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Libri di Giovanni Kezich

Ulisse non è lui. La grande sciarada di Omero alle origini della coscienza

Giovanni Kezich

Libro: Copertina rigida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2021

pagine: 416

Fatta passare per millenni come una storia meravigliosa e travagliata, a tratti cruenta ma destinata a buon fine, l'Odissea spiazza da subito il lettore con il suo incedere altalenante e il suo scarso equilibrio, visto che le peripezie di Ulisse tra maghe e ciclopi, sirene e mostri marini, che tanto hanno affascinato i lettori di ogni epoca, impegnano a malapena un sesto di un poema che è dedicato piuttosto, nella sua parte preponderante, ai preparativi di un massacro tremendo e immotivato, quello dei cosiddetti «proci», i pretendenti di Penelope: una strage che, a dispetto di tante fantasmagorie di facciata, costituisce il vero obiettivo della narrazione. Eppure, alcune vistose incongruenze dovrebbero mettere subito in allarme: qual è lo scopo dell'inspiegabile viaggio di Telemaco, rischioso e apparentemente inutile, che apre il poema? E perché Ulisse, atteso da dieci anni, si ripresenta a Itaca in sincronia perfetta con il viaggio del figlio, e per giunta da solo, pur essendo partito con un gran seguito di navi e di compagni? E come è possibile che egli non venga riconosciuto subito da un servo fedele, da sua moglie e da suo padre? A partire da queste domande, Giovanni Kezich scopre nel poema una trama nascosta che ci porta lontano dalle rassicuranti convenzioni della poesia eroica e ci introduce in un ambito enigmatico come quello di un giallo, una sciarada elusiva e tendenziosa che cerca di occultare una certa verità raccontandocene un'altra: come se il vero obiettivo dell'Odissea non fosse il glorificarsi delle gesta del suo protagonista, ma l'addolcire con le arti della poesia il rimorso per la strage di raggelante brutalità che, a dieci anni dalla caduta di Troia, si è consumata in un'isola remota lasciata a se stessa, dove il re non era mai tornato. Forte di un'intuizione folgorante maturata a contatto con il testo di Omero, "Ulisse non è lui" non è la semplice enunciazione di uno scoop interpretativo, ma una rilettura approfondita, illuminante e fascinosa del poema più letto e più amato della storia: una scommessa, ambiziosa e coltissima, che punta a riconsiderare daccapo l'Odissea come un documento antropologico, che può forse raccontarci, dell'antica civiltà greca come di noi stessi, molto più di quello che sinora abbiamo saputo capire.
22,00

Carnevale. La festa del mondo

Giovanni Kezich

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2021

pagine: 232

Caposaldo imprescindibile del nostro calendario, il carnevale sembra voler sfuggire ancor oggi a ogni tentativo di spiegazione. Eppure, i riti mascherati si collegano fin dalla notte dei tempi al ciclico ritorno degli antenati che alla vigilia del nuovo anno, sotto forme bizzarre, inquietanti, sfarzose, portano ai vivi un augurio di prosperità. Con l'avvento del cristianesimo questi personaggi ancestrali vengono scacciati dalla cittadella sacra del capodanno e prendono la via dell'esilio, rifugiandosi là dove non recano disturbo ai fasti della religione ufficiale. Così, segregata in un ghetto del calendario, la mascherata, da rito che era, si trasforma in farsa, in un tripudio di gola e di licenziosità legittimato quale necessaria antifona dell'espiazione quaresimale imminente. Forte di questo salvacondotto chiesastico, carnevale diviene il protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà tutta la parabola, per prendere il piroscafo alla conquista dell'America e proseguire il suo incedere sulla scena del mondo.
12,00

Carnevale. La festa del mondo

Giovanni Kezich

Libro: Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 216

L'origine dei riti mascherati si perde nella notte dei tempi. Corrisponde al ciclico ritorno degli antenati, che all'avvio del nuovo anno si manifestano ai vivi come figure bizzarre, inquietanti, sfarzose, esagerate per portare un augurio di prosperità e di fertilità. Cacciati dalla cittadella sacra di Natale ed epifania, questi personaggi ancestrali se ne sono andati a spasso per il calendario, trovando rifugio là dove non recavano disturbo. Così, in luoghi remoti del continente europeo e nelle date più impensate del semestre invernale, vediamo tornare alla ribalta gli scampanatori paurosi dei lupercali, i bianchi salterini degli ambarvali, i burleschi birboni dei saturnali... Da rito che era, nel regime religioso cristiano la mascherata si è trasformata in farsa, in un presunto tripudio di gola e licenziosità legittimato quale necessaria antifona della successiva espiazione quaresimale. Forte di questo salvacondotto, carnevale diviene il protagonista della cultura popolare della rinascenza europea, di cui seguirà le sorti, per prendere infine il piroscafo e andare a conquistare le grandi città della sponda orientale dell'America Latina e della Louisiana, dove avrà inizio il suo inarrestabile incedere sulla scena globale in atto ancora oggi.
20,00

Carnevale re d'Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d'inverno

Giovanni Kezich

Libro: Copertina rigida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2015

pagine: 543

Nel colmo dell'inverno, quando la natura riposa nella morsa del gelo, le campagne europee vengono percorse da una miriade di compagnie mascherate, chiassose, beneauguranti e buffonesche, satelliti orbitanti di quel misterioso pianeta che è il carnevale. In tutto il continente, nonostante la sua grande varietà di lingue, nazionalità e religioni, queste mascherate rivelano sorprendenti somiglianze non solo nei personaggi, nei costumi e nella forma delle azioni rituali, ma anche nella struttura della messa in scena, che vede un susseguirsi ordinato di fasi distinte, dai diavoleri d'esordio di personaggi selvatici e paurosi, alla conduzione di riti augurali composti e calibrati, fino alle comiche finali: come se comunità lontanissime, sparpagliate ai quattro angoli del continente, continuassero da secoli ad attenersi a uno stesso copione, a una medesima antica liturgia. Nove anni di ricerca hanno permesso di lanciare su questi fatti uno sguardo nuovo, e di immaginare un'Europa che, nei fondamenti della sua antica religione agraria, si può pensare ancora unita.
29,50
20,00

L'altipiano. Un posto per gli uomini

Enzo Rela, Mario Rigoni Stern, Giovanni Kezich

Libro: Copertina rigida

editore: PRIULI & VERLUCCA

anno edizione: 2005

pagine: 120

Un anno sull'Altipiano nel racconto a due voci di un fotografo e di uno scrittore. L'Altipiano per antonomasia, dai tempi di Emilio Lussu, è quello di Asiago o "dei Sette Comuni" sulle Prealpi vicentine, a ridosso del vecchio confine trentino. Lo scrittore è Mario Rigoni Stern che del suo Altipiano ha saputo fare, in una vita intera di lavoro letterario, una specie di luogo dello spirito. Il fotografo, asiaghese anche lui ma molto più giovane, è Enzo Rela, che coltiva in silenzio da più di trent'anni una propria originale poetica del bianco e nero, severa e scanzonata insieme. Con attenzione compunta, con sagacia, con spirito, Rela con la sua Leica o con una vecchia Olympus reflex va alla ricerca della magia sottile dei luoghi, del sentimento silenzioso del tempo, della segreta spontaneità di compaesani e compaesane colti alla sprovvista dall'obiettivo: alla ricerca di quel senso dell'esistere, misterioso e beffardo insieme, che è talora dato cogliere nello sguardo degli anziani. Luoghi, persone, atmosfere che sono gli stessi dei racconti di Rigoni Stern. Vi è infatti, tra le immagini di Rela e i temi cari a Rigoni Stern, una corrispondenza naturale ed evidente in un libro, un po' reportage e un po' Spoon River, che lancia uno sguardo su un mondo di montagna che appare assorto in una propria quotidianità senza tempo.
9,90

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