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Luni Editrice: Il sogno di Gutenberg

Idea sui romanzi e altri scritti

François de Sade

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 144

Pubblicata nel 1800, l’Idea sui romanzi fu ristampata in volume singolo solo nel 1878. Il testo, nato come introduzione alle novelle dei Crimes de l’amour, è molto di più di una semplice prefazione: è l’unica dichiarazione esplicita di poetica che sia dato di ritrovare nell’intero corpus delle opere di de Sade ed è “il” programma di uno scrittore: definendo un’idea di romanzo che si configura come sostanzialmente eterodossa in realtà guarda ancora ai testi canonici del passato. Leggiamo cosa scrive lo stesso de Sade: “A cosa servono i romanzi? Siete ipocriti e perversi perché solo voi ponete questa ridicola domanda. Servono a dipingervi così come siete, orgogliosi individui che volete sottrarvi al pennello perché ne temete i risultati. Il romanzo, se mi è concesso esprimermi così, è la descrizione dei costumi secolari. Per il filosofo che vuole conoscere l’uomo è essenziale tanto quanto la storia; il bulino di quest’ultima non lo descrive che quando si mostra, ma allora non è più lui: ambizione e orgoglio celano il suo volto dietro una maschera che mostra unicamente queste due passioni, non l’uomo. Il pennello del romanzo, al contrario, lo coglie nella sua interiorità…, lo sorprende quando abbandona questa maschera e lo schizzo, molto più interessante, è al contempo ben più vero. Ecco l’utilità dei romanzi. Dunque è vero che il romanzo è utile, e non abbiamo affatto timore di elencare qui alcuni principi che crediamo necessari per giungere alla perfezione in questo genere. So bene che mi è difficile adempiere a questo compito senza fornire argomenti contro me stesso: non divento doppiamente colpevole di non aver ben fatto se provo di sapere quello che occorre per far bene? Ma lasciamo da parte queste vane riflessioni; siano immolate all’amore per l’arte!”. Insieme all’Idea sui romanzi e alla sua prima stesura (il Progetto di avvertenza dell’autore per la raccolta primitiva dei suoi racconti e delle sue novelle), abbiamo riunito tutti i testi in cui de Sade parla del romanzo o del proprio “fare”, testi accomunati, tranne un pamphlet e un passo delle Notes littéraires (La stima dovuta agli scrittori), dal fatto di essere prefazioni.
17,00

Storia confidenziale del «Polifilo». Il libro più bello del Rinascimento

Giovanni Pozzi

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 64

L’Hypnerotomachia Poliphili – ovvero la “lotta onirico-amorosa di Polifilo”, e meglio conosciuto semplicemente come il Polifilo – è universalmente considerato il più bel libro del Rinascimento e insieme il Sacro Graal dei bibliofili. La ricerca sapienziale dell’eroe Polifilo, ammaliato dalla purezza incarnata dalla ninfa Polia, diviene un’esaltazione estetica del Rinascimento eternato in minute e sontuose descrizioni di palazzi, giardini, dipinti, sculture, emblemi. Il Polifilo venne pubblicato da Aldo Manuzio il Vecchio sul finire del mese di dicembre nel 1499, ed è considerato il capolavoro inarrivabile della sua officina, un gioiello dell’arte tipografica soprattutto per le splendide xilografie nate dalla mano di un maestro ancora oggi rimasto anonimo, ma paragonabili, per la potenza del tratto, a quelle del Mantegna. L’autore del testo è stato rivelato in Francesco Colonna, un dotto e turbolento frate domenicano inventore di una lingua che mescola italiano-latino- greco. Queste e molte altre scoperte si devono a Giovanni Pozzi che al Polifilo, ai suoi molti misteri, come alle sue indecifrabili allegorie, ha dedicato molti anni di studi eruditi e di ricerche filologiche. In questa Storia confidenziale del Polifilo egli riesce a raccogliere tutta la magia del Polifilo, a rifarne in breve la storia e il mito. Aiutato dalle xilografie, qui copiosamente riprodotte, Pozzi compie un viaggio iniziatico e al contempo intimo, promettendo ai propri lettori un insperato premio finale: “i venticinque volonterosi che sapranno percorrere a fianco di Polifilo e Polia l’estenuante viaggio, vi scopriranno non solo dei mirabilia architettonici e linguistici, ma un libro essenziale al contesto della cultura veneta del Quattrocento”.
12,00
L'invenzione del dizionario

L'invenzione del dizionario

Émile Littré

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 112

“Davvero quando vidi l’ammasso di materiale del mio dizionario così imponente davanti a me, lo rimirai estaticamente, perché in quel mucchio di foglietti possedevo il meglio delle autorità in fatto di lingua classica e tutta la storia della lingua francese”. Così Émile Littré ricorda la prima apparizione del suo Dizionario della lingua francese, il leggendario Littré. Universalmente considerato il miglior lessico francese di sempre, fu un’immane impresa lessicografica che L’invenzione del mio dizionario narra come un’avventura. Nel 1841 l’editore Louis Hachette affidava a Littré la realizzazione di un nuovo dizionario di cui l’ultimo volume sarà impresso solo nel 1872. Nel lungo intervallo di tempo Littré compose più di quattrocentomila pagine, mentre imperversava la Guerra franco-prussiana e la Comune. Al di là del taglio memorialistico, L’invenzione del mio dizionario non è il piedistallo eretto da Littré alla propria gloria di lessicografo, ma il resoconto di un lavoro titanico, a tratti eroico, e insieme una sorta di ricetta dello scrivere, utile a chiunque usi la penna. Composta nel 1880, anni dopo il celebre dizionario, L’invenzione è anche un’importante chiave di accesso all’uomo Littré; non a caso gli editori moderni la ricompresero subito entro quell’imponente forziere di parole quasi ne fosse il segreto passepartout. Essendo oggi il Littré uno dei pochi lessici autenticamente classici, in quanto fissa ed eterna il francese del Grand Siècle, L’invenzione è stata tradotta in tutte le maggiori lingue europee e viene qui presentata per la prima volta in italiano. Per meglio illustrare l’autore e la sua opera si offre anche un Glossario Littré che è una raccolta di notizie, giudizi, aneddoti, curiosità dalla “A alla Z”.
15,00
Tolkien e Il Signore degli anelli

Tolkien e Il Signore degli anelli

Velania La Mendola

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 144

The Lord of the Rings di J.R.R. Tolkien esce in Gran Bretagna tra il 1954 e il 1955, un capolavoro destinato a diventare uno dei libri più letti al mondo. Come racconta l’autrice attraverso carte d’archivio, documenti e testimonianze, la sua storia editoriale è tribolata e piena di colpi di scena, in madre patria ma soprattutto in Italia. Nel nostro Paese arriva ben sedici anni dopo la prima pubblicazione, soltanto nel 1970 – dopo due rifiuti della Mondadori e un tentativo fallito della Astrolabio – grazie a Rusconi Libri e a un gruppo di lavoro che dietro la fiaba intravede un genio letterario. Quando finalmente l’impresa è compiuta, il libro prende però percorsi inaspettati: mentre in America gli hippies con corone di fiori inneggiano alla Terra di Mezzo e al ritorno alla natura, evocando gli Hobbit stampati su jeans e magliette, in Italia le piccole ed eroiche creature tolkeniane si ritrovano in camicia nera tra le file di estrema destra. Questo libro racconta i protagonisti dietro le quinte dell’editoria, la genesi della pubblicazione (la prima traduzione poi completamente rivista da Quirino Principe, le molte prove di copertina di Piero Crida, l’intervento di Elémire Zolla con Rusconi e l’allora direttore editoriale Alfredo Cattabiani, i dibattiti seguiti alle pubblicazioni, i contesti culturali nei quali si sono sviluppate queste estremizzazioni. È la storia di un capolavoro che ha ridato linfa letteraria alla fiaba e ha inventato il fantasy; un’opera che è stata disprezzata, ideologizzata, strumentalizzata, fuorviata, ma soprattutto è stata ed è tuttora molto amata da chi conta soprattutto per uno scrittore: i lettori. Come è stato scritto: «il mondo si divide in due: quelli che hanno già letto Il Signore degli Anelli e quelli che si accingono a farlo».
20,00
Il giornalismo a Milano. Dalle origini al novecento

Il giornalismo a Milano. Dalle origini al novecento

Francesco Cazzamini Mussi

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 624

Milano è, storicamente, la capitale dell'editoria italiana, delle grandi famiglie editoriali, dei quotidiani e dei rotocalchi, delle grandi tirature; qui si sono costruite le più importanti vicende editoriali degli ultimi secoli e quasi tutti i grandi della letteratura hanno lasciato un segno dell'amore che avevano maturato per questa strana città “sull'acqua”. Francesco Cazzamini Mussi con "Il Giornalismo a Milano" entra minuziosamente nella storia del giornalismo con una narrazione viva e vibrante e propone una prospettiva diversa del giornalismo da quella ufficiale della storia di cinque secoli, dal Quattrocento all'inizio del Novecento. L'autore, grazie alle sue approfondite ricerche, racconta non solo il conosciuto, ma il “dietro le quinte”, i pettegolezzi, le manie, gli amori e gli odi, le invidie e i successi, vale a dire la storia raccontata dai testimoni oculari, i giornalisti – o meglio i letterati che si davano in prestito al giornalismo nascente – e le testate che si succedevano in un fluire continuo tra eventi politici, censure, imposizioni, cambi di regime, diktat del potente di turno. Dai primi timidi fogli stampati a Milano per incoraggiamento di Ludovico il Moro, alle gazzette e bollettini secenteschi, attraverso le vicende di testate celebri quali Il Caffè o Il Conciliatore, ogni epoca ha avuto i suoi giornali e giornalisti che ne hanno raccontato e commentato gli avvenimenti. Soprattutto tra Settecento e Ottocento è suggestivo incontrare, tra le pieghe delle vicende delle varie testate più o meno celebri, i grandi nomi della letteratura e della politica italiana di quei secoli: Verri, Berchet, Beccaria, di Breme, Visconti, Monti, Pellico, Confalonieri, Tenca, Cantù, Leopardi, Archinto, Dal Verme, Imbonati, Foscolo, Manzoni… solo per citarne alcuni; fino ad arrivare alla grande avventura del Corriere della Sera di Torelli Viollier e senza dimenticare le sensazionali incursioni di grandi nomi stranieri come M.me de Staël e Balzac. Ne "Il Giornalismo a Milano" si passa di sorpresa in sorpresa e si rivive “in presa diretta”, dalle parole dei testimoni oculari, la storia politica e sociale di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Prefazione di Piergiorgio Lucioni.
32,00
Patatrac. Dizionario onomatopeico-rumorista della lingua italiana

Patatrac. Dizionario onomatopeico-rumorista della lingua italiana

Marco Lanterna

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 256

L’onomatopea è massicciamente utilizzata nel fumetto, nella pubblicità, nella canzone, nel linguaggio giovanile e graffitaro e anche nell’arte, ma fino a questo momento non aveva ancora in italiano un “proprio” dizionario. Questo è avvenuto perché l’imitazione dei rumori mediante il linguaggio è una specie di cenerentola della lingua italiana: nei grandi dizionari si perde tra le migliaia di voci, i grandi scrittori l’aborrono, per le persone comuni è una “bambinata”, mentre la scrittura tecnica nemmeno sospetta che esista. Eppure non fu sempre così: l’onomatopea ebbe una breve, ma intensa, stagione letteraria ai primi del Novecento, con Pascoli, Palazzeschi, Marinetti e il Futurismo. Filosofi e linguisti da sempre la guardano come una delle possibili matrici del linguaggio, nonché fonte di arricchimento delle lingue, mentre l’imitazione onomatopeica dei versi animali ne fa forse l’ultima lingua di Re Salomone. Per traslato l’onomatopea accomuna tutti i popoli, è trasversale alla comprensione del linguaggio e insieme ai gesti è forse l’unica vera lingua che permette un dialogo universale. Questo dizionario enciclopedico – il primo della lingua italiana interamente dedicato all’onomatopea – registra circa 1000 voci (oltre a nomi, idee, curiosità) nel tentativo di mapparne il vasto impero: dell’onomatopea esalta la qualità letteraria attraverso citazioni d’autore, e la ricchezza fonetica spesso inavvertita, serbando vero brio nelle definizioni, mai accademiche o pedanti, ma illuminanti per i continui parallelismi e collegamenti tra pensiero, azione e parola. Mentre nelle altre nazioni esistono dizionari onomatopeici, l’Italia – che è stata un modello con il Vocabolario della Crusca – vi giunge ultima. Un divario che PATATRAC vuole colmare, facendo finalmente calzare a quella riottosa cenerentola la sua scarpetta di regina.
22,00
L'utile e il futile. Tutti gli scritti di bibliofilia

L'utile e il futile. Tutti gli scritti di bibliofilia

Roberto Palazzi

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 656

Semplice lettore, cacciatore di libri, redattore editoriale, commesso di libreria, libraio antiquario, scrittore e persino editore, Roberto Palazzi è stato uno dei maggiori conoscitori dell'universo libro. Raccogliere in un volume tutti i suoi scritti, editi e inediti, lungo un quarto di secolo dagli anni Settanta fino al 2002, anno della sua scomparsa, ha permesso ai curatori Mauro Chiabrando e Lucio Gambetti di ordinarli per generi e tematiche, mettendo finalmente a disposizione di studiosi e appassionati una imprescindibile fonte di notizie e indagini immune da pedante erudizione. Fedeli al registro dell'ironia e della leggerezza, i lavori di Palazzi rivelano ancora oggi una immutata freschezza, il cui segreto consiste nell'affrontare anche ciò che appare futile e frivolo con la stessa dignità con cui sono trattati i temi dell'alta cultura.
32,00
Con Montale a Stoccolma

Con Montale a Stoccolma

Domenico Porzio

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 96

Fra i "documenti" più illuminanti e al tempo stesso divertenti grazie ai quali possiamo ricostruire un'immagine vera e completa di quello che è stato il più grande poeta italiano del '900, merita il posto d'onore questo "diario" di Domenico Porzio (accompagnatore ufficiale del poeta insieme alla fedele Gina Tiossi), che uscì quasi clandestinamente nel 1976. In queste "memorie" dei preparativi e del viaggio stesso per la cerimonia di assegnazione del Premio Nobel per la letteratura nel dicembre del 1975, scopriamo che Montale, pur assolvendo scrupolosamente a tutte le formalità e agli impegni richiesti dal prestigioso riconoscimento, non può frenare la sua verve ironica e dissacratrice riducendo tutto a una scena da Operetta, genere da lui amatissimo. Porzio ci riporta le numerose battute del poeta, spiritose, geniali, pungenti e a volte perfide, i giudizi e le considerazioni che riguardano ogni genere di argomenti, dai suoi colleghi poeti (come Saba, veramente irriso), ai pronostici sui futuri vincitori del Premio Nobel, agli strutturalisti, al big bang, ai problemi linguistici, all'omosessualità e ad altro ancora, un momento indimenticabile del più vero Montale: da una parte c'è tutto il suo gusto per la beffa e la provocazione, dall'altro la sua indifferenza per l'imbarazzo che suscita. Emergono così, come se anche noi lo avessimo accompagnato in quel viaggio, i tratti più tipici del suo carattere, le sue piccole manie, il suo atteggiamento ironico nei confronti di tutto ciò che si presenta come solenne o presuntuoso. Un grande della letteratura vis à vis con il lettore, la scoperta del Montale uomo oltre il genio della poesia.
14,00
Gabriele D'Annunzio

Gabriele D'Annunzio

Henry James

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 80

Ciò che James apprezza in D’Annunzio è il suo modo curioso, vario, esplorativo, sempre vivace e sempre attivo, di adoperare il linguaggio come mezzo di comunicazione e di rappresentazione, come ben si può vedere leggendo uno stralcio preso dal libro qui presentato: «D’Annunzio sembra supremamente formato per soddisfare; così prontamente infatti troviamo in lui, come figura letteraria, la più alta espressione della realtà estetica che la nostra situazione non era riuscita finora a rendere possibile. Egli ha il merito immediato di darci, con il continuo e coerente sbocciare delle sue opere, la misura delle nostre manchevolezze in quella direzione, ossia le nostre timidezze, povertà, fallimenti. Egli getta sulla coscienza estetica una luce più diretta e sicura di quanto le sia giunta, a mio avviso, nella nostra epoca, da qualsiasi altro lato; se opportunamente interrogato, potrà chiarire molti misteri, dare molte spiegazioni alla nostra mala sorte. D’Annunzio parte coll’immenso vantaggio di godere di un beneficio ricevuto per grazia e non con fatica, di rivendicarlo per ragioni diverse dal sudore della fronte e dalle aspirazioni della sua cultura. Egli dimostra con la sua opera l’influenza di cose che hanno avuto il tempo di essere date per scontate. La bellezza a ogni costo è cosa vecchia per lui; arte, forma e stile come scopo di una vita superiore sono una componente ovvia; si può dire insomma che, grazie a questi istinti e abilità trasmessi e fermamente radicati in lui, il suo sviluppo individuale cominci dove finisce la lotta di chi si limita, sia pure con impegno, alla ricerca».
12,00
Del romanzo

Del romanzo

François Mauriac

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 48

L’autore di romanzi è simile a Dio, lo imita, lo scimmiotta: un’affermazione forte per un autore, come Mauriac, profondamente intriso di cattolicesimo “vecchia maniera”. Eppure ne è convinto. Anche il romanziere, come Dio, crea persone, traccia i loro destini, semina il loro percorso di vita di avvenimenti belli e drammatici, appunto come un “deus ex machina” che provoca e risolve situazioni. Ma – e qui è la fondamentale differenza – se Dio è eterno, il romanziere non lo è. Lo sono, invece, i suoi personaggi, che gli sopravvivono tra i lettori, di generazione in generazione. O, almeno, questo è il sogno di ogni romanziere: che i suoi personaggi gli sopravvivano a lungo. Non è sempre così, perché non tutti i letterati che si cimentano con il romanzo hanno ricevuto alla nascita il dono di quella che Mauriac chiama “ispirazione divina”. Ma non per questo è lecito dichiarare che il romanzo è un genere in declino. Così Mauriac si inserisce nel dibattito, vivo dopo la Grande Guerra, sul destino del romanzo, genere letterario che non sembra più adatto a un pubblico disincantato e duramente provato dall’impatto con la realtà aspra della guerra. Il romanzo si salverà – sembra concludere – se «…studiando l’uomo, restiamo sinceri. Noi ci votiamo alla scoperta interiore. Non dissimuleremo nulla di ciò che avremo visto. Faremo nostra quella grande parola di un romanziere russo […] “Ho seguito la vita nella sua realtà, non nei sogni dell’immaginazione, e sono così arrivato a Colui che è la sorgente della Vita”».
8,00
Edgar Allan Poe. La sua vita e le sue opere

Edgar Allan Poe. La sua vita e le sue opere

Charles Baudelaire

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 64

Nel 1847 Charles Baudelaire scopre Edgar Allan Poe: è una folgorazione. Ne diverrà il traduttore e primo vero divulgatore in tutta Europa tanto da scrivere in una lettera «Occorre cioè desidero che Edgar Allan Poe, che non è gran cosa in America, diventi un grande uomo per la Francia». Nel 1852, tre anni esatti dopo la tragica fine di Poe, pubblicando su la “Revue de Paris” il saggio che qui viene proposto in una nuova traduzione, il ventunenne Charles Baudelaire manifesta apertamente tutto il suo entusiasmo per la scoperta del grande poeta americano. Fin da questo primo articolo traspare una vera e propria profonda immedesimazione con Poe, come se Baudelaire avesse trovato in lui, finalmente, «un artista da poter chiamare mon semblable, mon frère…», come scrive Anna Pensante nell’Introduzione. Cosa accomuna i due grandi poeti? Sono entrambi attratti dall’occulto e dal bizzarro, sono devastati da una profonda solitudine e attratti dai paradisi artificiali, sono ossessionati dalla morte e provano repulsione per la poesia moralizzatrice. Entrambi hanno vissuto anni travagliati, hanno conosciuto la povertà, l’alcol, gli amori infelici, l’ostilità della famiglia; hanno dovuto lottare per affermarsi, per far riconoscere il loro genio e sono stati sottovalutati. Infine - ma Baudelaire allora non poteva certamente immaginarlo – hanno entrambi avuto un fine vita tragico e denso di sofferenza.
10,00
Estraggo la mia biblioteca dalle casse. Discorso sul collezionismo

Estraggo la mia biblioteca dalle casse. Discorso sul collezionismo

Walter Benjamin

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2023

pagine: 48

Grande collezionista di libri fin da giovanissimo, Walter Benjamin, nelle brevi pagine qui presentate, introduce il lettore in quel mondo di mezzo che è la vita di un collezionista, sospesa nella ricerca costante del pezzo mancante o di quello più raro o prezioso. Mai come in questo caso la presentazione più adeguata a questo libro non può che venire fornita dalle parole stesse dell’autore: «Per il vero collezionista, in ogni singolo pezzo della sua collezione tutto si fonde in una enciclopedia magica, il cui significato sta nel destino di quell’oggetto. È proprio qui, in questo ambito assai ristretto, che si intuisce come i grandi fisiognomici – e i collezionisti sono i fisiognomici del mondo oggettuale – si facciano indovini e veggenti». «Il caso e il destino, che trasfigurano il passato ai miei occhi, sono entrambi concretamente presenti nell’intima confusione di questi libri. E cos’è questo possesso se non un disordine, nel quale l’intimità si è accasata a tal punto da farlo apparire come un ordine?». «L’esistenza del collezionista è dunque in dialettica tensione tra i due poli dell’ordine e del disordine e l’ordine, specialmente in questi campi, non è altro che uno stato di sospensione sull’abisso».
10,00

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