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Archeologia

Archeologia biblica. Una breve introduzione

Eric H. Cline

Libro

editore: QUERINIANA

anno edizione: 2021

pagine: 192

Una vigorosa introduzione al mondo affascinante dell'archeologia biblica, in cui religione antica e scienza moderna si incontrano. Cline, da fine studioso, offre una panoramica completa, attendibile ed equilibrata di questo campo di ricerca. Racconta dei primi pionieri, delle origini dell'archeologia biblica come disciplina e delle principali controversie che spinsero gli esploratori a cercare elementi che "confermassero" la Bibbia. Egli, poi, illustra la situazione così com'è ai giorni nostri: prende in esame i siti, i ritrovamenti, i reperti archeologici che gettano nuova luce sulla Bibbia ebraica e sul Nuovo Testamento; tratta la questione di possibili frodi e probabili falsi, come l'Ossario di Giacomo e la Tavoletta di Ioas; spinge infine lo sguardo alle nuova prospettive che questo campo di studi dischiude. «L'archeologia biblica è un campo vasto e complesso, ma Cline riesce a realizzare un'introduzione attendibile, piacevole e istruttiva. I suoi giudizi sono equilibrati e obiettivi. Gli esploratori del mondo biblico, stando seduti comodamente in poltrona, avranno da imparare un sacco di cose» (Donald Senior; Catholic Theological Union, Chicago).
20,00
48,00

Heinrich Schliemann a Napoli

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Francesco D'Amato

anno edizione: 2021

pagine: 262

Tutti conoscono il nome di Heinrich Schliemann, il mitico scopritore di Troia e poi di Micene, Tirinto e Orcomeno. Al pensiero di Micene i nostri ricordi vanno alla "maschera d'oro di Agamennone", raffigurata nel libro di storia della terza elementare. Il nome di Troia ci riporta invece al liceo, all'Iliade e alll'Odissea, alla questione omerica, dove ci si domandava: ma Omero sarà mai esistito? E come era possibile che un cantore della fine dell'VIII secolo (la scrittura fu introdotta intorno al 750 a.C.) potesse descrivere con tanti dettagli una città messa a ferro e fuoco intorno al 1250 a.C., ovvero 500 anni dopo? Tanti interrogativi Schliemann non se li pose, guidato dalla fede assoluta nella veridicità di Omero e bene armato di zappa e pala (come lui stesso scrive), scavò sulla collina di Hissarlik, in Turchia, e trovò Troia. Ma Schliemann è stato anche lo scopritore della "civiltà micenea", restituendo all'umanità ben mille anni di storia dei quali, prima di lui, non si conoscevano - al di fuori dei racconti omerici - le testimonianze concrete. Questo valore di Schliemann quale "artefice" o "restitutor" della storia è ben delineato nel primo saggio di Sybille Galka, cuore e anima della Società e del Museo "Heinrich Schliemann" di Ankerhagen, che fu la città dove egli trascorse la sua prima infanzia. Seguono un saggio del celebre archeologo Amedeo Maiuri, che fu soprintendente di Pompei ed Ercolano (e non solo) e direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e uno di Umberto Pappalardo sulla sua intensa attività di viaggiatore: infatti Schliemann fece scorrerie per il mondo immaginabili per un uomo di quell'epoca, giungendo in America (dove prese la cittadinanza), Africa, India, Cina e Giappone. Venne anche almeno dieci volte a Napoli, non solo perché da qui prendeva la nave per raggiungere la sua casa ad Atene, ma anche perché amava questa città. Nonostante Napoli non fosse più la splendida capitale europea del secolo XVIII ma fosse divenuta nell'Ottocento socialmente molto problematica, c'erano tante cose da vedere: Pompei, Ercolano, il Museo Archeologico, il Teatro San Carlo e poi il Vesuvio, Sorrento, Capri e tanto altro ancora! Non è quindi un caso che morì proprio a Napoli, a Natale del 1890, prima di imbarcarsi per Atene... voleva ancora rivedere le nuove scoperte di Pompei e le nuove acquisizioni del Museo Archeologico Nazionale. In Italia aveva conosciuto dapprima a Pompei il giovane ispettore Giuseppe Fiorelli, che avrebbe poi rivisto a Napoli come direttore del Museo Nazionale e nuovamente a Roma in qualità di Direttore Generale delle Antichità del nuovo Regno d'Italia. Con Fiorelli ebbe dunque un lungo sodalizio, testimoniato da un frequente scambio epistolare. Carlo Knight spiega perché alcune di queste lettere, proprio alcune fra le più importanti, non ci sono pervenute. Possedute dal napoletano Domenico Bassi che nel 1927 le pubblicò nell'ormai raro libro Il carteggio di Giuseppe Fiorelli. In Italia ne sono custoditi solo due esemplari, uno a Milano e uno a Venezia, qui riprodotto in appendice insieme alle trascrizioni dei diari di viaggio napoletani, i cui originali sono custoditi oggi presso l'American Academy di Atene.
16,00

Germanico Cesare a un passo dall'Impero

Libro: Copertina morbida

editore: Aguaplano

anno edizione: 2021

pagine: 684

40,00

Magna Grecia. Una storia mediterranea

Maurizio Giangiulio

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2021

pagine: 212

La Magna Grecia è parte della storia italiana e la sua vicenda in epoca preromana non si identifica strettamente con la colonizzazione greca, né si riduce al confronto con le genti italiche. Il volume inquadra la Magna Grecia in un vasto orizzonte mediterraneo di movimenti e connessioni. Senza trascurare gli sviluppi storico-politici, la trattazione mette in luce i problemi ancora dibattuti. Rivolge attenzione particolare alla ricerca archeologica e ai processi di trasformazione delle società e delle culture, analizzati anche sulla base delle scienze sociali. Discute inoltre di quadri ambientali, dei Greci e degli "altri" nell'immaginario, di società ed economia, di culture politiche. Ne risulta una visione innovativa, non condizionata dalle fonti classiche né da interpretazioni in chiave etnica.
17,00

Senatori romani nel Pretorio di Gortina. Le statue di Asclepiodotus e la politica di Graziano dopo Adrianopoli

Libro: Copertina morbida

editore: Scuola Normale Superiore

anno edizione: 2021

pagine: 274

Nell'anno 383 d.C., presso la residenza appena ultimata del governatore della provincia di Creta, vennero erette una quindicina di nuove statue. Questo gruppo di monumenti costituisce un dossier documentario per molti versi enigmatico. Le statue, decretate dalle autorità locali e realizzate dall'allora governatore, raffiguravano alcuni tra i più importanti senatori dell'epoca, la maggior parte dei quali non sembra aver avuto legami con l'isola. Quale ragione spinse i cretesi a onorarli? Un riesame del contesto archeologico, dei supporti, dei testi epigrafici e soprattutto un inquadramento di questa singolare iniziativa nel contesto delle vicende di quegli anni, permette di avanzare nuove ipotesi sull'aspetto originario di questo ciclo monumentale, di chiarire alcuni importanti problemi di prosopografia e di storia amministrativa, nonché di collegare la manifestazione di riconoscenza dei cretesi per i senatori romani alla politica fiscale dell'imperatore Graziano.
30,00

Studi di egittologia. Storia e archeologia dell'antico Egitto

Libro: Copertina rigida

editore: Youcanprint

anno edizione: 2021

pagine: 88

Le sabbie del deserto del Sahara da millenni avanzano inesorabili ricoprendo ciò che un tempo è stato un territorio adatto all'insediamento umano e di svariate specie animali, ricco di risorse d'acqua naturali e di una florida vegetazione tipica degli ambienti della savana. Comunità intere di cacciatori-raccoglitori si spostavano dietro alle numerose mandrie di animali che migravano attraverso l'Africa Sahariana alla ricerca dei pascoli migliori e degli ampi bacini lacustri che si formavano durante il periodo delle piogge. L'ecosistema era in perfetto equilibrio ed ogni specie vivente dipendeva dalla sopravvivenza di tutte le altre. Il clima tuttavia cambiò ed il processo di desertificazione che si era innescato era divenuto inarrestabile, costringendo gradualmente ad una condizione di siccità questa immensa area geografica. Le svariate comunità umane del Sahara dovettero così spostarsi verso est e stabilire le loro attività di caccia e i primordiali tentativi di produzione del cibo attraverso l'agricoltura, l'allevamento e la pastorizia all'interno della ristretta striscia di terra fertile che si estendeva da sud verso nord lungo il corso del fiume Nilo. Fu così che ebbe origine in questa parte dell'Africa, dall'unione di elementi culturali diversi, la straordinaria Civiltà Egizia.
39,00

Il ritratto nell'arte greca. Fonti scritte e archeologia in età arcaica e classica

Fabiano Fiorello Di Bella

Libro: Copertina morbida

editore: Bretschneider Giorgio

anno edizione: 2021

pagine: 285

Il volume offre una dettagliata analisi metodologica del genere del ritratto nell'arte greca. Nell'intento di ridiscutere i principi costitutivi della disciplina, l'autore si serve della testimonianza delle fonti letterarie ed epigrafiche, mettendole a sistema con alcuni casi studio che vanno dall'arcaismo alla tarda età classica. Il procedimento conduce al cuore del problema, all'origine di un travaglio spirituale e intellettuale, che nasce allorquando all'immagine generica si sostituisce la raffigurazione dell'individuo. Un percorso non privo di ostacoli e per nulla lineare, che getta luce su un genere artistico diffusissimo nell'antichità classica, ma ancora dibattuto per le sue fasi più antiche.
120,00

Il rupestre e l'acqua nel Medioevo. Religiosità, quotidianità, produttività

Libro: Copertina morbida

editore: ALL'INSEGNA DEL GIGLIO

anno edizione: 2020

pagine: 198

Dopo due Convegni dedicati agli insediamenti rupestri di età medievale dove è stato avviato un necessario quanto interessante confronto scientifico tra gli studi dell'Italia centrale e quelli dell'Italia meridionale e insulare, le aree maggiormente interessate dal fenomeno rupestre si è ritenuto utile, con un terzo incontro a cui questo volume si riferisce, focalizzare l'attenzione sul tema dell'acqua, qui volutamente distinto rispetto alle strutture costruite. L'importanza di uno studio specifico è ulteriormente accentuata nelle ricerche sui cosiddetti "contesti rurali". L'analisi di uno specifico sistema idraulico caratterizzato da articolati insiemi di canalizzazioni a cielo aperto, cisterne e punti di raccolta che si distribuiscono su più livelli, spesso utilizzando le caratteristiche orografiche dei siti, messo in relazione con elementi di cronologia assoluta trasforma anche questi impianti in indicatori cronologici attendibili. Da qui l'importanza di mettere l'accento sul maggior numero di esempi così da fornire un apporto decisivo all'analisi dei contesti rupestri trasformandoli in complessi storicamente rilevanti.
45,00

Scavare nel passato. La grande avventura dell'archeologia

Andrea Augenti

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 400

Che significato aveva il cerchio di pietre di Stonehenge? Come è stato ritrovato l'esercito di terracotta di Xi'an? Chi era l'uomo sepolto nel Tempio delle Iscrizioni a Palenque? Si può fare un'archeologia del mondo contemporaneo? L'archeologia ci mette in contatto con il nostro passato, raccontandoci luoghi, monumenti, rituali, episodi, persone. Ma non è tutto qui. Perché l'archeologia non è altro che un modo di fare storia, concentrato sugli aspetti materiali delle vicende umane, e può affrontare persino gli argomenti più delicati e scottanti del mondo attuale. Da Lucy a Ötzi, da Tutankhamon a Childerico e a Riccardo III, fino ai migranti che dal Messico si spingono verso gli Stati Uniti, il libro racconta in modo semplice e chiaro queste e altre storie, spaziando in tutti i continenti e attraversando tutte le epoche, dalla preistoria ad oggi, e ci fa conoscere alcuni tra i più importanti archeologi e i loro metodi di lavoro. Una ricca selezione di immagini dei luoghi, degli oggetti e dei protagonisti delle varie indagini aiuterà il lettore a immergersi in un viaggio appassionante nello spazio e nel tempo.
26,00

I volti del potere. Alle origini del ritratto nell'arte dell'Oriente antico

Paolo Matthiae

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 318

Da sempre le grandi civiltà preclassiche dell'Oriente mediterraneo, dall'Egitto alla Mesopotamia, dall'Anatolia alla Siria all'Iran, sono state fonte d'ammirazione per l'imponenza colossale di celebri opere architettoniche, dalle Piramidi di Giza alla Torre templare di Babilonia al centro cerimoniale di Persepoli. Questa dimensione monumentale ha contribuito da sola a definire agli occhi dell'Occidente l'elemento distintivo e il limite fatale di tutta l'arte orientale antica, cioè la sua immutabilità e ripetitività ossessiva e straniante. Risalente a una sorta di età preistorica, l'espressione artistica di quelle civiltà, così dedita al meraviglioso, sarebbe stata del tutto estranea al rapporto con la Storia, che con le sue costanti trasformazioni sarebbe divenuta prerogativa fondamentale ed eccellenza dell'arte greca, romana e tardoantica. In realtà, nella prospettiva di Paolo Matthiae, proprio il ritratto, forma espressiva realistica e quindi storica tra tutte, costituì fin dagli inizi del III millennio a.C. una dimensione specifica di tutte le culture artistiche dell'Oriente antico. «Il ritratto è usualmente considerato un genere che, fin dalla civiltà etrusca, ha percorso tutta la storia dell'espressione artistica del mondo occidentale e che non ha conosciuto che rarissimi, inconsistenti e accidentali precedenti nel mondo orientale antico d'Egitto e d'Asia. Questo giudizio è non soltanto inaccettabilmente sommario, ma soprattutto non è per nulla corrispondente alla realtà, in quanto forme di rappresentazione che, pur molto approssimativamente, possono definirsi di ritratto, concepite e realizzate in relazione a definite visioni della natura - umana, divina o divinizzata - dei detentori del potere come maschere create in un complesso processo di comunicazione visiva di eccezionale rilievo per le società di quasi tutte le realtà statuali storiche - urbane, territoriali, nazionali, imperiali - dell'Oriente antico, sono ben documentate, con infinite varietà, lungo tre millenni di storia. Nelle pagine che seguono, per l'attenzione prestata alla restituzione dei collegamenti tra le opere artistiche e le concezioni dei ruoli istituzionali dei personaggi raffigurati, il tema del "ritratto" è trattato nella prospettiva di una sempre più avanzata storicizzazione dell'arte dell'Oriente antico».
36,00

Giza. La caduta del dogma

Antonio De' Flumeri, Gianluca Montuschi, Andrea Tavecchia

Libro: Copertina morbida

editore: Uno Editori

anno edizione: 2020

pagine: 600

Esiste una bibliografia infinita sull'Antico Egitto, ma nessuno ha mai confrontato le tesi, generalmente agli antipodi, di egittologi e di studiosi indipendenti. Lo fanno gli autori di questo libro: partendo dalla versione ufficiale della storiografia, la si analizza sotto ogni punto di vista, al fine di verificarne l'attendibilità.La successione delle piramidi, la loro datazione e l'attribuzione ai faraoni è veritiera? La Grande Piramide è davvero stata costruita da Cheope? È possibile che un tale maestoso monumento sia stato eretto in soli venti anni?A queste e molte altre domande siamo riusciti a dare una risposta. I documenti consultati hanno permesso di proporre stimolanti constatazioni e di risolvere molti quesiti irrisolti su argomenti basilari, come lo studio dei testi degli storici, delle Stele, della IV Dinastia, delle piramidi satellite, della Sfinge, dell'origine delle piramidi egizie, delle esplorazioni all'interno delle piramidi, dell'impareggiabile lavoro di Gantembrink, delle simulazioni proposte dagli egittologi, dei lavori degli studiosi indipendenti.
19,70

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