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Libri di Hannah Arendt

Responsabilità e giudizio

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2010

pagine: 238

Nessuno più di Hannah Arendt si è reso conto che "le grandi crisi politiche del Novecento - lo scoppio della guerra totale nel 1914; l'ascesa dei regimi totalitari in Russia e in Germania, con il relativo annientamento di intere classi e razze di esseri umani; l'invenzione della bomba atomica...; la Guerra fredda; la Corea; il Vietnam e via dicendo tutti gli altri eventi che precipitano come le cascate del Niagara della storia - potevano essere viste come altrettanti sintomi di un generale collasso morale. Ma il nocciolo duro e controverso della diagnosi arendtiana sta nell'attribuire questo collasso morale non all'ignoranza o alla malvagità degli uomini, incapaci di far proprie le antiche verità morali, ma all'inadeguatezza di queste stesse verità morali intese come norme o criteri di giudizio su ciò che gli uomini sono ormai in grado di fare. Questa è la sola conclusione generale che Arendt si sia mai permessa di trarre: la generalità del collasso, la generalità del cambiamento che ha travolto tutto ciò che la nostra lunga tradizione di pensiero ha sempre considerato sacrosanto". Così Jerome Kohn, curatore del volume, commenta gli interventi contenuti in Responsabilità e giudizio, nove tra saggi, appunti, riflessioni ad alta voce e discorsi pubblici nei quali la Arendt intenta un vero e proprio processo alla parola "coscienza", bersagliandola di domande che, pur seppellite nel nostro passato, continuano ad assillare lo spirito.
22,00 20,90

Le origini del totalitarismo

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2009

pagine: LXXXII-710

"Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.
35,00 33,25

Sulla rivoluzione

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2009

pagine: LXXVIII-340

Nell'opera di Hannah Arendt, "Sulla rivoluzione" occupa una posizione centrale, insieme riflessione teorica ed esperienza morale della sua piena maturità. In questo libro, confluiscono i motivi fondamentali della sua ricerca e appare in tutto il suo significato l'idea alla quale è rimasta fedele tutta la vita, secondo cui la sola ragion d'essere della politica è la libertà, e suo compito è produrre situazioni che ne allarghino gli spazi, cioè produrre istituzioni e corpi politici "che garantiscano lo spazio entro cui la libertà può manifestarsi"; la politica fallisce invece allorquando per scelta o costrizione sia portata a deviare da questa strada. Di qui il giudizio sul sostanziale fallimento delle due rivoluzioni francese e russa e sulla sostanziale riuscita della rivoluzione americana, la prima delle rivoluzioni moderne. Il senso profondo del libro sta nella coraggiosa rivendicazione dell'autonomia della politica (e, in polemica con Marx, del primato del pensiero), nel suo martellante richiamo alla responsabilizzazione individuale e alla socializzazione, ma istituzionalizzata, del potere, spinta fin quasi a toccare i confini di un antistatalismo libertario, nella perseveranza a individuare e combattere il mito ricorrente della violenza, la cui inevitabile conclusione è stata ogni volta il terrore, la deviazione e la fine della rivoluzione, la disfatta in primo luogo degli ideali in nome dei quali era stata iniziata.
28,00 26,60

Che cos'è la politica?

Hannah Arendt

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2006

pagine: 191

Nel 1955 venne proposto ad Hannah Arendt di scrivere una "Introduzione alla politica". Il progetto concordato in quell'occasione non vide mai la luce, ma i manoscritti redatti dalla Arendt in previsione della pubblicazione sono stati ordinati e commentati da Ursula Ludz che li ha raccolti in questo volume. I brani forniscono indicazioni sulla filosofia politica, sulla visione del mondo, sull'autonomia del pensiero di Hanna Arendt.
21,00 19,95

Lettere 1925-1975 e altre testimonianze

Hannah Arendt, Martin Heidegger

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2007

pagine: 315

"Quando la bufera sibila intorno alla baita - scrive Heidegger nel 1925 trascorro una pausa di tranquillità sognando l'immagine di una fanciulla che con l'impermeabile, il cappello calcato fin sopra i grandi occhi quieti, entrò per la prima volta nel mio studio e, timida e riservata, diede una breve risposta a tutte le domande, e solo allora capisco che la vita è storia". Timida e ingenua, emblema della purezza, simile a una dea greca o a una santa: così viene dipinta la studentessa Hannah Arendt dal suo autorevole professore nelle prime lettere di questo epistolario. Esse segnano l'inizio di un intenso legame affettivo, che, pur in forme molto diverse nel tempo, lega per tutta la vita due dei più importanti pensatori del Novecento. Il carteggio, in questa edizione integrale, scandisce in tre tappe la storia di questo legame: dalle lettere della relazione tra il maestro e l'allieva, il vedersi, fino alla pacata amicizia dell'autunno della loro vita, passando per il momento più difficile, il ri-vedersi, la Arendt torna in Germania molti anni dopo aver abbandonato il suo amore senza prospettive e il suo paese preda del nazismo. La ricchezza di queste lettere trascende la dimensione personale: tra le maglie della conversazione quotidiana traspare la profondità della riflessione sul mondo dei due autori. Essa si intreccia con il loro amore fino a dar vita a una sovrapposizione particolarmente suggestiva tra il piano dei sentimenti e quello del pensiero filosofico.
24,00 22,80
Sulla violenza

Sulla violenza

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Guanda

anno edizione: 2023

pagine: 144

«Chiunque abbia avuto occasione di riflettere sulla storia e sulla politica» osserva Hannah Arendt «non può non essere consapevole dell'enorme ruolo che la violenza ha sempre svolto negli affari umani.» In questo breve, densissimo saggio la Arendt dà ragione della sua affermazione ripercorrendo i fatti storici degli anni Sessanta sullo sfondo di tutto il Ventesimo secolo. In una lucida, penetrante (e ancora attualissima) radiografia del fenomeno, cui tuttavia non mancano il tono e la vibrazione dell'autentica passione politica, l'autrice tocca temi quali il rapporto fra violenza, potere, forza e autorità, la «razionalità» della violenza, le sue cause, le sue origini, le differenze tra violenza collettiva e violenza individuale.
18,00
La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2023

pagine: 368

Otto Adolf Eichmann, uno dei comandanti delle SS responsabili dell’organizzazione della cosiddetta “soluzione finale”, fu processato nel 1961 a Gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. Hannah Arendt assistette al processo come inviata del “New Yorker” e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il suo resoconto, spiega Ezio Mauro nella sua prefazione, è “il tentativo di recuperare una misura umana di razionalità che consenta di mandare avanti il mondo dopo Auschwitz”: è un’esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un’analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianità ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell’orrore. Questo tipo di indagine diventa necessaria poiché “quel che si vede e quel che si sente non riescono a restituire la portata dell’accaduto che resiste al diritto, alla giustizia, alla pietà, dunque alla comprensione”. Sprovvisto di qualsiasi tipo di eccezionalità, concentrato sulla corretta esecuzione del compito assegnatogli, Eichmann è l’incarnazione “banale” del Male, che per questo risulta tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai del nostro tempo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. Prefazione di Ezio Mauro.
13,00
Che cos'è l'autorità?

Che cos'è l'autorità?

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Garzanti

anno edizione: 2023

pagine: 96

Il principio di autorità, che ha fatto grande Roma e il suo impero e che il cristianesimo ha trasmesso all'Occidente, ha conosciuto una crisi irreversibile a partire dall'età moderna. Nessuna rivoluzione ha saputo rifondarlo su nuovi presupposti, mentre i regimi totalitari del Novecento hanno avvalorato pericolose confusioni tra autorità e autoritarismo illiberale. L'autorità, sostiene Hannah Arendt in questo saggio scritto nel 1954, precede il potere e lo legittima: essa non si fonda né sulla forza né sulla persuasione, ma sul riconoscimento e il rispetto indiscusso da parte della comunità. Con impareggiabile rigore, la grande pensatrice tedesca indaga le origini, gli sviluppi e il tramonto di una delle idee centrali della teoria politica oltre che di uno dei fondamenti della convivenza civile, un percorso destinato a sfociare nella «perdita della solidità del mondo», ovvero nella nascita di quella che molti anni dopo Zygmunt Bauman chiamerà la «società liquida».
5,90
L'umanità in tempi bui. Lessing, Luxemburg, Giovanni XXIII, Jaspers, Blixen, Broch, Benjamin, Brecht, Gurian, Jarrell

L'umanità in tempi bui. Lessing, Luxemburg, Giovanni XXIII, Jaspers, Blixen, Broch, Benjamin, Brecht, Gurian, Jarrell

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2023

pagine: 296

“Anche nei tempi più bui abbiamo il diritto di aspettarci un po’ di luce.” In questi saggi, Hannah Arendt ripercorre le esistenze di dieci intellettuali che hanno conosciuto le tenebre del proprio secolo. Queste personalità illuminate hanno vissuto gli orrori ricorsivi dei “tempi bui”, tentando di contrastarli. Per quanto diversi tra loro, Karl Jaspers, Rosa Luxemburg, Bertolt Brecht, Papa Giovanni XXIII, Walter Benjamin e tutti gli altri protagonisti del volume sono accomunati dall’aver combattuto in prima linea, non cedendo mai alla tentazione delle retrovie o di una ritirata nelle scorciatoie del disimpegno. Ogni ritratto è un esercizio di biografia filosofica, un elogio della pluralità e di chi ne è stato portatore.
22,00
Che cos'è la libertà?

Che cos'è la libertà?

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Garzanti

anno edizione: 2022

pagine: 96

L'esperienza dei totalitarismi del Novecento ha alimentato la convinzione che la libertà cominci dove finisce la politica. Contro questo comune sentire e contro l'idea di molta tradizione filosofica che la libertà sia una condizione interiore, uno spazio intimo in cui gli uomini possono eludere la coercizione esterna e sentirsi liberi anche se sono schiavi, prende posizione Hannah Arendt. La libertà non è un attributo della volontà, ma del fare e dell'agire. L'uomo sperimenta l'essere libero come realtà concreta della sua vita nel mondo, nello spazio pubblico e nel rapporto con gli altri uomini. Per essere libero l'uomo non solo deve essersi liberato dalle necessità materiali ma deve anche potersi inserire attivamente in una comunità di cittadini. Perché, come ci ricorda con rigore e passione la grande pensatrice tedesca in questo breve saggio che è un elogio delle virtù della politeia, «la libertà è la ragion d'essere della politica».
5,90
Noi rifugiati

Noi rifugiati

Hannah Arendt

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2022

pagine: 112

Viene pubblicato qui, in una nuova edizione italiana che ne restituisce tutto il suo carattere dirompente, il celebre saggio "Noi rifugiati". Hannah Arendt lo scrisse di getto nel 1943, a due anni dal suo arrivo a New York. Testimonianza esistenziale di un'apolide d'eccezione, ma anche primo manifesto politico sulla migrazione, è una lettura indispensabile per orientarsi nello scenario politico attuale, dove è andata aumentando la massa di coloro che, presi tra le frontiere nazionali, vengono considerati corpi estranei, rifiuti ingombranti. Che ne è dell'accoglienza? E della partecipazione al mondo comune? Ricostruisce la lezione di Arendt, e riflette sui diritti umani dei rifugiati, il saggio conclusivo di Donatella Di Cesare. Gli Stati nazionali continuano a discriminare e respingere, mentre si moltiplicano i campi di internamento e le zone di transito a cui, nelle periferie dell'ordine mondiale, sono consegnati gli esseri umani ritenuti «superflui».
12,00
Sul Secondo sesso di Simone de Beauvoir

Sul Secondo sesso di Simone de Beauvoir

Hannah Arendt

Libro: Copertina morbida

editore: Farinaeditore

anno edizione: 2022

pagine: 40

«Caro signor Cole, la ringrazio per la sua gentilezza nell'avermi mandato il Secondo sesso di Simone de Beauvoir e sono sinceramente dispiaciuta per il fatto che la mia risposta la metterà di cattivo umore. La verità è che il libro non mi è piaciuto, ma penso che avrà un considerevole successo.» Nella seconda metà degli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta lo scandalo de Le deuxième sexe aveva raggiunto una dimensione planetaria. Nel 1952 Hannah Arendt dovette temere il confronto con questo fiume in piena: non volle apparire troppo conservatrice contestando o - viceversa - troppo europea e liberale approvando. Scelse la formula di un rumoroso silenzio, ancora perfettamente udibile entro le righe lapidarie di questa scarna lettera dattiloscritta.
5,00

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