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Libri di Simone Verde

Le belle arti e i selvaggi. La scoperta dell'altro, la storia dell'arte e l'invenzione del patrimonio culturale

Simone Verde

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

In Italia, il patrimonio viene per lo più riferito dalla critica alla celebrazione e al culto dell'identità. Le prime misure di protezione, cioè, stimolate dalla ricchezza del passato, scaturirebbero dall'orgoglio civico per le vestigia della tradizione classica. In questo libro l'autore propone una lettura inedita dei documenti e ribalta la tesi. Se fino al XV secolo vennero salvaguardati beni in cui si manifestava il divino, la storia moderna dell'arte e della tutela sarebbero nate dall'incontro con l'altro. Quando Keplero annunciò le sue scoperte sulle rotte del cielo, in effetti, si comparò a Cristoforo Colombo e a Magellano. Francis Bacon, per significare l'ampiezza della sua riforma, fece incidere sul frontespizio dell'Instauratio Magna l'immagine di una caravella in procinto di doppiare le Colonne d'Ercole, rappresentate da due fusti all'antica, estremo saluto all'unitarietà dell'estetica classica. L'apertura su un universo sconosciuto che insidiava i principi di quello noto prese spesso a prestito il viaggio verso le Americhe ma, come ha scritto Jacob Burckhardt, «il vero scopritore non è colui che sbarca per caso su una terra sconosciuta, ma colui che, dopo averla cercata, la trova». Gli esploratori che per primi avvistarono le terre del nuovo continente compirono così una mutazione antropologica in corso da qualche secolo, provocando l'apparizione progressiva delle scienze dell'uomo, la nascita della moderna storia dell'arte e delle prime forme di protezione patrimoniale. Prefazione di Tomaso Montanari e Postfazione di Fabio Dei.
35,00

Scaramuzza. Le tavole per la Divina Commedia

Vittorio Sgarbi, Lina Bolzoni, Simone Verde

Libro: Copertina rigida

editore: Allemandi

anno edizione: 2021

pagine: 316

Il Doré italiano «Il direttore dell'Accademia di Parma, Scaramuzza, aveva inviato alla Künstlerhaus sessantatré disegni a penna del suo Ciclo di Dante, tutti relativi all'Inferno. L'insieme completo formerà un'opera colossale. Ciò che abbiamo visto attesta già una fecondità, una varietà e una scioltezza di talento assai rimarchevoli. Flosmann, Gemelli, Cornelius hanno anch'essi illustrato Dante, ma non hanno fatto tutt'insieme i duecentoquarantasei disegni di cui si compone l'opera totale del signor Scaramuzza. Solo la fecondità di Gustave Doré potrebbe essere comparata a quella del disegnatore italiano, ma il talento dell'artista francese non è drammatico quanto quello dell'italiano. Questa illustrazione di Dante sarà un autentico monumento.» Corrispondenza di B. Petermann dalla Germania in «Revue Britannique», 1872, citato da Carlo Ossola nella sua premessa.
50,00

Utilità pubblica del patrimonio culturale

Simone Verde

Libro: Copertina morbida

editore: Consorzio Festivalfilosofia

anno edizione: 2016

pagine: 32

Il saggio discute il tema della tutela dei beni culturali segnalandone la relativa eccezionalità, limitata alle esperienze delle democrazie occidentali post Rivoluzione francese. Mostra per contro la persistenza di una "storia istituzionale" dell'iconoclastia e le sue implicazioni culturali.
3,50

Voltare pagina. Sei musei sfidano le crisi globali

Paolo Conti, Simone Verde

Libro: Copertina rigida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2022

pagine: 144

La difficoltosa uscita dalla pandemia segnala già agli occhi di tutti un impossibile ritorno a «com'era prima». Se qualcuno ha già sottolineato il senso irreversibile di una riscoperta dei valori della comunità, le crisi globali minacciano gli equilibri e pongono problemi reali. Lo dimostra quello che sta accadendo in Ucraina, ma anche in India, dove la popolazione viene decimata ancora oggi ogni giorno, o negli Sta- ti Uniti, dove centinaia di migliaia di disperati vivono ammassati nei quartieri più ricchi della costa occidentale. Inoltre in un contesto in cui intere generazioni hanno di fatto perso due anni di educazione scolastica e universitaria, il ruolo dei musei, centri di consolidamento del tessuto sociale e di formazione permanente, si prefigura più centrale che mai. Proprio per ribadirne la centralità, Paolo Conti, cronista dei beni culturali sul campo dal 1980 per il «Corriere della Sera», e Simone Verde, direttore del Complesso Monumentale della Pilotta e già in forze al Louvre di Abu Dhabi, ragionano in queste pagine non solo di tematiche legate al concetto di opera d'arte e di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, ma anche delle sfide imprescindibili per il futuro dell'istituzione museale: ecologia, multiculturalismo, decolonizzazione e cancel culture, apertura ai giovani e ai bambini, esperienza estetica e tecnologia. Il risultato è un dialogo serio e lucido, che affronta con sguardo critico e libero da condizionamenti il futuro che ci attende.
19,00

Cultura senza capitale. Storia e tradimento di un'idea italiana

Simone Verde

Libro

editore: Marsilio

anno edizione: 2014

Mentre la cultura evoca altrove una generosa apertura intellettuale e il futuro, in Italia lo scontro frontale tra due partiti in eterno conflitto quello di una religione inattuale del patrimonio e quello della svendita sul mercato dei beni culturali - tiene in ostaggio la più importante infrastruttura per la crescita civile ed economica del paese. A loro ausilio, e rafforzato da un dibattito sempre più ripiegato su se stesso, è l'ormai indiscusso strapotere di alcuni equivoci e pregiudizi: più la cultura è "alta" e più è inutile o, al contrario, è utile nella misura in cui riesce a fare cassa. Niente di più falso. Ripercorrendo con linguaggio a tratti narrativo l'invenzione della cultura, dei suoi concetti e della sua gestione pubblica quale una delle più luminose avventure dell'uomo, il libro va alla radice delle pratiche contemporanee, spazzando via ambiguità e strumentali fraintendimenti. Le politiche alle arti, alla tutela e alla conservazione sono, in effetti, un'invenzione del mondo moderno, perché l'emancipazione dei singoli liberi le capacità creative e renda la comunità più forte e competitiva. Moralmente, e quindi anche economicamente. Un'idea italiana, partorita tra Firenze e Roma, e offerta alla storia come suo dono più grande, purtroppo tradita e rimossa nella riluttanza a farsi nazione, prima, e pienamente democrazia, ora, come indica una cultura priva di risorse poiché incapace di vedersi attribuita una chiara missione collettiva.
22,00

La fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci

Pietro C. Marani, Simone Verde

Libro: Copertina morbida

editore: Nomos Edizioni

anno edizione: 2019

pagine: 176

Catalogo della mostra presso il Complesso Monumentale della Pilotta, Parma. Dipinta probabilmente nell'ultimo decennio del Quattrocento, la Scapiliata rappresenta allo stesso tempo un rebus e un simbolo. Un rebus, come avviene molto spesso per l'opera di Leonardo da Vinci, legata a uno sperimentalismo unico nel suo genere, tale da codificare alcuni tra i canoni più caratterizzanti della modernità. Ma anche un simbolo, dacché il suo volto dalla chioma sciolta non e una semplice icona di bellezza femminile: e molto di più. Corrisponde alla ricerca di mezzi espressivi capaci di riassumere, nello spazio immobile e bidimensionale di una tavoletta, tutta la complessità divina della realtà: il movimento, la vita, gli affetti, ovvero i sentimenti propri alla sfera emotiva e psicologica del soggetto. Un'opera che, per quanto piccola di dimensioni, riassume tutta la vastità delle innovazioni e degli interrogativi suscitati da Leonardo.
24,90

Piccola storia globale dell'arte italiana

Simone Verde

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2018

Tutta l'arte italiana, nata durante l'impero romano e dopo la sua caduta, è figlia della contaminazione avviata dal dominio di Roma "Caput mundi". Partendo da questa teoria, Simone Verde ci accompagna in un viaggio attraverso le opere d'arte viste come microcosmi, piccoli esperimenti che riassumono il senso delle cose, diventando un ricettacolo del tempo e dello spazio. Ne emerge una lezione purtroppo dimenticata, ma che potrebbe permettere all'Italia di tornare a prosperare: il valore di un oggetto artistico non è il frutto di un'isolata autonomia né di una presunta purezza, ma è legato alla vastità delle influenze culturali che lo compongono.
16,00

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