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Libri di Raffaele Guadagno

La scomparsa di Adinolfi

Raffaele Guadagno, Alvaro Fiorucci

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 148

Roma, 2 luglio 1994. Il giudice Paolo Adinolfi esce di casa per recarsi al lavoro. Da appena un mese ha chiesto e ottenuto il trasferimento alla IV Sezione Civile della Corte d'Appello. L'ha chiesto dopo dieci anni passati alla Sezione Fallimentare, dove si è occupato di alcuni casi decisamente scottanti: dagli affari della Banda della Magliana alle sentenze aggiustate per compiacere il potere politico e criminale. La moglie e i figli lo attendono per pranzo, ma lui non arriverà mai. Da quel giorno di Paolo Adinolfi si perdono per sempre le tracce. Gli Autori ricostruiscono le diverse fasi delle indagini, sottolineando le piste che forse potevano essere battute ma che invece, per motivi non sempre chiari, sono state tralasciate. Dopo aver recuperato i documenti originali dell'epoca e intervistato i protagonisti, hanno ricomposto un puzzle complicato, dove s'intrecciano colossali fallimenti, buchi miliardari, criminalità organizzata, servizi segreti deviati, Vaticano, arrivando a individuare quella che - se percorsa - poteva essere la pista decisiva per la risoluzione del caso.
17,50

Il divo e il giornalista. Giulio Andreotti e l'omicidio di Carmine Pecorelli: frammenti di un processo dimenticato

Alvaro Fiorucci, Raffaele Guadagno

Libro: Copertina morbida

editore: MORLACCHI

anno edizione: 2018

pagine: 416

Può il processo per l'omicidio di un giornalista al dentro delle cose riservate che scrive essere lo specchio di un Paese intrappolato in una rete di sangue e misteri? Sì, se davanti ai giudici ci sono un ex capo del governo, un magistrato, tre uomini di Cosa Nostra e un neofascista della Banda della Magliana. Anche se alla fine tutti saranno assolti. Sul banco degli imputati il sette volte presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti, il magistrato prestato alla politica Claudio Vitalone, il capomafia Gaetano Badalamenti, il tesoriere di Cosa Nostra Giuseppe Calò, un giovane della banda della Magliana e militante della destra Massimo Carminati, un picciotto del mandamento di Boccadifalco, Michelangelo La Barbera. Ma non è a causa dello spessore politico o criminale delle persone finite davanti ai giudici di Perugia, che il processo per l'omicidio di Carmine Pecorelli, ucciso a Roma il 20 marzo 1979, resiste all'obliterazione nell'archivio delle cose da dimenticare in fretta, resiste per un valore che travalica le sentenze e le posizioni dei singoli.
15,00

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