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Libri di Emiliano Bazzanella

La nostra vita senza la libertà

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2021

pagine: 48

In un corso al Collège de France del 1978 Michel Foucault accenna all'esistenza di un "dispositivo di sicurezza", conseguente e per certi aspetti intrecciato ai dispositivi classici fondati sulla sovranità, il diritto e la disciplina. Nello stesso tempo si sta insinuando da più di un secolo l'idea che il concetto, molto astratto a dire il vero, di libertà possa coincidere con la stessa sicurezza. Essere "sicuro" significa "essere libero", sebbene l'equazione non sia così pacifica. Che cosa significa infatti "essere sicuro"? E che implicazione può avere sulla società e sull'individuo un sistema fondato quasi esclusivamente sulla sicurezza? "Essere sicuro" potrebbe essere tradotto in latino con sine cura, cioè senza preoccupazione, angoscia, assillo, ma anche privo di quell'atteggiamento che implica un impegno attivo, un esercizio sia su di sé che sugli altri. Questo meccanismo si traduce in quei processi che forse più d'ogni altro connotano l'epoca attuale: la "delega" e la "de-responsabilizzazione", ossia l'affidamento ad altri delle proprie incombenze e dei propri rischi e lo "scarico" nei confronti della "risposta", del rendere conto di qualcosa a qualcuno.
4,90

Il feudalesimo digitale. I nuovi poteri del nostro presente/futuro

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2020

pagine: 48

La svolta digitale del capitalismo, che ormai non è più new economy ma l'unico modo effettivo di creare profitto, sembra alludere ad una svolta post-imperialista del mondo contemporaneo: ciò si traduce, in qualche modo, in un ritorno occulto di forme feudali di economia e di società. Il potere viene diffuso in centri delegati al funzionamento del meccanismo accumulativo, mentre d'altro canto la maggioranza vive in uno stato di povertà crescente e di asservimento. Questi centri si fondano sul possesso di meta-server sempre più dispendiosi e mastodontici e sono uno degli elementi di un sistema macroscopico del quale risulta difficile individuare il monarca. Il dilemma si profila immediatamente laddove questo sistema deve funzionare attraverso un numero crescente di consumatori e quindi deve comunque poggiare su un'economia di tipo tradizionale, e laddove le risorse globali si stanno esaurendo (dai minerali "rari" agli idrocarburi), mentre non si profila sullo sfondo alcuno scenario nuovo che allontani l'età oscura.
4,90

L'uomo disincarnato. Dal corpo carnale al corpo fabbricato

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2020

pagine: 47

Il cosiddetto transumanismo ha origine lontane. Probabilmente dalla fascinazione che l'uomo da millenni ha avuto per se stesso e le sue creazioni, a partire dal mechané della Grecia classica e dalle prime esperienze ingegneristiche mesopotamiche. Questo anelito già presente nell'ellenismo, si sviluppa decisamente nella tradizione sensistica dell'Illuminismo in cui l'"uomo macchina" era nello stesso tempo un ideale da raggiungere e un modello con cui spiegare il funzionamento fisiologico degli esseri viventi. Nel Novecento, tuttavia, questo anelito ha cambiato forma e da Heidegger, dall'antropologia filosofica e dall'eugenetica per arrivare alle prime ipotesi cibernetiche e computazionali, ha assunto un connotato biopolitico. La macchinazione è divenuta il fine da raggiungere per alleviare l'individuo dalle fatiche del lavoro e per garantirgli una vita migliore e più lunga. Le domande che ci dobbiamo porre oggi riguardano la compatibilità dello sviluppo tecno-scientifico con le attuali emergenze antropologiche: possiamo pensare ad una società digitale di non-lavoratori quando l'incremento demografico si profila come una delle questioni aperte per l'umanità del futuro?
3,90

L'ideologia nel capitale. I tratti ideologici del capitalismo

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 47

Una vulgata abbastanza radicata tende a contrapporre l'ideologia, per lo più di stampo socialista-sovietico, al capitalismo, e vede nella cosiddetta caduta del muro di Berlino la sconfitta definitiva della prima a favore del secondo. Probabilmente già Marx nell'Ideologia tedesca e Walter Benjamin nella sua singolare comparazione tra capitalismo e religione, hanno evidenziato i tratti terribilmente ideologici del capitalismo. Altri autori come Gilles Deleuze e Félix Guattari hanno invece sottolineato come il capitale, per funzionare e crescere, abbia bisogno necessariamente di una "base assiomatica", ossia debba essere normato da regole precise quanto arbitrarie. I caratteri della rivoluzione permanente che tutto trasforma in merce e in profitto, devono essere smussati da contromovimenti autoritari che facciano per così dire da antidoto ai rischi di un sistema per essenza creatore di sovversioni e capovolgimenti. L'esempio cinese ci offre l'immagine icastica e limpida di come funzioni il capitale come ideologia. Lo stesso pensiero neoliberale che ha imperato negli stati occidentali dagli anni Settanta non è altro che una forma di pensiero ideologico.
3,90

Il capitale sorvegliante. Il neo-panoptismo globale

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 47

Il dibattito non solo economico, ma sociologico e filosofico-antropologico contemporaneo si sta incentrando su una tematica non del tutto nuova, ma che presenta i tratti dell'inquietante. Gran parte della nostra vita è oggi dominata dal trading informativo, cioè dallo scambio, dall'interpolazione e dalla diffusione di dati digitalizzati. Ciò avviene consapevolmente e inconsapevolmente, ma soprattutto delinea una nuova forma di capitalismo detto "capitalismo della sorveglianza" nel quale ciò che si vende non sono più merci o gadgets slegati dal bisogno e promossi da un marketing tradizionale, bensì sono le conoscenze, i dati personali (i cosiddetti Big Data) e, in gran parte, la libertà soggettiva.
3,90

Simbolo e violenza. Vol. 2: Del fallimento

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 250

Il fallimento costituisce il grande rimosso della cultura occidentale. Questa rimozione nella storia ha assunto varie forme: dal peccato originale del cristianesimo o dalla "macchia"("stigma") legata religiosamente alla classe sociale di appartenenza e al censo, per arrivare in tempi più recenti alle antropologie filosofiche, agli esistenzialismi, ai vari debolismi post-moderni, sia etici che teorici, finendo con la riflessione post-comunista ispirata alla sconfitta sistematica e strategica di un'idea o un'utopia. In qualche modo pare non si siano fatti i conti con un fallere molto più pervasivo di quello che si creda, cioè con un deficit o mancanza costitutive che non possono essere trasfigurate semplicisticamente in agente positivo della civilizzazione e della storia. In altri termini l'uomo sarebbe quell'animale che, già da sempre decaduto e deficitario, compenserebbe la propria condizione fallimentare con un'ipertrofia ad un tempo tecnica e simbolica. E il fallimento non rappresenterebbe che il propulsore fondamentale di vittorie e successi, rimanendo quindi inviluppato negli intrighi di un dispositivo etico e culturale secondo il quale ci possono essere effettivamente dei vinti e perdenti, ed esiste qualcosa che possiamo definire "vittoria". Il contesto agonistico della contemporaneità sembra confermare questo sospetto a partire dalla ridondanza lessicale di termini come competizione, performance, risultato, classifica, graduatoria, meritocrazia, successo, etc.. Ma che cosa significa davvero vincere? E andando oltre al significato della parola "vittoria", il significato in sé, in quanto costruzione di un senso, implica davvero anch'esso, quasi circolarmente, una vittoria, originaria o teleologica che essa sia? Oppure il fallere è proprio un "modo", qualcosa di molto più realistico e immanente alla nostra esistenza, al di là delle suggestioni heideggeriane e post-heideggeriane? La posta in gioco è molto alta: l'attuale condizione dell'umanità, sia per la crisi eco-climatologica che stiamo vivendo, sia per l'eccesso demografico (e potremmo dire per un eccedere che pare costituire l'altro risvolto di ogni ideologia della vittoria, nonché una vera e propria matrice genetica dell'homo sapiens) ci pongono innanzi a quello che solo in apparenza si configura come un paradosso, cioè all'eventualità di giocare un gioco che non si può affatto vincere ma soltanto perdere.
25,00

Eros e Thanatos. Senso, corpo e morte nel seminario XX di Jacques Lacan

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 174

Il Seminario XX di Lacan si presenta con i toni di una sfida. Se in genere la riflessione dell'analista francese è sempre stata connotata da una certa oscurità e sfuggenza, in questo caso gli intrecci, le sovrapposizioni e le suggestioni centripete sembrano davvero prendere il sopravvento e demoralizzare il lettore. I temi che vi si dipanano sono invero molteplici e danno un primo senso al titolo del seminario - "Ancora" - come se si trattasse di rimaneggiare per l'ennesima volta le classiche tematiche lacaniane: l'immaginario, il desiderio, l'Altro, il significante, il soggetto, l'oggetto a, il sembiante, il godimento, il reale. Eppure c'è un elemento in più che all'improvviso sembra far da collante: la questione del rapporto sessuale e della femminilità, infatti, pare fornire quell'orizzonte in cui i nodi problematici di Lacan rimasti ancora irrisolti trovano un qualche accomodamento, superando addirittura quella che era una generica prospettiva freudiana. È in gioco il "rapporto con l'Altro" - con non dissimulate tonalità levinassiane - o più genericamente la "relazione" tout court in quanto impossibile. Avviene così che attraverso questa problematizzazione: la questione della "morte" apparentemente rimossa in Lacan, viene ad allacciarsi in modo funzionale al reale senza effetti di copertura e glissamento, e sino a innervare nella sua essenza lo stesso Eros; l'accusa d'aver depulsionalizzato il mondo freudiano in vista di un privilegiamento della pura struttura astratta del significante, s'infrange in virtù d'una nuova riconsiderazione della corporeità, del godimento e soprattutto di una dimensione del linguaggio che si "fa carne" palpitante e che, invece di effetti, provoca semmai affetti (la lingua); diviene finalmente più perspicuo l'ingresso della topologia e dei nodi borromei in un contesto di tipo analitico, laddove nel rapporto sessuale sono in effetti in gioco l'Uno, il contare, l'apertura e la chiusura di spazi; emerge infine una singolare affinità con il pensiero di Derrida che ci indirizza - forse con un azzardo ermeneutico - verso una riconsiderazione "fenomenologica" di Lacan, sottraendolo quindi a quella vulgata strutturalistica che lo stesso analista francese peraltro schivava e rifuggeva.
20,00

Filosofie della paura. Verso la condizione post-postmoderna

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2018

pagine: 148

La paura è un sentimento spiacevole, una passione che fa parte integrante dell'essere dell'uomo e degli animali con una sua specifica funzione biologica. Ma la paura è anche un momento strategico all'interno del cosiddetto tardocapitalismo. Da un lato quest'ultimo non farebbe che enunciare l'esigenza della sicurezza, del benessere e di una tranquillità anestetica che rasenta l'accidia e l'indolenza. Dall'altro sembrerebbe alimentare la stessa paura, diffondendola ovunque e anzi alimentandola: catastrofi, immigrazione, violenza, obesità, dipendenza da droghe, ricerca del pericolo. Tutto deve far paura e la paura deve essere controllata e addomesticata. Ci troviamo in una condizione in cui non c'è più la paura tout court, bensì una paura della paura che funziona da un lato come meccanismo relativistico di produzione di continue forme di protezione e di difesa, dall'altro come meccanismo di disinnesco di questi medesimi dispositivi. La condizione post-postmoderna è dunque caratterizzata da un rischio: essa non costituisce letteralmente un post, ma è già presente nella contemporaneità in certe forme fideistiche di pensiero forte come il neorealismo, lo scientismo, il tecnicismo.
15,00

Simbolo e violenza

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2018

pagine: 344

Le tesi che Bazzanella cerca di esporre nel suo saggio molto denso e ricco di contributi tratti dalla filosofia, dall'antropologia, dalla sociologia e dalla psicologia sociale, consiste nell'evidenziare come la violenza da un lato sia connaturata al "senso" e al linguaggio dell'uomo, quasi a livello fenomenologico potremmo dire, dall'altro come essa si manifesti per un preciso inceppamento strutturale all'interno del senso stesso, ossia come una défaillance che non si traduce in una "mancanza" o in un'impotenza, ma paradossalmente in una sorta di eccesso. Se il senso costituisce nel suo complesso quella struttura relazionale attraverso la quale incontriamo e affrontiamo la realtà, esso manifesta anche una doppia faccia, poiché rende possibile una "comunità" con le proprie leggi e la propria etica, ma la minaccia continuamente alla base laddove instaura eccessive differenziazioni e disuguaglianze: "il possesso della verità o, addirittura, il possesso in se stesso, sono il fondamento di ogni polemogenesi" .
29,00

Il numero e il fenomeno

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 250

Il linguaggio naturale e il linguaggio matematico sono divergenti ma isomorfi: in questo modo il nome e il numero sono nello stesso tempo isomorfi e completamente differenti per quanto riguarda l'approccio al reale. Tuttavia essi funzionano in maniera sinergica, come se il linguaggio naturale desse "consistenza" ad una matematica troppo povera dal punto di vista della consistenza immaginaria. Wittgenstein riesce così a trattare i vari concetti fondamentali della matematica attraverso un'analisi del linguaggio; mentre le scienze contemporanee utilizzano i numeri per avvicinarsi ad una supposta verità, ma poi abbisognano delle parole per creare delle narrazioni efficaci e persuasive. Termini come punto, linea, retta, triangolo, teorema, dimostrazione, assioma non sono che delle approssimazioni o dei "fantasmi" che acquisiscono via via una propria consistenza ontologica grazie al linguaggio naturale che ne fa dei personaggi di una "storia".
25,00

Il tragico e il comico nell'epoca del grillismo e del trumpismo

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 152

Beppe Grillo e Donald Trump non a caso hanno ottenuto un inatteso successo politico. La loro comunicazione e i loro atti sono autoritari, gerarchici, settari, para-religiosi, e, con tutto il loro annesso immaginario, innescano un esoterismo che non solo è esattamente opposto all'originaria aspirazione della rete, ma nello stesso tempo implica un meccanismo di assoggettamento e di sistematica subordinazione. La verità non è più tale ma post-verità; la democrazia, la scienza, la giustizia non sono che forme specifiche di rito, simbolico quanto fittizio; e il web diviene così quell'immenso ricettacolo in cui agiscono fedi, credenze, superstizioni, suggestioni collettive, ma nel quale pure si manifestano la violenza e l'ira nelle forme più cruente e sacrificali.
17,00

La fabbrica

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 88

Una fabbrica enorme, quasi infinita, come mai s'era veduta. Migliaia di operai, impiegati, dirigenti; corridoi labirintici attraversati da altrettanti corridoi, quasi in un circolo senza fine; centinaia di uffici che si dispiegano ovunque. E per accedere alla fabbrica un intrico illimitato di stradine che salgono e scendono in un paesaggio quasi desertico. Ma che cosa vi si produce? Qual è lo scopo di tale dispiegamento di mezzi? Il protagonista, dopo svariate vicende, arriva inconsapevolmente ad una risposta. Ma è una risposta che gli costerà la vita. Emerge nel romanzo un senso di spaesamento e stordimento. Così come quell'immensa fabbrica, tutto si avvita circolarmente in una sorta di danza ipnotica: la storia, le alterne vicende dei personaggi, la stessa scrittura. Il vuoto, lo slittamento, la ripetizione, la ridondanza pervadono alla fine quasi ogni passo di quest'opera; instillano lo sconcerto di una "sensazione", piuttosto che la consapevolezza di un pensiero o di un ragionamento ben definito. Ma soprattutto ci offrono una rara ed efficace immagine della contemporaneità.
13,00

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