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UTET

Atlante delle tensostrutture

Atlante delle tensostrutture

Hans-Joachim Schock

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2001

pagine: 216

I volumi del Grande Atlante di Architettura costituiscono, nel loro insieme, una completa guida alla progettazione. Gli argomenti sono trattati sotto ogni punto di vista: cenni storici, approfonditi elementi tecnici, esempi di realizzazioni, normativa. I numerosissimi particolari costruttivi, disegnati in scala e immediatamente utilizzabili dai progettisti, fanno di quest'opera una guida per la pratica professionale e per la progettazione. Questo volume è dedicato al problema di coprire grandi superfici senza appoggi intermedi utilizzando le tensostrutture, membrane tese che lavorano solamente a trazione. Questo atlante illustra in modo semplice ed efficace, ma scientificamente corretto, i criteri di progettazione delle tensostrutture e le scelte compositive che il loro impiego consente, fornendo poi, nella seconda parte dell'opera, una ricca serie di esempi di edifici realizzati, corredati da numerosi particolari disegnati in scala, utilizzabili direttamente dai progettisti nel corso del loro lavoro.
67,10
Atlante del fibrocemento

Atlante del fibrocemento

Friedrich Grimm, Clemens Richarz

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2001

pagine: 358

I volumi del Grande Atlante di Architettura costituiscono, nel loro insieme, una completa guida alla progettazione. Gli argomenti sono trattati sotto ogni punto di vista: cenni storici, approfonditi elementi tecnici, esempi di realizzazioni, normativa. I numerosissimi particolari costruttivi, disegnati in scala e immediatamente utilizzabili dai progettisti, fanno di quest'opera una guida per la pratica professionale e per la progettazione. Questo nono volume è dedicato a un materiale - il fibrocemento - che, a partire dal 1900 ha conosciuto uno sviluppo tecnologico continuo e non ancora terminato. Si tratta di un composito, realizzato con cemento armato da fibre, deformabile a piacere prima della presa e resistente alla deformazione una volta indurito. Adatto sia per il rivestimento delle coperture sia per il rivestimento di superfici a parete, è stato impiegato dai più famosi architetti del secolo da Le Corbusier a Foster - e ha accompagnato lo sviluppo dell'architettura moderna tanto nelle abitazioni quanto negli edifici industriali o sportivi. Nella parte introduttiva sono presentate le diverse possibilità di impiego delle lastre ondulate in fibrocemento, evidenziando con foto e disegni il rapporto tra l'edificio e la forma architettonica; nella parte centrale presenta, invece, esempi di coperture, pareti e facciate ventilate in un gran numero di edifici realizzati negli ultimi vent'anni.
103,20

Puccini contro tutti. Arie, fughe e capricci di un genio anticonformista

Beatrice Venezi

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 192

Chi non ha provato almeno una volta a intonare la gloriosa romanza di Calaf nella Turandot, quando in attesa dell’alba canta «Vincerò»? Forse non tutti hanno presente il suo volto, o persino il suo nome, ma le parole e le melodie che hanno reso immortale Giacomo Puccini sono ancora oggi parte indissolubile della cultura popolare italiana. La carriera rivoluzionaria di Puccini comincia molto presto. Il suo talento è cristallino e, nonostante i melomani più snob arriccino il naso, ritenendo le sue opere troppo popolari e la sua musica troppo poco sofisticata per venire eseguita nei grandi teatri, il pubblico lo adora. Successo dopo successo, Puccini conquista l’Italia e l’Europa, diventando presto una celebrità planetaria. Geniale e rivoluzionario, guascone sempre pronto allo scherzo e alle esagerazioni, donnaiolo ma anche solitario, amante dei motori e ammiratore di Richard Wagner, appassionato di caccia e celebre buongustaio, Puccini non è stato solo un compositore importante, capace di fornire all’opera un punto di riferimento con cui tutti i musicisti successivi dovettero confrontarsi, ma anche una figura sfolgorante nel panorama mediatico. Fu, per esempio, tra i primi a diffondere immagini e video della sua vita privata, come una sorta di antesignano dei moderni influencer, non disdegnò di fungere da testimonial pubblicitario, nella sua concezione della regia operistica fu capace di anticipare il ritmo narrativo dei film, si mosse instancabilmente in giro per il globo e tra le prime pagine dei giornali... Concittadina di Puccini, cresciuta nel suo mito, leggendone le lettere e le interviste, arrivata a suonare e dirigere le sue opere, Beatrice Venezi ha colto l’occasione del centenario pucciniano per scrivere una biografia sui generis del maestro di Torre del Lago: undici racconti, undici momenti di vita con la colonna sonora delle sue opere, a formare una sinfonia di emozioni, sorprese, aneddoti che compongono il ritratto luminoso di un genio controcorrente.
18,00

L'era dell'umiliazione. Come le aziende, i social media e gli algoritmi alimentano la macchina della vergogna che ci domina

Cathy O'Neil

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 256

Vergogna! urlano molti commenti sui social, molti cartelli alle manifestazioni. È una voce rabbiosa che si alza dal basso verso l’alto, a chiedere giustizia in una società ingiusta. E d’altra parte gli antropologi ci spiegano che esistono da sempre riti di purificazione collettiva in cui la vergogna è uno strumento educativo: attraverso una benefica umiliazione, il trasgressore viene perdonato e ricondotto verso virtuosi comportamenti. Ma è sempre così? Cathy O’Neil è una brillante matematica esperta di algoritmi. Ma è anche una persona che conosce da vicino l’umiliazione: fin da bambina si è impegnata in diete continue e fallimentari, provando sulla sua pelle le mille forme in cui le persone grasse sono ridicolizzate nella società statunitense. Così ha deciso di imbarcarsi in questa ricerca che punta al cuore della vergogna contemporanea, troppo spesso usata come arma di marginalizzazione: colpisce i poveri nel labirintico sistema dei sussidi, i tossicodipendenti in cerca di recupero, gli anziani, i malati, gli ex carcerati, colpisce gli stranieri che «dovrebbero essere grati», ma anche le donne che «non stanno al loro posto». L’era dell’umiliazione mostra bene, alternando testimonianze, esempi di cronaca e dati statistici, come la “macchina della vergogna” diventi un meccanismo diabolico ogniqualvolta la collettività si disgrega e perde coesione, riducendosi in una rabbiosa guerra tra bande. In questo il mondo digitale ha un ruolo di accelerazione e distorsione: basta un video di dieci secondi su un social network per rovinare la vita di una persona; e basta consultare una volta un sito di diete per finire perseguitati da mail e pubblicità che fanno leva sulle insicurezze per spillare soldi. Perché, e questa è forse la cosa più odiosa, la macchina della vergogna è anche un business che arricchisce tanto aziende tradizionali che vendono cure miracolose anti-aging quanto giganti dell’hi-tech che lucrano sul traffico creato dalle gogne social. Ma, spiega O’Neil, è possibile sottrarsi a tutto questo, imparando a smantellare la macchina spietata e reimparando invece il ciclo virtuoso della vergogna, fatto di empatia, condivisione e soprattutto perdono.
22,00

Sta arrivando la fine del mondo? 15 punti di vista sulle paure e i rischi apocalittici del nostro presente

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 256

Nel giugno del 1947 la rivista “Bulletin of the Atomic Scientists” pubblica in copertina l’immagine stilizzata di un orologio con le lancette ferme a pochi minuti dalla mezzanotte: è la prima comparsa del Doomsday Clock, un orologio ideale che, sulla base della valutazione di molti scienziati, segna quanto ci stiamo avvicinando alla fine del mondo. All’epoca, all’indomani di Hiroshima, la preoccupazione era esclusivamente atomica, ma nei decenni seguenti le minacce apocalittiche sono proliferate, moltiplicandosi spaventosamente con l’arrivo del nuovo millennio: siccità, inquinamento, estinzioni animali e vegetali, inondazioni, terremoti, guerre, sviluppi tecnologici fantascientifici, precarietà economica e tensioni sociali. Intanto, i media tradizionali cavalcano le paure a colpi di titoli a caratteri cubitali, mentre nei social network rimbalzano immagini e video in cui ci immergiamo passivamente e depressivamente, come fossero visioni da un futuro distopico. Non si tratta più di sognare una fine del mondo, sembra, ma di scegliere quale fine del mondo ci aspetta. O meglio, abbiamo in realtà il sospetto che il mondo continuerà a esistere, placido e surriscaldato, ma senza di noi. È davvero così? O è solo la narrazione seducente dell’apocalisse che ci ha mortalmente assuefatti? Abbiamo riunito quindici scrittrici e scrittori che si occupano di ambiti molto diversi, e li abbiamo invitati a ragionare intorno a queste domande. Gli interventi che ne sono scaturiti attraversano discipline e argomenti disparati: ecologia, tecnologia, biologia, astrofisica, geopolitica, arte, letteratura, climatologia, economia, storia, cibo, lavoro, sociologia, social media. Al di là di ogni potere apotropaico, in ogni caso, "Sta arrivando la fine del mondo?" è una domanda utilissima. Serve a fermarsi un attimo e raffreddare gli animi, a decodificare il presente per immaginare il futuro di specie che ci aspetta.
19,00
L'arte della guerra contemporanea. Dalla caduta del Nazismo al conflitto in Ucraina

L'arte della guerra contemporanea. Dalla caduta del Nazismo al conflitto in Ucraina

David Petraeus, Andrew Roberts

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 656

Gli ultimi anni ci sono apparsi come una violenta resurrezione della Storia: le immagini della tragica invasione dell'Ucraina, insieme alle macerie di Gaza, hanno rievocato gli spettri di un'umanità bellicosa che credevamo ormai appartenere al passato. La guerra, finita ai margini della nostra quotidianità, è tornata prepotentemente alla ribalta, conquistando le prime pagine dei giornali e rimescolando i fronti tra interventisti e pacifisti a oltranza. Ma la guerra in sé e per sé non era mai scomparsa - si era solo trasformata. Il fatto è che la seconda guerra mondiale ha segnato un prima e un dopo: la rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, con la minaccia di un annientamento nucleare, ha fatto sparire dal tavolo l'opzione di una guerra su scala globale, sostituendola con uno stillicidio di piccoli e medi conflitti dislocati in aree di interesse economico o geopolitico, dove le strategie e le tecniche militari hanno potuto mettersi in discussione, rinnovarsi e a volte reinventarsi. Il generale David Petraeus, ex direttore della CIA e comandante delle forze statunitensi in Iraq e Afghanistan, è stato un grande innovatore in questo senso, trovandosi di continuo nella necessità di operare su territori ostili, in condizioni di guerriglia e mescolanza fra truppe regolari e terroristi, civili e bande armate. In questo saggio scritto a quattro mani, Petraeus mette le sue eccezionali conoscenze sul campo a disposizione dello storico Andrew Roberts, con il proposito ambizioso di tracciare la parabola evolutiva militare dalla guerra di Corea a quella del Vietnam, dalle due guerre del Golfo a quelle nell'ex Jugoslavia, dall'Afghanistan fino al recente conflitto in Ucraina. "L'arte della guerra contemporanea" trae cruciali intuizioni sulla natura tecnica dei diversi scontri, su quali siano gli elementi determinanti per il successo e quali gli errori più reiterati, sulle conseguenze di ogni conflitto e su quanto, ancora, dobbiamo imparare dalla Storia. Se è vero che la guerra, come scriveva il teorico militare Carl von Clausewitz, «non è che la politica continuata con altri mezzi», è dunque inevitabile che i conflitti segnino ancora il nostro presente, evolvendosi in modi sempre nuovi che oggi più che mai è necessario comprendere.
34,00
Insegnare a nuotare a una foca. Viaggio insolito nella lingua islandese

Insegnare a nuotare a una foca. Viaggio insolito nella lingua islandese

Leonardo Piccione

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 224

In alcune vacanze basta una settimana per memorizzare le espressioni più frequenti, imparare a dire correttamente “Grazie” e “Buongiorno”, o addirittura arrischiarsi in una breve conversazione. In altre, le parole si aggrovigliano in oscuri ghirigori, lasciandoci smarriti e incapaci di proferire alcun suono. È questo l’effetto che suscita un primo confronto con l’alfabeto islandese. Composto di trentadue lettere, in buona parte simili alle nostre, si differenzia per le impronunciabili ð, Þ e la æ o l’assenza della c, la w e la q, e quella contestatissima della z, esclusa dall’alfabeto con una legge nel 1973. Come se non bastasse, questo sciame di grafemi si coagula in lunghissime espressioni intellegibili e declinabili secondo complessi casi grammaticali. Un incubo per qualsiasi turista, ma anche per studenti volenterosi come il giornalista Brendan Glacken, che nel saggio La terribile lingua islandese scrive: «La gente decide di imparare l’islandese per ragioni diverse, la maggior parte delle quali altamente discutibili». Per Leonardo Piccione confrontarsi con l’islandese è stata una necessità. Arrivato sull’isola per un breve viaggio, è stato affascinato dai panorami, dalla lentezza del tempo, dalle nuvole veloci al punto da trasformarla in sua dimora elettiva. In questa insolita esplorazione, la lingua, i suoi proverbi, le vertiginose costruzioni sintattiche e le bizzarre scelte onomastiche si riflettono nella letteratura, nella visione del mondo e nelle abitudini quotidiane degli islandesi, diventando l’ago magnetico da seguire per orientarsi tra i vulcani e i ghiacci di uno dei paesi più a nord del pianeta.
17,00
Se il fuoco ci desidera. Breve vita di Renato Del Din, che l'8 settembre 1943 scelse la libertà

Se il fuoco ci desidera. Breve vita di Renato Del Din, che l'8 settembre 1943 scelse la libertà

Alessandro Carlini

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 192

«Sente la montagna», dice di lui il comandante. Nell’estate del 1943, Renato Del Din si distingue per preparazione e istinto da scalatore, e lui stesso trova un incanto speciale lassù tra le Dolomiti, dove non arrivano gli echi terribili della guerra. Ma non appena viene assegnato come sottotenente degli alpini a un battaglione della divisione Julia si trova davanti alla scelta più importante della sua vita: scoccato l’armistizio, sbandato l’esercito, si tratta di decidere se seguire Mussolini tra le forze repubblichine o ribellarsi ai nazifascisti. Renato pensa a suo padre Prospero, prigioniero in India, che mai aveva voluto prestare giuramento al duce; pensa a sua madre Ines e a sua sorella Paola a Udine, mentre i tedeschi la occupano usando il pugno di ferro; pensa agli ideali risorgimentali, che lo infiammano ancora, e scrive su un foglio una poesia, che inizia così: «Se il fuoco ci desidera, il fuoco ci prenda». Renato quell’8 settembre scelse la libertà, diventando tra i primi animatori delle brigate Osoppo, cuore della Resistenza in Friuli. In sette mesi furibondi di sortite, azioni e sabotaggi, la sua formazione divenne una spina nel fianco per i nazifascisti, fino alla terribile notte in cui Renato in persona guidò un attacco eroico a una caserma della milizia, trovando la morte. Era il 25 aprile 1944, esattamente un anno prima della Liberazione. Renato aveva ventun anni. Nell’ottantesimo anniversario, Alessandro Carlini ricostruisce la brevissima vita di questo ufficiale e partigiano “perfetto”, grazie agli scritti e alle lettere inedite di Renato, e ai ricordi della sorella Paola Del Din, che dopo la morte del fratello portò avanti il suo nome e la sua battaglia.
19,00
Nome in codice: Renata. Storia di Paola Del Din, combattente della Resistenza e agente segreto

Nome in codice: Renata. Storia di Paola Del Din, combattente della Resistenza e agente segreto

Alessandro Carlini

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 240

Fino all’8 settembre del 1943, Paola Del Din era solo una studentessa di Lettere. Cresciuta in una famiglia di militari, amava leggere e tirare di scherma. Sarebbe diventata insegnante, un giorno. Ma dopo l’armistizio, la Storia pretende una scelta di campo: o con il re, o con Mussolini. Il padre Prospero è già lontano, prigioniero di guerra, allora sta al figlio Renato prendere le armi con la brigata Osoppo, e resistere ai nazifascisti nelle terre insidiose del Friuli. Paola collabora, fa la staffetta, aiuta come può. Ma tutto sta di nuovo per cambiare. Nella notte tra il 24 e il 25 aprile del 1944, esattamente un anno prima della Liberazione, Renato viene ucciso durante un assalto a una caserma repubblichina. A quel punto, Paola non ha scelta: deve raccogliere l’eredità di Renato, e combattere finalmente in prima linea. Ma lo farà a suo modo. Accetta una missione ad alto rischio per la Osoppo e i servizi segreti britannici: attraversare l’Italia per consegnare un plico top secret ai comandanti alleati. In mezzo ai documenti che porta nascosti tra i vestiti, preziosissima, c’è la richiesta di una medaglia al valore per la memoria di Renato. Ed è in onore del fratello che sceglie il suo nome in codice ufficiale: Renata. La sua è una discesa agli inferi di un paese devastato, immerso nella notte cupa dell’occupazione nazifascista, rischiarata solo dai lampi crudeli dei mortai e degli spari. Alla fine Paola Del Din, combattente e patriota della brigata Osoppo-Friuli, agente pro tempore dello Special Operations Executive (soe) britannico, si guadagnerà una medaglia d’oro al valor militare della Repubblica italiana, arrivando persino a paracadutarsi, dopo un addestramento di pochissimi giorni, nel Nordest sconvolto dalla guerra. Agenti segreti dandy e questurini doppiogiochisti, preti coraggiosi, sortite audaci e feroci rappresaglie, ma anche i duri contrasti fra osovani e garibaldini che portarono all’eccidio di Porzûs: Alessandro Carlini ricostruisce per la prima volta la storia completa di Paola Del Din, alternando la viva voce della donna, oggi sulla soglia dei cento anni, e i molti documenti consultati, tra cui i file riservati del servizio segreto britannico.
15,00
Io vi accuso. Giacomo Matteotti e noi

Io vi accuso. Giacomo Matteotti e noi

Concetto Vecchio

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 240

Nel suo paese natale, Fratta Polesine, Giacomo Matteotti, ucciso dal fascismo, è stato per oltre sessant'anni ricordato con una iscrizione censurata. Nel 1950, con Mario Scelba ministro dell'Interno, non fu permesso di scrivere che «senza pace attende il giorno della giustizia riparatrice». Solo da un decennio la frase è riapparsa in piazza, ma quel desiderio di giustizia resta in attesa, perché nell'Italia repubblicana Matteotti è ancora solo il nome di una via. E invece la sua vita, per noi oggi, è più importante della sua morte. Per questo Concetto Vecchio si è messo sulle sue tracce, leggendo le carte degli interventi parlamentari e le lettere d'amore alla moglie Velia, ma anche viaggiando attraverso l'Italia, dalla casa natale nel Polesine alla tomba, dal palazzo del quartiere Flaminio da cui uscì per l'ultima volta alle aule del parlamento in cui viene discussa la proposta di Liliana Segre per le celebrazioni del centenario della morte. In questa vera e propria inchiesta giornalistica emerge il ritratto psicologico di un uomo intransigente, risoluto, ma anche inquieto, modernissimo, dalla parte degli ultimi, che affronta Benito Mussolini a viso aperto. Con l'occhio al presente e il cuore rivolto alle giovani generazioni, Vecchio ripercorre non solo la biografia di Matteotti, ma anche la lotta di coloro che, a volte difficoltosamente, hanno cercato di salvaguardare la sua memoria: dalla coppia romana che senza chiedere niente a nessuno ha deciso di ricordarlo con una targa commemorativa, agli studiosi che hanno curato i suoi scritti, da Franco Nero che lo interpretò al cinema fino al toccante incontro con la nipote Laura Matteotti nella Roma di oggi. Io vi accuso è uno scavo nella ferita pubblica e privata del più grave delitto politico del Ventennio: una storia che ci interpella anche adesso.
19,00
10 rivoluzioni nell'economia globale (che in Italia ci stiamo perdendo)

10 rivoluzioni nell'economia globale (che in Italia ci stiamo perdendo)

Stefano Feltri

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 240

«Ci sono molte spiegazioni del declino italiano: la struttura delle imprese, troppo piccole, la bassa natalità, il peso del debito pubblico... Io ne vorrei proporre una meno tecnica e più semplice: parliamo sempre delle stesse cose e non ci accorgiamo del mondo che cambia intorno a noi finché non è già troppo tardi.» Il dibattito pubblico italiano si avvita sempre intorno agli stessi temi: i giovani disoccupati ma anche sfaticati, il Made in Italy che tutti ci invidiano, il debito pubblico che ci affossa, il ponte sullo stretto di Messina, il Festival di Sanremo. Ma intanto il mondo cambia, e sempre più velocemente. Stefano Feltri, da anni uno dei più autorevoli e informati giornalisti italiani, cerca in questo libro di indicare e descrivere le rivoluzioni che stanno scuotendo l'economia globale – e di cui in Italia arrivano eco lontane e confuse, distorte da calcoli elettorali, pigrizia intellettuale, astrusità tecnocratiche. Dall'ondata delle criptovalute, ormai in ritirata, alla transizione ecologica e ai suoi costi, dall'intelligenza artificiale che muove i primi passi concreti a una globalizzazione che scricchiola, dallo smart working alle logiche economiche dei social, Feltri ci racconta gli snodi cruciali dell'economia contemporanea, evitando tutti i luoghi comuni della mediasfera nazionale e portando una prospettiva ampia e informatissima a disposizione dei lettori, e dei cittadini, italiani.
19,00
Il rapporto Dasgupta. La soluzione economica alla sfida del cambiamento climatico

Il rapporto Dasgupta. La soluzione economica alla sfida del cambiamento climatico

Partha Dasgupta

Libro: Libro rilegato

editore: UTET

anno edizione: 2024

pagine: 240

La ventottesima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutasi a Dubai alla fine del 2023, ha raggiunto tecnicamente un accordo storico, in cui gli stati membri riconoscono la necessità di una «transizione dai combustibili fossili». Eppure, la politica sembra muoversi troppo lentamente, mentre il riscaldamento globale da minaccia lontana è diventato una quotidiana realtà, con siccità e inondazioni che portano devastazione e povertà a moltissime persone e mettono in ginocchio l'economia di interi paesi. In effetti sembra sempre più evidente che economia e ambiente sono saldati, al punto che è difficile pensare di salvare la Terra senza ridiscutere almeno in parte il capitalismo avanzato e lo stile di vita occidentale. Per questo, quando nel 2019 il ministero del Tesoro del Regno Unito ha bussato alla porta di Sir Partha Dasgupta per commissionargli uno studio che coniugasse economia e ambiente - una mossa inaudita - l'eminente economista di Cambridge non ci ha pensato due volte e ha accettato, buttandosi in uno studio lungo anni. Il risultato èIl Rapporto Dasgupta, da subito acclamato come un'opera cardine del pensiero economico e dell'attivismo ambientale, anche grazie alla semplice intuizione alla base: la concezione novecentesca del pil è completamente sballata, perché misura la crescita economica senza tenere conto dell'impatto che i sistemi produttivi hanno sulla biosfera. Ma questo impatto, impoverendo il suolo, sterminando gli animali, inquinando aria e falde acquifere, alla lunga produce più danni (anche economici!) che benefici: con una brillante metafora, Dasgupta ci spiega che sarebbe come far vincere il campionato alla squadra che fa più gol, senza tener conto dei gol subiti. Nel gigantesco rapporto originale, e in questo libro che ne condensa i concetti in chiave divulgativa, Dasgupta propone una strada alternativa, ripensando globalmente il sistema del pil, così da controbilanciare la crescita economica con il consumo di patrimonio ambientale. Grazie a questo "uovo di Colombo" di un luminare ancora poco conosciuto in Italia ma sempre più riconosciuto a livello mondiale, potremmo invertire la tendenza e salvare non solo l'ambiente, ma il genere umano. Prefazione di David Attenborough.
24,00

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