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Libri di Enrico Testa

L'erba di nessuno

L'erba di nessuno

Enrico Testa

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2023

pagine: 152

Enrico Testa è sicuramente fra gli autori piú rilevanti nella poesia italiana contemporanea. La sua visione del mondo è tragica ma lontana dal nichilismo: nelle immagini e nelle voci (dei vivi, dei morti, degli animali), nei silenzi e nelle reticenze che filtrano dai suoi versi emergono, infatti, realtà piccole e fragili, da cui emana «un tiepido soffio». La vita si insinua negli interstizi con la sua veste piú dimessa e in una consistenza assai simile al nulla, ma non è il nulla. Il nulla, anzi, un nulla avvelenato è nella rumorosa vanagloria, nella retorica, nella soddisfatta insolenza di chi vanta la propria presenza nel mondo. Al centro di questo nuovo libro stanno le erbe di nessuno, erbe che raccontano «una vita plebea», spesso in ambienti ostili, e che finiscono, come il taràssaco (già amato da Emily Dickinson), in un soffio nel vento. Una poesia dominata dall'ombra e dall'«eco sfuggente delle cose». Impreziosita da alcune versioni da Quevedo, Larkin e altri grandi autori: poesie in cui Testa si identifica totalmente tanto da farle sue nella forma e nel senso profondo.
12,50
Cairn

Cairn

Enrico Testa

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2018

pagine: 125

Cairn è una parola di origine gaelica che significa «mucchio di pietre» in due diverse accezioni: da una parte mucchi di pietre come monumenti sepolcrali preistorici, arcaiche tombe; dall'altra, in epoca moderna, i segnavia sui tragitti montani per indicare la prosecuzione di un sentiero. Sono due immagini simboliche che stanno entrambe molto a cuore a Testa. La prima per il rapporto con i morti, centrale da sempre nelle sue poesie, il dialogo da pari a pari con gli scomparsi, la consapevolezza di essere fatti della stessa pasta. La seconda immagine, quella del segnavia, è legata alla ricerca di una strada che contrasti lo smarrimento esistenziale. Ma i due simboli sono anche intrecciati, perché i morti possono dare indicazioni di percorso, o perlomeno a loro si vorrebbe chiederle. Tra le nuove tonalità, quella dell'invettiva che Testa adotta per la prima volta in alcune poesie di questo libro: invettiva contro un certo tipo di politici e onnipresenti figure del conformismo. Il poeta dai versi sommessi questa volta ha perso la pazienza. E per riconquistarla non gli è rimasto che muoversi in tempi e spazi remoti: dentro e fuori di sé.
11,00
L'italiano nascosto. Una storia linguistica e culturale

L'italiano nascosto. Una storia linguistica e culturale

Enrico Testa

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2014

pagine: VII-321

L'interpretazione della storia dell'italiano si è a lungo fondata sulla cesura tra lingua letteraria e dialetti: da un lato raffinati cesellatori della pagina, dall'altro una schiera di rozzi interpreti degli idiomi locali. Utilizzando studi recenti e commentando numerosi documenti, anche inediti o rari, questo libro di Enrico Testa propone una visione radicalmente diversa e prospetta l'esistenza, nel corso dei secoli, di una terza componente: un italiano di comunicazione dalla vita nascosta, privo di ambizioni estetiche ma utile a farsi capire. Uno strumento linguistico spesso trasandato che, basato su una forte stabilità di strutture e su un'identità di lunga durata, ha permesso, sotto la spinta di bisogni primari, il concreto definirsi di rapporti tra scriventi (e parlanti) di luoghi e statuti sociali diversi. A comporre questo inconsueto quadro linguistico e culturale sono convocati qui numerosi personaggi, infimi e noti: streghe e servitori, mezzadri e parroci di campagna, mercanti, dragomanni e pescivendoli, mugnai e sovrastanti, briganti e soldati, ma anche catechisti e maestri d'abaco, monache, vescovi e santi insieme a famosi letterati che, nel disbrigo delle loro faccende quotidiane, non esitano a ricorrere a una semplicità comunicativa contigua al mondo subalterno. Un'avventura o percorso nella storia della nostra lingua che consegna al lettore un panorama complesso e iridescente, folto di forme intermedie e in chiaroscuro.
22,00
Pasqua di neve

Pasqua di neve

Enrico Testa

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2008

pagine: 126

Con la sua nuova raccolta Enrico Testa sembra togliere, fin dal titolo, le ultime speranze di resurrezione. Le mitologie poetiche erette a contrastare la caduta dei legami di senso sembrano non reggere più: il culto delle radici diventa "la delusione dell'origine", il dialogo con i morti diventa "la mancata intercessione dell'ombra", il dolore della condizione umana è "finta bellezza". Resta, in questi versi, un'attesa senza conforto, una separazione radicale senza prospettive di congiungimento. Questa condizione accomuna le voci diverse che si alternano nel libro, accostandosi e confondendosi con quella del poeta. Una fraternità di fantasmi senza illusioni di riscatto.
11,00
In controtempo

In controtempo

Enrico Testa

Libro

editore: Einaudi

anno edizione: 1997

pagine: 90

Enrico Testa ha la capacità di plasmare sentimenti in sensazioni e viceversa. In questo gioco capita che si sciolgano in lievi ritmi di madrigale o che la tensione si risolva in ironia. Enrico Testa è nato a Genova nel 1956. Ha pubblicato studi di critica letteraria ed una raccolta di poesie "Le faticose attese".
7,75
Sofocle, la solitudine di Filottete

Sofocle, la solitudine di Filottete

Enrico Testa

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2021

pagine: 184

Irti scogli, anfratti sul mare, animali dei monti allora siete voi la mia sola famiglia, e le pietraie scoscese le sole a cui possa rivolger la parola. E a voi - mia sola compagnia - dedico il mio pianto su quanto m'ha fatto il figlio di Achille. Un gramo destino, quello di Filottete. Scacciato dai compagni che assediano Troia perché disgustati dalla sua piaga immonda e inguaribile, è abbandonato su un'isola deserta, dove trascina una vita di stenti per nove anni. Quando una profezia annuncia che solo con lui e con il suo arco infallibile - dono di Eracle - si otterrà la vittoria, Ulisse e Neottolemo, figlio di Achille, arrivano sull'isola per condurlo, con le buone o con le cattive, a Troia. Da qui un dramma teso allo spasimo, che mette in scena questioni che toccano la coscienza di ognuno: l'esclusione del malato e la sua solitudine senza rimedio, il conflitto tra presunti interessi superiori e la pietà, lo scandalo assurdo della sofferenza, l'enigma della condizione umana sotto un cielo muto e imperscrutabile.
14,00
Bulgaro. Storia di una parola malfamata

Bulgaro. Storia di una parola malfamata

Enrico Testa

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 142

Maggioranza bulgara, pista bulgara, editto bulgaro... Non c'è in italiano nome di popolo che, come bulgaro, si accompagni a tante espressioni negative. E in altre lingue non poche parolacce o vocaboli malfamati hanno la loro radice nel termine che designa il paese balcanico. Giornali, web, politica, tv, opere letterarie e filosofiche, resoconti di viaggio, rari testi religiosi e antichi documenti, canzonette e film sono chiamati qui a ricostruire le vicende della parola bulgaro e dei suoi derivati, delineando un percorso sorprendente, lungo più di un millennio. Un'analisi linguistica, storica e culturale che è anche una critica al sistema degli stereotipi e di quanto appare ovvio, ma ovvio non è.
12,00
Montale

Montale

Enrico Testa

Libro

editore: Mondadori Education

anno edizione: 2016

pagine: X-158

Non un'altra opera da aggiungere ai tanti studi specialistici su Montale, ma un'introduzione al mondo del poeta, alla sua vita e alla sua scrittura. Al centro di questo libro, scandito in cinque capitoli cronologicamente disposti, è la molteplice attività di Montale: poeta ma anche narratore, intellettuale, giornalista, traduttore. Esposta in maniera accessibile ad ogni lettore, la vicenda dello scrittore genovese viene presentata attraverso la ricostruzione dell'ambiente umano e culturale in cui visse e il modo radicale con cui affrontò le questioni capitali della condizione umana (che Montale condivide con la grande letteratura del Novecento) senza trascurare l'analisi di alcuni testi ritenuti essenziali, i dati linguistici e stilistici e il rapporto con la tradizione. Interrogandosi sempre sui temi centrali dell'origine e del paesaggio e sull'eredità che Montale ha lasciato al nostro tempo.
14,70
Ablativo

Ablativo

Enrico Testa

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2013

pagine: 115

L'ablativo è un caso latino che non indica l'"io" né il possesso, non marca le attese né le esclamazioni, ma sintetizza un allontanamento, un'uscita da un luogo o da uno stato, una dislocazione, un'asportazione. Un titolo quanto mai azzeccato per la nuova raccolta di Enrico Testa, la cui poesia è fortemente "ablativa" perché parla di privazioni e sa riflettere, con sentenze lapidarie e geniali, sui temi della mancanza per eccellenza, come la morte e la vecchiaia. Già con i libri precedenti, Testa elaborava il senso della perdita in molte delle direzioni possibili, soprattutto nel segno del ricordo, del dialogo reso virtuale e sostanzialmente di una malinconica rassegnazione. Nella nuova raccolta si spinge oltre: la perdita è intrinseca alla vita e coinvolge passato, presente e futuro, perché "la litania dei casi recitata al ginnasio s'è fatta prognosi postuma dei giorni" e all'autore non resta che spartirsi il presente "nella pienezza della sua inutilità".
12,50
Le faticose attese

Le faticose attese

Enrico Testa

Libro: Copertina rigida

editore: San Marco dei Giustiniani

anno edizione: 1988

pagine: 72

15,00
Per interposta persona. Lingua e poesia nel secondo Novecento
12,91
L'allenatore di lucciole

L'allenatore di lucciole

Enrico Testa

Libro: Copertina morbida

editore: Sigismundus

anno edizione: 2012

"La prosa fugge via, la poesia resta, ci interroga come questi versi forti, densi di un'umanità che si fa domanda, rivolta, cattiveria ma anche dolcezza. Proprio come un'onda, che va e torna. E alla fine di tutto questo, mi verrebbe voglia d'essere poeta, un allenatore di versi, come Enrico è un allenatore di lucciole. Ne vedo il lieve bagliore che s'allontana, lo ritrovo qui e lo seguo, senza sapere dove mi porta. Vado a vedere quando cominciano carne e sangue. Cominciano qui e sono quello che conta." (dall'introduzione di Roberto Perrone) "Ma pareggiare è ancora essere vivi? Meglio tirare dritto, fissare negli occhi l'avversario, fargli capire che mai - nemmeno nei sogni migliori la palla si staccherà dai tuoi piedi. Fare le pulci al peggio, ribellarsi al nulla, non è retorica e nemmeno pignoleria. Solo l'ultimo passaggio, l'arte necessaria per respirare ancora. E farsi trovare, quando qualcuno là fuori cercherà chi è rimasto ancora vivo con una parola in tasca." (dalla postfazione di Patrick Fogli)
11,00

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