Il tuo browser non supporta JavaScript!

Libri di Nicolas Arispe

Lungo è il cammino

Nicolas Arispe

Libro: Copertina rigida

editore: Logos

anno edizione: 2019

pagine: 32

Il giovane apprendista Huang Liu si è ritirato da mesi nel bosco a meditare. Passano le stagioni e lui non se ne accorge, immerso com'è nei propri pensieri. Quando finalmente sente in cuor suo di essere giunto all'illuminazione, l'unica cosa che desidera è tornare di corsa dal suo maestro, per dirgli (e dimostrargli) con orgoglio di essere diventato saggio. Pagina dopo pagina, seguiamo quindi l'inesperto discepolo che, sulla strada del ritorno, percorre ponti, incontra contadini e passa per molti luoghi meravigliosi. Luoghi che tuttavia attraversa in fretta e distrattamente, senza soffermarsi a contemplarli e senza cercare di conoscerne gli abitanti - un errore in cui incappiamo fin troppo spesso nella nostra vita di tutti i giorni - perché desidera incontrare il proprio destino il prima possibile. Arrivato a destinazione, Huang Liu viene accolto dal maestro, che lo sorprende con una domanda che gli farà ripensare tutto il suo percorso, dimostrandogli con estrema semplicità che a prendere troppo le distanze dal mondo si rischia di perdere di vista ciò che è davvero importante. Questo libro dalle ambientazioni eteree e squisitamente cinesi (le gru origami, gli animali dell'oroscopo cinese, il dragone a rappresentare la sorte, ecc.) presenta il classico topos letterario dell'eroe solitario in viaggio alla ricerca della verità, declinato alla maniera di Arispe: testi essenziali ed evocativi, protagonisti per metà uomo e per metà animale, ribaltamento dei comuni pregiudizi e tavole ricche di dettagli, da scoprire lettura dopo lettura. Il tutto, nell'elegante tratteggio a china in bianco e nero tipico dell'autore.
14,00

Lasciate ogni pensiero o voi ch'intrate

Nicolas Arispe

Libro: Copertina rigida

editore: Logos

anno edizione: 2018

pagine: 40

È un viaggio questo nuovo volume di Nicolás Arispe. Il viaggio di una donna-uccello nello spazio, nella storia e tra citazioni infinite. Un viaggio nel sogno e nelle paure dell'uomo moderno. Aprendo gli occhi la donna-uccello si trova circondata da una massa pulsante di gufi, che la schiacciano e le impediscono di muoversi. Chi sono? Dove si trova? Stacco di scena, e la vediamo entrare nella ciminiera di una fabbrica, da cui improvvisamente sbuca in un quadro di De Chirico. Ma subito precipita, tra Arpie che la inseguono e la mordono, e precipitando cade in mare e si inabissa tra creature spaventose e dai denti aguzzi che sembrano volerla divorare. E poi caverne oscure, streghe, malefici uccelli neri, diavoli e inquietanti inquisitori, in un mondo asfissiante e carico di angoscia da cui non desideriamo altro che fuggire insieme a lei. In questo nuovo lavoro, attraverso i raffinati tratti in bianco e nero caratteristici del suo stile, l'autore ci immerge in un'atmosfera onirica, evocata dai gufi, animali notturni per eccellenza, dalle opere di De Chirico e da animali provenienti dai bestiari medievali. Nell'incubo vissuto dalla donna-uccello, Arispe concretizza quella che è la realtà quotidiana dell'uomo contemporaneo, fatta di sfruttamento (dalla ciminiera della fabbrica al lavoro nei campi con tanto di cappio al collo), emarginazione (i gufi che la respingono), senso di colpa, stigma sociale (un sabba di streghe che sembrano uscite direttamente da un trattato medievale) e ansia per il tempo che scorre inesorabile (le Arpie). Il tutto in uno straordinario gioco di richiami e citazioni, in cui lo stile dell'autore attinge alle fonti più svariate: dai bestiari e trattati medievali alla pittura metafisica, da Bergman ed Eisenstein a Grünewald, Goya e Millet, fino ai costumi teatrali disegnati da Malevi?. Non manca un piccolo rimando anche al Libro Sacro e, naturalmente, al Parco dei mostri di Bomarzo che ha fornito il titolo all'opera. Al culmine dell'angoscia, braccata da un'orda di esseri raccapriccianti che ricordano le rappresentazioni medievali delle tentazioni dei santi, stretta tra mostri che sembrano non lasciarle scampo, la donna-uccello si ritrova nel suo nido. Si è risvegliata dal suo incubo... e noi?
17,00

Il bambino smarrito

Nicolas Arispe

Libro: Copertina rigida

editore: Logos

anno edizione: 2021

pagine: 40

Un soldato incontra un bambino che ha smarrito la strada di casa. Le violenze della guerra hanno cancellato ogni sentiero, ma lui conosce bene la zona, così si offre di aiutarlo. Insieme attraversano una giungla intricata e angosciante. Percorrono spiagge costellate da barche in rovina. Guadano fiumi da cui affiorano carcasse di pesci mostruosi e mostruosamente armati. Attraversano radure infestate da creature demoniache, dove perfino gli dei vagano come stranieri sulla propria terra. Maschere rituali, un tempo dispensatrici di protezione, li assediano minacciose. Perfino gli spaventapasseri brandiscono falci funeste allontanando chiunque dai campi di grano. Sono solo alcune delle tremende tracce di una guerra che si è conclusa senza vincitori. Perché quale guerra può dirsi vinta se lascia dietro di sé una lunga scia di morte e devastazione? Lo sa bene il soldato, che la guerra l'ha persa, insieme alla vita. Ora però ha un'opportunità: quella di far sbocciare il sorriso sulle labbra di un bambino infelice, riportandolo a casa. Nicolás Arispe torna a incantarci con il fitto tratteggio della sua china per raccontarci una nuova storia che vede ancora una volta come protagonisti animali antropomorfizzati. Assumendo come pretesto alcune strutture tipiche dei racconti di fantasmi, questo libro parla in realtà di un bambino e della guerra, tramite la rievocazione di un evento del passato in tutta la sua portata mitica. Il racconto è ambientato nella seconda metà dell'Ottocento, al tempo della guerra del Paraguay, un conflitto brutale e ingiusto scatenato da Argentina, Brasile e Uruguay contro il Paraguay, che doveva essere punito per la sua aspirazione alla sovranità nazionale. La scelta di questo evento ha permesso all'artista di inserire nella storia elementi propri della cultura paraguayana e di quella guaranì, sfruttando così gli strumenti dell'arte per raccontare il disastro provocato da qualsiasi conflitto armato. Cosa può capire della guerra un bambino? Cosa può comprendere di questo mondo straniato e grottesco, in cui ogni ordine naturale appare annientato? Cosa può aspettarsi dagli adulti, che da figure protettrici si trasformano in dispensatori di morte e disastri? Il bambino della storia è alienato da tutto ciò che conosce, la perdita della casa coincide con la perdita del suo stesso mondo. Questo libro cerca di offrire una riparazione a lui e all'anima in pena del soldato, che, salvandolo, potrà finalmente saldare il suo debito. E, soprattutto, invita tutti a noi a riflettere su cosa sia realmente la guerra, e quanto sia più che mai necessario cancellarla dal nostro futuro.
18,00

El arbol. Ediz. italiana, inglese e spagnola

Nicolas Arispe

Libro: Copertina rigida

editore: Logos

anno edizione: 2020

pagine: 64

Nel cuore della notte, un neonato viene abbandonato all'interno della ruota degli esposti. La ruota compie il suo giro, decretando la sua nuova nascita alla vita dell'orfanotrofio. Sembrerebbe l'inizio di una vicenda un tempo molto comune, se non fosse per un dettaglio apparentemente insignificante: sulla testa del bambino è spuntato un germoglio. Nicolás Arispe torna a incantare con il fitto tratteggio della sua china, riproponendo i personaggi animali antropomorfizzati già protagonisti de Il Libro sacro, Lasciate ogni pensiero o voi ch'intrate e Lungo è il cammino. In questo mondo animale, l'elemento di rottura è rappresentato da qualcosa che appartiene a un altro regno: quello vegetale. In un primo momento istitutori e allievi dell'orfanotrofio si sforzano di trattare il 'diverso' come tutti gli altri; tuttavia, tra lo sgomento generale, con il passare degli anni la vera natura dell'orfano non arretra, bensì si impone fino a prendere il sopravvento, trasformandolo in un ibrido sempre più albero e sempre meno animale. Allora lo sgomento si muta, lentamente ma irrimediabilmente, in paura, e la paura in intolleranza, crudeltà e violenza. L'autore e illustratore argentino parte dall'immagine emblematica della ruota degli esposti per affrontare, con la consueta onestà candida e al tempo stesso spietata, i temi dell'educazione, della diversità e dell'integrazione. In questa storia, l'educazione si configura come incasellamento, come omologazione a una società in cui ogni deviazione dalla norma è emarginata, repressa, cancellata. Davanti all'impossibilità di modellare il ragazzo-albero con lo stesso stampo usato per tutti gli altri, la società si arrende e lo rinnega, lo nasconde, lo rinchiude. Tuttavia, nella prigione in cui viene recluso il diverso, Arispe apre uno spiraglio di speranza: l'unicità individuale resiste a ogni sopruso e irrompe sull'austera pagina in bianco e nero con la potenza liberatrice e ribelle del colore. Un colore non violento, ma delicato: una rivolta gentile e ricca di sfumature.
20,00

Tutti contenti

Nicolas Arispe

Libro: Copertina rigida

editore: Logos

anno edizione: 2019

pagine: 68

Una staffetta di personaggi disegnati con l'elegante tratteggio a china in bianco e nero tipico di Arispe porta lo scompiglio nelle pagine bianche ed essenziali di questo nuovo volume dell'autore argentino. Corrono tutti freneticamente, passandosi di mano in mano un vassoio con sopra una bottiglia. Sono allarmati e concentratissimi: è una questione di vita o di morte, se non arriveranno in tempo rotoleranno delle teste! Il primo è un cavaliere con una strana armatura tutta sgangherata da cui spuntano dettagli inaspettati: una carota conficcata nell'elmo, un paio di mutandoni a cuori che ondeggiano appesi dietro la schiena, un imbuto a protezione di ogni gomito. Caratterizzati in maniera altrettanto eccentrica, lo seguono il ciambellano (con grosse chiavi appese a cinture e braccialetti), la cuoca (che sfreccia con aria determinata all'interno di un grosso pentolone su ruote), la donzella (che cerca decorosamente di reggersi le vesti), la strega (in bilico su una scopa che sembra sfuggirle di mano), il coccodrillo del fossato (elegantemente bardato per l'occasione) e molti altri ancora, per terminare con un giovane scudiero che somiglia particolarmente all'impacciato Semola della Spada nella roccia. Ma dove vanno tutti questi esseri fiabeschi che sembrano usciti dalle pagine di un poema cavalleresco? Cosa c'è nella bottiglia e a chi stanno portando un bene tanto prezioso? Dedicato alla figlia Francisca, "piccola amazzone" inconsapevole ispiratrice di tanto trambusto, Tutti contenti è una metafora dolcissima e spassosa su ciò che siamo disposti a fare per assecondare i desideri di chi amiamo di più.
12,00

Atti della gloriosa compagnia dei martiri

Nicolas Arispe

Libro

editore: Logos

anno edizione: 2019

pagine: 88

Con "Atti della gloriosa compagnia dei martiri" Arispe torna ad affrontare un tema religioso dalla forte carica iconografica. Pedro e Marcellino, Paolo di Tarso, Pantaleone di Nicomedia, Caterina d'Alessandria... sono santi e martiri antichi quelli che si susseguono pagina dopo pagina, tutti vissuti entro i primi anni del IV secolo d.C., nei tempi oscuri in cui la religione cristiana era considerata un'eresia da condannare e perseguitare e la morte in suo nome era vista come l'acme di una fede incrollabile che tutto può superare e sopportare. Nel nuovo volume di Nicolás Arispe, ogni santo è affiancato da un testo che ne racconta la storia con un stile impersonale, quasi asettico, ma che al tempo stesso si lancia in metafore azzardate, richiami del tutto soggettivi partoriti dalla mente dell'autore: la testa mozzata di San Quintino di Vermand si inabissa cullata dai versi di Melville (Sink, sink, oh corpse, still sink / Far down in the bottomless sea, / Where the unknown forms do prowl, / Down, down in the bottomless sea); il terribile supplizio di San Bartolomeo è paragonato allo scuoiamento da vivo dello zio Liu nel romanzo Sorgo Rosso di Mo Yan. I corpi scultorei sono definiti nei loro volumi da un chiaroscuro preciso e a tratti aggressivo, che fa emergere mani intrecciate, membra contorte e volti straziati dal dolore, senza tuttavia lasciar mai affiorare un'ombra di dubbio negli sguardi fissi rivolti all'Altissimo o negli occhi accecati dal rapimento mistico. Come già in Lasciate ogni pensiero o voi ch'intrate, Arispe riprende uno stile grafico medievale, in linea con la tradizione iconografica con cui si confronta. Le tavole appaiono a tratti opprimenti, con scene cariche, affollate di mostri o gravate da un cielo incombente e altre volte raggiungono il massimo dell'essenzialità, raffigurando i santi soli con la loro fede. Un libro originale capace di fondere alto e basso, sordido e mistico, icone antiche e riferimenti culturali moderni in un'ermeneutica del martirio e del castigo.
17,00

Il libro sacro

Nicolas Arispe

Libro: Copertina morbida

editore: Logos

anno edizione: 2017

pagine: 80

Il libro reinterpreta sette episodi dell'Antico testamento: la Genesi, il sacrificio di Isacco, la venuta dell'Angelo vendicatore, i dubbi di Giobbe, le lamentazioni di Geremia, le profezie di Ezechiele e la punizione di Giona. Sulla scia dell'operazione compiuta in Pinocchio e Moby Dick con il mito del Leviatano, e mosso dai ricordi d'infanzia legati al catechismo e a un vecchio libro di racconti biblici per bambini, Arispe decontestualizza (nel tempo e nello spazio) queste antiche narrazioni, popolandole di esseri per metà uomo e per metà animale, per "ripensarne la dialettica" e sintetizzare in poche scene icastiche in bianco e nero tutta la forza e l'universalità del più arcaico dei libri. È così che nella Genesi Dio veste i panni di un solitario ingegnere in una centrale nucleare; Ezechiele si reincarna in un essere a metà tra un minotauro e un dirigente d'azienda; il sacrificio di Isacco è replicato in seno a una desolata comunità di orsi polari; e Giona indossa i panni di un lupo che viaggia su una specie di caravella rinascimentale... La mescolanza di simboli e il rovesciamento di significati, insieme ai riferimenti alla contemporaneità, rimettono in discussione le nostre certezze, facendoci riscoprire la dimensione più poetica e assoluta dell'Antico testamento. La raffinata maestria del tratteggio a china dell'illustratore argentino, memore tra gli altri dell'opera di William Blake, Robert J. Flaherty e Francisco Salamone, ci restituisce un universo mitologico che trova nella Bibbia una chiave di lettura della nostra società. Una graphic novel ispirata a sette episodi dell'Antico Testamento.
15,00

Giovanni senza terra

Nicolas Arispe

Libro: Copertina morbida

editore: Logos

anno edizione: 2021

pagine: 88

Come si racconta la storia di un uomo malvagio in modo poetico e mostrando compassione? E, soprattutto, di quale uomo malvagio vale la pena parlare? La storia del nuovo libro di Nicolás Arispe parte da queste due domande e da un film: Robin Hood, il classico Disney del 1973, dove compare per la prima volta un cattivo che oltre alla malvagità mostra anche le sue debolezze, i traumi che hanno segnato la sua vita. In queste pagine ritroviamo quindi il Principe Giovanni, o meglio, Giovanni Senzaterra, con le orecchie a sventola e una corona troppo grande per la sua testa, alle prese con i fantasmi che lo perseguitano, unici veri compagni di una vita trascorsa in totale solitudine, schernito dal padre e all'ombra del fratello, sovrano assente ma osannato da tutti. Abbandonando i toni scanzonati del film d'animazione, Arispe dona voce a questo re mai riconosciuto dalla storia ufficiale che, in punto di morte, ripercorre in prima persona la sua vita, lasciando a margine l'azione per svelare invece il suo lato più umano e fragile, la sua sofferenza, le ragioni che hanno guidato il suo agire, i suoi desideri e rimpianti. Così, in questo flusso di ricordi, lo scontro con il leggendario fuorilegge della foresta di Sherwood, diventa un'occasione per ripensare un'intera esistenza ed esprimere un'ultima volontà... Ancora una volta, Nicolás Arispe crea un libro da leggere in profondità, che si sviluppa in un gioco di rimandi e citazioni da scovare nel testo e nelle caratteristiche illustrazioni in bianco e nero. Grazie a questi riferimenti, la storia viene ricollegata alla contemporaneità, per raccontarci anche un po' di noi e aiutarci a capire che l'animo umano in fondo non è cambiato, e che siamo tutti un po' Giovanni Senzaterra.
17,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento