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Libri di George Steiner

I libri che non ho scritto

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 232

Dopo aver affrontato in decine di saggi, romanzi e racconti gli argomenti più diversi, George Steiner svela in altrettanti capitoli i sette libri che non ha potuto scrivere: per discrezione, perché l'argomento era per lui troppo doloroso, perché la sfida personale o intellettuale del progetto era troppo ardua... I temi di questi «libri non scritti» sfidano convenzioni e tabù: l'invidia che tormenta chi, pur dotato di talento e capacità, si trova a confronto con il genio; l'esperienza del sesso praticato in lingue diverse; l'amore per gli animali, quando supera quello per gli esseri umani. E ancora il rapporto tra l'intellettuale e l'ideologia, attraverso la figura del sinologo Joseph Needham; l'importanza dei sistemi educativi e l'opportunità di un moderno quadrivium valido per gli studenti di tutto il mondo; e naturalmente l'identità ebraica dopo la Shoà, con il costoso privilegio dell'esilio. Ad accomunare queste diverse direzioni d'indagine, che sono altrettante confessioni personali, è l'idea che nella nostra vita portiamo a compimento solo la punta dell'iceberg: dietro ogni buon libro si nasconde infatti almeno un «libro non scritto», con il quale avremmo forse potuto «sbagliare meglio».
15,00

Heidegger

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 208

«La mia attività si è sviluppata soprattutto in tre ambiti. C'è quello delle interpretazioni tragiche dell'uomo e dei suoi rapporti con lo stato, che ha la sua duplice fonte nella tragedia greca e nell'episodio emblematico della morte di Socrate. Il secondo ambito è costituito dal complesso problema della natura e dello sviluppo del linguaggio, e in particolare delle possibilità e delle costrizioni presenti nella traduzione sia all'interno della propria lingua sia fra le lingue dell'umanità. Infine, nel terzo ambito, ho cercato di analizzare i nessi tra le interpretazioni di opere artistiche, filosofiche e scientifiche da un lato, e il totalitarismo politico del XX secolo dall'altro. Porre queste domande significa ritornare, forse ossessivamente, ai rapporti tra la cultura tedesca e il nazismo, un intreccio in cui la lingua tedesca - che Goethe e Kant, ma anche Hitler hanno usato da maestri - ha giocato un ruolo determinante. In ognuno di questi tre ambiti, ho trovato Heidegger presente in modo massiccio e rivolto a un ulteriore sviluppo della riflessione.» (George Steiner)
15,00

Tolstoj o Dostoevskij

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 368

In qualunque storia del romanzo moderno, a prescindere dai metodi e dal gusto di chi la scrive, Tolstoj e Dostoevskij sono inevitabilmente destinati a occupare i capitoli centrali. Nelle loro opere si espandono e giungono a piena maturazione i caratteri maggiormente significativi della grande narrativa dell'Ottocento: il senso del drammatico della storia e dei conflitti sociali, la riflessione individuale, le passioni più pure e quelle più torbide, l'introspezione e l'analisi minuziosa e profonda dell'animo umano. In «Tolstoj o Dostoevskij» Steiner pone a confronto i due maestri, riconoscendo nelle loro opere le massime espressioni della scuola russa, e il momento in cui essa si solleva con più decisione al di sopra delle altre esperienze europee.
16,00

La morte della tragedia

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 336

Tutti gli uomini vivono vicende tragiche e cercano di rappresentarle alla propria coscienza. Eppure, la tragedia è un genere letterario che appartiene solo all'Occidente, da Eschilo a Shakespeare a Racine, perché si fonda sull'idea - che è solo greca, e dunque occidentale - del fato. La modernità, tuttavia, sembra averne smarrito il senso: "la voce tragica tace o ci giunge indistinta". In questo fondamentale saggio, vera rassegna del linguaggio e degli stili tragici di tutta la storia letteraria, Steiner indaga le ragioni linguistiche, culturali e antropologiche, di questo epocale smarrimento, che riguarda i territori della nostra coscienza prima ancora che quelli delle lettere.
15,00

Una certa idea di Europa

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2021

pagine: 89

Per George Steiner l'Europa è i suoi caffè, dove si conversa, si discute, si scrive; le sue vie e le sue piazze intitolate a poeti, artisti, scienziati; il suo paesaggio modellato da mani e piedi d'uomo: un «luogo di memorie» dove convivono l'eredità di Atene e quella di Gerusalemme. In questo saggio l'intellettuale che meglio incarna lo spirito dell'umanesimo moderno mette a fuoco l'identità di un continente che della diversità culturale ha fatto il tratto distintivo. E si interroga su come proteggere questo patrimonio di bellezza e umanità dal risorgere di antiche minacce - l'odio etnico, lo sciovinismo nazionalista, i regionalismi sfrenati - e da un nuovo incombente pericolo: l'omologazione culturale frutto della globalizzazione. Prefazione di Rob Riemen.
4,90

Errata. Una vita sotto esame

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2020

pagine: 224

In "Errata", Steiner traccia la propria autobiografia intellettuale, articolandola per grandi incontri ed episodi significativi. È un percorso ormai raro, se non unico, di studioso che si confronta con i grandi temi del dibattito attuale: il rapporto che intercorre tra cultura e democrazia, gli scopi dell'università e in generale dell'istruzione, la ricerca delle radici del linguaggio e del significato, il senso della dolorosa sopravvivenza degli ebrei, il significato - oggi - di parole come arte, cultura, scienza, ragione, ateismo, religione.
13,00

Dopo Babele. Aspetti del linguaggio e della traduzione

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 613

"Dopo Babele" è ormai diventato un classico. Il saggio di George Steiner ha aperto la strada a un nuovo campo di discussione: ha costituito infatti il primo tentativo particolareggiato di situare la traduzione al cuore della comunicazione umana, e di esaminare come le costrizioni alle quali è sottoposta la traducibilità tra le lingue diverse richieda un'indagine filosofica sulla consapevolezza e sul significato del significare. Steiner constata che la traduzione è formalmente e praticamente implicita in ogni atto della comunicazione: "capire" significa sempre "decifrare", anche quando la comunicazione avviene all'interno della stessa lingua.
16,50

Nessuna passione spenta. Saggi (1978-1996)

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2020

pagine: 368

Le più recenti scuole critiche e filosofiche sembrano aver incrinato i rapporti tra le parole e il loro significato: il testo diventa oggetto di infinite possibilità di interpretazione e appropriazione, tutte ugualmente legittime. L'elettronica e la cultura di massa stanno trasformando la produzione, la diffusione e la conservazione dei segni. In questa situazione, come può sopravvivere il libro, che ha plasmato così in profondità la nostra cultura? Quali sono le implicazioni dell'atto della lettura che rischiamo inconsapevolmente di perdere? Partendo da queste domande George Steiner indaga lo statuto del libro ed esplora l'enigma della rivelazione attraverso il linguaggio, che è il fondamento del giudaismo e del suo tragico destino. In questi saggi, qui raccolti con un titolo che ribalta l'ultimo verso del Samson Agonistes di Milton, «Ogni passione spenta», la riflessione tocca anche Shakespeare e Kafka, la negatività della tragedia assoluta e la peculiarità della cultura americana, la storicità dei sogni e il problema della traduzione e della traducibilità. Steiner si spinge fino a interrogare i lasciti della testualità classica ed ebraica: proprio nell'interazione dei due mondi spirituali di Atene e Gerusalemme si è plasmata l'identità occidentale, forgiando la nostra condizione morale e intellettuale. Le figure di Socrate e Cristo, con le loro analogie e i loro contrasti, gli offrono dunque una preziosa chiave per affrontare problemi che trascendono la letteratura e l'arte, e ci aiutano a identificare le fonti vitali della cultura europea e, all'interno di essa, i semi della sua distruzione.
16,00

I libri hanno bisogno di noi

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2020

pagine: 96

In un periodo di profonda trasformazione del libro e dell'editoria, una delle voci più autorevoli del pensiero occidentale contemporaneo riflette con intelligenza sull'importanza della lettura e della scrittura. Passando da Dante a Tolstoj, da Socrate a Shakespeare, George Steiner ci racconta lo straordinario potere della letteratura sulle nostre vite e la sua capacità di suscitare in ciascuno reazioni diverse e vitali. E proprio per continuare a rendere possibile questo scambio intimo e necessario che, suggerisce Steiner, i libri hanno bisogno di noi: della nostra attenzione, della nostra cura e della nostra passione perché siano scritti, letti e protetti da ogni tipo di rogo e di censura.
4,90

Nel castello di Barbablù. Note per la ridefinizione della cultura. Conferenze in memoria di T.S. Eliot

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 125

Il nostro rapporto con la verità è quello della ricerca. Seguendo la folgorante metafora di George Steiner, ci sentiamo costretti ad aprire, una dopo l'altra, tutte le porte del Castello di Barbablù: lo facciamo perché ce le troviamo di fronte, e perché ognuna di esse conduce alla successiva. Lasciare chiusa una di quelle porte significherebbe tradire l'atteggiamento indagatore, avido di sapere, che contraddistingue la nostra specie. Questa convinzione è profondamente radicata nel carattere occidentale, almeno dai tempi di Atene: la mente umana deve procedere incessantemente nella sua ricerca, lungo un progresso in sé naturale e meritorio. Tuttavia questo atteggiamento, che sta al cuore della nostra idea di cultura e della nostra civiltà, attraversa da tempo una crisi profonda, segnato dal tramonto dell'ottimismo illuminista (malgrado i successi innegabili di scienza e tecnologia), dai genocidi dell'ultimo secolo di storia, ma anche dalle minacce dell'inquinamento. "Nel castello di Barbablù" coglie con profetica lucidità le ragioni di questa crisi, e ci aiuta a capire le nostre prospettive nell'epoca della "post-cultura".
12,00

La poesia del pensiero. Dall'ellenismo a Paul Celan

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 259

George Steiner ripercorrere in queste pagine l'intera storia della filosofia focalizzando l'attenzione sul rapporto tra il pensiero e il linguaggio, ovvero tra la filosofia e la poesia. È un viaggio che risale fino ai frammenti presocratici e ai dialoghi di Platone, che bandiva i poeti dalla sua città ideale, governata dai filosofi. Ma ci fa avvicinare Lucrezio e Dante, Leonardo e Giordano Bruno, Galileo e Cartesio, e naturalmente Wittgenstein... A segnare i punti culminanti della riflessione, due incontri: quello tra Hegel e Hölderlin e quello tra Martin Heidegger e Paul Celan. "La poesia del pensiero" è una sintesi straordinariamente ricca di implicazioni. Perché ogni atto filosofico passa necessariamente attraverso il linguaggio, ed è dunque sottoposto a due tensioni: da un lato aspira alla trasparenza e alla verificabilità della matematica, dall'altro a intuizioni che sembrano precedere il linguaggio, alla inesauribile ricchezza di significati della musica. E questa continua tensione modula il linguaggio di tutti noi: la nostra capacità di costruire e comprendere le metafore, ma anche la struttura grammaticale e sintattica delle nostre frasi, la loro ricchezza lessicale. Perché quello di Steiner è un atto di fede nella parola come produttrice di senso, che si apre però - in un profetico finale - alla possibilità di una filosofia "post-linguistica o post-testuale", dove "il senso può essere danzato".
15,00

Vere presenze

George Steiner

Libro: Copertina morbida

editore: Garzanti

anno edizione: 2019

pagine: 224

Viviamo oggi in quella che George Steiner chiama «l'era dell'epilogo»: l'arte non ha più un senso, e a contare non sono le intenzioni del creatore ma solo le infinite - e apparentemente tutte valide - interpretazioni possibili di un'opera. Eppure l'autore afferma con orgoglio che esiste un accordo, una corrispondenza tra la parola e il mondo, tra le strutture del linguaggio umano e l'esperienza estetica, e che ogni comprensione coerente di cosa sia e di come funzioni la lingua è garantita, in ultima analisi, dalla presenza di Dio. Alimentando i suoi esempi con riflessioni tratte dalla letteratura, dalla musica e dalla pittura, il critico ci invita così a scommettere di nuovo sul significato, persino sullo scandalo, della trascendenza, perché solo recuperando questa dimensione superiore saremo nuovamente in grado di godere e di cogliere fino in fondo la necessità dell'arte.
13,00

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