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Letteratura: storia e critica

Il libro di Sherlock Holmes

Libro: Copertina rigida

editore: GRIBAUDO

anno edizione: 2021

pagine: 352

Questo libro esplora ogni aspetto e sfaccettatura della più memorabile creazione di Sir Arthut Conan Doyle. Durante la lettura di questa monografia andiamo alla scoperta del metodo con cui Holmes traeva le sue conclusioni, leggiamo inoltre approfondimenti dedicati ai personaggi principali e alle loro biografie: dagli stessi Holmes e Watson, passando per Lestrade, Mrs. Hudson fino naturalmente all'arcinemico geniale Moriarty. Inoltre infografiche sempre chiare e intuitive, citazioni memorabili, illustrazioni d'epoca aiutano a entrare davvero nel mondo del più grande detective di sempre, offrendo in aggiunta un punto di vista inedito sull'eredità di Holmes negli scrittori contemporanei e non solo, visto che la creatura di Doyle è perennemente al centro di rivisitazioni legate al mondo del cinema e delle serie TV. Indimenticabili in questo senso le interpretazioni di Robert Downey Junior e soprattutto la rilettura in chiave contemporanea impersonata da Benedict Cumberbatch, rimaste nel cuore di milioni di fan e che hanno contribuito ad allargare notevolmente la platea di amanti dell'indimenticabile detective di Baker Street.
25,00

Fëdor Dostoevskij

Vladimir Sergeevic Solovev

Libro: Copertina morbida

editore: CANTAGALLI

anno edizione: 2021

pagine: 88

Vladimir Solov'ëv, tra i massimi filosofi russi dell'Ottocento, più giovane di Dostoevskij di oltre trent'anni, ne fu il grande discepolo spirituale, tanto che Anna Dostoevskaja paragonò il rapporto tra il giovane filosofo e il marito con quello del monaco Zosima con il giovane Alësia de I fratelli Karamazov. Tra il 1881 e il 1883 scrisse tre discorsi in memoria di Fëdor Dostoevskij, nei quali la sola questione che gli sta a cuore non è riferita alla sua vicenda personale, né alla critica delle sue opere, ma da quale idea fu ispirata tutta la sua opera: «A me pare che non sia lecito guardare solo e semplicemente a Dostoevskij come a un autore di romanzi, come a un letterato dotato di talento e d'intelligenza. C'era in lui qualcosa di più grande, e quel "di più" dà luogo alle sue peculiari caratteristiche e aiuta a spiegare l'azione ch'egli esercita sugli altri». In occasione del bicentenario della nascita di Fëdor Dostoevskij, rileggere il ritratto spirituale di un amico e discepolo, onora la memoria di «un apostolo e di un profeta che come nessun altro nella letteratura russa, è riuscito a dischiudere ai suoi contemporanei sino a noi oggi la bellezza della fede cristiana» (Hilarion di Volokolamsk, dalla Prefazione).
9,90

Amore

Guido Favati, Emilio Pasquini

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2021

pagine: 112

"Amor ch'a nullo amato amar perdona": chi di noi non conosce, ha sentito o declamato almeno una volta nella sua vita il famoso verso 103 del Canto V dell'Inferno della Divina Commedia, tra i più famosi dell'intera opera e della letteratura italiana in generale? Diventate simbolo per eccellenza dell'amore, quelle parole pronunciate da Francesca da Rimini, alla quale il Canto è quasi interamente dedicato, contengono il senso e l'intrinseca contraddizione di un sentimento che procura gioia incontenibile e allo stesso tempo indicibile dolore, e che il sommo poeta seppe descrivere in modo ineguagliabile. Termine-chiave dello Stilnovo e al centro del lessico dantesco, l'amore viene esplorato dettagliatamente in queste pagine dense nella sua articolata evoluzione e nelle più diverse declinazioni all'interno della produzione di Dante: percorre la Vita nuova, veste i panni della donna gentile-filosofa nel Convivio, esplode in un crescendo espressionistico nelle Rime fino a innestarsi nella Commedia in un contesto di magistrale respiro. Introducono il testo le riflessioni di Ilaria Gaspari, che all'universo sentimentale ha dedicato gran parte della sua produzione.
10,00

Antonin Artaud: il corpo esploso

Florinda Cambria

Libro: Copertina morbida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2021

pagine: 368

«... vedrete il mio corpo attuale / esplodere / e rapprendersi / in diecimila forme / manifeste / un corpo nuovo / dove non potrete / mai più / dimenticarmi». Così Antonin Artaud (1896-1948) congedava la sua sterminata opera teatrale, poetica, intellettuale, affidando il proprio corpo a un destino di disseminazione in germinazioni imprevedibili. Scrivere di Artaud è testimoniare in quali forme quel corpo viva muoia e rinasca moltiplicato, come un reiterato sussulto nel cuore della civiltà occidentale. "Moltiplicazioni" raccoglie gli itinerari svolti dall'autrice attraverso la materia grafica di Antonin Artaud, spaziando dai testi surrealisti ai manifesti del Teatro della Crudeltà, dai «messaggi rivoluzionari» messicani alla scrittura sinestetica degli ultimi anni di vita. Le due sezioni che compongono il volume (Lectio e Ruminatio) scandiscono così un esercizio di meditazione ventennale, nel quale il corpus artaudiano si frantuma e si rapprende in plurivoche figure di senso: traiettorie d'azione conoscitiva sulla scena limite di un corpo esploso, la scena cangiante e metamorfica di Antonin Artaud, «uomo-teatro». In Appendice, le traduzioni inedite di alcuni suoi scritti giovanili.
28,00

Il gioco dei giorni narrati

Libro: Copertina morbida

editore: Demetra

anno edizione: 2021

pagine: 384

Che giorno è oggi? Se ogni giorno ha la sua storia, questo libro ne raccoglie 366, una per ciascun giorno dell'anno. Che siano tratte dalle pagine più belle e importanti della letteratura mondiale oppure da libri meno noti, la lettura del giorno è sempre un gioco affascinante.
9,90

Un tempo altro, estraneissimo. Studio sul futuro composto in poesia

Ulisse Dogà

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 125

Come dire il futuro? Se da un lato siamo protesi nel tempo imperfetto del nostro voler o dover essere che plasmiamo attraverso il tema del presente e del futuro semplice, dall'altro possiamo pensare a un tempo futuro già compiuto, un futuro perfetto che si sottrae alle nostre intenzioni e che ci appare come oggetto di malinconica contemplazione o di visione profetica. Come dire allora ciò che va oltre la nostra ipotesi di esperienza ed è addirittura caratterizzato da necessità e certezza? La lingua si è fornita di una forma verbale capace di articolare ciò che non è ancora e di marcarne al contempo l'ineluttabilità: essa coniuga tale modalità del futuro come ciò che "sarà stato". Le valenze aspettuali del futuro composto, ancora vive nella letteratura profetica delle lingue indoeuropee delle origini, e considerate come scomparse nel processo di temporalizzazione delle lingue romanze e germaniche e nella progressiva secolarizzazione delle istanze trascendenti, sono sopravvissute in modo carsico, al di sotto della norma linguistica, nel linguaggio poetico. L'analisi stilistica del futuro composto nelle opere di Orazio, Dante, Donne, Montale, Celan e Anedda intende decifrare l'uso poetico di questa rara e affascinante forma verbale, declinata al fine di guadagnare un punto di vista futuro e retrospettivo, per trasvalutare il tempo a venire da dimensione dell'attesa e della speranza in una sfera dell'assolutamente determinato e del ricordo.
16,00

Pinocchio. Le avventure di un burattino doppiamente commentate e tre volte illustrate

Giorgio Agamben

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 200

«Nessun libro finisce», ha scritto di Pinocchio Giorgio Manganelli. «I libri non sono lunghi, sono larghi. La pagina non è che una porta ad altra porta, che porta ad altra. Finire un libro significa aprire l'ultima porta, affinché nessuna porta si chiuda piú». È una porta di questo genere, che comunica segretamente col suo libro precedente su Hölderlin, che Agamben apre con questo doppio commento, tre volte illustrato, del libro piú letto e tradotto di tutta la letteratura italiana. E lo fa togliendo decisamente di mezzo e, insieme, riformulando da capo le interpretazioni esoteriche delle avventure del burattino, dalla morte alla rinascita, dalla metamorfosi asinina all'inghiottimento nel ventre della balena. Collodi inventa poeticamente, non applica dottrine massoniche trasmesse da imprevedibili iniziati. È vivendo le sue avventure di burattino, la vendita dell'Abbecedario, l'ingresso nel Gran Teatro, la fuga nel Paese dei balocchi, l'incontro col Gatto e la Volpe, la trasformazione in ciuco e il viaggio nel ventre del Pesce-cane che Pinocchio, come Lucio nel romanzo di Apuleio, è iniziato, ma ciò a cui è iniziato è la sua stessa vita. E il libro che ne risulta non è una fiaba, non è un romanzo, non è ascrivibile ad alcun genere letterario, proprio come il suo protagonista, che non è né un animale né un ragazzo, non è nemmeno un «che», ma solo un «come»: è, nel senso piú stretto della parola, una via di uscita o di fuga, tanto dall'umano quanto dall'inumano - per questo non fa che correre, e quando alla fine si ferma è perduto. «Il naso è l'espressione dell'incorreggibile, picaresca insolenza di Pinocchio, e solo secondariamente della sua altrettanto picaresca furfanteria. In questione, in quel naso che non finisce mai è, piuttosto, qualcosa come una costitutiva indefinizione della natura del burattino, che, come quella degli abitanti del Regno segreto , è "pendula" e in continua rivoluzione. La menzogna è qui per cosí dire fisiologica, legata al carattere indeterminabile, alla vaghezza di un'esistenza che per questo non può che essere indefettibilmente mancata. Il naso senza fine di Pinocchio, che non passa piú dalla porta della camera e che rischia di conficcarsi negli occhi della fata, è la sua verità, che smentisce la falsa antinomia con la quale la fata vorrebbe definirlo: le bugie che hanno le gambe corte e quelle che hanno il naso lungo. La verità non è un assioma fissato una volta per tutte: cresce e diminuisce "a occhiate" insieme alla vita, al punto di diventare sempre piú ingombrante e difficile per chi vi aderisce senza riserve - come il naso di Pinocchio, appunto».
20,00

Baudelaire (e Flaubert). La carne si fa parola

Giovanni Raboni

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 120

Baudelaire e Flaubert non sono affratellati soltanto dalla data di nascita (1821). Le loro "vite parallele" iniziano dalle loro madri, tutte e due di nome Caroline e tutte e due nate nel settembre 1793; entrambi si iscrissero a giurisprudenza senza mai laurearsi; entrambi furono grandi frequentatori di bordelli e si ammalarono di sifilide; nessuno dei due ebbe figli; furono atei e politicamente reazionari; Madame Bovary e Les fleurs du mal furono processati per immoralità nello stesso anno, il 1857. Anche se non divennero mai amici stretti, i due si conoscevano, si stimavano e si scrissero alcune lettere (ne sono conservate una quindicina, che vengono riprodotte all'interno della postfazione di Patrizia Valduga). Intorno a questi due geni della letteratura del loro tempo e di tutti i tempi Giovanni Raboni ha speso molti anni del suo lavoro di traduttore e di critico. Ora Patrizia Valduga ha raccolto gli scritti del poeta su entrambi, li ha collegati fra loro e li accompagna con una postfazione che mostra i nodi più intimi che legano Raboni con uno e con l'altro.
15,00

La Divina Commedia di Dante illustrata da Federico Zuccari

Dante Alighieri

Libro: Copertina morbida

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

anno edizione: 2021

pagine: 828

La Commedia è un'opera-mondo, tra le più perfette create dall'uomo, che nei secoli ha continuato a essere letta, tradotta, commentata, illustrata e riscritta, in una parola esplorata, come una terra che non smetta mai di mostrare angoli di significati prima nascosti, o mai visti. Ecco quindi che il settecentesimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri ha offerto l'occasione per riscoprire il capolavoro pressoché inedito di un grande artista tardo manierista, Federico Zuccari, celebre per aver affrescato la cupola di Santa Maria del Fiore. Grazie all'opera di digitalizzazione degli 88 fogli della Commedia istoriata operata dalle Gallerie degli Uffizi, che custodiscono le tavole originali dal 1738, oggi i dipinti di Zuccari possono essere sfogliati e ammirati da tutti in questo libro. Create a fine del Cinquecento, le tavole rappresentano la prima grande opera illustrata della Divina Commedia, che precede di molto anche la più conosciuta di Gustave Doré. Dalla selva oscura fino alle alte sfere del Paradiso, Zuccari attraversa l'opera dantesca regalando a ogni cantica un gusto estetico differente, privilegiando atmosfere cupe e forti contrasti nella cantica infernale, giochi drammatici di luce e ombra per il Purgatorio fino ad assurgere ai Cieli con un tocco quasi evanescente. Con il commento esegetico e le note dello stesso pittore, questa edizione illustrata della Commedia ci regala una nuova esplorazione artistica nell'universo di Dante, destinata ad accompagnarci nel futuro. Introduzioni di Eike Schmidt e Natascia Tonelli.
20,00

Tra Londra e Firenze. Letterati, diplomatici ed editori nel primo Settecento italiano

Simone Forlesi

Libro: Copertina morbida

editore: Scuola Normale Superiore

anno edizione: 2021

pagine: 381

Una rete fitta - ma non immediatamente evidente - di rapporti personali e sodalizi letterari unisce i diplomatici britannici di stanza in Toscana e alcuni letterati italiani attivi nei primi decenni del Settecento tra Firenze e Londra, studiosi di antiquaria e di lingua. In questo circuito si collocano iniziative editoriali di grande rilievo, grazie alle quali alcune opere al centro del confronto critico europeo vengono diffuse in traduzione italiana, mentre testi censurati in Italia riescono a vedere la luce in Inghilterra nella loro veste integrale. Fu una vicenda condizionata dalla crisi della dinastia medicea e dalla spinta alla ricerca di nuovi modelli letterari, aperti ai contenuti del moderno dibattito scientifico-filosofico e a una interpretazione inedita della tradizione classica. Il volume ne ricostruisce gli snodi fondamentali, individuando linee di continuità e dissensi, alla luce di una documentazione in buona misura inedita.
28,00

Emilio Salgari. Una mitologia moderna tra letteratura, politica, società

Ann Lawson Lucas

Libro

editore: Olschki

anno edizione: 2021

pagine: 203

Quest'opera, in quattro volumi illustrati, racconta la fortuna dello scrittore di romanzi d'avventure Emilio Salgari. Un viaggio tra le storie che hanno alimentato l'immaginario dell'avventura e creato un fenomeno culturale straordinario. L'autrice percorre tutti gli aspetti della popolarità di Salgari: diffusione, edizioni, illustratori, traduzioni, adattamenti (teatro, cinema, fumetti).
120,00

Antiche leggende e tradizioni che illustrano la Divina Commedia (rist. anast. 1865)

Pasquale Villari

Libro: Copertina morbida

editore: Francesco D'Amato

anno edizione: 2021

pagine: 120

«Nel principio di questo secolo, si pubblicava a Roma la Visione d'un frate Alberico, monaco di Montecassino, e subito si vide accapigliarsi l'irrequieta moltitudine dei comentatori. Da un lato si voleva, in quella strana leggenda, trovar la prima idea del poema sacro; e dall'altro, si gridava allo scandalo contro chi poteva veder somiglianza tra le divine immagini del poeta, e i sogni puerili d'un frate ignorante. Ma questa battaglia cessò presto, e non si seppe mai chi aveva ottenuto la vittoria. Gli avversari sembravano stanchi d'aver tirato dei colpi in aria, senza risultato; il pubblico non capiva, perchè uno scritto così povero sollevasse tanto rumore; e per un pezzo non s'è udito più ragionar di frate Alberico. In questo mezzo, però, si trovava nelle letterature straniere un gran numero di simili leggende, che parevano avere colla Divina Commedia i medesimi rapporti. Storici ed eruditi, come Ozanam, Labitte, Wright e tanti altri, non esitarono punto a dire, che Dante ritrovò l'idea del suo poema in tutto il secolo; che la Francia, la Germania, tutta l'Europa avevano contribuito in qualche modo alla Divina Commedia.» Questo l'incipit del volume, che racconta alcune tra le più note leggende medievali d'oltretomba, dalla Navigazione di San Brandano al Purgatorio di San Patrizio alla Visione di Tundalo. La passione risorgimentale e l'ansia di rinnovamento civile, filtrate dall'insegnamento desanctisiano, fecero coesistere in Villari, con eguale calore di partecipazione, la tradizione laico-mazziniana con quella manzoniana e neoguelfa. Villari accetta l'antitesi, cara agli storiografi liberali, di un'irriducibile estraneità del mondo latino, armonioso e organizzatore, al mondo germanico, mistico e irrazionale. L'antitesi trovò una singolare verifica, nel caso di Dante, nel riconosciuto divario tra le cosiddette fonti della Commedia e l'uso che ne fece il poeta.
16,00

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