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 352

Durante la ristrutturazione di una residenza storica di Sydney, viene rinvenuta una scatola di latta sigillata e incastrata dietro una trave del sottotetto. La scatola, gremita di vecchi fogli quasi illeggibili, contiene le memorie di Elizabeth Macarthur, moglie di John Macarthur, passato alla storia come primo colono e padre dell'industria laniera australiana. Il ritrovamento è eccezionale, perché svela ciò che nessun documento della storiografia ufficiale osa raccontare: la vita di una donna straordinaria, capace di amministrare un'azienda agricola enorme, allevando pecore da lana pregiata e gestendo, con grande temperamento, una manodopera composta da galeotti abbrutiti. Gelosamente conservate, sottratte alla furia di un mondo in cui il ruolo della donna si perdeva in un desolante nulla, le memorie diventano la finestra attraverso cui è possibile affacciarsi su un'esistenza non comune. Elizabeth nasce nel 1766, figlia di un agricoltore del piccolo villaggio di Bridgerule, nel Devon. Ancora bambina, viene accolta nella casa del pastore, dove cresce in modo analogo a quello della quasi contemporanea Jane Austen. È qui che incontra e sposa il sottufficiale John Macarthur, un uomo irrequieto, sgradevole, roso dall'ambizione. Un anno dopo i due sposi, con il figlio in fasce, salpano verso la colonia penale del Nuovo Galles del Sud, appena istituita: poco più di due granelli d'Inghilterra in mezzo a incalcolabili miglia che non lo sono affatto. Un destino, per la giovane donna, approntato dalle regole sociali del tempo che non tengono in alcun conto la sua volontà. Tuttavia, nei vasti paesaggi di quel continente sconosciuto, nel regno delle foglie, delle rocce e del vento, Elizabeth scoprirà un coraggio che non avrebbe mai immaginato di possedere, cedendo a quel mistero insondabile che è il desiderio.
18,00

Piccoli piaceri

Clare Chambers

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 320

Londra, 1957. La guerra e le sue privazioni sono passate solo da un decennio e i danni delle bombe sono ancora visibili nel paesaggio londinese. Sulle pagine del North Kent Echo, un piccolo giornale locale, appare un giorno un trafiletto che parla dei progressi negli studi sulla partenogenesi: gli esperimenti compiuti su ricci di mare, rane e conigli fanno ipotizzare che la si possa applicare anche all'uomo. Probabilmente i lettori del North Kent Echo non l'avrebbero nemmeno notato, se non fosse stato per il sensazionale titolo: «I maschi non servono più per la riproduzione!». A seguito dell'articoletto, la redazione viene invasa da una valanga di lettere indignate. Tra di esse ve ne è però una alquanto singolare. A scriverla è una certa Gretchen Tilbury, residente a Sidcup, che dichiara di aver dato alla luce una bimba quando era ancora vergine. L'affermazione suonerebbe priva di qualunque fondamento, se non fosse che, nel lasso di tempo in cui asserisce di aver concepito la figlia per partenogenesi, Gretchen Tilbury era ricoverata presso la clinica St Cecilia di Broadstairs, dove ha trascorso mesi a letto, a causa di una grave forma di artrite reumatoide, dividendo la corsia con altre tre giovani donne, assistite da suore e infermiere. A fare luce sul controverso caso viene inviata Jean Swinney, responsabile delle rubriche di economia domestica e unica donna presente nella redazione del North Kent Echo. Trentanove anni e alle spalle un'esistenza fatta di aspettative deluse, Jean ha imparato da tempo a sopravvivere grazie ai piccoli piaceri quotidiani che la vita concede, quando non è troppo avara. Mentre indaga per scoprire se si tratta di un miracolo o di una frode, Jean stringe, con i Tilbury, un legame destinato a cambiare profondamente la sua esistenza tranquilla e abitudinaria. Ma quale sarà il prezzo da pagare per conoscere la verità?
18,00

La tigre di Noto

Simona Lo Iacono

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2021

pagine: 176

Questo romanzo narra di Anna Maria Ciccone, una donna e una scienziata che visse in un'epoca che le fu ostile, un tempo di ostinati pregiudizi e barbarie totalitarie. Nata a Noto nel 1891, partì dalla sua Sicilia e arrivò a Pisa poco prima che scoppiasse la Grande Guerra per studiare fisica: unica donna del suo corso. Insegnò alla Normale e seguì per un'intera vita le traiettorie e le intermittenze della luce, perché la spettrometria era l'oggetto dei suoi studi. Studi che ebbero una vasta risonanza persino nel campo della nascente meccanica quantistica molecolare. Oggi diremmo che si impose in un mondo maschile. Ed è certamente vero. Oggi parleremmo della sua passione, della sua forza e del suo coraggio nel riuscire a salvare, nel 1944, i testi ebraici della biblioteca dell'università di Pisa dai nazisti che volevano requisirli e poi distruggerli. La sua figura non è riconducibile, tuttavia, soltanto alle sue pionieristiche ricerche o alle sue impavide azioni. Con uno sguardo che attraversa il suo tempo, Simona Lo Iacono ritrae la vita di una donna capace di affermare in ogni ambito dell'esistenza la forza della sua fragilità. Ne esce un romanzo che non si lascia definire, che ci costringe a convivere con una nostalgia tenace, il racconto di una geniale fisica e matematica che seppe mostrarsi al mondo con la compostezza e il pudore di chi, nel buio dell'universo, cerca di guadagnare sempre, con fede ostinata, un piccolo bagliore di conoscenza. Perché, parafrasando Goethe, è proprio quando le ombre sono più nere che riusciamo a scoprire il potere della luce.
17,00

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