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Libri di Douglas Murray

Guerra all'Occidente

Guerra all'Occidente

Douglas Murray

Libro: Libro in brossura

editore: Guerini e Associati

anno edizione: 2023

pagine: 368

Una delle domande fondamentali attorno cui ruota Guerra all’Occidente è: «Se la storia dell’umanità è fatta di schiavitù, conquiste, pregiudizi, genocidio e sfruttamento, perché solo le nazioni occidentali se ne prendono la colpa?» Gli aspetti identitari dei paesi occidentali sono alla gogna. La tradizione giudaico-cristiana si trova sotto attacco e subisce costanti diffamazioni. Lo stesso può dirsi per la tradizione del secolarismo e dell’Illuminismo, radici di tanta qualità politica, scientifica e artistica. Attraverso questo saggio Douglas Murray propone un’incisiva decostruzione di argomenti incoerenti e attivismo ipocrita, spiegando come l’antirazzismo rischi di diventare un’arma di distruzione di massa e innescando una polemica essenziale e urgente che lo consolida come uno dei principali autori politici del mondo.
29,00
La pazzia delle folle. Gender, razza e identità

La pazzia delle folle. Gender, razza e identità

Douglas Murray

Libro

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 288

Questo libro muove da una constatazione oggettiva, da uno stato delle cose che balza davanti agli occhi di tutti ogni giorno: la pazzia delle folle. Non è un fenomeno riscontrabile soltanto on line, dove i cosiddetti hater abbondano, ma anche nella vita quotidiana in cui la gente si comporta in maniera sempre più irrazionale. Murray, tuttavia, non si limita semplicemente a descrivere il fenomeno, ne mostra le cause. Viviamo in un'epoca definita post-moderna, un termine ambiguo che indica però un dato di fatto: la fine delle grandi narrazioni, delle fedi religiose e politiche che hanno alimentato i secoli passati, e la conseguente negazione di ogni verità che non sia soltanto un'interpretazione. Si può vivere, però, senza un criterio che orienti le nostre scelte? Senza nessun racconto che offra un perché alla vita? Poiché la natura aborre il vuoto, nella nostra epoca post-moderna si è fatta strada, secondo Murray, una nuova metafisica, una nuova religione: la «politica identitaria». Una politica che «atomizza a la società in diversi gruppi d'interesse in base al sesso (o genere), alla razza, alle preferenze sessuali e così via». E che invita costantemente a cercare «dentro noi stessi e negli altri tutte le istanze di identità e vulnerabilità» capaci di rivendicare un valore aggiunto, una superiorità morale che deve essere riconosciuta come un diritto indiscusso. Questa religione “identitaria” non può, per Murray, che generare follia. Quella follia che spinge, ad esempio, a dichiarare che vi è «un'accresciuta conoscenza morale» derivante dal fatto di essere neri o donne o gay. O che, sempre sulla base di una supposta istanza di identità, concepisce l'idea di «dare farmaci ai bambini per impedire loro di entrare nella pubertà». Come tutte le fedi prive di senno, questo credo è tutt'altro che privo di pericoli, poiché non soltanto capovolge nel suo opposto,in nuovi totalitarismi, le conquiste liberali dei diritti civili, in primo luogo quelli dei gay, ma può approntare un futuro di atomizzazione, rabbia e violenza sempre maggiori in cui «al razzismo si risponderà con il razzismo, alla denigrazione basata sul genere si risponderà con la denigrazione basata sul genere». Nominato da Times e Sunday Times libro dell'anno, "La pazzia delle folle" ha generato un acceso dibattito sui media.
23,00
La strana morte dell'Europa. Immigrazione, identità, Islam

La strana morte dell'Europa. Immigrazione, identità, Islam

Douglas Murray

Libro: Libro in brossura

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2018

pagine: 380

Accolto al suo apparire in Inghilterra dall'apprezzamento del Times e di buona parte della stampa britannica, "La strana morte dell'Europa" è un'opera che mostra senza ipocrisie e nascondimenti tre aspetti fondamentali della crisi che scuote l'Europa, dinanzi ai quali chiudere gli occhi implica soltanto lasciare campo libero all'estrema destra razzista. Questi tre aspetti sono nell'ordine: 1) il radicale cambiamento nella composizione etnica, culturale e religiosa dell'Europa che l'immigrazione già comporta e può, a maggior ragione, comportare in futuro. Murray snocciola cifre al riguardo che emergono da seri studi, come quello — fonte il Guardian — condotto in Svezia, secondo il quale la percentuale della popolazione musulmana nel 2050 salirebbe in quel paese all'11 per cento se l'immigrazione cessasse oggi del tutto, al 21 per cento se registrasse un afflusso regolare e al 31 per cento se continuasse al ritmo attuale; 2) il naufragio del multiculturalismo, solennemente annunciato dalle parole stesse di Angela Merkel: «il tentativo di costruire una società multiculturale e di vivere fianco a fianco in armonia è fallito, miseramente fallito»; 3) l'illusione, coltivata soprattutto dalle élite liberal, di affidare l'integrazione a quella che Murray definisce cieca fede nella «società dei consumi» e che sarebbe forse più opportuno chiamare cieca fede nel libero mercato. La risposta di Murray alla crisi delle democrazie liberali, che l'immigrazione e il fallimento del multiculturalismo svelano, è quella che caratterizza l'intera ondata neocon che attraversa l'Europa odierna, e che accomuna conservatori atei come lui e conservatori credenti: recuperare le radici cristiane del nostro continente.
18,00
Idee per un nuovo conservatorismo

Idee per un nuovo conservatorismo

Douglas Murray

Libro: Copertina morbida

editore: Pagine

anno edizione: 2009

pagine: 270

Una difesa vigorosa da parte di uno dei più controversi filosofi politici del nostro tempo. In questo libro moderno Douglas Murray spiega cosa sia il neoconservatorismo, in teoria e in pratica lo difende contro le critiche e spiega perché-malgrado le dichiarazioni rumorose dei suoi avversari, il neoconservatorismo sia giusto. Scrive Murray: "Il neoconservatorismo non è un nuovo conservatorismo". E con questo pone le basi di una definizione che contiene una strategia politica. Poiché, vuole dire, non deve trattarsi della riverniciatura di un partito, ma della rifondazione dello stesso facendo convivere in esso i principi ispiratori con le istanze della modernità, sul piano culturale oltre che nell'ambito propriamente politico.
14,00

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