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Archeologia

Stabia. Memorie storiche ed archeologiche (rist. anast. Castellamare di Stabia, 1890)

Giuseppe Cosenza

Libro: Copertina morbida

editore: Francesco D'Amato

anno edizione: 2020

pagine: 331

Nella prima parte dell'opera Cosenza si sofferma sulla storia della Campania, sull'origine di Stabiae e sul suo territorio sino all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Nella seconda parte descrive la storia degli scavi, i monumenti rinvenuti. In appendice vi è una discussione sulla morte di Plinio il Vecchio con il testo delle lettere di Plinio il Giovane a Tacito, e un'analisi topografica del golfo stabiano.
25,00

Scavare nel passato. La grande avventura dell'archeologia

Andrea Augenti

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 400

Che significato aveva il cerchio di pietre di Stonehenge? Come è stato ritrovato l'esercito di terracotta di Xi'an? Chi era l'uomo sepolto nel Tempio delle Iscrizioni a Palenque? Si può fare un'archeologia del mondo contemporaneo? L'archeologia ci mette in contatto con il nostro passato, raccontandoci luoghi, monumenti, rituali, episodi, persone. Ma non è tutto qui. Perché l'archeologia non è altro che un modo di fare storia, concentrato sugli aspetti materiali delle vicende umane, e può affrontare persino gli argomenti più delicati e scottanti del mondo attuale. Da Lucy a Ötzi, da Tutankhamon a Childerico e a Riccardo III, fino ai migranti che dal Messico si spingono verso gli Stati Uniti, il libro racconta in modo semplice e chiaro queste e altre storie, spaziando in tutti i continenti e attraversando tutte le epoche, dalla preistoria ad oggi, e ci fa conoscere alcuni tra i più importanti archeologi e i loro metodi di lavoro. Una ricca selezione di immagini dei luoghi, degli oggetti e dei protagonisti delle varie indagini aiuterà il lettore a immergersi in un viaggio appassionante nello spazio e nel tempo.
26,00

Incursioni. Arte contemporanea e tradizione

Salvatore Settis

Libro

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 368

Nel 1937 Duchamp si tagliò la testa. In questa opera senza titolo, di fianco alla testa mozzata dell'artista compare una donna trasognata. Tra le mani ha un metro da sartoria e indossa una veste all'antica, da sacerdotessa o menade. Come si guarda un'opera di Duchamp? Cosa vorrà misurare quel metro? Si può decifrare l'enigma di un montaggio che sfida o addirittura estromette l'osservatore? Cominciano così le incursioni di Salvatore Settis nelle opere di dieci importanti artisti del nostro tempo. Duchamp, Guttuso, Bergman, Jodice, Pericoli, Bruskin, Penone, Viola, Kentridge e Schutz rappresentano l'onda d'urto dell'arte contemporanea, che travolge regole e abitudini consolidate. Ma la loro opera comporta davvero un rifiuto drastico della tradizione o la capacità di dimenticarla? "Tra antico e contemporaneo", scrive Settis, "c'è una perpetua tensione, che continuamente si riarticola nel fluire dei linguaggi critici e del gusto, nei meccanismi di mercato, nel funzionamento delle istituzioni. Talora anche in dura polemica con l'arte del passato, ma senza poterla ignorare." Ogni artista lo sa e forse lo sa anche il suo pubblico. La citazione, la parodia, la stratificazione della memoria, il ritorno di un gesto sono solo alcune tracce del rapporto che lega i maestri di oggi con il passato. Il coraggio dell'incursione da un artista all'altro, da un'opera all'altra, è la strada per esplorare connessioni e distanze senza rinunciare alla condizione essenziale della conoscenza: la capacità di sentirsi stranieri in ogni luogo.
30,00

I volti del potere. Alle origini del ritratto nell'arte dell'Oriente antico

Paolo Matthiae

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 318

Da sempre le grandi civiltà preclassiche dell'Oriente mediterraneo, dall'Egitto alla Mesopotamia, dall'Anatolia alla Siria all'Iran, sono state fonte d'ammirazione per l'imponenza colossale di celebri opere architettoniche, dalle Piramidi di Giza alla Torre templare di Babilonia al centro cerimoniale di Persepoli. Questa dimensione monumentale ha contribuito da sola a definire agli occhi dell'Occidente l'elemento distintivo e il limite fatale di tutta l'arte orientale antica, cioè la sua immutabilità e ripetitività ossessiva e straniante. Risalente a una sorta di età preistorica, l'espressione artistica di quelle civiltà, così dedita al meraviglioso, sarebbe stata del tutto estranea al rapporto con la Storia, che con le sue costanti trasformazioni sarebbe divenuta prerogativa fondamentale ed eccellenza dell'arte greca, romana e tardoantica. In realtà, nella prospettiva di Paolo Matthiae, proprio il ritratto, forma espressiva realistica e quindi storica tra tutte, costituì fin dagli inizi del III millennio a.C. una dimensione specifica di tutte le culture artistiche dell'Oriente antico. «Il ritratto è usualmente considerato un genere che, fin dalla civiltà etrusca, ha percorso tutta la storia dell'espressione artistica del mondo occidentale e che non ha conosciuto che rarissimi, inconsistenti e accidentali precedenti nel mondo orientale antico d'Egitto e d'Asia. Questo giudizio è non soltanto inaccettabilmente sommario, ma soprattutto non è per nulla corrispondente alla realtà, in quanto forme di rappresentazione che, pur molto approssimativamente, possono definirsi di ritratto, concepite e realizzate in relazione a definite visioni della natura - umana, divina o divinizzata - dei detentori del potere come maschere create in un complesso processo di comunicazione visiva di eccezionale rilievo per le società di quasi tutte le realtà statuali storiche - urbane, territoriali, nazionali, imperiali - dell'Oriente antico, sono ben documentate, con infinite varietà, lungo tre millenni di storia. Nelle pagine che seguono, per l'attenzione prestata alla restituzione dei collegamenti tra le opere artistiche e le concezioni dei ruoli istituzionali dei personaggi raffigurati, il tema del "ritratto" è trattato nella prospettiva di una sempre più avanzata storicizzazione dell'arte dell'Oriente antico».
36,00

Giza. La caduta del dogma

Antonio De' Flumeri, Gianluca Montuschi, Andrea Tavecchia

Libro: Copertina morbida

editore: Uno Editori

anno edizione: 2020

pagine: 600

Esiste una bibliografia infinita sull'Antico Egitto, ma nessuno ha mai confrontato le tesi, generalmente agli antipodi, di egittologi e di studiosi indipendenti. Lo fanno gli autori di questo libro: partendo dalla versione ufficiale della storiografia, la si analizza sotto ogni punto di vista, al fine di verificarne l'attendibilità.La successione delle piramidi, la loro datazione e l'attribuzione ai faraoni è veritiera? La Grande Piramide è davvero stata costruita da Cheope? È possibile che un tale maestoso monumento sia stato eretto in soli venti anni?A queste e molte altre domande siamo riusciti a dare una risposta. I documenti consultati hanno permesso di proporre stimolanti constatazioni e di risolvere molti quesiti irrisolti su argomenti basilari, come lo studio dei testi degli storici, delle Stele, della IV Dinastia, delle piramidi satellite, della Sfinge, dell'origine delle piramidi egizie, delle esplorazioni all'interno delle piramidi, dell'impareggiabile lavoro di Gantembrink, delle simulazioni proposte dagli egittologi, dei lavori degli studiosi indipendenti.
19,70

La traversara. L'improbabile storia di una via millenaria

Fulvio Osti

Libro

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 314

La tesi che qui si cerca di sviluppare riguarda il fatto che delle popolazioni, gli Etruschi, dedite alla produzione di oggetti di alta qualità artigianale e avvezze alla loro commercializzazione ad alto raggio, siano state quelle forze che hanno innescato dinamiche tali da permettere, tra i tanti effetti a scala geografica, la riorganizzazione di una significativa porzione di territorio alpino oggetto di studio da parte dell'autore, anche attraverso una via-pista, la Traversara, che da Riva del Garda raggiungeva i dintorni dell'odierna Merano/Meran. Ciò ha riverberato e rilanciato nel tempo culture materiali e anche spirituali provenienti da luoghi lontani. L'onda lunga di civilizzazione provocata attorno ai secoli XII-X a.C. e partita dall'Asia Minore per mano dei Fenici, passata attraverso Greci ed Etruschi, si infrange su tutto l'arco alpino e oltre, portando arricchimento materiale e non solo: si pensi alla lunga parabola compiuta dall'alfabeto etrusco, già greco, indiretta emanazione e rielaborazione della scrittura fenicio-aramaica. Oltre all'acquisizione di recenti contributi storico-archeologici, la ricerca applica metodologie note in ambiente di pianificazione del territorio, al fine di dimostrare la sostenibilità storica e preistorica di questa importante via carovaniera. Nella seconda parte, alla quale la prima è in qualche maniera propedeutica, l'autore trova lo spazio per una riflessione personale di architetto e di cittadino dell'oggi sulle gravi criticità culturali del momento, in relazione a quello stesso territorio della Traversara, alla storia umana che lo ha segnato e alla cultura che questa convivenza ha prodotto nei millenni, che rischiano di naufragare alla luce dei fatti attuali. Il vento dell'industria turistica impone all'autore di veleggiare di bolina, tentando di vincere un'inerzia che sicuramente è più forte di lui. Nessuno nega il diritto dello sviluppo, purché, oltre che sostenibile, esso sia anche compatibile con le risorse naturali e storiche che ci vengono dal passato. Inoltre, il problema sembra che vada ben oltre il semplice rispetto e la conservazione dei luoghi, e che esso riguardi anche la maniera con la quale noi oggi organizziamo i nostri nuovi luoghi, spessissimo superficiali, volgari, dissipatori di risorse e privi dei loro significati più basilari. Il problema è palpabile e andrebbe affrontato con la dovuta energia per cercare di cacciare lontano il fantasma della vuotezza di questo scorcio di secolo, che rischia di fare di questo territorio una merce di scambio con la quale mettere in svendita la nostra anima.
24,00

L'arte romana oltre l'autore. Originalità, imitazione e riproduzione

Mariateresa Curcio

Libro: Copertina rigida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 206

L'individuazione di un soggetto come autore appare da sempre una caratteristica fondamentale della produzione visuale, attore trainante delle umane esigenze espressive. L'autorialità e tutte le derivazioni semantiche a essa riferite come la dicotomia originale/falso sono accezioni moderne. Il concetto di autorialità è legato innanzi tutto alla pratica del "riconoscimento": il riconoscimento dell'intenzionalità individuale, il riconoscimento pubblico dell'autore da parte dei fruitori e soprattutto degli studiosi, il cui unico scopo sembra spesso essere la scoperta della personalità e della biografia dell'artista. Prendendo in esame una serie di opere scultoree in nudità, il presente volume cerca invece di dimostrare come questo sforzo tutto intellettuale e ingannevole non tenga conto delle prerogative specifiche della cultura artistica della Roma antica, che hanno poco a che vedere con il sistema autore-artista-originale su cui si struttura la concezione contemporanea di "Arte". La produzione artistica romana è quindi definita da caratteristiche diverse come l'imitazione, la riproducibilità, la serialità e la traduzione culturale di linguaggi artistici precedenti.
20,00

Archeologia senza scavo. Geofisica e indagini non invasive

Federica Boschi

Libro: Copertina morbida

editore: BONONIA UNIVERSITY PRESS

anno edizione: 2020

pagine: 292

Un'archeologia senza scavo è davvero possibile? Non è di certo l'ultima ambizione degli archeologi, che oltre a non poter fare a meno dell'innegabile fascino del lavorare con "le mani dentro la terra" necessitano del dato stratigrafico per ricostruire, con metodo e recupero ordinato dei reperti, la storia e la cronologia di un luogo. Oggi però l'archeologia è in grado di conoscere, prevedere e raccontare quanto non è visibile dalla superficie anche senza scavare, ricorrendo alla geofisica o più in generale al telerilevamento (remote sensing). Archeologia senza scavo racconta di un approccio contemporaneo alla ricerca archeologica, che negli ultimi anni ha visto un intenso sviluppo di tecnologie e strumenti per l'indagine di paesaggi, siti e monumenti, anche grazie a un'attitudine sempre più multidisciplinare e al dialogo con scienze sussidiarie. Rivolto essenzialmente agli studenti di archeologia, il volume intende fornire un'introduzione ragionata alla disciplina, dalle tappe principali della sua evoluzione alle nuove prospettive di ricerca, analizzando i metodi di indagine e le potenzialità anche attraverso casi di studio selezionati, ma sempre dal punto di vista dell'archeologo, delle sue esigenze di ricostruzione storica e topografica, oltre che di resa e interpretazione dei dati. In questa procedura, acquisisce estrema importanza anche lo scavo che, a dispetto del titolo del volume, deve restare il fine ultimo dell'indagine archeologica, ma possibilmente preparato, valutato e programmato con anticipo e consapevolezza. Il processo interpretativo innescato dal confronto tra scavo e non scavo viene così vicendevolmente alimentato, all'insegna di un reale intreccio interdisciplinare indirizzato dalle tecniche non invasive ma che lo scavo permette di perfezionare nelle modalità di lettura e comprensione, nella conduzione del quale le competenze dell'archeologo restano un punto fermo.
25,00

Il mistero della civiltà perduta. Alle origini fra Vecchio e Nuovo Mondo

Graham Hancock

Libro: Copertina rigida

editore: CORBACCIO

anno edizione: 2020

pagine: 512

Ci hanno sempre insegnato che nel Nord e nel Sud America non ci fosse presenza umana fino a 13 mila anni fa e che il continente americano fosse stato l'ultimo a venire popolato dai nostri antenati. Ma nuove scoperte hanno drasticamente cambiato questa immagine e adesso siamo in grado di dimostrare che le Americhe furono abitate dall'uomo più di 130 mila anni fa, decine di migliaia di anni prima che in qualsiasi altra parte della Terra. Le indagini di Hancock ci conducono attraverso una serie di viaggi e di incontri con scienziati responsabili delle più recenti scoperte. Dalla valle del Mississippi alla foresta ?uviale amazzonica, Hancock mostra come le antichissime civiltà del cosiddetto Nuovo Mondo avessero in realtà sviluppato avanzate conoscenze scientifiche e sofisticate culture del tutto analoghe a quelle del cosiddetto Vecchio Mondo, tali per cui è lecito mettere in dubbio che l'origine stessa della civiltà umana sia avvenuta in quest'ultima parte del pianeta. "Il mistero della civiltà perduta" è la quint'essenza di tutto ciò che milioni di lettori apprezzano nei libri di Hancock, vale a dire la capacità di esplorare con la mente aperta i misteri del passato, le più incredibili scoperte dell'archeologia e le profonde implicazioni che tutto ciò può avere per capire come viviamo il nostro presente.   
26,00

Il segno immortale. La splendida storia dei geroglifici. Decifrare la scrittura per capire la civiltà

Barbara Faenza

Libro: Copertina morbida

editore: PONTE ALLE GRAZIE

anno edizione: 2020

pagine: 208

L'antico Egitto è forse, tra le antiche civiltà, quella che più ha affascinato il resto del mondo, da Erodoto in poi. Merito delle tracce che ha lasciato, impressionanti nella loro scala monumentale, e dei tanti misteri che la circondano. E merito anche della scrittura geroglifica, protagonista anch'essa di una storia affascinante, rimasta per secoli muta custode dei segreti di un popolo e dei suoi cinquemila anni di storia. In questo libro, scritto con la passione contagiosa di un'innamorata e un raro talento di divulgatrice, Barbara Faenza ci guida alla scoperta di questi segni immortali, espressione di una visione del mondo, della vita e della morte: e lo fa attraverso i geroglifici stessi, facendoli parlare e, perché no, insegnandoci a decifrarne qualcuno. Verremo così a sapere di dei e faraoni, di mummie e animali sacri, ma anche di un fiume nero e del suo deserto, di paura, amore, ordine e caos, in un viaggio alla scoperta della civiltà egizia, guidato dalla sua scrittura magica.
16,00

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