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Arti: argomenti d'interesse generale

Aby Warburg, uno spazio per il pensiero

Maurizio Ghelardi

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2022

pagine: 236

Il volume ripercorre, anche alla luce del materiale inedito, alcuni momenti salienti della riflessione di Aby Warburg, che complessivamente appare simile alla rete tessuta da un ragno. Warburg ha sempre cercato di frantumare e metabolizzare ogni disciplina. Per tutta la vita il suo intento è stato quello di ampliare la ricerca sulla vita psicologica grazie a un metodo "psicostorico", e di indagare aspetti e figure dell'espressione e dell'esistenza attraverso la variabile che si interpone tra l'esperienza figurativa e il linguaggio parlato. Anche l'Antico è concepito da Warburg come la declinazione storica di un problema costitutivo della percezione e dell'espressione umane che rimanda a un presupposto di carattere antropologico. Questa raccolta di saggi getta nuova luce su quella che egli stesso definì la sua lotta contro i «guardiani dei confini».
23,00

Estetica dovunque

Gillo Dorfles

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2022

pagine: 780

Per la prima volta raccolti in un unico volume Artificio e natura (1968), Intervallo perduto (1980), Elogio della disarmonia (1986) e Horror Pleni (2008). Quattro saggi che segnano altrettante tappe di una riflessione estetica ricca e dinamica, in evoluzione come materia viva. "Tutti i fondamentali saggi di Dorfles sulle questioni della contemporaneità vanno letti in questa chiave; ma c'è modo e modo di vivere questo Moderno e di parteciparvi. Quello di Dorfles è esplicitamente e radicalmente critico. In questo Dorfles ha svolto una vera lezione: ci ha invitato a leggere questi fenomeni con grande realismo e disincanto, ma anche a discernere all'interno dei loro vari aspetti: ci ha educati alla molteplicità delle espressioni di questo comune "essere moda-moderna" della artisticità contemporanea. Bisogna saper distinguere tra chi ne ha consapevolezza e rappresenta questa prospettiva secondo una distanza critica, e chi semplicemente nuota nella corrente, la riflette e basta. Bisogna conoscere questa straordinaria molteplicità formale che caratterizza il moderno, riconoscerlo nella diversità dei suoi aspetti. Ed essere educati a conoscerla vuol dire non esserne travolti." (Massimo Cacciari) Con nota di Umberto Eco e un dialogo di Colonetti Aldo.
24,00

Collezionisti e musei. Una storia culturale

Raffaella Fontanarossa

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2022

pagine: 384

Oggi il museo non solo rientra fra i principali luoghi di formazione del sapere e di produzione culturale, ma, coinvolgendo l'uso politico del patrimonio, si rivela anche una potente arena per la rappresentazione, talvolta utopica, delle rispettive identità. Le eredità del passato, riconfigurate nel presente, generano così nuove narrazioni. Questo libro propone un approccio innovativo alla disciplina, che supera la tradizionale divisione netta fra la parte storica e quella metodologica, l'una consacrata alla genesi dei musei e alla storia del collezionismo e delle mostre, l'altra alle tipologie architettoniche, all'evoluzione degli standard museali e alle pratiche connesse a un'efficace gestione della «macchina museale». Raffaella Fontanarossa allarga inoltre la consueta prospettiva eurocentrica, indagando le concezioni, talvolta antitetiche, che hanno preso forma in contesti culturali e linguistici lontani dai nostri, come per esempio la Cina e il Giappone, dove si sta scrivendo un nuovo, significativo capitolo della lunga e affascinante storia dei musei.
25,00

Ninfa fluida. Saggio sul panneggio-desiderio

Georges Didi-Huberman

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2022

pagine: 192

Fu Aby Warburg che, indagando le «sopravvivenze dell'antichità», riservò particolare attenzione a un'immagine conturbante, una figura femminile ornata di panneggi, tipica nell'arte del Rinascimento - da Botticelli al Ghirlandaio -, alla quale diede il nome di Ninfa. Figura che è stata successivamente indagata dai maggiori studiosi dell'arte. Ninfa fluida è il secondo testo della quadrilogia - gli altri sono Ninfa moderna, Ninfa profunda, pubblicati in questa stessa collana, e Ninfa dolorosa - con cui Didi-Huberman prosegue la ricerca warburghiana e interroga il motivo del corpo femminile attraverso le sue metamorfosi. A partire dalle figure languide delle Veneri rinascimentali e delle sante martiri barocche, si delinea un movimento che culminerà in artisti quali Brassaï, Moholy-Nagy, Atget e Picasso. I pittori e i fotografi contemporanei volgono lo sguardo alle ultime incarnazioni di Ninfa, alla sua metamorfosi da figura simbolica, spirituale, a creatura terrena, spesso degradata, «caduta, umiliata e offesa», così come spesso lo è la donna nella realtà di ogni giorno e «nell'immaginario collettivo».
23,00

Lavoro come un giardiniere e altri scritti

Joan Miró

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2022

pagine: 160

Nell'irripetibile e composito universo artistico di Miró (1893-1983), la testimonianza scritta è una straordinaria via di accesso. Miró conosceva e amava la letteratura, spesso anche la illustrava, e sapeva esprimere nei suoi scritti - tra cui eccelle la straordinaria memoria autobiografica che qui presentiamo - l'essenza segreta del suo caleidoscopico mondo. Gli scritti raccolti in "Lavoro come un giardiniere" sono uno strumento insostituibile per conoscere il lavoro e la vita di uno dei più noti artisti del Novecento, che ancora affascina con le sue opere giocose, funambolesche, così libere e selvagge, ma anche così profondamente vicine ai drammatici eventi (soprattutto la guerra civile che insanguinò la sua patria, la Spagna) di cui fu partecipe testimone.
21,00

Voci e riflessioni (1941-1944)

Bernard Berenson

Libro: Copertina rigida

editore: La nave di Teseo

anno edizione: 2022

pagine: 640

Nel pieno della seconda guerra mondiale Bernard Berenson, il grande critico d'arte e studioso del Rinascimento, è in Italia, a Firenze. Cresciuto in America ma toscano di adozione, Berenson vive buona parte di quegli anni di lotta e paura nella villa dei Tatti, tra le mura antiche vigilate da Giotto, Ambrogio Lorenzetti, Ercole de' Roberti. Qui, tra il 1941 e il 1944, alimenta le sue ricerche enciclopediche, dai geroglifici delle piramidi agli affreschi perduti di Mantegna, rilegge Benedetto Croce, Bergson, i versi di Shelley. Ma la bellezza non basta a tenere lontana la barbarie, e così le letture, gli incontri, le fughe improvvise dell'umanista riflettono l'avanzata del fascismo, le conseguenze delle leggi razziali, testimoniano la sua precaria libertà. I Tatti diventano il confino volontario di un pellegrino della bellezza, che in questo libro si racconta mentre vede intorno a sé salire "una marea che minacciava di sommergere e inghiottire quel che faceva la sua ragione di vita e il bene più prezioso di una civiltà". "Se le aspirazioni verso il bene e il bello sopravviveranno, che forma prenderanno, che espressione troveranno nelle arti verbali e visive e della musica? Non possiamo immaginarlo più di quanto un greco del tempo di Pericle avrebbe potuto prevedere le cattedrali di Chartres o di Reims, le tragedie di Shakespeare, la musica di Beethoven, di Wagner o di Strauss". Introduzione di Vittorio Sgarbi.
26,00

Salvati dall'oblio. Tesori d'archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2022

pagine: 340

«Centinaia di reperti archeologici recuperati nel corso di cinque distinte operazioni tra il 2007 e il 2015 dal Nucleo CTPC di Cosenza: con la mostra "Salvati dall'oblio" il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale testimoniano il risultato concreto di quell'azione di contrasto al traffico illecito di beni culturali che costituisce un primato assoluto del nostro Paese a livello internazionale. Forte del ruolo guida in questo settore, l'Italia, unica nazione al mondo ad avere iscritto nella propria costituzione il dovere repubblicano della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, ha fatto della diplomazia culturale un vettore propulsivo della propria azione geopolitica. A partire dalla Dichiarazione di Milano, siglata il 1 agosto 2015 da 83 Ministri della Cultura riuniti all'Expo Universale, per passare a quella di Firenze in occasione del G7 Cultura 2017 fino a quella del G20 Cultura di Roma nel 2021, grazie alla spinta italiana è stata più volte ribadita la necessità di una responsabilità multilaterale nel salvaguardare i beni artistici, storici e archeologici nelle aree di crisi. Di pari passo, l'Italia è stata la prima a costituire una unità in seno alla task force Unite4Heritage dell'Unesco, spendendosi in sede Onu insieme alla Francia per l'adozione della risoluzione 2347/2017 che autorizza l'utilizzo della componente culturale nelle missioni di peacekeeping. Questi successi diplomatici sono il frutto dell'opera condotta nei decenni dagli istituti del MiC e dal Comando Tutela Patrimonio Culturale, sia nel recupero di beni culturali italiani illecitamente esportati che nella restituzione a Paesi terzi di beni culturali appartenenti al loro patrimonio e giunti clandestinamente nel nostro Paese. Di tutto questo "Salvati dall'oblio" costituisce un esempio tangibile.» (dalla presentazione di Dario Franceschini, Ministro della Cultura)
48,00

Strade storiche. Monumenti da salvare

Oreste Rutigliano

Libro: Copertina morbida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2022

pagine: 208

In principio ci furono le strade romane. Poi dopo un lungo medioevo il Sette-Ottocento diede mano a molte strade carrozzabili, che ospitarono a seguire le prime automobili. L'entusiasmo della prima metà del Novecento si dedicò a creare una rete di strade rotabili, capace di condurre ovunque. Furono chiamati a realizzarle i più abili tra gli ingegneri, e rispettosi del decoro e del paesaggio. Costruite a forza di braccia, con le tecniche e i materiali antichi, si adagiarono sul dorso delle colline, disegnando curve sinuose, scalarono i monti con molteplici tornanti su possenti costruzioni di pietra, traversarono ripidi versanti valicando gole e torrenti con ponti arditi a uno o più archi. Pensate per essere belle, negli arredi e nelle lunghe alberate, furono il momento magico dell'ultima Italia intatta. Non ci si è accorti per tempo del loro essere monumenti, unitari e lineari. Molte sono state distrutte. Molte sono ancora là, dimenticate, in attesa di essere riscoperte e restaurate. Necessarie oggi per quel turismo - attento, lento e curioso - che va alla ricerca delle aree interne, dei paesi antichi e del paesaggio storico. Introduzione di Vittorio Sgarbi. Postfazione di Enzo Siviero.
22,00

Think like. Pensa come Leonardo. Sviluppa il tuo potenziale ispirandoti al più grande genio della storia

Daniel Smith

Libro: Copertina morbida

editore: Demetra

anno edizione: 2022

pagine: 224

Leonardo da Vinci è probabilmente la quintessenza dell'uomo rinascimentale e come tale l'incarnazione del genio poliedrico. Merito anche di un'attenzione puntuale e di un'attitudine curiosa e costruttiva verso tutto ciò che lo circondava. Ecco la novità di questo libro che, partendo dagli scritti pubblici e privati, propone un nuovo modo di leggere il più grande genio del Rinascimento, per fare propri i suoi talenti caratteristici e diventare capaci di realizzare i propri obiettivi, riconoscere e cogliere le opportunità, crearsi un valido schema di studio e azione, immaginare, sperimentare e osare senza timori. e poi rendere possibile l'impossibile.
9,90

Aforismi

Constantin Brancusi

Libro: Copertina morbida

editore: Abscondita

anno edizione: 2022

pagine: 160

A Parigi, dove giunge nel 1904, Brancusi partecipa a ogni avanguardia, frequenta Picasso, Modigliani, Rousseau, Delaunay, Léger, Tzara, Man Ray, è amico di Satie e Duchamp. Ma i legami sono personali, ai movimenti rimane esterno, non interviene sulle riviste, non sottoscrive dichiarazioni. E tuttavia lascia una singolare opera di pensiero sull'arte e sulle cose. Sono frasi che troviamo annotate su taccuini, fogli sparsi, pagine di cataloghi, o ricordate dagli amici e ricorrenti nelle interviste. È una materia di sostanza orale, sovente con il sapore della massima, fatta per essere tenuta a mente e ripetuta. La si chiama, per consuetudine, col nome di «aforismi». Radicata nelle origini rumene, nella preistoria contadina e pastorale dei Carpazi, entra con colta consapevolezza nel dibattito artistico moderno. Brancusi ebbe con poeti e letterati relazioni di consuetudine, da Apollinaire a Radiguet. Il primo saggio sulla sua opera è scritto da Ezra Pound, e una lirica di Lucian Blaga, L'Uccello sacro, è forse il testo critico più significativo sulla Maiastra. A New York, nel 1926, è presentato da Paul Morand alla personale della Brummer Gallery. Nello studio di impasse Ronsin stava appeso il ritratto di Joyce, tra la gente di casa c'era Henry-Pierre Roché, e l'ultimo incontro importante sarebbe stato con Ionesco. Sono qui raccolti, oltre agli Aforismi di Brancusi, alcuni degli scritti più significativi di letterati e artisti suoi contemporanei, dove tra ricordi dell'uomo e narrazioni di ambiente si aprono scorci sulla poetica di uno dei massimi artisti del Novecento. Con scritti di Michael Middleton, Eugenio Montale, Paul Morand, Ezra Pound, Man Ray, Henri-Pierre Roché.
21,00

Maurizio Fagiolo dell'Arco critico militante 1964-1980

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2022

pagine: 464

Da Bernini a de Chirico, dalla festa barocca a Balla passando per Domenichino e la Scuola romana. Il nome di Maurizio Fagiolo dell'Arco richiama subito i suoi pionieristici studi, sull'arte del Seicento come sul Novecento italiano e internazionale. Eppure egli è stato anche un formidabile critico militante, tra anni Sessanta e Settanta al centro delle ricerche più vitali non soltanto romane. Mario Schifano, Franco Angeli, Mario Ceroli, Pino Pascali, Giulio Paolini, Giovanni Anselmo sono alcuni coetanei dei quali si è fatto interprete consegnandoci pagine ancora oggi illuminanti per capirne il lavoro. "Rapporto 60. Le arti oggi in Italia" è il libro che, nel 1966 a ventisette anni, ne ratifica l'impegno nel presente. Questo volume raccoglie per la prima volta un'antologia dei suoi contributi in ambito critico. Pagine licenziate in occasioni diverse - la recensione di una mostra, il saggio in catalogo, la risposta a un'inchiesta - che trovano unità in quelli che poi sono i tratti distintivi del loro autore: la sicurezza del giudizio, la necessità di parlar chiaro, le intuizioni combinate a una scrittura veloce ma sempre aderente alle opere. Lette tutte insieme offrono il ritratto di una figura complessa, le cui passioni per l'antico e il contemporaneo interferiscono di continuo tra loro. 1964-1980: oltre quindici anni di strenuo lavoro. Dagli entusiasmi giovanili alle crisi portate dal Sessantotto. Dalla fiducia - sincera ma non incondizionata - nei linguaggi della modernità all'abbandono della militanza. In mezzo l'amore per la ricerca filologica che a metà Settanta lo fa scoprire a se stesso «archeologo dell'avanguardia».
38,00

Il quadro che mi manca

Giorgio Soavi

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 320

Un'avidità famelica accompagna lo sguardo di Giorgio Soavi nelle sue ricognizioni artistiche. Da spettatore affamato, egli consuma dipinti, disegni e sculture come si può consumare un piatto prelibato, assaporandone a fondo ogni ingrediente. E se accomuna spesso occhio e palato, è perché vede l'arte e i suoi prodotti come un animale vede e divora il cibo di cui ha bisogno per sopravvivere. Scrittore ma anche collezionista, in questi brevi resoconti pubblicati per la prima volta nel 1986 Soavi ci racconta vita, opere, consuetudini e vezzi degli artisti che ha amato e frequentato. Artisti come Giacometti, de Chirico e Balthus, che egli sorprende nell'intimità del loro ambiente, cogliendo in presa diretta il passaggio dalla vita all'arte e viceversa. Lo fa non da cronista occasionale e men che meno usando il gergo sibillino del critico d'arte, ma da intenditore della materia di cui scrive, proprio perché l'ha a lungo masticata senza esserne mai sazio. L'inventiva e la destrezza del romanziere si ritrovano quando descrive, per esempio, il sentimento di languore e oscenità che trasmettono i fiori di Horst Janssen colti pena un istante prima di avviarsi alla decomposizione. La stessa empatia la riserva alle minuziose nature morte di Gianfranco Ferroni, ai paesaggi marini e terreni di Piero Guccione, agli erbari floreali di Jean-Pierre Velly, agli amati disegni e acquerelli di Folon, Tullio Pericoli e Saul Steinberg, alle tele di Domenico Gnoli. Sembra che per Soavi l'unico modo di scrivere di quadri e di artisti sia quello di trattarli alla stregua di seducenti dettagli di una storia da raccontare, componendo pagine fatte di aromi e sapori, cariche di quella genuinità che si riserva ai discorsi fra amici. Prefazione di Andrea Pinotti.
24,00

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