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Tullio Pironti

La contessa di Charny

Alexandre Dumas

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2010

pagine: 1139

Dopo aver pubblicato negli anni scorsi i romanzi Cagliostro, La collana della regina e Ange Pitou pubblichiamo ora La contessa di Charny, che costituisce la quarta parte di questo imponente ciclo narrativo di Alexandre Dumas. La contessa di Charny è un romanzo storico, uno dei più avvincenti di Alexandre Dumas, e racconta vicende che si svolgono in un momento cruciale per la storia della Francia e dell'Europa (dalle giornate del 5 e 6 ottobre 1789 fino al processo e all'esecuzione di Luigi XVI il 21 gennaio 1793). Nel racconto dettagliatissimo e appassionato dell'avventura collettiva della Rivoluzione francese ritroviamo personaggi famosi come Cagliostro, Mira-beau, Marat, Danton, Robespierre, Saint-Just, ma anche tantissimi altri personaggi le cui storie individuali si intrecciano con la Storia. In mezzo al sangue e al terrore, numerose sono le storie d'amore, alcune travagliate e drammatiche, come quella della contessa di Charny e della regina Maria Antonietta che si contendono lo stesso uomo, altre tenere e a lieto fine, anche se complicate, come quella di Ange Pitou e Catherine Billot, con la quale il romanzo si chiude. Questa edizione basata su una nuova traduzione integrale, si avvale delle belle illustrazioni originali di Janet Lange, uno dei più famosi illustratori dell' Ottocento.
28,00

Tra i due palazzi. La trilogia del Cairo

Nagib Mahfuz

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 1996

pagine: 653

Originariamente pubblicata in arabo tra il 1956 e il 1957, la Trilogia narra la storia dell'Egitto attraverso gli occhi di una famiglia, dai primi anni del '900 al golpe militare che nel 1952 rovesciò il governo di Re Faruk e portò al potere Gamal Abd el Nasser.In questo primo romanzo, Mahfuz intreccia magistralmente la società cairota della fine del secolo con personaggi che sono allo stesso tempo obbedienti e meravigliosamente sensuali, le loro vite austere e affascinanti. Qui i rigorosi principi delle donne "rispettabili" e dei loro uomini sono osservati scrupolosamente, in contraddizione alla cultura notturna delle danzatrici del ventre e delle bevande alcoliche, tra la presenza delle forze inglesi e australiane al Cairo.
16,50

Continente Napoli. Una passeggiata tra i vicoli della città: storie, vicende, aneddoti paradossali eppure... paradossalmente reali

Caterina Della Vecchia

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2022

pagine: 95

Un excursus fra leggende, vicoli, antichi mestieri, voci, nobili, lazzari e lazzaroni: una Napoli vista attraverso gli occhi di una napoletana doc che ha sempre amato la sua città, ma anche aspramente criticata ed in alcuni momenti odiata; una Napoli, in parte sconosciuta, dove miti, leggende, fantasmi e realtà si fondono in un tutt'uno dando voce ad una città unica, buona e cattiva allo stesso tempo, pulita e sporca, scaltra e ingenua. Un mix di contraddizioni, una metropoli moderna ma anche pregna di vecchie abitudini, superstizioni, culti, leggende e fantasmi che ancora oggi vagano indisturbati per i vicoli del centro storico, un popolo eterogeneo che si vanta degli antichi albori ma spesso elude la quotidianità. Contraddizioni, ironia, filosofia, creatività, inventiva, arte di arrangiarsi hanno arricchito, ma spesso anche impoverito Partenope, la stessa Partenope che con il suo canto ammaliava i marinai per poi sedurli e abbandonarli in mezzo al mare in balia di se stessi e del proprio destino. Ecco, in queste ultime e poche righe è sinteticamente descritta Napoli: ammaliatrice, seduttrice e pericolosa.
11,00

Nir pur

Massimiliano De Menna

Libro: Copertina rigida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2022

pagine: 44

Nir Pur è un mito. È il racconto illustrato di una leggenda dal sapore orientale che, come se risalisse dalla notte dei tempi, rivive simile ad un reperto archeologico da poco venuto alla luce. È il mito di un fiume, il Nir Pur, che è il fiume nutritore, il punto di riferimento atavico del percorso dell'evoluzione storica della civiltà. È un fiume che si sviluppa nell'interezza del territorio umano, dagli albori ai tempi recenti, tagliandolo in due, da costa a costa, da mare a mare; dalla coda, che è la foce del fiume, alla testa che è la fonte di questo immaginario e immenso corso d'acqua. Il Nir Pur ha la forma di una lucertola, con le zampe avvinghiate alle montagne e il capo gigantesco e fisso tra le nebbie delle sue cascate, in attesa della preda: una mitica falena che sarà il suo ultimo pasto. "Quando sarà, il pianeta intero sarà sconvolto ed ogni cosa cambierà sotto il sole!". Il mito è narrato in prima persona dalla Falena, più esattamente dall'Uomo-Falena che, ricordando come la sua vita fosse stata una brezza leggera che sfiorava le stelle, racconta di come, carezzando il mondo, fu generato e prese forma, rallentato nella sua corsa aerea dalle acque in tempesta della foce del Nir Pur. La sua forma è incompleta, come è incompleta o rimossa la coscienza del suo destino. Il suo corpo è ricoperto di polvere d'oro fino alle carni ed il suo viso mascherato. Nasce e assiste, tra le paludi che lo circondano, alla loro bonifica per opera di un'umanità primitiva e inizia la risalita che è coscienza di un brulichio di anime nel contesto di una natura lussureggiante che si autodivora. Vive ed è partecipe dolorosamente di questa realtà. Ed è la cognizione del dolore, in ultima analisi, il motore primo del suo andare avanti, del suo procedere, nello spazio e nel tempo, risalendo la corrente fino alla vetta altissima di un vulcano dove, tra le nebbie delle immense cascate, il mostro lo attende con le fauci spalancate.
24,90

«Io sono un uomo di mondo...». Incroci di linguaggi e culture nell'arte comica di Totò

Libro

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 162

Immaginare l'uscita di un nuovo titolo su Antonio de Curtis, in arte Totò, può essere un'operazione affascinante, ma al tempo stesso rischiosa. La bibliografia fino a oggi prodotta per investigare i molteplici tratti del suo profilo umano e artistico - la vita privata, le sue ascendenze nobiliari, le sue caratteristiche di attore teatrale e cinematografico, le sue funamboliche acrobazie linguistiche, le sue apparizioni televisive, il suo talento comico, la sua produzione poetica e le sue composizioni in veste di autore e interprete di canzoni - è talmente vasta che diventerebbe impresa ardua individuare aspetti e dimensioni di questa popolare icona della comicità non ancora attraversati da uno sguardo critico. Il volume curato da Paolo Sommaiolo, però, non si sottrae a questa sfida, proponendo i contributi di due Giornate di Studio, tenutesi il 28 e il 29 aprile 2017 all'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale", nel corso delle quali alcuni docenti hanno dato vita a un vivace e stimolante dibattito da cui sono emerse interessanti prospettive per esplorare il "fenomeno Totò" da inconsuete angolature. L'intento era quello di sollecitare uno sguardo plurimo e una varietà di approcci tra la vocazione multiculturale degli insegnamenti impartiti all'"Orientale" e la multiforme vena umoristica della maschera di Totò, anch'essa connotata da una forte impronta multiculturale. Nelle tre sezioni di "Io sono un uomo di mondo..." si scopriranno insoliti intrecci, seguendo le tracce di Totò in contatto con modelli di culture straniere, in versioni della sua comicità doppiate o sottotitolate per la circolazione all'estero dei suoi film, in rapporto con gli eventi cruciali della storia del Novecento. La prospettiva d'indagine si allarga alle implicazioni filosofiche e di natura etico-politica che si possono trarre dalle sue interpretazioni attoriche e alle sue prove di scrittura, provando a rintracciare le dinamiche della sua recitazione e le prerogative che hanno determinato il successo della sua maschera comica.
13,00

Si regalavano infamie. Antonina e Teodora le potenti di Bisanzio

Liliana Madeo

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 300

Due femmes fatales, amiche per la pelle e potenti, fascinose e sfrontate, perfide e magnanime, uscite dai bassifondi e ascese ai vertici della società nella Bisanzio del VI secolo d. C., groviglio di congiure, rivalità, conflitti religiosi, scontri fra Oriente e Occidente. Vedova di un mercante antiocheno e madre di una nidiata di figli, Antonina non è né bella né giovane quando sposa il generale bizantino Belisario (che fu fermato dalle possenti mura di Napoli, e la conquistò nel 536 penetrandovi attraverso l'acquedotto sotterraneo). Antonina subito diventa un personaggio di spicco, rivelandosi capace come nessun'altra donna di rendere possibile l'impossibile. Depone un pontefice e lo fa imprigionare. Manovra perché un altro papa abbandoni Roma, il soglio pontificio, e vada a Bisanzio a misurarsi con la sovrana che al credo da lui promulgato si oppone. Tende un micidiale tranello a uno dei più potenti ministri e lo porta alla rovina. Si innamora di un giovane che insieme con il marito aveva adottato, lo esibisce e nello stesso tempo difende con le unghie e coi denti il suo matrimonio. Tra l'amante e un figlio che ha rivelato a Belisario l'adulterio di cui si è macchiata, sceglie l'amante e perseguita il figlio che verrà imprigionato, torturato. Degli schiavi che hanno messo il generale al corrente della sua tresca amorosa fa sparire persino i resti. Manipolare la verità e uscire indenne dalle situazioni a rischio fra cui si muove le è possibile grazie al sostegno della sovrana di cui è ormai una sorta di alter ego. Si sono conosciute quando Teodora, poco più che ventenne, viene cacciata dal governatore della Pentapoli, di cui era stata l'amante, e torna a casa impiegandoci tre anni, incontrando via via i maestri di dottrina e teologia da cui non si distaccherà mai e che la metteranno in conflitto persino con il marito imperatore, Giustiniano. Una volta a Bisanzio, e diventate mogli dei due uomini ai vertici della società, ricominciano la loro vita. Hanno entrambe assaporato le umiliazioni, le rabbie degli emarginati, e la loro sete di potere, di onori, di ricchezza è inesausta. Con Antonina al fianco, la sovrana si concede piaceri come l'umiliazione di venerabili seniores, di matrone altezzose, di aristocratici schizzinosi davanti alla prospettiva di sposare fanciulle provenienti dal mondo vituperato dello spettacolo. Di lei si serve per accusare, imprigionare, ridurre al lastrico chi non le tributa i dovuti onori. Con lei vigila perché siano efficienti le istituzioni che ha fatto nascere in difesa delle prostitute, a tutela delle vedove, delle attrici "pentite", delle donne in difficoltà. Antonina, amata, protetta, consultata dal generale è sempre al fianco del marito sui fronti di guerra in Africa, in Italia, in Oriente, e in perenne collegamento con l'amica del cuore. Fino al giorno in cui Teodora muore, nel 548, lasciando - sul tappeto - un suo desiderio da realizzare. Ad Antonina spetta l'ultima parola? E lei la pronuncia. Nel modo più provocatorio che conosca. Con effetti che saranno clamorosi .....
15,00

Forme di attesa

Enzo Ragone

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 74

«Nella poesia di Enzo Ragone il transito dell'arte nasce dalla lucida e stoica consapevolezza della irriducibilità del frammento, dell'impossibilità di riportare unità, di ritotalizzare ciò che si può soltanto sospettare e mai più raggiungere. Ma il frammento non significa poetica del frammento e perdita della visione, bensì coscienza di operare attraverso la pratica poetica, del linguaggio che costituisce l'opera. In questo senso l'opera "forme di attesa" è indispensabile, in quanto ristabilisce concretamente rotture e squilibri del sistema sociale che invece tende ottimisticamente a rendere sintomatico il quotidiano, per riconvertire il frammento in termini di totalità. La poesia di Ragone è sensibilità armata di un'esperienza intransitiva che rivolge le proprie armi dentro il proprio ambito, che affonda i propri utensili all'interno di una produzione che rimuove la piramide del pensiero logocentrico partendo dalla posizione del frammento e approdando infine a quella nomade che coincide con l'atteggiamento dell'errare, dello spostamento metonimico del desiderio costituito dall'opera d'arte. Cioè la poesia. Sulla parola vigila la pittura, in questo caso di Nicola De Maria che mette in evidenza il valore dell'autonomia di un linguaggio che evita di identificarsi con la vita ed esalta, anche esso, attraverso il frammento il confine che separa l'arte e la vita». (Dalla Prefazione di Achille Bonito Oliva). Con opere di Nicola De Maria.
10,00

Il Caffè delle Due Porte 1848

Celestino Genovese

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 479

Nel 1848 il Caffè delle Due Porte ad Avellino era un ritrovo di liberali che vi tenevano appassionate, quanto clandestine, discussioni sulla prospettiva dell'unificazione italiana. L'autore mette così inizialmente a fuoco un microcosmo di provincia a partire da una cittadina dell'interno del Regno delle Due Sicilie, con il suo complesso di trame e di personaggi; ma subito dopo lo sguardo si allarga su scenari sempre più ampi, come la Napoli borbonica, la Torino di Carlo Alberto, fino alla Milano delle cinque giornate e la prima guerra d'indipendenza, per esitare infine nella drammaticità delle barricate del 15 maggio nella capitale partenopea. La peculiarità del romanzo è l'intreccio fra i personaggi di fantasia e quelli realmente esistiti, come Luigi La Porta, Carlo Poerio, Francesco De Sanctis, Filippo Palizzi, Niccola Nisco, Michele Pironti e molti altri, secondo un modello già felicemente sperimentato dall'autore in La fontana di Bellerofonte, di cui questo è una sorta di ideale continuazione. Come nel precedente romanzo, anche in questo tutti gli accadimenti e i personaggi storici sono ricostruiti da fonti dirette e indirette, attraverso documenti, testimonianze, ecc. Tutto il contesto narrativo, invece, reinventa aspetti appartenenti a rituali, mentalità, forme espressive, modi di dire, dialetti, che consentono di avvicinarsi agli eventi con la sensazione molto realistica di mescolarsi ai protagonisti annullando la distanza temporale. Diverse trame corrono parallele, mentre le loro propaggini si incrociano formando un unico ordito, dove trovano collocazione passione amorosa e crisi coniugale, tormenti dell'amore senile e ricerca ambivalente delle proprie origini. Non manca quello che oggi chiameremmo un cold case, cioè l'indagine sulla scomparsa di una donna avvenuta dodici anni prima, che accompagna tutto il romanzo dall'inizio alla fine.
18,00

El doble de todas las cosa. Estudios sobre Ramón Gómez de la Serna

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 319

15,00

Sopra le macerie. Alle origini del più grande polo industriale del Mezzogiorno: i lavoratori e l'Alfa Romeo di Pomigliano

Aniello Cimitile

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 293

Lo stabilimento Alfa Romeo Avio di Pomigliano d'Arco, impiantato celermente in clima prebellico, sembrava nato giusto per essere distrutto, prima dalle mine naziste e poi dalle bombe alleate del 1943. Le maestranze, oltre seimila, erano state tutte licenziate e era già in esecuzione il piano di recupero e trasferimento al Nord di materiali e macchine salvate. Accadde invece che Ferruccio Parri, primo Presidente del Consiglio dell'Italia Repubblicana, alla sua prima visita al Mezzogiorno, come primo atto, venne a rendere omaggio ai circa cinquecento lavoratori che, dalle macerie, avevano rimesso in piedi i primi reparti, salvato e messo in funzione oltre trecento macchine, testardamente difese da ogni tentativo di portarle via. Rimettere in piedi l'embrione produttivo del futuro polo industriale di Pomigliano non bastava, bisognava anche realizzarne le premesse culturali e sociali. Un drappello di ex braccianti, contadini, muratori, artigiani e garzoni di bottega, trasformati da pochi anni di fabbrica in "operai metalmeccanici", si assunse la grande missione storica di essere il motore primordiale e locale di un mondo nuovo. Furono quei nuovi soggetti sociali gli unici a volere a e votare, a Pomigliano d'Arco, per la Repubblica. Giorno dopo giorno, la loro azione trasmigrò l'antica società rurale in quella nuova e industriale. Accamparono diritti e migliori condizioni di vita di contadini e lavoratori, alimentarono lotte e movimenti, valori e principi di cultura operaia avanzata, crearono nuove relazioni e modelli di vita sociale, fondarono ex-novo il proprio Partito, organizzarono il Sindacato in fabbrica e la Camera del Lavoro sul territorio. Furono i pionieri sia della società sia della sinistra industriale pomiglianese. Cammino esaltante, ma anche tormentato: pagato a caro prezzo, quotidianamente, fra scomuniche, rappresaglie e repressioni, fra resistenza del "vecchio" e contrapposizione di un "nuovo" ostinatamente diverso da quello che si voleva costruire. Storie individuali destinate a perdersi nella nebbia del tempo e che invece governarono ragioni e sentimenti, riflessioni e passioni. Infine, su questo drappello di operai generosi, perfino audaci "fabbri" del proprio destino, si è abbattuta la scure ingiusta di un oblio collettivo.
13,00

In onore di Pallade. La Propalladia di Torres Naharro per Ferrante D'Avalos e Vittoria Colonna

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2021

pagine: 382

Uscita dai torchi di Ioam Pasqueto de Sallo nel marzo del 1517 e dedicata a una delle più celebri ed eroiche figure dell'Italia dei primi decenni del Cinquecento, Ferdinando Francesco d'Avalos, II marchese di Pescara, la Propalladia è un insieme di opere teatrali e poetiche di Bartolomé de Torres Naharro e vanta il primato di essere stato il primo libro a stampa pubblicato a Napoli in lingua spagnola. Insigne monumento del teatro profano del Rinascimento europeo, il volume rappresenta una testimonianza tangibile delle sensibilità letterarie e performative della nobiltà ispano-napoletana del primo Cinquecento così come del dinamico e fruttifero plurilinguismo che, in continuità con l'epoca aragonese, caratterizza la Napoli spagnola di Carlo, il futuro imperatore. La Propalladia, nella lunga e feconda stagione dell'editoria partenopea in lingua castigliana durante i due secoli in cui il Regno di Napoli formò parte della Corona di Spagna (1503-1707), è, indiscutibilmente, uno dei capolavori della serie (oltre 200 opere di diversi generi e consistenza fino ad ora identificati), sia per la novità e forza delle commedie che la costituiscono, sia per la straordinaria ricchezza e creatività espressiva che caratterizza la lingua del poeta di Extremadura. Abbracciando prospettive scientifiche plurali, i saggi che costituiscono il volume In onore di Pallade perlustrano, con sguardi incrociati, da una parte, il nuovo contesto politico-culturale, artistico ed editoriale partenopeo che generò la Propalladia, (quello dell'avvento del regno di Carlo) dall'altra, aspetti della poetica di Torres Naharro in rapporto con la tradizione lirica e teatrale del primo Rinascimento ispanico; altri contributi gettano nuova luce sulle relazioni tra il poeta e i suoi mecenati tra Roma e Napoli, sulla complessa tradizione testuale della Propalladia, sui suoi legami con gli ambienti dell'umanesimo partenopeo, romano e parigino del primo Cinquecento, sui suoi rapporti con la musica. Le illustrazioni che corredano il presente volume appoggiano le varie ricerche, mostrando la forza propulsiva dei primi decenni del Cinquecento partenopeo, il ruolo politico-culturale internazionale di Napoli, lo splendore della nobiltà protagonista di questa prima stagione della Napoli carolina (Ferdinando Francesco d'Avalos, sua moglie Vittoria Colonna, il viceré Raimundo Cardona, i feudatari Fabrizio Colonna e Belisario Acquaviva).
40,00

Elogio di Maradona

Mimmo Carratelli

Libro: Copertina morbida

editore: Tullio Pironti

anno edizione: 2020

pagine: 30

Diego Armando Maradona (Buenos Aires 30 ottobre 1960 - Buenos Aires 25 novembre 2020). La sua prima frase a Napoli: "Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli perché loro sono come ero io a Buenos Aires". E ancora: "Tutti dicono questo è stato il miglior giocatore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea. Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a Napoli". "Che cos'è Napoli per me? È la mia casa". "Io sono sinistro, tutto sinistro: di piede, di fede, di cervello". "Se non sono felice dentro, non riesco ad essere un campione". "Io corro, io lotto, ma soprattutto dialogo con la palla, per divertire la gente".
4,90

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