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Libri di Simone Weil

L'arte della matematica

Simone Weil, André Weil

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2018

pagine: 185

"Visto che di tempo ne hai anche troppo," scrive all'inizio di febbraio 1940 Simone Weil all'amatissimo fratello maggiore, detenuto nel carcere civile di Le Havre per renitenza alla leva (André riteneva suo dovere "fare il matematico e non la guerra") "un'altra buona occupazione potrebbe essere metterti a riflettere sul modo di far intravedere a profani come me in che cosa consistano esattamente l'interesse e la portata dei tuoi lavori"; e una decina di giorni dopo insiste: "Cosa ti costerebbe tentare? Ne sarei entusiasta". André, che a caldo le aveva risposto: "Tanto varrebbe spiegare una sinfonia a dei sordi", di fronte alle questioni che lei continua a sottoporgli alla sua maniera fervida e acutissima finisce per cedere. Comincia così uno scambio che è un concentrato di passione intellettuale e affetto - e li induce anche a scontrarsi su punti capitali, come la scoperta degli incommensurabili e il carattere della scienza greca. E i due fratelli sono ugualmente capaci di parlare di Pitagora e dell'Odissea, di cardinali abili nelle strategie di corte e dell'importanza del sanscrito, di Dedekind e di Gauss. Questo volume comprende otto lettere di Simone Weil (tra le quali una minuta, due abbozzi e un testo mai spedito) e quattro del fratello André, tutte scritte tra febbraio e aprile 1940.
14,00

L'ombra e la grazia

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni di Comunità

anno edizione: 2021

pagine: 227

Nel 1942 Simone Weil consegna al filosofo e amico Gustave Thibon una borsa piena di carte, pregandolo di "leggerle e averne cura durante il suo esilio". Sono il suo diario intimo, nel quale, sotto forma di brevi riflessioni e aforismi, si delinea la visione mistica di un mondo in cui il bene e il male sono inestricabilmente intrecciati. Prima opera di Simone Weil tradotta in italiano, L'ombra e la grazia fu pubblicato nel 1951 dalle Edizioni di Comunità e fece conoscere al nostro paese la figura straordinaria di un'intellettuale coerente fino alle estreme conseguenze con il proprio pensiero, che ha consegnato al nostro tempo idee e suggestioni dalle quali è difficile non essere attratti.
16,50

Venezia salva

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 160

"Venezia salva esprime", in poesia, la condanna del primato della forza nella società di ogni tempo. Trae ispirazione da una novella storica seicentesca che narra il fallito complotto ordito dalla Spagna contro Venezia. La bellezza della città, riflessa nello sguardo innocente di Violetta, muove a compassione il capo militare dei congiurati, Jaffier, che denuncia il complotto cercando invano di salvare la vita dei compagni. Questa edizione si presenta accompagnata da un ricco apparato critico: avvalendosi di preziose informazioni presenti nel Fondo Simone Weil della Biblioteca Nazionale di Parigi, ripercorre il retroterra teorico della tragedia e ricostruisce, attraverso un'ampia documentazione storica, il tormentato percorso dell'autrice, a partire dal momento in cui legge la novella storica dell'Abbé de Saint-Réal e dà inizio alla lunga gestazione del testo.
16,50

Il radicamento. Preludio a una dichiarazione dei doveri verso l'essere umano

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2021

pagine: 344

Simone Weil è sempre stata un'intellettuale particolare: le sue analisi prendono in considerazione gli esseri umani e lo fa calandosi tra gli uomini e rifiutando qualunque tipo di prospettiva distaccata o privilegiata, avvertendo la necessità di ridefinire la nozione di persona perché ciò che contraddistingue davvero l'uomo non dipende dal possesso di particolari diritti da esercitare per far valere la sua individualità. Piuttosto, l'elemento essenziale è costituito dall'apertura a qualcosa che è estraneo, nella misura in cui è inafferrabile nella sua totalità, ma che trova origine nel bisogno di bene e giustizia racchiuso nel cuore di tutti. Quindi, il rifiuto di servirsi della nozione di diritto nasce da una chiara convinzione del nostro autore: sono gli obblighi, che si trovano in stretta relazione con l'essere umano, e in particolare con quella che viene definita la parte più segreta della sua anima, i soli ad aprire il campo all'incondizionato, all'assoluto. I bisogni morali, poi, sono ritenuti irrinunciabili: «Se non sono soddisfatti, l'uomo cade a poco a poco in uno stato più o meno analogo alla morte, più o meno simile a una vita puramente vegetativa». Nel saggio "La prima radice", ne sono elencati quattordici, riconducibili a coppie di contrari: libertà e ubbidienza, onore e punizione, ordine e responsabilità, uguaglianza e gerarchia, verità e libertà di opinione, proprietà privata e proprietà collettiva, sicurezza e rischio. A questi si aggiunga ciò che da' il titolo al saggio: il radicamento. L'importanza di questo concetto, a cui peraltro non corrisponde alcun bisogno contrario, è testimoniata dal fatto che Simone si soffermi a lungo sulle pericolose conseguenze che si verificano qualora esso venga a mancare, generando lo s-radicamento, considerato una vera e propria malattia. Il termine indica, letteralmente, 'la mancanza di radici', la perdita della capacità di sentirsi parte della società in cui si vive, il venir meno di ogni punto di riferimento. La filosofa francese è convinta che questa malattia possa assumere forme differenti, a seconda dei contesti e delle circostanze, ma che si manifesti nel modo più allarmante attraverso lo sradicamento della cultura. La perdita di contatto col contesto di tradizioni da cui si proviene, e in cui pertanto si è inevitabilmente inseriti, non può che generare individui sradicati, incapaci di pensare e di agire. La società dovrà dunque assumere come riferimento un metodo nuovo, capace di tener conto di piani operativi differenti (religioso, economico, sociale e politico) ed intervenire sulla realtà mediante iniziative basate sull'idea di bene, la sola in grado di tutelare la comunità umana dalla minaccia del totalitarismo, l'esempio più lampante di sradicamento della nazione.
19,50

Libertà, obbedienza, rivoluzione

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Farinaeditore

anno edizione: 2021

pagine: 52

Uno degli enigmi più apparentemente impenetrabili della storia è quello rappresentato dall'obbedienza della massa ad un piccolo numero di potenti. L'occhio critico di Simone Weil indaga in questa direzione con la consueta lucidità e mette capo ad una fenomenologia dell'obbedienza in grado di disarmare permanentemente qualsiasi pulsione rivoluzionaria. La maggioranza - numericamente traboccante - viene additata dalla storia come in una condizione di scacco perpetuo, tenuta sempre in ostaggio da una esigua minoranza. La prima lezione derivante dalla lettura critica del nostro passato è, dunque, che il numero, di per sé, non costituisca un fattore decisivo entro la dinamica del potere.
6,00

Una vita futura

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2021

pagine: 112

"Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l'istante della morte sia la norma e lo scopo della vita. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l'istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell'anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene." (Simone Weil, Attesa di Dio).
5,90

Iliade. Il poema della forza-Antigone, Elettra

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Farinaeditore

anno edizione: 2020

pagine: 64

«Sottomettersi alla forza per soggezione ai propri ideali costituisce un atto folle. Parlarne serve; serve a scoprire che ogni guerra è la figlia sciagurata del miraggio di Achille. Serve a pensare in quell'istante decisivo in cui altre soluzioni sono ancora all'orizzonte. Il ritardo, in casi come questi, è solo l'inizio del rimorso.»
10,00

La rivelazione indiana

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Le Lettere

anno edizione: 2020

pagine: 212

Persuasa che la rivelazione divina non sia esclusiva di un popolo e di un tempo, Simone dedicò gli ultimi anni della sua breve vita (1909-1943) a un'indagine nelle tradizioni religiose di tutto il mondo, alla ricerca di cosa unisce nella verità le diverse rivelazioni. Particolare rilievo in questa indagine lo ebbero le grandi filosofie e religioni dell'India: l'induismo, esaminato nei suoi principali testi - le Upanishad e la Bhagavad-Grta - per le quali Simone studiò intensamente il sanscrito; il buddhismo, soprattutto nella sua forma Zen, e, di riflesso, anche il taoismo cinese. Nella "rivelazione indiana" Simone trovò quegli elementi essenziali che non aveva trovato in quella biblico-cristiana: il distacco dall'ego, con la conseguente identificazione con l'Uno-Tutto; il concetto impersonale e, insieme, personale di Dio, una cosa sola con l'anima. Sul piano morale, trovò la risposta al problema dell'azione e della forza, tanto più scottante durante la guerra: come Krishna insegna ad Arjuna, l'azione è buona se compiuta senza guardare ai frutti, "senza perché", come dicono i mistici cristiani. Simone si convinse infatti che la verità delle religioni non sta nelle rappresentazioni teologiche, ma nella mistica. Le mistiche - scrisse - si rassomigliano tutte, fin quasi all'identità. Cogliere questa identità, ma anche il rilievo di quel "quasi", fu l'impegno che assolse fino alla morte.
18,00

Manifesto per la soppressione dei partiti politici

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2020

pagine: 64

Sopprimere i partiti politici. Tutti, nessuno escluso. Perché - in quanto organizzazioni verticistiche e inquadrate - sono autoritari e repressivi per definizione. Quindi vanno soppressi per il bene comune. Un manifesto pieno di passione e di fuoco in cui si afferma che aderire all'ideologia di un partito, in certe condizioni storiche, significa limitarsi a prendere una posizione, pro o contro qualcosa. Significa rinunciare a pensare. È questa la democrazia? E oggi, i partiti politici rappresentano davvero la volontà dei cittadini o sono dei semplici organismi che hanno come unico fine quello di riprodursi? Accogliere la proposta di Simone Weil significa uscire dal letargo per tornare a pensare con le nostre teste. Con una prefazione di André Breton. Con scritti di André Breton e Alain.
9,00

Atene contro Gerusalemme

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Lorenzo de Medici Press

anno edizione: 2017

pagine: 120

Proprio del bellissimo saggio della Weil sull'Ilia-de si presenta qui una nuova versione commentata, oltre allo scritto su Israele e i gentili, al capitolo "Israele" de La pesanteur et la grâce e a tre importanti lettere, inedite in italiano, sulla questione ebraica.
12,00

La prima radice

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Edizioni di Comunità

anno edizione: 2017

pagine: 317

Il nostro tempo ha negato la tensione di ogni uomo verso qualcosa di più grande, e forse di irraggiungibile, sostituendola con una cultura degradata e ristretta dove i diritti universali sono privi di concretezza e la libertà è intesa come semplice cancellazione di qualsiasi dovere. Ancora più dei diritti, sono invece proprio i doveri, verso se stessi e verso gli altri, ad ancorare l'uomo alla realtà e alla società in cui vive, evitando il rischio di sentirsi sradicati e in balia degli eventi. Secondo Simone Weil, voce inascoltata e profetica del XX secolo, interessarsi davvero del destino dell'uomo significa, quindi, prima di tutto aggrapparsi saldamente e rimanere fedeli alle proprie radici. Potrebbe sembrare un banale richiamo alle tradizioni; invece non è così, perché le radici dell'uomo hanno origine oltre la sfera temporale, nell'eterno e umanissimo desiderio di verità e di bene.
18,00

Sulla guerra. Scritti 1933-1943

Simone Weil

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2017

pagine: 186

«Quel che non sopporto è che si transiga»: Simone Weil è la reincarnazione di Kant, oppure di san Francesco d'Assisi. Pare che Camus tenesse una sua fotografia sullo scrittoio. Paolo vi voleva farla santa, ma lei aveva sempre rifiutato il battesimo. Lei che a trentaquattro anni si è lasciata morire di fame perché non poteva andare a combattere in prima linea contro i nazisti. La rivoluzionaria mistica, uno dei più misconosciuti e fondamentali pensatori del Novecento. Il Saggiatore ripubblica Sulla guerra, una raccolta di articoli, lettere, brevi saggi scritti da Simone Weil tra il 1933 e il 1943, anno della sua morte, che delineano il difficile passaggio da un iniziale pacifismo intransigente alla partecipazione attiva, anche se non priva di contrasti, alla resistenza contro Franco prima e contro il nazismo poi. Un passaggio non raro in quegli anni, ma che in Simone Weil implica una complessità e un rigore di pensiero singolari, la ricerca appassionata e radicale di una possibile via d'uscita alla tragica minaccia che incombe sull'Europa, e più ancora all'impasse filosofica di chi sa che la guerra è il male assoluto, ma anche un male necessario quando si deve contrastare una violenza atroce e stritolante. Tutt'al più si può avere l'intenzione di «fare il minimo di male possibile». Che per Simone Weil coincide con l'autosacrifì-cio: si propone all'organizzazione France libre di De Gaulle per azioni che la espongano al più grande rischio personale; ma quando questo le viene negato - lacerazione irreparabile - si abbandona a una lenta morte. Sulla guerra è molto più di un documento storico su una delle più dolorose e folli stagioni dell'umanità; molto più di un'opera filosofica che affronta i nodi teorici del fenomeno bellico, che si tratti di guerra rivoluzionaria o di guerra tra Stati; ed è più del diario di una conversione e di un martirio. È la testimonianza profetica di un umanesimo integrale, di un'instancabile tensione etica - in definitiva, di una vicenda biografica, intellettuale e spirituale tra le più alte e sofferte di tutto il Novecento.
18,00

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