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Libri di T. Anna Pellegrino

Il nuovo utile e dilettevole. Esercizi e regole per comunicare. Volume B2-C2

Elettra Ercolino, T. Anna Pellegrino

Libro

editore: Loescher

anno edizione: 2022

pagine: 192

Eserciziario plurilivello ricco di attività varie, ludiche e motivanti con difficoltà graduata. Presenta la lingua di uso quotidiano con esempi di espressioni idiomatiche, modi di dire e proverbi, il tutto anche attraverso testi autentici, legati alla realtà sociale e culturale italiana.
15,90

Il nuovo utile e dilettevole. Esercizi e regole per comunicare. Volume A1-B1

Elettra Ercolino, T. Anna Pellegrino

Libro

editore: Loescher

anno edizione: 2021

pagine: 224

Eserciziario plurilivello ricco di attività varie, ludiche e motivanti con difficoltà graduata. Presenta la lingua di uso quotidiano con esempi di espressioni idiomatiche, modi di dire e proverbi, il tutto anche attraverso testi autentici, legati alla realtà sociale e culturale italiana.
19,40

La grammatica semplice. Grammatica semplificata dell'italiano per italiani e stranieri

Elettra Ercolino, T. Anna Pellegrino

Libro

editore: Loescher

anno edizione: 2014

pagine: 320

Una grammatica semplice ed essenziale per studenti con Bisogni educativi speciali, o studenti stranieri, o poco abituati a consultare un libro di testo. Il lessico usato per spiegazioni ed esercizi è il più possibile semplice ma ampio. Caratteristiche salienti sono l'esposizione semplice, il numero elevato di esercizi operativi, la verifica costante degli obiettivi di apprendimento.
11,20

Homo faber. Mito e realtà del lavoro artigiano nella società industriale. Italia, Europa e Stati Uniti

Anna Pellegrino

Libro: Copertina morbida

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2021

pagine: 236

La famosa distinzione di Hannah Arendt fra homo faber e animal laborans era stata anticipata addirittura da Adam Smith, che aveva descritto il passaggio dal lavoro artigiano alla nuova manifattura industriale come il passaggio da un cittadino pensante a un essere "ignorante e stupido", incapace di decidere dei destini della propria patria; una "bestia", un animale da fatica, secondo Tocqueville. Sembrava allora inevitabile la fine del lavoro artigiano. Così non è stato: l'artigianato in parte è scomparso, in parte si è trasformato, in parte rinasce continuamente in nuove forme. Questa storia è stata tuttavia a lungo trascurata: solo relativamente tardi si sono sviluppati gli studi per comprendere quanto del patrimonio storico delle culture, dei saperi, dei modi di essere del lavoro artigiano siano giunti fino a noi, o direttamente, o trapassando attraverso le culture del lavoro industriale. Il volume presenta nella prima parte lo stato degli studi sulla storia del lavoro artigiano, per poi ripercorrerne l'evoluzione nei principali paesi europei (Inghilterra, Germania e Francia) e negli Stati Uniti, dalla metà del XIX alla metà del XX secolo; infine, si focalizza sul caso italiano dall'unità al fascismo.
25,00

Bari rifugio dei profughi nell'Italia libera. Campi e centri di raccolta tra emergenza e normalizzazione (1943-1951)

Vito Antonio Leuzzi, Raffaele Pellegrino, Anna Gervasio, Francesco Terzulli, Cristina Vitulli

Libro: Copertina rigida

editore: Edizioni Dal Sud

anno edizione: 2018

pagine: 340

Con questo volume si intende proseguire l'indagine avviata dall'IPSAIC sulla particolare funzione della Puglia, dopo l'8 settembre 1943, come zona di accoglienza di profughi italiani e stranieri, tra cui molti ebrei in fuga dalla guerra e dal terrore nazista. Nella terra di Bari le prime strutture furono allestite dagli alleati con il concorso del Governo italiano e degli organismi internazionali, in particolare la "Commissione Alleata", l'UNRRA e in seguito l'IRO, riadattando ex campi di prigionia del regime. Lo studio di tali eventi storici è approfondito dalla lettura organica delle complesse vicende del Transit Camp n. 1 di Bari/Carbonara, nonché dei campi di Palese, Trani e Barletta, che accolsero le Displaced Persons. La nascita a Bari della Comunità ebraica e la ricostituzione di diversi nuclei familiari di ebrei, dopo le drammatiche vicende delle leggi razziali, della guerra e della deportazione, sottolineano la funzione del tutto inedita della città. Le diverse testimonianze aiutano ad individuare e comprendere più a fondo il sistema di accoglienza e la funzione delle strutture di permanenza, utilizzate anche per gli italiani rimpatriati, nel lungo e travagliato dopoguerra.
20,00

La città più artigiana d'Italia. Firenze 1861-1929

Anna Pellegrino

Libro

editore: Franco Angeli

anno edizione: 2012

pagine: 352

Firenze è stata considerata per oltre un secolo, e fin quasi ai nostri giorni, una città artigiana. Questo volume si apre con la proclamazione di Firenze a "capitale" dell'artigianato italiano in pieno regime fascista: si tratta del punto di arrivo di un artigianato di tipo nuovo, il cui processo di sviluppo è iniziato nel 1861. In tale arco di tempo il ruolo della città viene ridefinito come capitale della lingua e della cultura nel nuovo contesto nazionale, mentre sul piano internazionale si consolida l'idea di Firenze come luogo simbolo della rinascita delle "arti" e di una nuova cultura borghese dopo i secoli "bui" dell'alto medioevo. La vocazione artigiana della città si rivela essere l'effetto di un progetto consapevole alla cui elaborazione partecipano sia una parte dell'intellettualità europea, sia le classi dirigenti locali, sia una parte significativa delle classi popolari, attraverso le loro istanze associative e politiche. È all'analisi di questo intreccio di elementi che è dedicato il volume. Percorsi di vita, fortune imprenditoriali, ristrutturazioni urbanistiche, aggregazioni associative, conflitti politici e sociali, compongono la storia del nuovo artigianato urbano fiorentino: caso singolare di una formazione sociale in parte consistente "inventata" sulla base di dinamiche culturali, ma anche "modello" economico e sociale da confrontare con quelli di altre capitali europee che hanno avuto uno sviluppo analogo.
43,00
18,00

Macchine come fate. Gli operai italiani alle esposizioni universali (1851-1911)

Anna Pellegrino

Libro: Copertina morbida

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2011

pagine: 237

"Luoghi di pellegrinaggio al feticcio merce" secondo Benjamin; "stupide" secondo Marx ed Engels; soggetti di un vero e proprio "delirio del XIX secolo" secondo Flaubert, le esposizioni universali si possono considerare uno dei principali canali di diffusione e di pubblicizzazione dei valori della cultura industriale nell'Ottocento. Si basavano su un gigantesco fenomeno di mobilitazione di uomini e di risorse, che si estendeva in una rete fittissima di esposizioni nazionali, locali, settoriali, su scala mondiale, e culminava in queste grandi occasioni di incontro a cui affluiva già un pubblico di massa. Alla Esposizione di Parigi, nel 1900, si contarono più di 50 milioni di ingressi a pagamento. Veicolavano un messaggio legato ai valori dell'industria e del progresso scientifico e tecnologico che toccava tutti gli strati della popolazione, anche il pubblico dei lavoratori e degli operai, contribuendo a sopirne le iniziali tendenze antindustrialiste e le resistenze all'introduzione delle macchine e delle nuove tecnologie. In questo libro si analizzano le testimonianze degli operai italiani inviati in visita alle grandi esposizioni universali, attraverso i rapporti scritti che redigevano alla fine del loro viaggio, per verificare come il messaggio industrialista delle esposizioni fosse recepito. Le macchine appaiono volta a volta, nelle parole degli operai, come "fate" benefiche o come "mostruosi meccanismi"; emerge alla fine un quadro di adesione, ma critica e avvertita...
23,50

Operai intellettuali

Anna Pellegrino

Libro: Copertina morbida

editore: Lacaita

anno edizione: 2008

pagine: 288

20,00
9,90
11,90

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