UTET

Come non scrivere. Consigli ed esempi da seguire, trappole e scemenze da evitare quando si scrive in italiano

Claudio Giunta

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 328

Al lavoro: schede, memorandum, presentazioni. A scuola: temi, tesine, relazioni. Nel privato: post su Facebook, email personali, chat sul cellulare. Sarà anche l'epoca degli audiovisivi e della comunicazione in tempo reale, ma non abbiamo mai scritto tanto. E più dobbiamo scrivere, meno sembriamo capaci di farlo. Ma, mette subito in chiaro Claudio Giunta all'inizio del libro, «non s'impara a scrivere leggendo un libro sulla scrittura, così come non s'impara a sciare leggendo un libro sullo sci. Bisogna esercitarsi: cioè leggere tanto (romanzi, saggi, giornali decenti), parlare con gente più colta e intelligente di noi e naturalmente scrivere, se è possibile facendosi correggere da chi sa già scrivere meglio di noi». E quindi? Non potendo insegnare come si scrive, Claudio Giunta prova a spiegarci come non si scrive, passando in rassegna gli errori, i tic, i vezzi, le trombonerie e le scemenze che si trovano nei testi che ogni giorno ci passano sotto gli occhi: dall'antilingua delle circolari ministeriali alle frasi fatte dei giornalisti, dal gergo esoterico degli accademici e dei politici al giovanilismo cretino della pubblicità... Ma in questo slalom tra sciatterie e castronerie Giunta trova per fortuna il modo di contraddire la sua dichiarazione iniziale, perché insegnare "Come non scrivere" significa anche dare delle utili indicazioni su come si scrive: per ogni cattivo esempio se ne può trovare uno buono da opporgli, per ogni vicolo cieco argomentativo c'è una via di fuga creativa, e spesso basta un punto e virgola per risolvere una frase ingarbugliata. In questo anti-manuale spregiudicato, arguto e divertente, nella tradizione di "Come si fa una tesi di laurea" di Umberto Eco ma aggiornato all'era di Google, scopriamo che per scrivere bene bisogna ripartire da un po' di affetto per la nostra bistrattata lingua italiana, ma soprattutto bisogna tenere a mente poche regole di buon senso: se scriviamo lo facciamo perché qualcuno ci legga, capisca quel che vogliamo dire e, se possibile, non si annoi a morte. Sembra facile, no?
15,00

Alberi sapienti, antiche foreste. Come guardare, ascoltare e avere cura del bosco

Daniele Zovi

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 239

«Se si sta dentro un bosco in posizione di ascolto, prima o poi si avverte, si intuisce la presenza di un flusso di energia che circola tra i rami, le foglie, le radici. Talvolta è un sussurro, altre volte strepiti e grida. E come se le piante parlassero tra loro.» Camminatore infaticabile e sensibilissimo osservatore della natura, Daniele Zovi, negli anni, questi suoni ha imparato ad ascoltarli e interpretarli: ha attraversato i sentieri che tagliano i boschi alpini di conifere, ha perlustrato le antiche foreste croate e slovene, si è arrampicato fino alle cime dei Picos de Europa, in Spagna, ha contemplato il più vecchio eucalipto al mondo, il Giant Tingle Tree, in Australia; seguito i semi dell'abete rosso vorticare nel vento prima di atterrare sulla neve o la chioma contorta di secolari pioppi bianchi grandi come piazze; ha rincorso le specie pioniere, gli alberi coloni che si sviluppano in territori abbandonati; analizzato cortecce e radici, fronde e resine... Un bosco, ci dice, non è solo l'insieme degli alberi che lo compongono, e neppure la somma di flora e fauna. Un bosco è il risultato di azioni e reazioni, alleanze e competizioni, crescita e crolli. Un mondo mobile, che sebbene continuiamo a sforzarci di studiare e catalogare, limitare e controllare, resterà sempre un selvaggio, vibrante spazio di meraviglia. Zovi guida il lettore in questo spazio, addentrandosi sempre più nel folto della foresta, alla ricerca dello spirito del bosco. Una ricerca che, pagina dopo pagina, appare sempre più come una ricerca del nostro spirito.
15,00

Opere minori: Vita nuova-Rime-De vulgari eloquentia-Ecloge

Dante Alighieri

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 614

«Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia.» Così Beatrice entra nella storia della letteratura, con quel primo incontro all'inizio della "Vita nuova" che segna l'inizio sia dell'amore spirituale di Dante per lei sia del più grande viaggio letterario di sempre. È qui che entra in funzione il grande laboratorio della "Divina Commedia", infatti, tra la prosa e i versi di questa geniale opera giovanile, a metà tra «libro della memoria» e scrittura letteraria. E la fucina poetica continuerà a brillare nell'ottantina di componimenti raccolti successivamente nelle "Rime", dove arriverà a misurarsi con i modelli della tradizione, superandoli: dalle rime d'ispirazione provenzale ai versi aspri e duri dedicati a «petra», donna sensuale ma crudele, passando per le rime comiche che anticipano lo stile basso dell'"Inferno", Dante Alighieri si conferma uno dei più vivaci innovatori della poesia medievale. È difficile però comprendere il profilo dell'intellettuale e politico fiorentino escludendo la produzione saggistica, tra cui spicca il "De vulgari eloquentia", trattato senza paragoni nell'Europa del tempo: dialettologia, retorica, teologia e politica sono gli ingredienti di un'arguta riflessione sul linguaggio, scritta in quel latino "meno nobile" e "artificioso" che tuttavia ha il merito di iniziare Dante al mondo di Virgilio, da cui attinge sia l'epica sia la poesia pastorale, come rivelano le due "Ecloge" composte in età matura. Se è vero, dunque, che il viaggio dantesco culmina tra i cieli del "Paradiso", lì dove l'occhio umano si interrompe, bisogna guardare alle opere minori per comprendere come quel grande passo fu possibile, per capire come il suo pensiero abbia segnato indelebilmente la cultura non solo dell'Italia, ma dell'Europa.
20,00

Jataka. Vite anteriori del Buddha

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 489

Nella cultura indiana la fede nel ciclo delle nascite poggia sulla convinzione che ogni azione del presente sia determinante per l'esito della reincarnazione successiva. Il buddhismo accolse questa credenza e ne fece il presupposto dell'intera dottrina: reincarnarsi è un processo che trova il suo massimo compimento nella liberazione finale attraverso la pratica di una disciplina costante, come insegnato dal Buddha che visse più e più volte prima di raggiungere il nirvana. I J?taka narrano infatti le 547 vite precedenti del Buddha storico, tramandate prima oralmente e poi in forma scritta fino all'ultima redazione conosciuta, che risale al V secolo d.C. In questi racconti il Bodhisatta, a volte protagonista e a volte semplice personaggio secondario, assume diverse sembianze: superbo pavone o virtuoso elefante, ricco banchiere oppure ladro furtivo o, ancora, divinità che dimora in un albero sulla sponda di un fiume. Simili alle vite dei santi, i J?taka costituiscono innanzitutto un testo popolare, il cui scopo era di istruire i fedeli su quali fossero le virtù da perseguire per liberarsi dalle passioni terrene. Per il ritmo della prosa e la liricità dei suoi versi, questa raccolta rappresenta anche un tesoro della letteratura indiana, che diede in seguito vita a un vero e proprio genere letterario diffusosi ampiamente in Asia, tale da garantire così la fortuna dei J?taka che ancora oggi alimentano l'immaginario di gran parte dell'Estremo Oriente.
20,00

Il farmacista del ghetto di Cracovia

Tadeusz Pankiewicz

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2023

pagine: 262

Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato d'autorità il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l'unica farmacia del quartiere: contro ogni previsione e contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero, agli ordini perentori di chiusura e trasferimento. Rimarrà anche quando il ghetto verrà diviso in due e in gran parte sfollato, quando diventerà sempre più difficile giustificare la necessità della sua presenza. Grazie a questa sua condizione anomala, coinvolto ed estraneo allo stesso tempo, Pankiewicz diventa una figura cardine del ghetto: si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz ci restituisce la sua versione di questa grande tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la "soluzione finale" e le storie di chi ha invece provato a reagire: i disperati tentativi di resistenza armata, la ricerca del cianuro di potassio come extrema ratio in caso di cattura, le fughe attraverso le fogne cittadine... "Il farmacista del ghetto di Cracovia" racconta tutta l'assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l'incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all'orrore. Come dice un cliente a Pankiewicz: "Dottore, mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore?".
15,00
Il padrone e il suo emissario. I due emisferi del cervello e la formazione dell'Occidente

Il padrone e il suo emissario. I due emisferi del cervello e la formazione dell'Occidente

Iain McGilchrist

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 941

Emisfero destro ed emisfero sinistro: una delle poche cose che tutti sanno è che il nostro cervello è anatomicamente diviso in due metà. Già gli antichi greci speculavano sulla possibile esistenza di un cervello bipartito, ma oggi siamo ormai al luogo comune, che tutti hanno sentito o letto da qualche parte, secondo il quale l'emisfero destro, quello "femminile", sarebbe adibito alla creatività e alla sensibilità, mentre quello sinistro, più "maschile", sarebbe predisposto alla logica e alla praticità: due modi inconciliabili di vedere il mondo. Ma qual è la vera natura di questa dicotomia? Quanto c'è di scientifico e quanto di impreciso o fuorviante? Lo psichiatra, neuroscienziato e studioso di letteratura Iain McGilchrist ha dedicato una vita di studi a questo problema, ricavandone una tesi tanto affascinante e profonda quanto rigorosa e solida, basata su un approccio interdisciplinare che spazia da Platone a Freud, da Shakespeare a Roger Sperry, neuroscienziato vincitore del Nobel per le sue ricerche sulla specializzazione emisferica. Secondo McGilchrist, ciascun emisfero decifra la medesima realtà in un modo coerente, ma incompatibile con quello dell'altro: l'emisfero destro fa esperienza del mondo nella sua interezza e complessità tralasciando i dettagli, mentre l'emisfero sinistro è analitico ma per forza di cose frammentario. Quale delle due modalità guida il nostro comportamento? In Il padrone e il suo emissario, McGilchrist racconta l'inevitabile lotta per il potere di cui i due emisferi sono protagonisti. I segni di questo confronto sono rintracciabili nella storia della nostra civiltà, e ancora ben visibili nei contrasti che animano la cultura occidentale contemporanea. Oggi, in un mondo sempre più disincarnato e dominato dalle tecnologie digitali, sembrerebbe che l'emisfero sinistro stia prendendo pericolosamente il sopravvento su quello destro, forse cambiando per sempre il nostro modo di pensare e di comprendere la realtà in cui viviamo.
40,00
La vita segreta della mente. Come funziona il nostro cervello quando pensa, sente, decide

La vita segreta della mente. Come funziona il nostro cervello quando pensa, sente, decide

Mariano Sigman

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 263

Da dove vengono i nostri pensieri? In che modo prendiamo le decisioni e come formuliamo i giudizi nella vita di tutti i giorni? Che ruolo ha l'inconscio, in questo? C'è una reale distinzione tra le scelte istintive e quelle ponderate? In che cosa differisce il ragionamento di un bambino da quello di un adulto? Quali sono i confini di ciò che definiamo "identità"? E di che cosa è fatta davvero quella che il nostro cervello processa come "realtà esterna"? Che cosa la distingue dalla sostanza dei sogni? In vent'anni di studio ed esperimenti sul campo, Mariano Sigman è rimasto legato alla semplice idea che la ricerca scientifica si nutra di quello stesso sincero stupore dei bambini, che chiedono Perché? all'infinito. È questa la curiosità che anima questo libro, una ricognizione libera sulle conquiste presenti e le prospettive future delle neuroscienze, senza limitazioni di campo e disciplina: in queste pagine si incontrano psicologi, biologi, fisici, matematici, antropologi, linguisti, ingegneri, filosofi, medici. E anche cuochi, maghi, musicisti, scacchisti, scrittori, artisti... La vita segreta della mente ci spiega per esempio perché le persone bilingui sono meno a rischio di demenza, ci racconta come fanno i bambini a riconoscere a prima vista oggetti che hanno soltanto toccato, ci rivela perché i neonati sembrano avere già un innato senso del bene e del male e ci mostra, con viva commozione, i labirinti meravigliosi dei pensieri che si possono "tracciare" anche nei pazienti in stato vegetativo. E se spesso la scienza si fa filosofia e quasi poesia, in queste pagine, è forse perché, come ci spiega Sigman, parlare di neuroscienze significa affrontare l'estremo desiderio dell'uomo di capire se stesso: ogni tentativo di svelare i meccanismi della mente sfida l'intera rete delle nostre conoscenze e ci mette di fronte al misterioso specchio di ciò che siamo.
19,00
Carlo III. La lunga attesa di un re

Carlo III. La lunga attesa di un re

Vittorio Sabadin

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 300

«London Bridge is down.» Questa la frase in codice che l'8 settembre 2022 ha annunciato la morte della regina Elisabetta II, la monarca più longeva della storia del Regno Unito. E lunghissima è stata l'attesa del principe Carlo, diventato re a settantatré anni dopo aver battuto il record di erede al trono più anziano di sempre. Se la Regina era ancora giovanissima e inesperta quando ha indossato la corona, lo stesso non si può dire di Carlo, che ha dedicato tutta la vita a prepararsi per questo momento. Non basta un'incoronazione per guadagnarsi il titolo e la stima del popolo: il primogenito di Elisabetta è cresciuto fin da piccolo con il peso delle aspettative che prima i suoi genitori e poi i sudditi hanno riposto sulle sue spalle, forse non sempre abbastanza grandi da sopportare il frequente disappunto del padre Filippo e la derisione che per anni gli ha riservato la stampa britannica ed estera. Eppure, l'opinione pubblica pare già pronta a riconoscergli un'autorevolezza - e tributargli un affetto - impensabile anche solo pochi anni fa. Dopo i decenni difficili della tragica vicenda di Diana, Carlo si è impegnato con zelo a ricostruire la propria immagine per rivestire degnamente il ruolo di sovrano: filantropo e amante della natura, nel corso degli anni ha sostenuto numerose battaglie sociali e ambientali, e si è attivamente messo all'ascolto dei problemi della gente comune. Ma la battaglia più difficile Carlo l'ha vinta facendo accettare alla famiglia reale e a tutto il Regno Unito quello che, tra mille difficoltà, è stato l'amore della sua vita: Camilla Shand, oggi al suo fianco nel ruolo di Regina Consorte. Vittorio Sabadin, tra i massimi esperti della famiglia reale inglese, ripercorre luci e ombre dell'eterno erede al trono, che ora si appresta a regnare in un periodo di transizione epocale, denso di sfide: riuscirà a ricucire i difficili rapporti tra i due eredi William e Harry e a gestire le rispettive, incompatibili consorti? E saprà smarcarsi dalla lunga ombra di Elisabetta, confermando la centralità della monarchia nel cuore degli inglesi? Comunque vada, Carlo III si occuperà degli affari di Stato come solo un re sa fare, poiché come disse in un'intervista: «Non c'è niente di strano. Si chiama dovere».
19,00
Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

Il viaggio di Veronica. Una storia personale del ritratto fotografico

Ferdinando Scianna

Libro: Copertina rigida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 178

Secondo un vecchio ma efficace cliché, la prima fotografa della storia fu santa Veronica. La leggenda narra che vedendo Cristo piegato sotto il peso della croce, ricoperto di sudore e sangue, Veronica si sia avvicinata e gli abbia asciugato il viso con un panno, sulla cui tela rimasero impressi i tratti di Gesù. Ecco, allora, il primo ritratto "fotografico" della storia. Bisognerà aspettare l'inizio dell'Ottocento per un procedimento chimico e meccanico in grado di rivaleggiare con la Veronica, quando in pochi mesi, quasi in contemporanea, Niépce e Daguerre, Fox Talbot e Bayard arrivano a mettere a punto l'invenzione fatale che Sir John Herschel battezza col nome di fotografia. I primi ritratti fotografici servono per catalogare e studiare le tribù indigene di Asia e Africa, ma anche a Lombroso per mettere a punto il concetto di fisiognomica criminale e a Galton per cercare sostegno alle sue idee sull'eugenetica. Nel frattempo, per l'apparato burocratico statale la fotografia diventa una risorsa indispensabile, da declinare in milioni di ritratti in formato tessera, già prima che la propaganda la sfrutti per raccontare e sostenere il potere. Ma se da un lato il ritratto viene usato per analizzare e incasellare gli esseri umani, dall'altro sono presto evidenti le potenzialità estetiche di questa tecnica rivoluzionaria. Nadar la eleva all'altezza dell'arte figurativa classica, aprendo la strada ai grandi fotografi di ritratto: da Margaret Cameron a Lewis Hine, da Dorothea Lange a Richard Avedon, fino ai capolavori di Cartier-Bresson, "il Mozart della fotografia". Che siano immagini glamour accuratamente studiate in teatri di posa o scatti rubati alla realtà inconsapevole, i ritratti raccontano tanto sul soggetto rappresentato quanto sul fotografo, sulla sua visione del mondo e sull'idea che sorregge quello scatto. Un gioco di specchi affascinante in cui si riflette la storia di come l'uomo ha codificato la propria immagine, di come osserva e rappresenta se stesso. Un gioco in cui si è appassionatamente fatto coinvolgere Ferdinando Scianna, che, mentre costruisce il suo personalissimo percorso nella storia della fotografia, mentre critica o elogia, scarta o riscopre, rivela cosa è il ritratto per uno dei maestri della fotografia italiana. Appendice a cura di Gaia Gambini.
25,00
Essere natura. Uno sguardo antropologico per cambiare il nostro rapporto con l'ambiente

Essere natura. Uno sguardo antropologico per cambiare il nostro rapporto con l'ambiente

Andrea Staid

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 131

Per secoli abbiamo considerato il pianeta come una risorsa inesauribile, da sfruttare e piegare per i nostri interessi: abbiamo deviato fiumi, estratto dal suolo combustibili, ricoperto il terreno di cemento e riempito l'aria di sostanze chimiche, non curandoci delle conseguenze che questa attività forsennata aveva sulle altre specie che popolano la Terra. In preda a un'avida sete di devastazione abbiamo proclamato il nostro dominio, trasformandoci in predatori del mondo intero. Ma siamo davvero così diversi e superiori rispetto a tutti gli altri esseri viventi? L'antropologo Andrea Staid, intrecciando la storia del pensiero occidentale con esempi di vita quotidiana, ripercorre l'evoluzione dell'antropocentrismo europeo che ha determinato il dualismo tra natura e cultura, permettendo così all'uomo di servirsi degli ecosistemi come risorse produttive per arricchire se stesso. Colonialismo ed estrattivismo diventano le chiavi per capire come abbiamo agito sull'ambiente in nome di un progresso sfrenato, che ha rotto equilibri sociali e naturali. La sfida del nostro secolo consiste nello sviluppare un approccio differente, ecologista, che tuteli davvero l'ambiente anche a costo di ridurre sensibilmente la crescita economica; il pianeta appartiene a tutti e ciascuno di noi è chiamato a cambiare il proprio stile di vita, facendo di giorno in giorno piccole scelte davvero sostenibili. Il critical gardening, la spesa responsabile e il riciclo dei rifiuti sono solo alcune delle possibilità che Staid propone per iniziare a declinare nel quotidiano un'idea di mondo e di ecosistema interconnessi con le nostre vite: un'idea da preservare, se vogliamo salvaguardare la nostra stessa sopravvivenza sulla Terra.
15,00
Il fascismo degli italiani. Una storia sociale

Il fascismo degli italiani. Una storia sociale

Patrizia Dogliani

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 366

A differenza del nazismo al quale sono stati dedicati studi di storia sociale sia da parte di storici tedeschi sia anglosassoni, il fascismo italiano appare ancora privo di una storia sociale complessiva, mentre esso è divenuto oggetto e modello per una lettura culturale del fenomeno totalitario. Questo lavoro si presenta come prima sintesi della società italiana sotto il regime fascista, dagli anni della presa del potere sino alla sua crisi durante il conflitto mondiale, passando attraverso il lungo decennio dell'organizzazione e dell'ottenimento di un consenso tra classi medie e tra ceti popolari. Partendo da studi che hanno ricostruito settori specifici dell'organizzazione di massa del partito (le opere rivolte all'infanzia, alla maternità, ai giovani, al dopolavoro) la mobilitazione della popolazione maschile (la milizia, lo sport) ed analizzato l'insediarsi e l'organizzarsi del regime in provincia, il libro esamina l'incidenza del fascismo nella quotidianità degli italiani, nelle mentalità, nel plasmare paternalismo e conformismo ed anche individua atteggiamenti di resistenza e di dissidenza sociale e culturale.
20,00
Disastri

Disastri

Daniil I. Charms

Libro: Copertina morbida

editore: UTET

anno edizione: 2022

pagine: 190

Per tutta la vita Daniil Charms è stato considerato un autore per bambini - e lui i bambini non li sopportava. Mentre le sue fiabe bislacche popolavano libri e riviste illustrate dandogli qualcosa di cui campare, nel silenzio della sua stanza scriveva febbrilmente anche racconti per adulti, altrettanto immaginifici ma abitati da una malinconia lancinante, come di fiabe andate a male. Agli albori dell'URSS questa sua fantasia disperata era però tollerabile solo se confinata dove era meno pericolosa, nella letteratura infantile. Erano gli adulti i veri bambini, da motivare e consolare con romanzi edificanti volti a glorificare l'ascesa del proletariato. Così, mentre fuori infuriava il realismo socialista, Daniil Charms scovava mondi impossibili tra le pieghe della realtà più prosaica: vecchie pettegole che si ribaltano dalla finestra, curiosi che si rompono l'orologio cercando di cogliere l'attimo, uomini seppelliti vivi che si rallegrano del bel funerale, uccelli dotati di denti (o forse no), sfide mortali a colpi di cetriolo, caterpillar col muso coperto di polvere. Un arsenale incredibile di storie che circolerà a lungo solo clandestinamente nei samizdat, libri illegali ricopiati a mano o battuti a macchina di nascosto. Paolo Nori, che ci ha rivelato la grandezza di questo pioniere della letteratura dell'assurdo, seleziona e monta insieme centinaia di frammenti narrativi, alternati a stralci dei diari, in cui Charms mette a nudo la sua tragica quotidianità. L'affresco di personaggi funambolici e animali incredibili si intarsia così con il minuto resoconto di una vita agra, vissuta ai margini della società letteraria fino a quando l'occhio fosco del Partito non si posa su questo strambo dissidente. L'Unione Sovietica cercò di cancellare Charms lasciandolo morire in un manicomio, ma per fortuna ha fallito: a noi, del mondo a venire, resteranno per sempre questi sfavillanti lampi di letteratura che lui chiamava "scemenze". Perché la scrittura, anziché stenografare la realtà, può reinventarla, così che ci appaia più vera.
18,00