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Libri di Antonio G. Balistreri

Solitudine. Utilità e danno per la vita

Antonio G. Balistreri

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2021

pagine: 64

Tanti sono i volti della solitudine, ma essenzialmente due sono quelli in cui li possiamo raggruppare: c'è chi subisce la solitudine e c'è chi ne va in cerca. Evidentemente non deve trattarsi della stessa cosa. Ciò che nelle nostre società rende ben radicata la solitudine è il nesso inscindibile che essa intrattiene con l'individualismo moderno. L'esigenza di contrastare la pandemia di Coronavirus ci ha imposto lunghi periodi di isolamento durante i quali all'individuo in presenza ha fatto seguito l'individuo in remoto. L'epidemia virale è venuta ad innestarsi in una epidemia sociale già in corso che vedeva il senso di solitudine diffondersi sempre più nelle nostre società. Ma la solitudine non è solo una modalità del sentire, essa anzi rappresenta il tratto caratteristico della condizione umana odierna. Offrirne una chiave di lettura e cogliere le nuove sollecitazioni emerse in tempo di virus è lo scopo di questo breve testo.
5,90

Solitudine digitale. DaD e SmartWorking. Il futuro del digitale a scuola e al lavoro

Antonio G. Balistreri, Fulvio Fagiani

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2021

pagine: 80

Quella che stiamo vivendo ha qualcosa di epocale: siamo alla prima pandemia della nuova era digitale. Per la prima volta si risponde ad una pandemia facendo ricorso ai mezzi che l'informatica ci mette a disposizione. Per difendersi dal virus si sono utilizzati i mezzi che la tecnologia digitale aveva nel frattempo escogitati per altri usi (si pensi alle videoconferenze e al lavoro a casa). Come strategia di difesa abbiamo utilizzato l'abbandono dello spazio pubblico e cioè la rarefazione dei rapporti sociali. Essa era già in corso prima che l'avvento del virus ce lo imponesse. Il virus non ha fatto altro che farci proseguire con altri mezzi ciò che la rivoluzione digitale in corso stava già provocando: e cioè la messa in crisi delle forme di socialità. Abbiamo dovuto rinunciare ai contatti fisici con i nostri simili, ma è quello che già stavamo facendo ritirandoci nei social, lasciando il mondo reale per riparare in quello virtuale. Questa eclisse dell'uomo in presenza, questo distacco da noi stessi è ciò che sconnette gli individui dal mondo materiale per permetterne la connessione nel nuovo mondo immateriale. Nei social i contatti virtuali generano nuovo isolamento.
6,90

La terapeutica filosofica. Sul paradigma platonico

Antonio G. Balistreri

Libro: Copertina morbida

editore: LAMPI DI STAMPA

anno edizione: 2004

pagine: 343

L'uomo è l'essere aperto, mancante, indefinito, in quanto tale bisognoso al suo essere. Platone ha fatto della terapeurica dell'uomo (che, nell'intento di portare in salvo il salvabile, cioè la sua parte immortale, deve però essere preso nella sua interezza) il paradigma stesso della filosofia.
18,90

Prendersi cura di se stessi

Antonio G. Balistreri

Libro

editore: Apogeo Education

anno edizione: 2013

pagine: 256

Ci sono domande essenziali che ci poniamo nella nostra vita e dalla risposta che vi diamo dipende sostanzialmente il nostro modo di vivere. Sono domande ineludibili e il nostro vivere stesso consiste nel darvi risposta: il nostro modo di vivere, nei fatti, è una risposta a quelle domande. Già per il solo fatto di vivere ci si pone la domanda su ciò per cui valga la pena vivere. Il nostro vivere nei fatti finirà per dare una risposta a questa domanda, che lo vogliamo oppure no. Poiché vivendo ci diamo la pena di vivere, alla fine verrà pur fuori ciò per cui ci siamo dati la pena di vivere. Nessuno sa chi è prima di aver messo alla prova se stesso. L'uomo è così fatto da non andare incontro alla vita sapendo già di essere quel che è ma è destinato a incontrare se stesso nel corso della vita. In fondo la vita non serve ad altro e non deve servire ad altro, che a rivelare se stessi. Se ancora non ci siamo capiti alla fine della vita, allora abbiamo vissuto invano. Non c'è altro senso nella vita e nessun altro compito che quello di capire se stessi, di ritrovare se stessi nel corso e alla fine dell'esistenza. Si vive in sostanza non per altro che per capire chi siamo. La vita ci appare piena, quando possiamo intravedere in essa una forma. Aver dato forma alla vita è questo soltanto che può giustificare la nostra esistenza. Non è vero che non ci sia altro senso nel vivere che la vita stessa. Questo vale solo per chi si limita a vivere, per chi non ha altro che la vita. Ma l'uomo deve anche prendersi cura di se stesso.
13,00

Prendersi cura di se stessi. Filosofia come terapeutica della condizione umana

Antonio G. Balistreri

Libro: Copertina morbida

editore: Apogeo

anno edizione: 2006

pagine: 239

Questo libro si basa su tre argomenti tra loro strettamente connessi. Presenta un'idea di filosofia, un'idea della cura e un'idea dell'uomo. L'assunto di partenza è che la cura è parte costitutiva dell'uomo e che la filosofia è la forma della cura. In sostanza vede l'uomo come un essere bisognoso di cura e la filosofia stessa come cura. Se "cura" si può dire con molti significati, uno in particolare qui emerge con forza: quello della filosofia come terapeutica dell'esistenza. Il recupero attuale di una dimensione pratica della filosofia, e del suo ruolo terapeutico, passa attraverso il prendersi cura dell'esistenza in modo da affrontare i mali che le sono connaturati e da evitare o superare quelli che dipendono da noi. "Una medicina dell'anima diceva Cicerone - esiste di certo, ed è la filosofia".
13,00

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