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Libri di Gianni Scipione Rossi

L'America di Margherita Sarfatti. L'ultima illusione

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2021

pagine: 88

Nella primavera del 1934 Margherita Sarfatti (1880-1961) compie un lungo viaggio nel Nord America. Vuole immergersi nella nazione «più grande del vero», farsene un'idea personale al di là degli stereotipi, Accolta come una "regina senza corona" tiene conferenze, parla alla radio, cerca di spiegare il fascismo agli americani e, soprattutto, al presidente Roosevelt, che la riceve alla Casa Bianca. Al ritorno si illude di convincere Mussolini della necessità di stringere rapporti con Washington, nel nome di una comune civiltà, piuttosto che con la Berlino di Hitler. Ma per il dittatore l'America «non conta niente», Alla raffinata intellettuale veneziana non resta che un'ultima carta: affidare nel 1937 il suo testamento politico e culturale a "L'America, ricerca della felicità", un saggio in cui luci e ombre si alternano, nel quadro di un complessivo innamoramento per gli Stati Uniti. Pochi mesi dopo - in piena campagna antisemita - il libro viene ritirato dal commercio. La donna che aveva creato il mito del Dux sceglie l'esilio.
14,00

Attilio Tamaro: il diario di un italiano (1911-1949)

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2021

pagine: 1070

Triestino di origine istriana, giornalista, storico, diplomatico, Attilio Tamaro (1884 -1956) è stato uno dei massimi protagonisti dell'irredentismo giuliano. Autore prolifico di saggi storici e politici, ha lasciato inedito il suo diario privato, che si sviluppa dalla Trieste austroungarica del 1911 alla guerra vinta, attraversa il fascismo per superare la fine del regime e affacciarsi nella guerra civile e nella ricostruzione. Un grande e intenso affresco - privo di filtri - su quasi quarant'anni di storia italiana ed europea. Di cultura nazional-patriottica, monarchico, volontario nella Grande Guerra, teorico del nazionalismo, aderì al fascismo nel 1922. Contrario all'antisemitismo, fu espulso dal Pnf nel 1943, non aderì alla Rsi e da neo-irredentista tornò a difendere l'italianità di Trieste e delle terre adriatiche. Nel diario le sue analisi, i retroscena politici e gli incontri con centinaia di persone, da Giolitti a Salandra, da D'Annunzio a Mussolini, da Grandi a Federzoni, da Balbo a Bottai. E ancora, intellettuali, politici e diplomatici incrociati nel suo peregrinare tra Trieste, Roma, i Balcani, Vienna, Parigi, Londra, Fiume, Amburgo, Helsinki, Mosca, Leningrado e Berna. Il diario è introdotto da una biografia basata sullo scandaglio di documenti e carteggi, presenti in diversi fondi archivistici. Ne emerge la complessa e tormentata personalità di un uomo di grande cultura, capace di dialogare a tutto campo. Margherita Sarfatti così gli dedica il suo Dux: «Ad Attilio Tamaro, italianissimo figlio di Trieste, nel nome di Trieste, madre della mia madre, offre con amicizia». «Ho letto - scrive Tamaro a Umberto Saba - le tre poesie con eguale piacere: mirabile mi sembra La preghiera dell'angelo custode dove l'episodio è ricordato con arte purissima ed è poi elevato a una vasta significazione. Attendo vivamente l'annunciato volume di poesia». Tamaro è in relazione con tutti i protagonisti dell'irredentismo triestino, istriano e dalmatico, in particolare Camillo Ara, Mario Alberti, Giorgio Pitacco, Salvatore Segré Sartorio, Fulvio Suvich, Francesco Salata. Intensi i suoi rapporti con Eugenio Balzan, Camillo Castiglioni, Francesco Coppola, Mario Missiroli, Giuseppe Volpi di Misurata. Feroci le sue critiche a Galeazzo Ciano «satrapo orientale» - e a Mussolini che, dopo averlo ammirato, quando nasce la Rsi definisce «il farneticante di lassù». Nella biografia emerge anche la figura del figlio di Tamaro, Tullio, che nel 1942 entra nel Pci clandestino milanese e con Emilio Sereni rappresenterà il partito nel Cln regionale lombardo.
49,00

Cronache del virus. Diario della decrescita infelice

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: EFG

anno edizione: 2020

pagine: 124

«Questo libriccino nasce per caso. È figlio della clausura. E di Facebook, la piazza virtuale che malamente sostituisce le piazze reali. Costretto all'isolamento, via via più stringente, ho cercato di fissare in qualche modo pensieri, sensazioni, riflessioni. Che stanno lì, nella bolla del web. E lì potevano finire. Disperdersi. Insieme al ricordo di una stagione triste, che ci ha colpiti singolarmente e collettivamente come non avremmo potuto immaginare. Anzi, all'inizio, senza capire che cosa sarebbe successo. Non avevamo gli strumenti di conoscenza, di valutazione. Con molto ritardo, mentre brindavamo al 2020, sono arrivate le prime notizie di un virus che circolava in Cina, a Wuhan, una "cittadina" con 11 milioni di abitanti. "Polmoniti anomale", si disse. Solo il 12 gennaio le autorità cinesi condivisero la sequenza genetica. Solo il 21 gennaio fecero sapere al mondo che il virus si trasmetteva da uomo a uomo. Il 29 gennaio due turisti cinesi vengono ricoverati allo Spallanzani di Roma. Poi guariranno...»
10,00

Lo «squalo» e le leggi razziali. Vita spericolata di Camillo Castiglioni

Gianni Scipione Rossi

Libro

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2017

Una vita spericolata, che sembra un romanzo, quella del triestino Camillo Castiglioni (1879-1957), che da Vienna riuscì a edificare un impero industriale e finanziario tra i più rilevanti della sua epoca. Amico di Ferdinand Porsche ed Ernst Heinkel, porta al successo la Austro-Daimler e la Bmw, mentre costruisce aerei e dirigibili. Proprietario di banche, acciaierie, giornali, aziende elettriche, con la Comit di Giuseppe Toeplitz e la Fiat di Giovanni Agnelli partecipa all'espansione economica italiana nell'Europa centrale e balcanica dopo la grande guerra. Collezionista d'arte e mecenate, collabora con la diplomazia italiana e aderisce al fascismo ma, nonostante si appelli al duce, non ottiene la "discriminazione" dalle leggi antiebraiche né riesce a riparare negli Stati Uniti. Tra cadute e rinascite, lo "squalo" - sospettato di aver riciclato in Svizzera fondi neri di Mussolini e Ciano - s'inventa sempre nuove imprese. Fino a ingaggiare un epico duello legale con il maresciallo Tito. Attraverso una vita la complessità del novecento.
14,00

Cesira e Benito. Storia segreta della governante di Mussolini

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2007

pagine: 156

La governante Cesira Carocci (Gubbio, 1884-1963) è l'unica donna, a parte la moglie Rachele, che abbia vissuto in casa di Mussolini, dal 1923 al 1934. Al contrario di altri collaboratori - dal commesso Navarra all'autista Boratto non ha mai rivelato segreti, né lasciato memoriali. Tra le "donne del duce" è forse la più misteriosa. Raccomandata da Margherita Sarfatti, ribattezzata da D'Annunzio "Suor Salutevole", diventò col tempo interfaccia tra la "società civile" e il dittatore. Confidente, infermiera, "segretaria", entrò in conflitto con donna Rachele. La moglie del duce riteneva che ne coprisse i tradimenti e che lei stessa fosse una delle tante amanti. Nonostante la simpatia della sorella del duce, Edvige - provata da una lettera privata inedita - alla fine fu licenziata.
10,00

Mussolini e il diplomatico. La vita e i diari di Serafino Mazzolini, un monarchico a Salò

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2005

pagine: 566

Giornalista, vicedirettore dei servizi parlamentari della Rai, Rossi raccoglie in questo volume i diari di un insigne protagonista della Repubblica di Salò, il sottosegretario agli Esteri Serafino Mazzolini. Tenuti finora nascosti perfino dal fratello, che si trovò a combattere la medesima guerra su opposte barricate, i diari sono la testimonianza dell'amarezza di assistere impotente, dopo l'8 settembre, a quella che lo stesso Mazzolini definì "agonia della Patria".
26,00

Storia di Alice. La Giovanna d'Arco di Mussolini

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2010

pagine: 198

Claretta Petacci la temeva e la considerava una "vipera". Per il diplomatico Attilio Tamaro era bella, intelligente e allegra. Per Gabriele d'Annunzio era la romantica Alis. Alice de Fonseca, protagonista di questa storia con il marito Francesco Pallottelli e il figlio Virgilio, è tra le meno conosciute "donne del Duce". Fiorentina di nascita, marchigiana d'adozione, perfettamente bilingue grazie a una nonna inglese, ha attraversato la prima metà del Novecento nel segno della passione patriottica e politica. Con il marito impresario musicale fa la spola tra Londra, Parigi e gli Stati Uniti, dove con il sostegno di Mussolini - diventa infaticabile "ambasciatrice" della nuova Italia fascista. Alice conosce il Duce a Londra, alla fine del 1922. Il legame dura fino al 1945, quando insieme alla famiglia, sfollata sul lago di Como, vive il definitivo tramonto del dittatore. Il marito Francesco sarà Podestà "repubblichino" della nativa Fabriano. Il figlio Virgilio, assegnato al Quartier Generale con incarichi speciali, viene arrestato con i gerarchi a Dongo. Mussolini s'illude che lui o la madre possano essere i punti di riferimento per un eventuale contatto con Churchill. Osservando controluce la saga familiare di Alice si vedono in filigrana l'Italia e gli italiani del Novecento, con i loro sogni, le loro delusioni, le vittorie e le tragedie.
15,00

Il razzista totalitario. Evola e la leggenda dell'antisemitismo spirituale

Gianni Scipione Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2006

pagine: 126

A più di trent'anni dalla morte, Julius Evola è ancora un punto di riferimento ideologico per il mondo della destra radicale. Resistono il suo mito di filosofo anti-moderno e la leggenda di un suo razzismo innocuo perché "spirituale". Ma ha un senso distinguere il razzismo "spirituale" dal razzismo biologico? Fornire al razzismo/antisemitismo motivazioni "spirituali" modifica la sostanza del pregiudizio? Le teorie di Julius Evola sono realmente solo "spirituali" oppure sono soltanto un tentativo non riuscito di edulcorare la sostanza del razzismo/antisemitismo? Per Evola non si può parlare di una "parentesi" razzista, ma di un razzismo radicale e persistente che il pensatore tradizionalista mette al servizio della svolta mussoliniana, anche a costo di adattarne i contenuti alle esigenze politiche del fascismo, senza mai criticare le leggi razziali, se non perché applicate in modo troppo moderato a causa delle "discriminazioni". L'evoliana "razza dello spirito" non sfugge al determinismo biologico e anzi si risolve in un razzismo totalitario, più esigente, che differisce da quello del "Manifesto della razza" solo per la definizione di quella italiana come razza "ario-romana" piuttosto che "ario-nordica".
9,00

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