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Libri di Paolo Savona

Il progresso della scienza migliora le sorti dell'umanità? Un riesame dei mutamenti della metodologia della ricerca scientifica da Roger e Francis Bacon ai giorni nostri

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2022

pagine: 94

Questo lavoro scaturisce spontaneo dal computer dell'autore, a seguito delle sue reazioni alle opposizioni per l'uso dei vaccini per combattere l'epidemia del virus Covid-19 (ora Omicrom) e alle persistenti resistenze alla diffusione dei metodi di intelligenza artificiale nella vita del Paese. Dopo un breve excursus storico dei mutamenti intervenuti nella metodologia per condurre una ricerca scientifica, esaminando i metodi induttivo, deduttivo e misto, l'autore tenta di rispondere a due quesiti: se il progresso scientifico e tecnologico può essere arrestato e se esso migliora la condizione umana. Il risultato a cui giunge è che il progresso può essere ritardato, ma non arrestato e che esso ha mostrato una relazione positiva con il benessere dell'umanità. Riconosce però che ogni innovazione comporta un mutamento nei comportamenti individuali e negli equilibri sociali, tra Stati e tra mercati, con riflessi profondi sulle politiche nazionali e globale non facili da quantificare. Non nasconde che i costi di adattamento per i cittadini possono essere elevati, data la rapidità e l'intensità con cui si susseguono le innovazioni tecnologiche, con effetti socio-politici più radicali di quelli osservati in passato. Il lavoro conclude sostenendo che il benessere delle popolazioni assumerà dimensioni inversamente proporzionali ai tempi che richiederà l'accettazione del progresso tecnologico nella vita degli individui e delle società di loro appartenenza. Le inevitabili diversità degli effetti che si manifesteranno non devono essere considerate argomenti contrari al progresso, ma indurre a rafforzare l'educazione e la formazione dei cittadini per aiutarli a coglierne più rapidamente i benefici.
13,00

Illuminismo economico. Sapere aude: il risveglio della ragione per uscire dalla crisi

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2020

pagine: 136

Le più recenti vicende dell'Italia osservate e vissute da Paolo Savona in qualità di Ministro degli Affari europei e di presidente della Consob sono raccontate in questo nuovo lavoro che si può considerare un'appendice ai due precedenti pubblicati da Rubbettino su "La fine del laissez-faire e della liberal-democrazia" (2016) e sulle sue "Memorialia e moralia di mezzo secolo di storia" (2018). La sua interpretazione è che la politica monetaria ha assunto la guida del mercato finanziario, permettendo alla politica fiscale di spingersi oltre i suoi limiti, anche attraverso l'espansione dell'indebitamento pubblico. L'inversione eterodossa delle due politiche si era già delineata dopo la crisi finanziaria globale del 2008, ma ha assunto una chiara connotazione strutturale, forse irreversibile, a seguito dell'esplosione della pandemia sanitaria Covid-19. L'Unione europea e, nel suo ambito, l'Eurosistema hanno recepito e rafforzato i contenuti "non convenzionali" delle due politiche avviate dagli Stati Uniti, muovendo da quella intrapresa dalla Banca centrale europea nel 2012 e integrata quest'anno da quella fiscale con il Recovery fund (Next generation EU); queste decisioni, molto tormentate, rappresentano la vera novità dell'Unione, abbattendo, tra l'altro, l'opposizione alla mutualizzazione del debito tra Stati membri. L'A. ricorda che i due vizi di fondo del Paese sono l'assistenzialismo e il rispetto opzionale della legge e sottolinea il pericolo che il nuovo regime monetario e fiscale, permettendo l'esistenza di moneta e di pranzi gratis, possa impedire che le abbondanti risorse disponibili si indirizzino verso gli investimenti e vadano invece spese in assistenza generalizzata, salvataggi di imprese decotte e riaffermazione delle partecipazioni statali, rivitalizzando le spinte sociali in questa direzione presenti nella cultura del Paese, mai assopitesi. Tenendo conto dei profondi mutamenti epocali in atto, l'A. sollecita la costituzione di una Consulta pubblica di esperti che proponga al governo e al Parlamento un'architettura istituzionale adeguata ad affrontarli e suggerisce le azioni di breve periodo da continuare o intraprendere per raggiungere gli obiettivi strategici scelti.
14,00

Abbondanza e inutilità dei programmi economici in Italia

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2020

pagine: 160

In questo nuovo lavoro l'Autore ripercorre parte della storia dei programmi economici che si sono susseguiti in Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nati sulla scia dell'inversione di impostazione politica impressa all'intervento dello Stato nell'economia sia nel blocco occidentale, nelle forme liberiste e decentralizzate, sia in quello sovietico, nelle forme totalitarie e centralizzate. Egli ripercorre la storia dello scivolamento nell'inutilità dell'abbondanza di questi programmi, soffermandosi sulle personali esperienze. L'Italia aveva ereditato dal ventennio fascista un grosso nucleo di grandi imprese pubbliche e, nonostante avesse fatto la scelta di campo occidentale, non riuscì mai a conciliare l'intervento pubblico con le regole del mercato aperto. La nostra cultura sociale non ha mai gradito la libera competizione e ha coltivato invece l'assistenza pubblica; di conseguenza il settore esposto alla concorrenza è sempre rimasto di dimensione inferiore al settore non esposto, creando una condizione che si è riflessa in una produttività media più bassa del resto del mondo più avanzato. Il vincolo esterno è stato il correttivo scelto dai gruppi dirigenti del Paese per calmierarne gli effetti, senza però risolvere le cause. Il 1992, anno di firma del Trattato di Maastricht e dell'avvio dell'inchiesta della Magistratura nota come «Mani pulite», marca il punto di svolta del regime economico e politico del Paese che, incontrandosi con diversi shock geopolitici (globalizzazione, cessione della sovranità monetaria all'eurosistema e crisi finanziaria internazionale), ha invertito crescita reale e benessere sociale. Conclude definendo gli strumenti per raggiungere gli obiettivi che il Paese intende perseguire, chiedendo all'Unione Europea di collaborare per riacquisire il consenso perduto e proponendo di avviare una riforma del bilancio pubblico che stabilisca i limiti delle garanzie sociali offerte e liberi risorse per creare opportunità di reddito e di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia. Avverte però che, senza la creazione di una Scuola europea di ogni ordine e grado non si riavvierà l'indispensabile processo di unificazione politica per riportare l'Europa al rango geopolitico che a essa spetta.
15,00

Una politeia per un'Europa diversa, più forte e più equa

Paolo Savona

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

Rendere l'Unione "più forte e più equa". È questo il fine del documento qui pubblicato che Paolo Savona, ministro per gli Affari europei, ha inoltrato alle autorità europee per conto del governo italiano. Una serie di proposte per completare l'architettura istituzionale europea e correggere le politiche attualmente seguite, aprendo un dialogo intraeuropeo nell'ambito di un Gruppo di lavoro ad alto livello composto dai rappresentanti degli Stati membri e della Commissione per offrire ai cittadini europei maggiori opportunità di crescita economica e di benessere sociale che si affianchino alle istanze di stabilità monetarie e finanziaria la cui soddisfazione, contrariamente ai primi due obiettivi, è dotata di buoni strumenti. Tutto ciò in linea con gli impegni presi nei Trattati che si sono susseguiti da quello di Maastricht in poi. Uno dei punti centrali della proposta è che il governo dell'economia e della società europea non può essere affidato a regole meccaniche tipiche dell'organizzazione privata di governance volta in modo prevalente alla gestione efficiente delle risorse, ma a scelte politiche che partano dalle condizioni strutturali e congiunturali mutevoli dei singoli Stati membri e dell'Unione ispirate da una politeia, ossia i modi in cui si organizza il bene comune che abbracci anche il sociale, in particolare le parti più deboli della popolazione. Prefazioni di Giorgio La Malfa e Giulio Sapelli, saggi di Jan A. Kregel e Alberto Heimler.
12,00

Che cos'è l'economia

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Mind Edizioni

anno edizione: 2018

pagine: 160

Paolo Savona ci conduce con mano sicura attraverso il pensiero dei grandi maestri per aiutarci a capire che cos'è l'economia. Spiegando anche perché gli economisti sbaglino così di frequente le previsioni e dimostrando perché, nonostante ciò, l'economia conservi dignità di scienza. Con riflessioni sul rapporto tra teoria e politica economica riferite in particolare al "laboratorio" Italia. Mercantilisti, fisiocratici, quantitativisti, classici, ricardiani, neoclassici, storici, marginalisti, marxiani, keynesiani, monetaristi, neoquantitativisti, postkeynesiani, sraffiani, teorici dell'offerta, teorici delle aspettative razionali, teorici delle scelte pubbliche, sperimentalisti o cognitivi, neuroeconomisti. Quante scuole di pensiero (e queste sono solo le principali) hanno caratterizzato l'evoluzione dell'economia dalla sua natura di semplice pensiero a quella di scienza economica partendo dal contributo della scuola italiana, non meno importante di quello più popolare di Adamo Smith nella sua Ricerca sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Paolo Savona ci accompagna attraverso il pensiero dei grandi maestri per aiutarci a capire che cos'è l'economia usando il riferimento al calcolo razionale, ma senza escludere l'uso di altre dimensioni del pensiero economico. Egli approfondisce inoltre il rapporto tra teoria e politica economica soffermandosi in particolare sulle esperienze del "laboratorio" Italia.
14,00

Come un incubo e come un sogno. Memorialia e moralia di mezzo secolo di storia

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2018

pagine: 342

Questo lavoro è una memorialia di mezzo secolo di storia di un economista libero, come l'autore ama definirsi, ma anche la moralia che ne ha tratto. Le vicende interne e internazionali intercorse tra la prima crisi della bilancia dei pagamenti italiana del 1963 e la Grande recessione iniziata nel 2008 sono state definite "un incubo", termine mutuato dall'"Ulisse" di Joyce. Esse si sono incrociate con le numerose vicende personali dell'autore che, essendo inattese e ricche di conoscenza, lo inducono a definirle per lui "un sogno". Lo scopo del lavoro è di trarre da questo incontro di fatti e di esperienze insegnamenti utili per affrontare problemi di natura economica di interesse generale, ma anche di presentare la sua produzione scientifica e riflettere sul significato avuto dalle sue scelte di vita, dalla Banca d'Italia, alla cattedra universitaria, alla presidenza di banche e imprese, dalla direzione generale di importanti ministeri, al governo del Paese da ministro dell'Industria. Dalla dovizia di studi ed esperienze trae due conclusioni sul perché l'Italia si dibatta in una grave crisi di crescenza e di identità: l'eccessiva ricerca della rendita da parte dei cittadini, che la politica asseconda, e la sistematica violazione della "regola della legge" a causa di una cultura individuale e sociale difettosa. La terapia che suggerisce travalica i temi dell'economia e approda ai lidi della scuola e dell'educazione, ritenute l'unico veicolo per consentire di raggiungere un'Italia e un'Europa migliori.
19,00

La rivoluzione democratica di Heine e la Costituzione per la pace perpetua di Kant. Una seconda lettera agli amici tedeschi

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2017

pagine: 104

Dopo aver lungamente negato l'esistenza di una "questione europea", l'uscita del Regno Unito dall'Unione ha aperto un dibattito sul come recuperare la perdita di consenso che ha colpito la libera circolazione delle persone nel territorio comunitario, l'euro e lo stesso mercato unico. Nel 60° dei Trattati di Roma, che tanto bene hanno fatto ai popoli europei, i media, il parlamento e la commissione UE, e i movimenti politici che aggregano le insoddisfazioni popolari avanzano proposte che riflettono la riemersione delle profonde diversità culturali tra le popolazioni del vecchio continente. Queste diversità risalgono indietro nel tempo e si erano assopite a seguito dei brillanti risultati raggiunti indistintamente dai paesi-membri, ma sono state riattivate dai persistenti divari di crescita economica e di occupazione intraeuropei e rispetto al resto del mondo, dagli ingenti flussi immigratori extracomunitari e dalla rigidità politica nell'affrontare tutti questi problemi. Queste radici sono state oggetto di due saggi scritti rispettivamente dal poeta Heinrich Heine e dal filosofo Immanuel Kant, quasi interamente riportati in questo lavoro, che servono di base per comprendere le esitazioni della Germania sia ad assumere un ruolo leader in Europa, sia a considerare le diversità culturali come un vincolo sul quale operare con adeguate politiche e non con ulteriori vincoli e proibizioni. L'autore ne fa oggetto di una seconda lettera agli amici tedeschi chiedendo di riesaminare la loro posizione partendo dalle idee dei due personaggi per ridare all'Unione la spinta vitale andata perduta.
10,00

Dalla fine del «laissez-faire» alla fine della liberal-democrazia. L'attrazione fatale per la giustizia sociale e la molla di una nuova rivoluzione globale

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2016

pagine: 363

Nel 1926 Keynes scrisse il saggio The end of laissez-faire nel quale sosteneva che il capitalismo senza regole doveva essere considerato finito e, tra il 1944 e il 1946, propose con Beveridge di dare vita al welfare e alle politiche di piena occupazione. Nell'arco di vent'anni la convivenza civile registrò un netto miglioramento delle rilevanti conquiste liberali raggiunte nei secoli precedenti. La tesi di questo lavoro è che il liberalismo, entrato in concorrenza con le forze culturali e politiche che si sono avvalse delle sue proposte propugnando istanze più avanzate in termini di benessere, ha subito a opera della giustizia sociale un'attrazione che si è mostrata fatale e ha condotto alla fine della liberaldemocrazia. Da questi eccessi non sono restate immuni neanche le correnti di pensiero politico alternative che hanno accolto, senza saperle controllare, le spinte crescenti provenienti dalla domanda di assistenza; il combinato effetto di aumenti salariali eccedenti la produttività e di un'azione pubblica sulla redistribuzione del reddito, unita alla negazione dell'utilità del mercato nel contribuire alla crescita e alla giustizia sociale, hanno creato inflazione prima e deflazione poi. Dopo quasi mezzo secolo di conquiste, l'orologio della storia è tornato indietro e ha consentito il ritorno di politiche conservatrici propiziate dall'avvento del processo di globalizzazione, caratterizzato da grandi oligopoli e dall'esplosione di una finanza incontrollata.
19,00

J'accuse. Il dramma italiano di un'ennesima occasione perduta

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Rubbettino

anno edizione: 2015

pagine: 82

Facendo seguito alla sua diagnosi delle eresie e degli esorcismi della politica economica italiana, pubblicata, nel 2012 per gli stessi tipi, che ha raccolto molti consensi. Le ricevuto due riconoscimenti autorevoli, con questa nuova raccolta di scritti l'autore traccia un quadro organico dei problemi urgenti che l'Italia deve affrontare al suo interno e in Europa. Egli muove tre J'accuse ai Governi che si sono succeduti dal 2008, data di inizio della crisi finanziaria mondiale: quella di aver trascurato di riaccendere il secondo importante motore della crescita italiana, le costruzioni, come hanno fatto gli Stati Uniti e la Germania; quella di considerare la crescita reale come il principale problema italiano, mentre lo è la spaccatura economica e politica tra il Nord e il Sud; quella di aver aumentato imposte e tasse per sanare la finanza pubblica, mentre le ha usate per accrescere la spesa pubblica primaria. Completano il quadro quattro lettere aperte destinate ai protagonisti della crisi - Juncker, Draghi, Visco, Padoan - già pubblicate e una nuova rivolta al Governo e alla Banca d'Italia, invitandoli a cambiare obbiettivi perseguiti e strumenti usati al fine di invertire la traiettoria verso il sottosviluppo del Paese.
8,00

Economia

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: EGEA

anno edizione: 2013

pagine: 176

9,90

Il banchiere del mondo. Eugene Robert Black e l'ascesa della cultura dello sviluppo in Italia

Paolo Savona, Giovanni Farese

Libro

editore: Rubbettino

anno edizione: 2014

pagine: 165

Questo lavoro ricostruisce l'ascesa della cultura dello sviluppo, che la globalizzazione distorce o di cui difetta. Esso concentra l'analisi su un personaggio di una vicenda epica, anche per il Mezzogiorno d'Italia. "Il più grande banchiere della Storia", nelle parole di Kennedy. Banchiere del mondo, banchiere della pace, banchiere dei poveri: così i contemporanei. Figlio del presidente della Fed dei giorni del New Deal, vice presidente della più grande banca privata del mondo negli anni quaranta, consigliere alla Casa Bianca da Roosevelt a Johnson, Eugene R. Black è il Presidente della Banca mondiale negli anni della ricostruzione mondiale. Di più: dell'ascesa globale della cultura dello sviluppo. Quella cultura di cui si avverte oggi l'assenza, anche e soprattutto all'interno dell'Unione economica e monetaria. Questo libro ricostruisce, per la prima volta, la vita di Eugene R. Black e l'ascesa delle cultura dello sviluppo in Italia e nel mondo nei quattro decenni che vanno dalla crisi del 1929 alla fine del sistema di Bretton Woods nel 1971. Un asse decisivo, lungo il quale corrono, in una linea di continuità, fatti, teorie, istituzioni. E persone: gli economisti della teoria, da Gunnar Myrdal a Paul Rosenstein Rodan, ma anche e soprattutto gli economisti della prassi, da Per Jacobson a David Lilienthal. Sono loro i globalizzatori ante litteram.
15,00

Che cos'è l'economia

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: Mind Edizioni

anno edizione: 2012

pagine: 110

Mercantilisti, fisiocratici, quantitativisti, classici, ricardiani, neoclassici, storici, marginalisti, marxiani, keynesiani, monetaristi, neoquantitativisti, postkeynesiani, sraffiani, teorici dell'offerta, teorici delle aspettative razionali, teorici delle scelte pubbliche, sperimentalisti o cognitivi, neuroeconomisti. Quante scuole di pensiero (e queste sono solo le principali) hanno caratterizzato l'evoluzione dell'economia dalla sua natura di semplice pensiero a quella di scienza economica partendo dal contributo della scuola italiana, non meno importante di quello più popolare di Adamo Smith nella sua Ricerca sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni. Paolo Savona accompagna attraverso il pensiero dei grandi maestri per aiutare a capire che cos'è l'economia usando il riferimento al calcolo razionale, ma senza escludere l'uso di altre dimensioni del pensiero economico. Egli approfondisce inoltre il rapporto tra teoria e politica economica soffermandosi in particolare sulle esperienze del "laboratorio" Italia.
9,50

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