Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Poesia e studi letterari

Coventry. Sulla vita, l'arte e la letteratura

Rachel Cusk

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 232

«Di tanto in tanto, per offese reali o presunte, mia madre e mio padre smettono di parlarmi. In Inghilterra c’è una curiosa espressione per indicare la cosa: si dice “essere mandati a Coventry”». Raccolta di scritti letterari, culturali e in parte memoir, “Coventry” affronta temi diversissimi come le dinamiche familiari, le questioni di genere, l’opera di autori quali Natalia Ginzburg, D. H. Lawrence e Kazuo Ishiguro. Ne emerge un libro coraggioso, colto e di esemplare bellezza formale, che offre il meglio del pensiero di Rachel Cusk. Lo sguardo analitico, ma anche pieno di echi e sfumature, di una delle scrittrici più importanti dei nostri anni. Al centro delle sue riflessioni, il nesso tra la produzione artistica e lo splendido groviglio che sono le nostre esistenze.
18,50

Etiopiche. Volume Vol. 2

Eliodoro

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2024

pagine: 656

Le Etiopiche sono l'ultimo dei cinque romanzi greci d'amore e di avventura a noi pervenuti nella loro interezza. Narrano l'amore contrastato di Teagene e Calliclea, due giovani di straordinaria bellezza e ammirevoli virtù, le cui vicende avventurose si dipanano tra l'Egitto, la Grecia e l'Etiopia. Alla fine di una movimentata sequenza di rapimenti, battaglie, intrighi, assedi, oracoli e riconoscimenti, cui si intrecciano i racconti dei personaggi incontrati dai due protagonisti, il lieto fine è assicurato dalla loro consacrazione al sacerdozio di Helios e di Selene e dal tanto agognato matrimonio.
50,00

Lettera aperta. In risposta. Testo spagnolo a fronte

Rafael Cadenas

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 216

Nel panorama della poesia in lingua spagnola degli ultimi anni, la voce di Rafael Cadenas si staglia come una delle più originali e profonde. Il poeta venezuelano ha vinto tutti i premi più importanti fino ad arrivare, nel 2022, alla vera e propria consacrazione con il Premio Cervantes. Nella sua opera, lo stupore nell’osservare il segreto delle cose e dell’esistenza si salda con una costante riflessione sull’essenza del fare poetico, in cui la parola, esatta e libera da ogni impurità, diventa l’unica vera occasione per avvicinarsi agli altri, alla natura, al tutto. In queste sue due ultime raccolte, delle quali viene qui proposta un’ampia sintesi, scopriamo un poeta che ha letto e meditato Bashō, che conosce lo zen e il taoismo, ma che conserva la lucida ironia che lo ha sempre contraddistinto. Col passare degli anni, la sua poesia si è fatta più trasparente, riflessiva, quasi sapienziale. Il poeta si apre all’intensità del reale, lotta contro l’inerzia delle parole e il fardello del tempo, è sul punto di scoprire il mistero del mondo, per poi arrendersi al silenzio, all’estatica meraviglia di una realtà inespugnabile.
15,00

La doppia notte dei tigli

Carlo Levi

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 160

La Germania che visita Levi nel 1959, prima che il muro di Berlino venisse costruito, è un paese senza padri, nato dalle ceneri, attraversato da un torrente tumultuoso che ha trascinato via alberi, relitti, rovine e anche ricordi. Lo scopo del viaggio è capire cosa sia rimasto, oltre alle macerie dell’uomo. Ad accoglierlo, trova una Germania ambigua e contraddittoria. Il tema del doppio, a cui allude il titolo, si riferisce alla divisione ideologica e politica, ma rispecchia soprattutto una scissione emotiva: malgrado la ripresa economica e il benessere apparente, l’orrore e il senso collettivo del peccato non hanno cessato di ribollire sotto gli animi. Secondo Levi la Germania è ancora sotto choc, non ha superato il trauma, lo ha solo rimosso. E ha l’impressione che i tedeschi si nascondano, non tanto ai visitatori, ma a loro stessi. Quindi la Germania, alla fine degli anni Cinquanta, gli appare come la doppia notte dei tigli evocata nel “Faust”: una terra silenziosa, apparentemente calma e piena di bellezza, ma che cova dentro di sé il fuoco. Con una postfazione di Mattia Acetoso.
11,50

Il filo di mezzogiorno. Versione teatrale di Ippolita di Majo

Goliarda Sapienza

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 72

“Il filo di mezzogiorno” è il secondo romanzo che Goliarda Sapienza ha pubblicato, nel 1969. Racconta l’esperienza psicoanalitica dell’autrice, il complesso rapporto con l’analista e, attraverso le varie sedute, tutto il percorso della sua vita, a partire dal trasferimento dalla Sicilia a Roma e dai corsi di arte drammatica che tanta parte avrebbero avuto per la sua formazione. Nella versione teatrale ricavata da Ippolita di Majo ci sono due piani scenici che si sovrappongono in continuazione: quello onirico e delirante di Goliarda e quello, più realistico (ma fino a che punto?) delle sedute col suo psicoanalista. Attraverso l’alternarsi e il confondersi di questi due piani Goliarda insegue la sua memoria, le sensazioni, le libere associazioni recuperando a poco a poco la coscienza della propria identità, ottenebrata dal ricovero in clinica psichiatrica e dai ripetuti elettroshock. Il duro e ambiguo corpo a corpo con l’analista sembra finire, a volte, per invertire i ruoli dei due personaggi. Il testo è stato rappresentato con molto successo al Teatro Mercadante di Napoli, al Carignano di Torino, all’Argentina di Roma, al Parenti di Milano e in altri teatri italiani, con Donatella Finocchiaro e Roberto De Francesco e la regia di Mario Martone.
10,00
Il corpo della lingua. Esperruquancluzelubelouzerirelu

Il corpo della lingua. Esperruquancluzelubelouzerirelu

Giorgio Agamben

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 112

I giganti – Morgante e Gargantua, Fracasso e Pantagruel – fanno la loro comparsa nella letteratura europea tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento. Ma la dismisura del loro corpo va di pari passo a un'altra e non meno imponente licenza: quella della loro lingua. L'idioma di Pantagruel è immenso quanto il suo corpo e altrettanto esorbitante è la lingua maccheronica del poema di Folengo. Se la furia neologistica di Rabelais non sembra aver freno (una delle parole che escogita consta di cinquantasette lettere) e stravolge da cima a fondo il lessico francese, Folengo fa molto di più: inventa non delle parole, ma una lingua, il maccheronico (così detto da «un certo gnocco impastato di farina, cacio e burro, grosso, rozzo e rusticano»), che trasgredisce senza riserve la ferma distinzione dantesca fra il volgare e il latino, latinizzando il volgare e volgarizzando il latino. Per entrambi la lingua non è più, secondo una dottrina stantia anche se tuttora dominante, il segno di un concetto della mente: è prima di tutto un corpo, che si vede, si sente, si tocca, un corpo come quello dei giganti, con una sua sconcia fisiologia e un'ancora più sguaiata anatomia: un corpo in fuga non si sa verso dove, ma certo fuori da ogni identità grammaticale e da ogni lessico definito. «Il corpo umano diventa la misura del mondo nel punto in cui, uscendo da ogni misura, diventa propriamente smisurato. Hurtaly, il gigante antenato di Pantagruel e contemporaneo del diluvio, è troppo grande per entrare nell'arca: "Stava seduto sull'arca a cavallo, una gamba di qua e una di là, come i bambini sul loro cavalluccio di legno. E in questo modo salvò l'arca dai pericoli, perché la spingeva colle gambe e col piede la girava dove voleva, come si fa col timone di una nave". Lo stesso Pantagruel è così enorme, che non può venire alla luce senza soffocare la madre Badebec, benché dal suo ventre fossero usciti prima di lui sessantotto mulattieri, ciascuno col suo mulo carico di sale, e nove dromedari con una soma stipata di prosciutti e lingue di bue affumicate – per non parlare di sette cammelli carichi di anguille e venticinque carretti pieni di porri, agli, cipolle e cipollotti. A ogni pasto il fantolino si beveva il latte di 4600 vacche e un giorno che riuscì a liberarsi dalle fasce afferrò una vacca per i garretti e "si divorò le due tette e metà della pancia". Una volta cresciuto, la sua lingua è così sconfinata che è possibile camminarci sopra per due leghe prima di entrare nell'immenso paese della bocca, dove i denti sono rocce irte "come i monti della Danimarca"». Il volume è arricchito dalle illustrazioni tratte dai "Songes drolatiques de Pantagruel", una serie composta da centoventi incisioni del 1565 attribuite a Rabelais, e dal "Baldo" di Teofilo Folengo del 1521.
18,00
Contro Antigone o dell’egoismo sociale

Contro Antigone o dell’egoismo sociale

Eva Cantarella

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 120

«Vittima com'è di una disperata follia di annientamento e di distruzione, Antigone non ama nessuno, così come non ama sé stessa: il suo solo e vero amore è la morte». In una rilettura controcorrente della più celebre figura tragica della classicità, Eva Cantarella smonta pezzo per pezzo le basi su cui si fonda il mito di Antigone. Per la sua determinazione a dare sepoltura al fratello Polinice, violando la legge cittadina per obbedire a una legge non scritta, Antigone ha rappresentato nei secoli il modello insuperato di chi si oppone a un regime tirannico, di chi reagisce di fronte ai diritti calpestati e negati, di ogni donna in lotta contro il potere maschile. Ma questa figura che sembra racchiudere in sé ogni virtù non corrisponde al personaggio cui Sofocle ha dedicato l'omonima tragedia oltre 2500 anni fa. Ed è esplorando la distanza tra mito e personaggio che Eva Cantarella mette in luce lati sorprendentemente negativi dell'eroina da tutti osannata e arriva a contestare il ruolo di despota attribuito a Creonte, protagonista di una drammatica vicenda umana e politica che lo rende una figura non meno interessante e non meno tragica. Proprio come in un'orazione, portando prove a sostegno della propria tesi e confutando gli argomenti di potenziali avversari, la più grande studiosa italiana di diritto greco traccia un profilo di Antigone spiazzante e inevitabilmente divisivo.
13,00
«I'vo pensando, et nel penser m'assale». Piccolo elogio del lutto di sé stessi: sopravvivere con Petrarca

«I'vo pensando, et nel penser m'assale». Piccolo elogio del lutto di sé stessi: sopravvivere con Petrarca

Luciano Curreri

Libro: Libro in brossura

editore: Mauvais Livres

anno edizione: 2024

pagine: 142

Il volume è dedicato a Petrarca (1304-1374) e in particolare tenta di abbozzare un piccolo elogio del lutto di sé stessi a partire dalla rilettura di «I’ vo pensando, et nel penser m’assale...», lo spinoso e poliedrico testo che apre la seconda parte del Canzoniere. Attraverso una veloce ricognizione della storia della critica, affrontando il tema della morte e del lutto, questo saggio tenta di valutare fenomenologicamente l’approccio di Petrarca all’essere «dato a se stesso» (Maurice Merleau-Ponty): un approccio che non prevede soltanto la solita «separazione degli amanti» e una anticipata e quasi conseguente «fenomenologia della morte» (Igor A. Caruso) ma – più precisamente – un piccolo elogio del lutto di sé stessi e una fenomenologia del sopravvivere simile a quella che viviamo ancora oggi. Perché? Per essere in grado di assumere di nuovo il peccato di vivere senza la colpa, senza l’immediata, inevitabile condanna a morte che affrontiamo in questa vita; cioè accettare qui e ora il tempo e lo spazio di una vita senza coloro con i quali avevamo stretto amicizie e animato passioni. Prefazione di Alessandro Barbero.
16,00
I sonetti. Testo inglese a fronte

I sonetti. Testo inglese a fronte

William Shakespeare

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 480

Come un attore impreparato in scena che per paura sbagli le battute, o un animale carico di furia a cui la troppa forza fiacchi il cuore, così io, malfidente, non ho voce per il cerimoniale dell’amore... Chi sono il fair youth, bello e biondo, e la dark lady, tiranna dagli occhi neri corvini, i principali interlocutori ai quali Shakespeare indirizza i suoi struggenti sonetti? Due forme opposte d’amore, spirito e carne, angelo e diavolo, non solo diversi, ma addirittura antitetici che coinvolgono l’io in un triangolo amoroso fitto di pericoli e di misteri. Uno dei libri di poesia più filologicamente dibattuti, più strutturalmente ambigui e, in definitiva, più affascinanti in una traduzione in endecasillabi che riesce miracolosamente a conservare il senso, la forma e la bellezza dei versi shakespeariani.
14,00
Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera. L'arte di leggere i classici in dieci brevi lezioni

Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera. L'arte di leggere i classici in dieci brevi lezioni

Guendalina Middei

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2024

pagine: 208

Leopardi, Tolstoj, Manzoni, Mann, Kafka, Dostoevskij, Austen, Tomasi di Lampedusa e Orwell rivelano le illusioni in cui siamo irretiti e ci danno strumenti di straordinaria modernità per vivere in un presente incerto. In questo viaggio attraverso alcuni dei loro capolavori, Guendalina Middei presta ascolto alle voci che, come magiche zattere, si levano dalle loro pagine, alla ricerca di quelle stelle polari che indicano la rotta in questa strana cosa che si chiama esistenza. Nei personaggi, che si muovono tra gli inciampi, le emozioni e la ricerca di un senso profondo, l’autrice sente risuonare le tante domande che bruciano dentro di noi. Così, Anna Karenina non è solo la storia di una relazione clandestina e tragica, ma quella di una donna che, riappropriandosi dei suoi desideri, rinasce alla vita. Delitto e castigo ci racconta di un giovane che sente e pensa troppo intensamente, interrogandosi sul dolore e su come superarlo. In Leopardi ritroviamo l’ansia tormentosa di un ragazzo che vorrebbe aprirsi al mondo e scoprire quale posto occupare. E, ancora, a quanti è capitato di vivere una metamorfosi interiore tanto inaspettata come quella di cui ci parla Kafka? Chiunque ami il gusto di letture che non smettono di sorprendere per la loro ricchezza troverà suggestioni preziose per accostarle e lasciare che ci parlino, superando con piccoli stratagemmi le difficoltà che pongono.
16,00
Dare la vita

Dare la vita

Michela Murgia

Libro: Libro in brossura

editore: Rizzoli

anno edizione: 2024

pagine: 128

Si può essere madri di figlie e figli che si scelgono, e che a loro volta ci hanno scelte? Si può costruire una famiglia senza vincoli di sangue? La risposta è sì. La queerness familiare è ormai una realtà, e affrontarla una necessità politica, come lo è quella di un dialogo lucido e aperto sulla gestazione per altrə, un tema che mette in crisi la presunta radice dell’essere donne. Interrogarci, discutere intorno a questa radice significa sfidare il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati. Michela Murgia lo ha fatto per anni, nei suoi libri e sui social, e nelle ultime settimane di vita ha raccolto i suoi pensieri per donarci questo pamphlet densissimo e prezioso, in cui ci racconta – partendo dall’esperienza personale – un altro modello di maternità, come si possa dare la vita senza generare biologicamente, come i legami d’anima possano sommarsi ai legami di sangue. Pagine straordinarie che ci permettono di entrare nelle infinite sfaccettature degli affetti e di comprendere come aprire all’altrə non riduce ma amplifica l’amore.
15,00
Come gli uccelli

Come gli uccelli

Wajdi Mouawad

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 120

Un giovane tedesco di origine israeliana e una giovane americana di origini palestinesi si incontrano in una biblioteca di New York e si innamorano. Eitan è un genetista e ha imparato a interpretare il mondo con gli occhi della scienza, Wahida sta facendo una tesi su al-Ḥasan ibn Muḥammad al-Wazzān, un colto diplomatico marocchino del XVI secolo rapito da pirati cristiani e portato in dono a papa Leone X che, dopo averlo debitamente battezzato, lo accoglierà alla sua corte con il nome di Leone l'Africano. Ma la differenza tra i due giovani non è tanto quella delle «due culture», quanto quella delle due origini. Il padre di Eitan in particolare, David, ebreo ortodosso, si oppone al loro matrimonio. Ma la nonna, Leah, sa qualcosa che riguarda suo figlio David e lo dirà al nipote. Da quella che poteva essere una commedia sul modello di "Indovina chi viene a cena?" la trama diventa drammatica e sconvolgente: in una Gerusalemme colpita dagli attentati e dalle stragi, le identità multiple dei vari personaggi stentano a ricomporsi e tutte le certezze svaniscono. Un meccanismo teatrale affascinante, anche per la sapiente scomposizione della cronologia degli avvenimenti, che lo spettatore e il lettore devono ricostruire scoprendo passo passo le connessioni fra i personaggi e gli eventi che scorrono intorno a loro. Questo testo è stato messo in scena per la prima volta al Théâtre de La Colline di Parigi il 17 novembre 2017 con la regia dello stesso Mouawad. La prima italiana è avvenuta il 10 ottobre 2023 al Teatro Astra di Torino nell'ambito del Festival delle Colline Torinesi con la Compagnia del Mulino di Amleto per la regia di Marco Lorenzi.
11,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.