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Mondadori: Orizzonti

Privatocrazia. Perché privatizzare è un rischio per lo Stato moderno

Chiara Cordelli

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 144

I confini tra il pubblico e il privato sono sempre più indefiniti. Il ruolo dello Stato moderno, nato per separare pubblico e privato, è cambiato profondamente negli ultimi anni e ha subito radicali trasformazioni nel modo di governare e amministrare la cosa pubblica. Viviamo sempre di più nell'era dello Stato privatizzato, o, per meglio dire, in una privatocrazia , dove lo Stato dirige, ma è il privato che spesso gestisce. Se prima governare significava spendere e amministrare direttamente, ora non di rado equivale a coordinare e incentivare una serie di attori privati sfruttandone le capacità organizzative e l'autonomia decisionale. Una privatizzazione incalzante che è ormai un fenomeno di scala globale: per decenni i governi di tutto il mondo hanno promesso una maggiore efficienza rivolgendosi a società private per fornire beni pubblici, quali la sanità, l'istruzione e i trasporti. Tragicamente, la pandemia di Covid-19 ha mostrato la falsità di tale promessa, mettendo in luce l'inefficienza e l'ingiustizia di molti sistemi privatizzati. In Italia, ad esempio, sono emersi i limiti della privatizzazione della sanità; prima ancora, dell'istruzione. Ma la minaccia più profonda che la privatizzazione pone al nostro ordine democratico, mettendo in discussione la sua stessa legittimità, resta invisibile e assente dal dibattito pubblico. Affrontando il tema del rapporto tra pubblico e privato da un punto di vista politico, e non in termini di mera efficienza economica, Chiara Cordelli propone una riflessione sulla trasformazione dello Stato contemporaneo. Una diagnosi lucida, che dimostra come la tendenza a privatizzare metta a rischio la legittimità dello Stato democratico stesso, compromettendo la ragione fondamentale per la quale esso esiste. Un'analisi che permette di comprendere la natura del conflitto profondo tra privatizzazione e legittimità democratica e di immaginare un nuovo modo di concepire e gestire collettivamente la cosa pubblica.
18,00

La sfida del vaccino. Pfizer e la grande corsa per rendere possibile l'impossibile

Albert Bourla

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 216

Questo è il racconto di una sfida eccezionale. Una sfida che gli scienziati di Pfizer, nel 2020, in nove mesi soltanto, hanno vinto sotto la guida visionaria di Albert Bourla, rendendo possibile «l'impossibile», ovvero creare, testare e produrre il primo vaccino mRNA contro il Covid-19. In condizioni normali, un'operazione simile avrebbe richiesto anni. Per Bourla, presidente e CEO di Pfizer, e la sua squadra è stato come preparare un «lancio sulla luna». Questo libro ripercorre i dubbi, le decisioni e gli ostacoli di un'impresa straordinaria, che non è stata però frutto - come sottolinea Bourla - di un colpo di fortuna, ma di una preparazione guidata da quattro semplici valori: coraggio, eccellenza, equità e gioia. Queste pagine sono infatti anche, e soprattutto, una storia di leadership. La storia di come un veterinario, immigrato greco e figlio di sopravvissuti all'Olocausto, sia arrivato a capo di una delle più grandi società del mondo e di come una crisi sanitaria globale abbia drasticamente testato la tenuta di quell'azienda, dei suoi scienziati e del suo leader come mai prima di allora. Un racconto che mostra le pratiche migliori e offre lezioni di leadership per sostenere le sfide della nostra contemporaneità e aiutare chiunque a gestire con successo i problemi apparentemente irrisolvibili. Come scrive Bourla, «condivido la storia della nostra conquista - le sfide affrontate, le lezioni apprese e i valori di fondo che ci hanno portato al successo - nella speranza che possa ispirare e permeare la vostra personale conquista, quale che sia».
19,50

La scienza dell'impossibile. Alla ricerca delle nuove leggi della fisica

Chiara Marletto

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 216

Nella scienza e nella fisica persiste l'idea «profondamente errata» che una volta spiegata «ogni cosa esistente nel mondo fisico e ciò che a essa accade», allora si è spiegata ogni cosa. Eppure, immaginate un computer programmato per produrre sul proprio schermo una stringa di zeri. È una sua proprietà fattuale, che riguarda il suo stato attuale, ciò che esso è. Il computer, però, potrebbe essere riprogrammato per generare altre stringhe, e questa è una sua proprietà controfattuale. La macchina potrebbe non essere mai programmata in questo modo, ma il fatto che potrebbe esserlo si rivela essenziale. Per capire che cos'è un computer, quindi, è necessario portarne alla luce tutte le «potenzialità». Chiara Marletto, fisica teorica e ricercatrice all'Università di Oxford, rivendica quindi la necessità di incorporare nelle spiegazioni scientifiche anche le proprietà controfattuali, finora trascurate. Come nell'esempio del computer, queste proprietà riguardano ciò che «potrebbe» o «non potrebbe» essere - in altre parole, la scienza del possibile e dell'impossibile -, e forniscono un diverso modo di spiegare la realtà, una prospettiva radicalmente nuova da cui osservare il mondo e descriverne il funzionamento. Le spiegazioni controfattuali, infatti, sono in grado di esprimere le caratteristiche essenziali delle leggi della natura e si sono rivelate cruciali in diversi ambiti scientifici, dalla teoria quantistica dell'informazione alla termodinamica. Esse inoltre promettono di inaugurare scenari inediti non solo nel campo della fisica, ma anche nella biologia, nella computer science e nell'Intelligenza Artificiale. Sono il segreto per affrontare problemi da lungo tempo irrisolti, la chiave per accedere a una comprensione più profonda e complessa dell'universo e della realtà che ci circonda, e per compiere un passo definitivo oltre i vincoli e i confini della concezione tradizionale della fisica.
19,50

Il futuro della vita. Come arriveremo a controllare l'evoluzione

Jennifer Doudna, Samuel Sternberg

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 312

Nel 2012, mentre stavano studiando la reazione dei batteri alle infezioni virali, Jennifer Doudna e i ricercatori del suo laboratorio a Berkeley non si sarebbero mai aspettati di dare il via alla più grande rivoluzione dell'ingegneria genetica. Per puro caso, come accade spesso in ambito scientifico, compresero il funzionamento di CRISPR-Cas9, un sistema capace di «ritagliare» il DNA: da quel momento, l'ipotesi di manipolare il patrimonio genetico di tutti gli esseri viventi divenne una realtà. Oggi armeggiare con il DNA e modificare il codice genetico che identifica ogni specie del pianeta è alla portata di tutti. Anzi, alcuni esperimenti nel settore agroalimentare sono ormai conclusi da tempo e hanno portato, per esempio, a soia più nutriente e a riso resistente alle malattie. In tutto il mondo gli scienziati stanno utilizzando il CRISPR con esiti più o meno stupefacenti e studiando applicazioni al genoma umano. Gli impieghi sull'uomo hanno infatti un potenziale enorme: grazie al CRISPR si potrebbero mettere a punto terapie in grado di cambiare il decorso di alcune malattie, per esempio l'HIV/AIDS, e di evitare l'insorgenza di patologie invalidanti cui si è predisposti geneticamente, come la distrofia muscolare o il cancro. La velocità a cui progredisce la ricerca obbliga però a domandarci se saremo in grado di affrontare le possibili conseguenze di questa rivoluzione senza precedenti. Per salvaguardare l'enorme potere di regolare il corso dell'evoluzione evitando i pericoli insiti nella tecnologia CRISPR è necessario un consenso determinato e unanime da parte di ricercatori, esperti - scienziati sociali, legislatori, esponenti religiosi e via dicendo - e opinione pubblica. Abbiamo una responsabilità immensa, e forse siamo impreparati ad assumercela, ma non possiamo fare altrimenti: immaginando gli straordinari benefici derivanti dall'editing genetico, dobbiamo impegnarci a fondo per utilizzare al meglio questo strumento.
22,00

La mia casa è il mondo. Un'autobiografia

Amartya K. Sen

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 540

Il premio Nobel Amartya Sen è tra i pochi che, con le parole del «Financial Times», si possa definire un «intellettuale globale». Personalità di altissimo profilo nel campo dell'economia e noto per i suoi interventi in materia di povertà e diseguaglianze - un impegno ispirato certamente dagli eventi cui ha assistito durante l'infanzia e la prima adolescenza nel Bengala occidentale -, ha viaggiato fin da quando è nato. In queste preziose pagine autobiografiche, l'autore ripercorre i primi tre decenni della propria vita, trascorsi soprattutto fra il Bengala e l'Inghilterra. Sen torna dunque a Mandalay, in Birmania, e a Dacca, nel moderno Bangladesh, dove ha vissuto da bambino. Rievoca gli eventi che hanno segnato quegli anni: dalla tragica carestia del 1943 alle drammatiche turbolenze che hanno scosso l'India nel 1947 al momento dell'indipendenza e della partizione, alla detenzione di molti suoi familiari durante la dominazione britannica. Ricorda la scuola sperimentale e progressista, fondata dal grande poeta Rabindranath Tagore, nel villaggio di Santiniketan, e le conversazioni in un caffè di College Street a Calcutta, dove, giovane studente universitario, coltiva con crescente entusiasmo le gioie dei dibattiti intellettuali. Poi il trasferimento a Cambridge, in Inghilterra, e al Trinity College, dove ha il privilegio di conoscere i grandi economisti e filosofi dell'epoca, da Maurice Dobb a Joan Robinson e Piero Sraffa, solo per citarne alcuni, maestri che nel volgere di pochissimi anni sarebbero diventati suoi colleghi, oltre che grandi amici. Con la semplicità tipica delle grandi menti, Amartya Sen narra gli incontri, i luoghi e le esperienze che hanno alimentato e plasmato il suo pensiero in tema di economia, filosofia, identità, comunità, disuguaglianza di genere. "La mia casa è il mondo" è un viaggio attraverso la formazione dell'universo morale di uno dei più grandi pensatori contemporanei.
25,00

Non siamo soli. I segnali di vita intelligente dallo spazio

Abraham Loeb

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 240

Non siamo soli nello spazio. Avi Loeb, uno dei più noti astronomi a livello internazionale e docente alla Harvard University, ne è certo. La prova risalirebbe all'ottobre 2017, quando i telescopi sull'isola di Maui intercettarono un punto luminoso che sfrecciava rapido nel cielo. Si trattava del primo oggetto interstellare mai individuato nel nostro sistema solare, battezzato con il nome di 'Oumuamua. Alla luce dei dati raccolti in undici giorni di osservazione, gli scienziati si aggrapparono alla teoria che 'Oumuamua fosse una cometa piuttosto anomala, dato che aveva una forma stravagante, era troppo brillante, viaggiava a velocità sostenuta lungo una traiettoria inusuale e non lasciava detriti al suo passaggio. Secondo l'approccio tanto visionario quanto rigoroso di Loeb, l'ipotesi migliore è invece molto più semplice: 'Oumuamua non era un fenomeno naturale. Le sue caratteristiche peculiari indicherebbero una tecnologia extraterrestre molto avanzata. Ma la teoria sulle origini aliene di questo oggetto interstellare ha creato un'eco immediata tra l'opinione pubblica e rinvigorito il malanimo della comunità scientifica, restia a qualunque ricerca volta a indagare se il fenomeno della vita esista altrove nell'universo. Tuttavia, le probabilità che organismi intelligenti si siano evoluti fuori dal nostro pianeta sono elevate: basti pensare che nella sola Via Lattea ci sono cinquanta miliardi di pianeti di dimensioni e temperature superficiali simili a quelle terrestri. Ammettere che una civiltà aliena possa aver creato tecnologie raffinate è però una scommessa su cui pochi vogliono puntare. Loeb ci conduce in un viaggio attraverso i confini più remoti della scienza, dello spazio e del tempo, condividendo le sue ricerche e le profonde implicazioni per la nostra specie e il nostro pianeta, e ci sfida a pensare in modo critico a ciò che è là fuori, non importa quanto strano possa sembrare.
20,00

Il potere delle donne. Il viaggio di un medico attraverso il coraggio e la speranza

Denis Mukwege

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2022

pagine: 348

Da oltre venticinque anni, il Congo è lacerato da una guerra che ha provocato almeno cinque milioni di morti e infuria soprattutto nella provincia del Kivu, non a caso la più ricca di oro, cobalto, nichel, rame, petrolio e diamanti. È qui che numerose bande paramilitari, spesso manovrate da multinazionali estere interessate ai tesori del sottosuolo, imperversano senza alcun vero controllo da parte delle autorità nazionali e impongono con la violenza le proprie regole alla popolazione locale, ormai ridotta allo stremo. Fra le tante atrocità commesse, gli stupri di massa e le aggressioni sessuali spiccano per la colpevole indifferenza che li ha sempre circondati: le donne che ne sono vittime - 15.000 all'anno, secondo le stime delle Nazioni Unite - vengono in genere costrette a tacere dal timore di subire lo stigma di una società che le reputa figure marginali, una proprietà del padre prima e del marito poi, e dunque prive di una propria identità. Denis Mukwege - premio Nobel per la Pace e attivista per i diritti umani - ha dedicato la sua vita ad aiutare quelle donne. E da vent'anni affianca alla sua attività di medico quella di ambasciatore di pace per sensibilizzare la comunità internazionale. In queste pagine, intense e personali, Mukwege intreccia la sua storia con quella delle donne che lo hanno ispirato, con il loro coraggio e la loro generosità, la loro resilienza e la loro energia. Sono le donne della sua famiglia, sono attiviste, avvocate o studiose, sono le pazienti che ha curato o le sopravvissute alla violenza sessuale che ha incontrato durante gli anni di lavoro in Congo e nei suoi viaggi, dalla Corea al Kosovo, dall'Iraq alla Colombia, dagli Stati Uniti all'Europa. Questo libro è un omaggio alla forza delle donne e al contempo un grido di battaglia a sostegno di «una delle cause più importanti degli ultimi cento anni», la campagna in favore dei loro diritti.
22,00

Il vaccino che ha cambiato il mondo. La nostra battaglia per sconfiggere la pandemia

Ugur Sahin, Joe Miller, Özlem Türeci

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 336

Il 24 gennaio 2020, quando lesse di una nuova malattia respiratoria che si stava pericolosamente diffondendo a Wuhan, in Cina, l'immunologo Ugur Sahin non immaginava che la notizia, relegata nelle pagine scientifiche dello «Spiegel», avrebbe cambiato la sua vita e quella della moglie e collega Özlem Türeci. Nati entrambi da genitori turchi trasferitisi in Germania Ovest, si erano conosciuti nelle corsie dell'ospedale in cui lavoravano e ben presto avevano iniziato a condividere la passione per la ricerca. Praticamente ignorati dalla comunità scientifica internazionale, nella piccola azienda che avevano fondato, la BioNTech, stavano conducendo da anni studi su una molecola che fino ad allora non aveva destato l'interesse dei ricercatori, chiamata «RNA messaggero» o mRNA, per svilupparne le potenzialità: se fossero riusciti a trovare un modo per portare l'mRNA nelle giuste cellule del sistema immunitario umano e a mantenerlo stabile e attivo abbastanza a lungo, forse i pazienti malati di cancro avrebbero potuto evitare di assumere farmaci potenzialmente dannosi, perché il loro corpo avrebbe prodotto da solo le «medicine» necessarie. Quando il Covid-19 divenne una tragica realtà per il mondo intero, Ugur e Özlem ebbero la straordinaria intuizione di applicare le loro ricerche alla costruzione di un vaccino efficace. Un'impresa quasi impossibile, vista l'urgenza di rispondere a un'emergenza che mal si conciliava con i tempi normalmente richiesti dalla ricerca scientifica. Attraverso la voce dei tanti protagonisti, "Il vaccino che ha cambiato il mondo" ricostruisce le tappe del faticoso e impervio cammino che in nove mesi ha portato alla realizzazione, in sodalizio con Pfizer, del primo vaccino approvato contro il coronavirus. Ed esplora i retroscena scientifici, economici e personali di questa scoperta epocale, in un momento in cui la fiducia del pubblico nella sicurezza e nell'efficacia dei vaccini si sta rivelando l'ingrediente fondamentale per porre fine a questa pandemia. Una lezione di scienza, e di vita.
19,00

Evoluzione. Fuoco, parola, bellezza e tempo nella storia dell'uomo

Gaia Vince

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 384

Gli esseri umani sono la specie più ingegnosa del pianeta, capace di alterare la natura su una scala così vasta che, secondo i geologi, l'umanità è ormai una forza geofisica pari al meteorite che sessantasei milioni di anni fa colpì lo Yucatán e causò un'estinzione di massa. Al contrario, i nostri cugini più prossimi, gli scimpanzé, continuano a vivere come hanno fatto per milioni di anni e rischiano di scomparire. Che cos'è, dunque, che ci distingue da tutti gli altri animali? Per cercare di rispondere a questa domanda, Gaia Vince, giornalista e divulgatrice scientifica, ha attinto ai più recenti studi nell'ambito di varie discipline, dall'archeologia alle neuroscienze, dall'ecologia alla psicologia. Il risultato è una straordinaria storia della nostra evoluzione, guidata, secondo Vince, da quattro elementi chiave grazie ai quali abbiamo potuto imparare dai nostri simili e accumulare conoscenze. Il «fuoco», per esempio, con la cottura dei cibi e la scomposizione degli alimenti, ha aumentato i tassi di sopravvivenza. Con la «parola», e quindi il linguaggio, abbiamo trasmesso un bagaglio di idee e nozioni che hanno plasmato noi stessi, le società e l'ambiente. Lo stupore provato di fronte alla «bellezza» ha facilitato la condivisione di simboli, norme e costumi all'interno di società sempre più variegate. Infine, tentando di dominare il «tempo», abbiamo preso confidenza con il principio di causalità e le nozioni di passato e soprattutto di futuro, che ci hanno reso affamati di quelle spiegazioni oggettive e razionali alla base dello sviluppo tecnologico. In una manciata di secoli siamo diventati un superorganismo - "Homo omnis" - e abbiamo catapultato il mondo in un'epoca geologica nuova e imprevedibile, l'Antropocene. Tuttavia, nonostante gli indefessi progressi scientifici, stiamo regredendo sotto molti punti di vista: le disuguaglianze globali danneggiano la collaborazione tra gruppi e il vorace saccheggio delle risorse trasforma la biologia in modi inattesi, che dipendono quasi esclusivamente da noi. "Evoluzione" ci rammenta che ogni decisione presa oggi provocherà delle conseguenze genetiche, culturali e ambientali di lungo termine, ed è quindi nostra cruciale responsabilità dimostrarci, per le generazioni future, degli antenati saggi e lungimiranti. Gaia Vince è una giornalista e divulgatrice scientifica che ha collaborato con le prestigiose riviste «Nature» e «New Scientist». Ha inoltre pubblicato numerosi articoli sul «Guardian», il «Times» e «Scientific American» e curato diversi documentari per la radio e la televisione. Nel 2015 è stata la prima donna a ricevere il premio per il miglior libro scientifico dell'anno dalla Royal Society grazie al saggio "Adventures in the Anthropocene".
22,00

Razionalità. Una bussola per orientarsi nel mondo

Steven Pinker

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 384

«La razionalità dovrebbe essere la nostra stella polare in tutto ciò che pensiamo e facciamo. Eppure, in un'epoca benedetta da risorse senza precedenti per il ragionamento, la sfera pubblica è infestata da fake news, terapie di ciarlatani, teorie del complotto e una retorica della "postverità"». Com'è possibile? La domanda è urgente e, da scienziato cognitivo, Steven Pinker rifiuta il cinico cliché secondo cui noi esseri umani siamo semplicemente irrazionali, cavernicoli fuori tempo gravati di bias, fallacie e illusioni. Perché è la razionalità a distinguerci da tutti gli altri esseri viventi. «La nostra specie ha datato l'origine dell'universo, scandagliato la natura della materia e dell'energia, decifrato i segreti della vita, dipanato i circuiti della coscienza e documentato la nostra storia e diversità. Abbiamo applicato queste conoscenze per accrescere la nostra prosperità, alleviando i flagelli che hanno tormentato i nostri antenati per la maggior parte dell'esistenza umana. Abbiamo posticipato il nostro previsto appuntamento con la morte». Tuttavia, non riusciamo ad approfittare pienamente dei potenti strumenti del ragionamento che abbiamo imparato a conoscere nel corso dei millenni. In questo libro, Pinker guida quindi il lettore attraverso le basi della logica e del pensiero critico, la probabilità, il rapporto tra correlazione e causazione, la teoria statistica delle decisioni, il ragionamento bayesiano, le comuni fallacie logiche e statistiche. Affronta argomenti complessi che di rado capita di approfondire come meritano, li espone con eleganza, rigore ed estrema chiarezza, offrendo straordinari spunti di riflessione, ispirazione e arricchimento. Destreggiandosi tra le «ragioni» dell'irrazionalità e quelle della ragione, Pinker ci dimostra quanto la razionalità sia importante, non solo perché ci porta a compiere scelte più vantaggiose per la nostra vita e nella sfera pubblica, ma anche perché rappresenta il vero e insostituibile motore della giustizia sociale e del progresso morale.
32,00

Il valore e i valori. Un manifesto per ripensare il nostro presente

Mark Carney

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 684

«Al giorno d'oggi la gente conosce il prezzo di tutto, ma non conosce il valore di niente». Questo celebre aforisma di Oscar Wilde sembra descrivere alla perfezione l'attuale società di mercato, dove il valore di ogni cosa viene assimilato al valore monetario. Una logica che non riguarda soltanto i beni materiali, ma governa in misura crescente tutti gli ambiti della vita, dall'istruzione all'assistenza sanitaria, dalla sicurezza alla difesa dell'ambiente. Una mercificazione alimentata da una fede cieca nei mercati, nella loro intrinseca moralità e capacità di autoregolarsi. Un dogma, questo, che ha dominato il pensiero economico ed è stato abbracciato con disinvoltura anche da molti politici liberal, diventando un modello di comportamento sociale. Fino a quando le tre grandi crisi del nostro tempo ne hanno svelato le fallacie e le mistificazioni. Per Mark Carney, ex governatore della Banca d'Inghilterra e figura di spicco della finanza internazionale, il crollo finanziario, l'emergenza climatica e la pandemia di Covid-19 sono, infatti, l'esito di una progressiva dissoluzione dei valori in nome di un unico valore, quello del profitto a ogni costo. Un profitto per pochi, ovviamente, con ricadute pesantissime per la maggior parte della popolazione mondiale, esclusa dalla redistribuzione della ricchezza, penalizzata nelle opportunità e vittima di disuguaglianze sempre più profonde. Eppure, queste tre crisi ci suggeriscono una nuova direzione da intraprendere, verso un'economia orientata alla crescita ma attenta al suo contenuto e alla sua qualità. Sostenibilità, resilienza, equità, solidarietà, responsabilità: sono alcuni dei valori che, secondo Carney, dovrebbero guidare il capitalismo del XXI secolo, incarnandosi tanto nelle politiche degli Stati quanto nelle strategie aziendali al fine di coniugare ricerca del profitto e promozione del bene collettivo. Perché, oltre ai frutti della Quarta rivoluzione industriale e alle opportunità della globalizzazione, in gioco ci sono il futuro delle prossime generazioni e la sopravvivenza stessa del nostro pianeta. Documentato e appassionato, "Il valore e i valori" non è solo una spietata critica intellettuale al fondamentalismo del mercato, ma uno strumento per capire il presente e le sfide che ci attendono.
28,00

Quello che ci unisce. Un nuovo contratto sociale per il XXI secolo

Minouche Shafik

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 276

«Il modo in cui è strutturata una società ha conseguenze profonde per la vita delle persone e per l'architettura delle opportunità che offre loro. Determina non solo le condizioni materiali, ma anche il benessere, le relazioni e le prospettive di ogni individuo». Ma quanto 'deve' la società all'individuo e che cosa deve dare un individuo in cambio? In questa epoca di grandi trasformazioni, come adattare tali obblighi reciproci? I profondi cambiamenti tecnologici, demografici e culturali intervenuti negli ultimi decenni, la crisi finanziaria del 2008, quella climatica e, infine, la pandemia mondiale, con il concomitante aggravarsi delle disuguaglianze e dell'insicurezza, hanno infatti rivelato quanto l'odierno contratto sociale - il complesso di politiche e norme che disciplinano il modo in cui viviamo insieme in una società - sia inadeguato. Occorre, dunque, trovare un nuovo paradigma che riformuli radicalmente le modalità di cooperazione tra Stato e famiglie, tra uomini e donne, tra lavoratori e imprese, in tutti gli ambiti cruciali della vita civile: dall'assistenza all'infanzia a quella agli anziani, dall'educazione nella primissima infanzia alla formazione dei giovani e all'apprendimento in età adulta, dalle esigenze di flessibilità e sicurezza nel mondo del lavoro alla promozione dell'occupazione femminile e della riqualificazione professionale, dall'assistenza sanitaria universale e gratuita alla previdenza sociale, dagli interventi sull'età pensionabile ai provvedimenti in materia di cambiamenti climatici e perdita di biodiversità. E, soprattutto, che riequilibri in modo più equo e responsabile la relazione con le giovani generazioni e con quelle a venire, per preservarne il futuro. Alla luce della pluridecennale esperienza maturata in diverse istituzioni economiche internazionali, Minouche Shafik esamina le maggiori criticità degli attuali assetti sociali su scala globale e traccia il percorso verso un nuovo contratto sociale più generoso e inclusivo, aggiornato al XXI secolo, perché, come diceva Abraham Lincoln, «il miglior modo per predire il futuro è crearlo».
20,00

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