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JACA BOOK: Illustrati. Arte mondo

I monasteri fecero l'Europa

Léo Moulin, Raymond Oursel

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 223

Quella realtà che noi oggi chiamiamo Europa, percorsa da secoli di guerre e con un presente denso di interrogativi, sperimentò una piena koinè a partire dai movimenti monastici che si svilupparono dalla "Regola" di san Benedetto. Le missioni irlandesi, la riforma carolingia, sino a Cluny e al movimento benedettino, proseguito dai cistercensi e altri ordini, costruirono la mappa dell'Europa. "I monasteri fecero l'Europa" esprime anzitutto un farsi culturale e antropologico, insieme a una valorizzazione del territorio e della natura, con la creazione di ciò che oggi chiameremmo eco-sistemi sostenibili. Gli autori di questo volume hanno colto il peculiare della koinè culturale, artistica e tecnologica che il mondo monastico ha creato.
70,00

Ville e giardini d'Italia tra natura e artificio

Alberta Campitelli

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 415

Il patrimonio di ville e giardini del nostro Paese, vasto e diversificato, è stato studiato, analizzato e presentato in molte valide pubblicazioni, dedicate per lo più ad aspetti specifici secondo criteri tipologici, tematici o topografici. Di queste pubblicazioni, solo alcune hanno affrontato l'argomento in modo complessivo, dal punto di vista dell'evoluzione storica o della collocazione geografica. Questo libro propone un nuovo approccio, un percorso in lungo e in largo nella Penisola alla ricerca di connessioni e intrecci temporali e topografici, legando tra loro siti diversi per storia, assetto e committenza, e mettendo a fuoco l'immagine della complessità e varietà delle ville e dei giardini. Il metodo d'indagine, che si è focalizzato sui significati sottesi agli innumerevoli giardini realizzati tra la fine del Medioevo e il Novecento, ha permesso di definire alcuni grandi temi ricorrenti, quali la rappresentazione del potere, l'uso teatrale degli spazi, il simbolismo insito in arredi e assetti del verde, la trasformazione di luoghi di difesa in luoghi di delizia, il rapporto con l'acqua, il revival degli stili e, infine, l'inserimento di opere d'arte contemporanea in complessi dalla storia spesso centenaria. Temi trattati in specifici capitoli ed esemplificati dai siti maggiormente rappresentativi, senza trascurare rimandi e connessioni, e mettendo in luce aspetti nuovi ed inediti, per una lettura trasversale e su più livelli di conoscenza e interpretazione del tema dei giardini.
100,00

Beatles. The Zapple diaries

Barry Miles

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 272

L'11 agosto del 1968 i Beatles lanciarono in grande stile a livello internazionale la Apple Records, la loro più ambiziosa iniziativa imprenditoriale. Meno noti, ma forse ancor più interessanti, sono i retroscena della nascita dell'etichetta discografica Zapple, avvenuta il 1° maggio del 1969. Due diverse opportunità offerte dai Fab Fours ai colleghi artisti: più commerciale quella di Apple, più creativa quella di Zapple, aperta all'effervescenza e all'avanguardia della controcultura degli anni '60. Nata da un'idea di Paul McCartney, l'etichetta ha inciso album spoken-word con figure di spicco del panorama letterario e musicale più radicale del periodo, da Allen Ginsberg a Richard Brautigan, da Lawrence Ferlinghetti, Charles Bukowski e Charles Olson, passando per il primo lavoro sperimentale di John Lennon e Yoko Ono, "Unfinished Music No. 2: Life with the Lions", e il controverso "Electronic Sound" di George Harrison suonato con il Moog. In "The Zapple Diaries", il direttore dell'etichetta Barry Miles ripercorre le tappe di questa avventura musicale e umana, vissuta accanto ai leggendari quattro di Liverpool, rievocando anche le tensioni precedenti la chiusura di Zapple... e lo scioglimento dei Beatles. Ai ricordi e agli aneddoti descritti da Barry Miles fanno da cornice fotografie inedite, che svelano un lato finora sconosciuto della band simbolo degli anni '60. Con un testo di Enzo Gentile.
30,00

Arte medievale. Le vie dello spazio liturgico

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 287

Funzioni e «segni» sono elementi interpretativi indispensabili per la lettura storico-artistica di un monumento. Leggendo l'arte medievale, in stretto rapporto con il contesto culturale che l'ha prodotta, questo libro interpreta al meglio la nuova stagione che la storia dell'arte sta vivendo. Senza la relazione con il contesto le chiese medievali, dal tardo-antico al Gotico, rischiano infatti di non essere colte nel loro pieno significato. Nel caso specifico questo contesto è costituito da spazi liturgici che ne svelano orientamento, percorsi, complessi scultorei e pittorici. La funzione più importante di una chiesa, sia questa una costruzione dedicata ad un martire o una grande cattedrale metropolitana, è infatti il culto. Prendendo le mosse dagli studi di De Blaauw sulle prime tre Basiliche Romane, si giunge con questo volume, sontuosamente illustrato da una campagna fotografica realizzata appositamente, cui hanno collaborato insigni studiosi della disciplina, a dare un quadro interpretativo a tutto tondo dell'arte medievale. Se l'orientamento della basilica paleocristiana è spesso quello in direzione dell'altare, come suggeriscono le figure musive di Sant'Apollinare a Ravenna, ancora prima i pavimenti delle aule teodoriane della cattedrale di Aquileia rimandano a direzioni diversificate e a diverse fruizioni degli spazi, che rendono così l'interpretazione complessa e multisfaccettata. Allo stesso modo, lo sguardo delle chiese-santuario non può prescindere dalla ricostruzione del percorso alla tomba del santo, itinerario che sarà gradualmente enfatizzato, attraverso il costruirsi delle cripte a corridoio, specificamente ideate per la visita alle reliquie, fino alla comparsa, in età romanica, delle cripte ad oratorio e dei grandi santuari monumentali. Da questo punto di vista assumono diverso significato anche gli apparati decorativi: dai mosaici, alle sequenze di pitture murali giunte fino a noi, alle sculture di epoca romanica, fino alle vetrate del Gotico. Lungi dall'essere esclusivamente dei messaggi rivolti ai fedeli laici, essi costituiscono il completamento iconografico della funzione liturgica per cui l'edificio è stato costruito. Così, ad esempio, i capitelli istoriati e figurati di epoca romanica, non sono più soltanto dei moniti per i fedeli laici ma, posti anche là dove l'accesso ai laici non era concesso, costituiscono un riferimento alla liturgia e agli atti rituali che vi venivano celebrati, uno specchio dunque de «le vie dello spazio liturgico».
100,00

Doisneau e la musica

Clémentine Deroudille

Libro: Copertina morbida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 189

La passione di Robert Doisneau per l'energia e la gioia che il mondo della musica sprigiona prende vita nelle pagine di questo libro, in una galleria di immagini che copre l'intero spettro musicale: dalla musica classica al jazz, dal be-bop alle radici del rap moderno e del rock alternativo. Macchina fotografica alla mano, Doisneau ha percorso Parigi in lungo e in largo, cogliendo attimi musicali nelle strade e nei bistrot, catturando momenti privati di star della musica come Eartha Kitt in un jazz club, Django Reinhardt a casa e Yehudi Menuhin nel backstage, o sorprendendo la Callas, Messiaen e Poulenc. Chiamato a ritrarre Georges Brassens, Juliette Gréco, Charles Aznavour e Claude François, ha immortalato una nuova generazione di musicisti negli anni '80, tra cui Rita Mitsouko e Les Négresses Vertes. L'amico di lunga data di Doisneau, Maurice Baquet, ha posato per lui con il suo violoncello, dando vita a iconiche improvvisazioni fotografiche. Questo libro mostra in una nuova prospettiva il talento e la maestria di Doisneau con oltre cento fotografie - molte delle quali inedite che attestano la padronanza dell'artista nelle tecniche di fotomontaggio, collage, editing e distorsioni fotografiche. Oltre a offrire, in un ponte tra fotografia e musica, un ritratto unico della Parigi degli anni '50-'80.
50,00

Icone delle 12 grandi feste bizantine

Gaetano Passarelli

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 272

"Parlare e scrivere delle icone, oggi, non costituisce una novità, tali e tante sono le pubblicazioni apparse, che spaziano dalle riproduzioni artistiche alle meditazioni, dagli studi critici alle considerazioni teologiche. Insistere perciò con un'altra pubblicazione potrebbe sembrare un voler ripercorrere strade ormai spianate, per non dire, insomma, che si va a trattare una materia ben nota. Non sí è voluto redigere, tuttavia, un volume di saggio in storia dell'arte bizantina o tardo-bizantina, né di teologia o di esegesi. A dire il vero s'è nutrita la presunzione che ci fosse e la teologia e l'arte, ed anche qualcos'altro... un po' di tutto, insomma - come sinora raramente si è tentato di praticare -, ma non per caso. L'icona rappresenta la sintesi di una civiltà, culturale e religiosa, quale quella di Bisanzio - seppure non esclusivamente - che non si coglie nella sua pienezza se, come ogni fenomeno della cultura tardo-antica e medioevale, non è visto attraverso lo spettro di un'ottica poliedrica e messo a fuoco tenendo conto dei molteplici aspetti storicamente concomitanti. In altre parole, è difficile comprendere a fondo il messaggio che l'icona trasmette se vista unicamente con gli occhi dello storico dell'arte o del teologo, perché la si sradicherebbe dal suo contesto che è liturgico, innanzitutto, teologico-didascalico e devozionale, in cui il disegno è un puro supporto che deve servire da guida per penetrare nei misteri della fede. Voler considerare, quindi, le tipologie iconografiche senza ricorrere al linguaggio simbolico dei colori, ignorare il contesto liturgico e prescindere dai fondamenti teologici, e ancora, ritenere come ispiratrici le fonti canoniche e patristiche misconoscendo e accantonando quelle apocrife e tradizionali, o trascurando l'evoluzione storica della festività a cui è legata la rappresentazione, potrebbe andare a conferma di un vecchio preconcetto secondo cui l'icona è frutto di un'arte cristallizzata, monotona ed uniforme. Dire così significa anche non conoscere i fondamenti di quest'arte. «L'arte appartiene al pittore», era stato prescritto al Concilio Niceno H (787), quindi è possibile distinguere un'icona greca da una slava, una appartenente alla Scuola di Novgorod da un'altra ucraina, una popolare da un'altra realizzata da un grande maestro, «ma la maniera in cui va disposta è di pertinenza dei venerabili Padri»l. Cioè l'arte, in questo caso, è da ritenersi secondaria rispetto al messaggio. «La sua santità - perché è innanzitutto un oggetto sacro - è trasmessa dalla somiglianza con il prototipo», secondo un'espressione di Basilio il Grande (330-79) recepita e fatta propria al Concilio Niceno 112. Allora è essenziale che l'icona in Siria come in Russia, a Roma come a Creta, traduca gli stessi concetti teologici che devono essere trasmessi a chi la guarda, o meglio a chi la contempla. In altre parole, se è consentito un paragone con un'espressione della civiltà moderna: un'immagine pubblicitaria può essere un'opera d'arte, ma lo scopo principale è trasmettere in modo chiaro il messaggio sotteso. Questo messaggio nasce e viene elaborato a tavolino da imprenditori ed esperti di mercato i quali, una volta giunti a un'adeguata formulazione e definizione, ne affidano la visualizzazione a un pittore o un grafico. Ne deriva un'opera più o meno bella, più o meno espressiva, più o meno chiara, più o meno suggestiva, più o meno artistica, l'importante è che possa esser compresa a New York e a Roma, a Buenos Aires e a Camberra, dall'intellettuale come dall'uomo della strada. (Dall'Introduzione)
90,00

Contact Warhol. Fotografia senza fine

Peggy Phelan, Richard Meyer

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 232

Un'antologia fotografica accompagnata da approfondimenti critici, una raccolta di scatti di Andy Warhol. Il nucleo del libro è costituito da foto e immagini selezionate da 3.600 provini (contact sheets), una sorta di memoria analogica che precede l'era digitale. Un «dietro le quinte» del processo fotografico seguito dal massimo esponente della Pop Art, che testimonia come la sua passione per la fotografia fosse già arte. Immagini scattate da Warhol a celebrità come Liza Minnelli, Bianca Jagger e Debbie Harry sono rese pubbliche. «Una foto significa che so dove sono stato ogni minuto. Ecco perché fotografo», disse una volta Warhol. Gli scatti coprono gli undici anni precedenti la sua morte, avvenuta nel 1987, e ritraggono sia la folgorante mondanità della sua cerchia sociale, sia i protagonisti della sua sfera intima e privata.
50,00

L'invenzione del giardino occidentale

Matteo Vercelloni, Virgilio Vercelloni, Paola Gallo

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 286

L'idea del mondo come un giardino affidato alla responsabilità comune è la sfida che il presente volume lancia ai lettori, trasportandoli lungo un excursus storico che parte dalla lontana Mesopotamia e ripercorre l'epoca ellenistica, romana e medioevale, soffermandosi sulla svolta apportata dal Rinascimento italiano alla concezione del verde. Spazio di rappresentanza e di loisir, il giardino diventa ambito di studio scientifico, per assumere poi nella Francia d'Ancien Régime la dimensione di simbolo del potere, con gli esempi illustri di Versailles, Fontainebleau e delle Tuileries che si impongono come modelli alle altre corti europee. E il momento d'oro del formalismo francese, di cui in seguito si coglierà il limite fondamentale: quello, cioè, di separare il giardino dal paesaggio che lo circonda. Sarà quindi il paesaggismo di matrice inglese a riappropriarsi di una visione d'insieme, recuperando gli elementi artificiali e naturali che compongono il giardino, assimilando il gusto dell'antico e dell'esotico, e proponendo architetture apposite per gli spazi verdi. Una nuova stagione arriverà poi con l'urbanesimo ottocentesco, che ripenserà la forma del giardino sulla scala ridotta delle abitazioni suburbane, e su quella più ampia del parco aperto ai cittadini. Fondamentale, in tal senso, sarà l'apporto della realtà statunitense, dove la diversa proporzione degli spazi naturali e urbani farà sperimentare soluzioni inedite nella concezione del verde, poi rimodulate nell'Europa del Novecento. Per giungere infine al presente, con il superamento della separazione tra giardino e paesaggio, e la loro integrazione all'ambiente urbano, grazie all'intervento delle comunità degli abitanti e alla progettazione degli architetti paesaggisti e della comunità politica.
90,00

Le bionde di Hitchcock. L'invenzione di un'icona. 83 fotografie da 19 film

Thilo Wydra

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 227

Con i suoi più di cinquanta film, Alfred Hitchcock (1899-1980) non ha soltanto segnato stilisticamente le successive generazioni di registi cinematografici, ma ha anche inventato un nuovo tipo di protagonista femminile che, a sua volta, ha fatto scuola: donne giovani e forti con un sex appeal distaccato, imprigionate in una rete di logoranti macchinazioni, ordite perlopiù dagli uomini. Vestite elegantemente dalla costumista Edith Head, queste donne, dalla bellezza moderna e senza tempo, sono diventate raffinate icone della suspense. E quasi tutte sono bionde, compresa la mora Karin Dor che Hitchcock - a cui la risposta non mancava mai - definì «blonde inside». Grace Kelly, Tippi Hedren, Kim Novak e Ingrid Bergman, solo per citare le più celebri, sono figure indimenticabili della storia del cinema, e le loro interpretazioni in "La finestra sul cortile", "Gli uccelli", "La donna che visse due volte" o "Notorious - L'amante perduta" stregano ancora oggi gli spettatori. Lo scrittore ed esperto cinematografico Thilo Wydra descrive in questo volume l'enigmatico carisma di queste figure femminili lanciate da Hitchcock, oltre a ricostruire la genesi di numerosi classici del grande schermo. Gli scatti pubblicitari e le foto di scena tratti dai film interpretati dalle più spettacolari «bionde hitchcockiane» - espressione ormai diffusa tra gli intenditori - forniscono l'inconfutabile dimostrazione di questo fenomeno e di tutte le sue sfumature.
50,00

L'arte medievale in Europa

Liana Castelfranchi Vegas

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 400

Questo volume, che copre un arco temporale dal IV secolo al gotico internazionale (prima metà del XV secolo), si propone di mettere in evidenza i nessi storici e culturali, i momenti emergenti e le linee di sviluppo delle esperienze artistiche più significative lungo tutto il Medioevo nei territori italiani e in quelli europei. L'attenzione portata alla circolazione europea delle grandi correnti artistiche risponde alla convinzione che una storia veritiera dell'arte medievale, pur nella sua brevità, non potrà mai prescindere da quell'insieme di confronti, prestiti e mutuazioni continuamente in atto nel Medioevo. Così, anche l'attenzione dedicata alle varie espressioni delle cosiddette "arti minori" intende sottolineare la straordinaria importanza che esse rivestono in molti secoli del Medioevo, tanto da esprimere spesso in modo più ricco e significativo che non le arti cosiddette "maggiori" il gusto e la creatività di quel periodo.
120,00

Leonardo. Il genio nei disegni

Martin Clayton

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 255

La Royal Collection conserva la collezione di disegni di Leonardo più importante al mondo: oltre 500 fogli raccolti sin dalla morte dell'artista nel 1519, tra i più variegati e tecnicamente perfetti dell'intera storia dell'arte. Leonardo da Vinci (1452-1519) fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, creatore di costumi, anatomista, botanico, cartografo e molto altro. A unificare questi interessi fu la sua attività di disegnatore. Leonardo disegnava per elaborare i suoi progetti artistici e tecnici, per registrare le impressioni del mondo che lo circondava, per esplorare la sua stessa immaginazione e per riflettere. Il disegno accompagna dunque Leonardo in tutta la sua vita di artista e uomo di scienza: questo volume, che utilizza la più grande collezione al mondo dei suoi schizzi e dei suoi studi, ci offre una testimonianza visiva ad ampio raggio del suo genio.
50,00

Il califfato di Baghdad. La civiltà Abbasside

Libro: Copertina rigida

editore: JACA BOOK

anno edizione: 2019

pagine: 268

La conoscenza storica è un prerequisito per ogni sia pur modesto ragionamento si voglia fare attorno alla cultura musulmana e al suo sviluppo, anche in termini contemporanei. A partire dalla Storia, intesa non solo come un insieme di fatti e accadimenti, ma anche di idee. Soprattutto di idee. Il periodo Abbaside (750-1258 d.C.) è in questo ambito esemplare per più d'una ragione, e leggerne le vicende non può che essere illuminante se vogliamo avere una chance di comprendere il contemporaneo. La riproposizione de "Il Califfato di Baghdad. La civiltà Abbaside", a trent'anni di distanza dalla sua prima edizione, è non solo utile, ma doverosa. Volume miscellaneo a più voci, si avvale dell'introduzione di colui che è stato uno dei più illustri arabisti europei, Francesco Gabrieli, e di altri indimenticabili studiosi, purtroppo da tempo scomparsi quali Alessandro Bausani (le scienze) e Renato Traini (le letterature), maestri della non trascurabile scuola islamistica italiana, rappresentata nel volume da giovani allieve, Carmela Baffioni dell'Accademica dei Lincei (le filosofie), e Giovanna Maria Stasolla, Ordinaria di Storia dei Paesi Islamici all'università di Tor Vergata a Roma (la storia). La sezione relativa alle arti fu curata dalla scomparsa Bianca Maria Alfieri con un contributo attento anche ai collegamenti esterni col mondo cristiano e alle arti decorative.
100,00

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