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Libri di Luciano Bianciardi

Da Quarto a Torino. Breve storia della spedizione dei Mille

Da Quarto a Torino. Breve storia della spedizione dei Mille

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2023

pagine: 235

Da Quarto al Volturno di Giuseppe Cesare Abba era stato uno dei primi libri che gli aveva regalato il padre, perché imparasse a leggere. Quando, per celebrare il centenario dell’unità, la casa editrice Feltrinelli gli chiede di raccontare la spedizione garibaldina in Sicilia, Bianciardi si convince che il libro dei Mille, nel 1960, vada riscritto. Lo fa in un mese, con il gusto del narratore e la serietà dello storico. Di quell’avventura irripetibile e arruffata ci restituisce tutto: i numeri, gli uomini e i paesaggi, gli intrighi e le battaglie, il tono dei dialoghi, le contraddizioni e gli errori. Quella commissione felice non gli darà soltanto il pretesto per inaugurare un piccolo ciclo sull’epopea risorgimentale: segnerà d’ora in poi tutta la sua scrittura. Bianciardi non si interroga soltanto sul nostro passato ma trova un metodo e un arsenale: sperimenta sguardo e stile; mette a punto una concezione della letteratura come antistoria; unisce le passioni e gli affetti dell’infanzia al suo disincanto di adulto in un equilibrio emotivamente doloroso, ma fertilissimo. Ancora non lo sa, ma si apre qui il cantiere che lo porterà due anni dopo al suo capolavoro, La vita agra.
16,00
Trilogia della rabbia: Il lavoro culturale-L'integrazione-La vita agra

Trilogia della rabbia: Il lavoro culturale-L'integrazione-La vita agra

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2022

pagine: 432

La guerra è finita da poco e tutte le possibilità sembrano aperte per un ragazzo di provincia brillante e desideroso di dedicarsi al Lavoro culturale: il suo apprendistato è un vagabondaggio scapigliato fra cineclub e circoli culturali scalcagnati, dove si sviscerano problemi, si pongono istanze, si progettano saggi imprescindibili. Si creano, insomma, le basi per un futuro migliore. Ma per realizzarlo, quel futuro, tocca andare a costruirlo là dove tutto succede, dove le cose si fanno. Ecco quindi, nell’Integrazione, il provinciale giungere a Milano insieme al fratello. È il momento dell’incontro con la cultura che si fa industria, e con la sua tutt’altro che splendida realtà: riunioni, discussioni, nevrosi, “un lavorìo continuo, intorcinato, che sembra tornare sempre al punto di partenza”, rappresentazione plastica, spiega Francesco Piccolo, “della vita (sprecata) degli intellettuali”. E allora dell’entusiasmo iniziale non restano che frustrazione e risentimento, una delusione rabbiosa che si vorrebbe manifestare con un gesto distruttivo ed eclatante: un atto di ribellione vera, come quello progettato dall’io narrante della Vita agra, estremo tentativo di non rinunciare alla purezza dei propri ideali. Prefazione di Francesco Piccolo.
16,00
Imputati tutti. «La solita zuppa»: Luciano Bianciardi a processo

Imputati tutti. «La solita zuppa»: Luciano Bianciardi a processo

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: ExCogita

anno edizione: 2022

pagine: 160

Il curioso mondo a rovescio che Bianciardi ritrae nel racconto "La solita zuppa", con l'ora di masturbazione a scuola e un Deliveroo del sesso, gli costò nel 1965 una denuncia per oscenità e vilipendio della religione. ExCogita ripropone qui il racconto nella sua interezza, completo delle parti allora censurate e in tutta la sua disarmante ironia, e ricostruisce, attraverso gli atti processuali, l'ancor più spassosa vicenda giudiziaria che vide Bianciardi imputato -non certo per la prima volta e non certo unico bersaglio del furore censorio- insieme all'editore e al tipografo.
15,00
Adorno

Adorno

Luciano Bianciardi

Libro: Libro rilegato

editore: Terre di Mezzo

anno edizione: 2022

pagine: 40

Due bande di ragazzini si affrontano per il controllo del boschetto dentro la fortezza di Grosseto. I padroni indiscussi sono sempre stati i piazzaioli, ma ora anche i tripolini, stanchi di giocare nel fango, vogliono andare a far baldoria in città. Si danno appuntamento sabato: la battaglia sarà decisiva. Diaccino è il più gracile, ma è intelligente e il capo, Adorno, se lo tiene accanto. Tra teste bucate e occhi neri, le cose però non vanno come previsto: c’è una spia, e deve essere punita. Un racconto crudo e coinvolgente che ci riporta alle grandi zuffe di quando eravamo bambini, e ci ricorda come erano limpidi allora i concetti di lealtà e di giustizia.
12,00
Potevo fare il trequartista

Potevo fare il trequartista

Luciano Bianciardi

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2021

pagine: 200

Luciano Bianciardi, come tutti i grandi giornalisti italiani del Novecento, ha dedicato parte della sua vita al mondo dello sport. Era l'inizio degli anni Settanta quando dalle colonne del «Guerin Sportivo» rispondeva alle domande dei lettori, affrontando le questioni più disparate, dalla partita del Cagliari di Gigi Riva ai ricordi paterni di Fulvio Bernardini, fino a improbabili paralleli tra calciatori, scrittori e condottieri risorgimentali. A volte infatti capitava che si dibattesse di Garibaldi (guai a parlarne male) di Cavour e di Re Umberto II. Il tutto, ovviamente, à la Bianciardi, con toni scherzosi, quindi serissimi. Incalzato dai lettori che gli chiedevano giudizi spinosi sui fatti della settimana, su polemiche di costume o controversie politiche, Bianciardi rispondeva sempre con arguzia talvolta eludendo talvolta affrontando di petto l'argomento. Le risposte, qui raccolte e sistemate per arie tematiche, sono pezzi di letteratura popolare, altre volte di critica altissima, in ogni caso ci forniscono lo spaccato di un'Italia in cui il calcio era ancora un rito collettivo, una liturgia sociale, lo specchio delle speranze e delle delusioni non solo della domenica pomeriggio: un fenomeno in grado di evadere dal perimetro del campo da gioco per incrociare costumi, usanze, mode e ideologie.
14,00
L'Historia di Bianciardi

L'Historia di Bianciardi

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: ExCogita

anno edizione: 2015

pagine: 86

Dalla Cuba di Fidel Castro al Canale di Suez, da Pio IX a Krusciov, da Garibaldi ai kamikaze giapponesi: sei articoli di Luciano Bianciardi pubblicati su Historia fra il 1958 e il 1961.
15,00
La vita agra

La vita agra

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2013

pagine: 199

"La vita agra" segnò per Luciano Bianciardi il momento dell'autentico successo, un successo che non tardò a fare entrare in sofferenza un intelletto indipendente come il suo. Il romanzo, ampiamente autobiografico, vede il protagonista lasciare la provincia e con essa la moglie e il figlioletto per andare a vivere a Milano. L'intento iniziale è far saltare un grattacielo, per vendicare i minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro (il riferimento è all'incidente alla miniera di Ribolla del 1954, in cui persero la vita quarantatré minatori). Ma il protagonista vive in perenne bilico fra voglia di far esplodere il sistema e desiderio di esserne riconosciuto... A cinquant'anni dalla prima pubblicazione nel 1962, "La vita agra" resta uno sguardo sulle conseguenze umane e sociali del boom economico italiano, ricco di una scrittura irrequieta, precisa, impossibile da imbrigliare. Al romanzo si ispirò il celebre film "La vita agra" di Carlo Lizzani, con Ugo Tognazzi che interpretava il Bianciardi/protagonista.
11,00
Il lavoro culturale

Il lavoro culturale

Luciano Bianciardi

Libro

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2013

pagine: 128

Tra il pamphlet e il saggio di costume, "Il lavoro culturale" ripercorre le tappe di formazione di un intellettuale della provincia grossetana tra l'immediato dopoguerra e gli anni cinquanta, quando mezza Italia, fondava cineclub e circoli di cultura, analizzava problemi e progettava saggi sulla struttura culturale italiana.
9,50
Tutto sommato. Scritti giornalistici 1952-1971

Tutto sommato. Scritti giornalistici 1952-1971

Luciano Bianciardi

Libro: Copertina rigida

editore: ExCogita

anno edizione: 2022

pagine: 3164

In occasione del centenario della nascita di Luciano Bianciardi, ExCogita ha voluto raccoglierne l'intera produzione giornalistica. Giornalista infaticabile, traduttore prolifico e narratore di raro acume, Bianciardi ha lasciato in pochi anni una produzione vastissima, raccontando sui giornali l'evoluzione della storia dei costumi, della televisione, della politica, della letteratura, dell'arte, del cinema e dello sport. Per presentare questa immensa mole di testi, si è scelto di adottare l'ordine cronologico: il susseguirsi degli articoli restituisce al lettore una sorta di storia d'Italia vista dagli occhi di un personaggio che è stato definito anarchico, ribelle e inclassificabile. Come in un diario costruito giorno per giorno, lo sguardo di Bianciardi si sofferma con lo stesso straordinario acume e la stessa valenza profetica sia sui grandi fatti internazionali sia sulle piccole vicende quotidiane, mostrando un lato inedito della personalità dell'autore che si discosta dalla narrazione mitologica che spesso lo accompagna. Se nel grande mucchio del lavoro di Bianciardi non troverete mediocrità e sciatteria, è per una ragione soltanto: lui era uno scrittore "naturale", lo era anche prima di pubblicare libri e di diventarlo per riconoscimento sociale. Non sarebbe stato capace di scrivere una sola riga senza che le sue parole gli assomigliassero e gli appartenessero, e questa mi pare, tutto sommato, la definizione più azzeccata di "scrittore". Dalla prefazione di Michele Serra
150,00
Aprire il fuoco

Aprire il fuoco

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2022

pagine: 256

Se ogni scrittore ha un proprio tramonto, «Aprire il fuoco» è il tramonto di Bianciardi, l'ultima lettera di un sinistrato politico, spiaggiato e in esilio. Lo vediamo mentre perlustra la campagna con un binocolo, abbassa le tapparelle, si versa un bicchierino di grappa. Sa di essere clinicamente morto, ora che è morta ogni insurrezione: primo o poi l'oppressore, e i tanti aguzzini che non hanno mai smesso di tormentarlo, arriveranno a prenderlo. Nell'attesa non gli resta che fumare una sigaretta, e rievocare la fine dell'inverno di dieci anni prima, il 1959, le sue gloriose cinque giornate, anche se la rivoluzione è ormai soltanto la memoria confusa di altri fallimenti: le discussioni al Giamaica con gli amici, Giorgio Gaber e Jannacci, la cameretta di Porta Tosa, le barricate a San Damiano. C'è appena il tempo per un ultimo appello, per dire il poco che ha imparato dalla sua vita agra: che fare all'amore non è vergogna. Vergogna è uccidere, morire di fame, chiudere la gente in prigione o al manicomio, giudicare. E non serve stampare i libri che nessuno legge, né costringere i giovani nelle scuole, né occupare le università. Bisogna occupare le banche, le vere cattedrali del nostro tempo. E poi spegnere la televisione. E alla fine lasciare tutto nel disordine. La valigia è pronta, così piena di carte, della sua alienazione quotidiana, di tutta la nausea che lo ha avvelenato per l'imbischerimento del mondo. Ma sulle spalle ha ancora il suo vecchio Mauser, ed è pronto a fare fuoco. Introduzione di Oreste Del Buono. Postfazione di Michele Cecchini.
16,00
Non leggete i libri, fateveli raccontare. Sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento

Non leggete i libri, fateveli raccontare. Sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento

Luciano Bianciardi

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 112

«Sembra ormai chiaro che a questo mondo tutto si può imparare: l’allevamento del pollame e l’arte del governo, la scienza delle finanze e il gioco della canasta, l’astronomia e l’interpretazione dei sogni, a scopi psicoanalitici ma anche per vincere al lotto. Infatti esistono grammatiche e manuali che spiegano per filo e per segno come si fa. Fra i tanti, non uno dedicato ai giovani che intendano vivere, e addirittura prosperare, in quel campo di attività umane, non essenziali peraltro alla vita dell’uomo, che vanno sotto il nome complessivo e vago di “cultura”». Nel 1966 Luciano Bianciardi si era già trasferito a Milano, era stato assunto e licenziato da Feltrinelli, aveva scritto la tetralogia del dissenso, rifiutato una collaborazione fissa con il Corriere della Sera, quando pubblicò su ABC, il settimanale in bianco e nero sostenitore delle grandi battaglie civili dell’epoca, sei lezioni a puntate, pensate per i giovani – ma non tutti i giovani, solo quelli particolarmente privi di talento. Norme chiare, precise, efficaci, a uso di coloro che avessero deciso di diventare intellettuali. Si va dai consigli su come vestirsi, dove andare in vacanza o con chi accasarsi, alle frasi-cerotto – che sembrano dire, ma non dicono assolutamente niente – «per salvare i giovani mediocri (ma anche agli altri, i cervelloni, i geniali e i genialoidi) da un’esistenza mediocre, avviarli alla scalata dell’Elicona». Non leggete i libri, fateveli raccontare è un piccolo, provocatorio e irriverente capolavoro: a cinquant’anni di distanza, in un’epoca in cui la superficialità sembra ormai l’unica via sicura per il successo, riscoprire Bianciardi è un modo per ridere con intelligenza di quello che in fondo siamo sempre stati, ben prima dei social network.
13,50
Garibaldi

Garibaldi

Luciano Bianciardi

Libro: Copertina morbida

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2020

pagine: 160

Il poncho è poco più di una coperta da cavallo; il dialetto, quello ligure; l'elenco dei lavori fallimentare: bovaro, sensale, insegnante privato, fabbricante di candele. Che il lettore si metta comodo: la storia di quest'uomo è stata raccontata molte volte, ma Bianciardi lo fa a modo suo. Con il tono clandestino delle confidenze, la pazienza dello storico, la vivacità dello scrittore. Il suo Garibaldi non è soltanto una biografia, è il romanzo di un ribelle deposto dal piedistallo e restituito alla vita, ai suoi intrecci pieni di slanci, di sofferenze, di errori, di delusioni. La stagione da corsaro, l'epopea del Rio Grande, la laguna delle anatre, l'assedio di Montevideo e di Roma, il gaucho Aguyar, la morte di Anita, il pittoresco esercito dei Mille... Ma è anche l'omaggio di un anarchico ormai vinto dall'alcol e dalla sua vita agra all'eroe dell'infanzia. Perché questo è l'ultimo libro che Bianciardi scrisse, l'ultima camicia rossa che indossò, come un'allegria postuma, l'ultima affabulazione contro un'Italia da sempre vigliacca, ipocrita, irriconoscente e perbenista. Del resto, nell'elenco ufficiale dei Mille, Garibaldi non risulto? neppure fra gli italiani. E così Bianciardi ce lo descrive, come uno straniero in patria, un istintivo, un generoso, un idealista. «In tutti i posti di mare c'è almeno un ragazzo fatto così, quello che non si tira indietro, quello che offre da bere, quello che sa le canzoni, quello che si arrampica per primo in cima a un albero, o sulle sartie delle navi. Al porto lo conoscono, tutti lo chiamano per nome».
14,00

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