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Skira

La Vittoria Alata. «Non ho visto nulla di più bello»

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 208

Un volume dedicato a una delle più straordinarie statue di epoca romana, in occasione del suo ritorno nella città di Brescia. Dopo quasi due anni di lavori di restauro, la Vittoria alata, una delle più straordinarie statue di epoca romana, sarà ufficialmente restituita a Brescia a novembre 2020. La grande statua in bronzo, amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell'ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele d'Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, che per composizione, materiale e conservazione è una delle opere più importanti della romanità, avrà una nuova collocazione nella cella orientale del Capitolium, in un allestimento museale curato dall'architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg nella cella orientale del Capitolium. È proprio presso il Capitolium che nel 1826, durante gli scavi archeologici condotti dai membri dell'Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, venne ritrovata all'interno di un'intercapedine dell'antico tempio romano, insieme a sei teste imperiali e ad altri reperti, forse per preservarla da eventuali distruzioni. Dedicato a quest'opera d'arte di straordinaria bellezza, il volume ne racconta la storia e il recente restauro da parte di numerosi professionisti che a vario titolo, ciascuno con la propria specializzazione, sono stati impegnati nelle numerose attività di conoscenza e di conservazione del bronzo. Gli interventi si sono concentrati dapprima sulla pulitura della scultura, quindi sulla rimozione controllata dei materiali che riempivano la statua e della struttura interna a cui si agganciavano le ali e le braccia della Vittoria, sulla progettazione del sostegno interno a garanzia della statica del bronzo, e sulla stesura di un materiale protettivo, scelto anche in base alle caratteristiche dell'ambiente espositivo. Nel volume presenti i seguenti testi: La statua e la sua storia di Francesca Morandini; La Vittoria Alata e il nuovo Capitolium di Juan Navarro Baldeweg, intervista di Pierre-Alain Croset; Viaggio iconografico, modelli, e fortuna di Marcello Barbanera; L'intervento di restauro di Anna Patera.
35,00

World Press Photo 2021

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 240

Il catalogo della nuova edizione del più famoso premio internazionale di fotogiornalismo. Dal 1955 il concorso annuale World Press Photo rappresenta l'eccellenza del giornalismo visivo. 4.315 fotografi da 130 paesi per un totale di 74.470 immagini pervenute (con un incremento rispetto alle edizioni precedenti) raccontano uno degli anni più duri della nostra storia, che ha visto l'intero pianeta lottare contro un nemico comune. Ma no solo. Come ogni anno le foto che verranno selezionate rappresenteranno il meglio del giornalismo visivo, esplorando ogni angolo della contemporaneità e raccontandone tutti gli aspetti. La foto dell'anno è stata scattata da Mads Nissen a São Paulo e ritrae una paziente malata di covid-19 che riceve il suo primo abbraccio dopo cinque mesi. Suddivise in otto categorie, le immagini raccontano la profondità e la complessità del lavoro fotogiornalistico, mettendo il lettore a diretto contatto con fotografie sensazionali, a volte scioccanti, che raccontano il nostro mondo.
27,50

Bluer. I confini dell'anima. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 144

Una monografia dedicata al pittore e scultore Bluer, attivo dalla fine degli anni Novanta L'artista vanta oltre 100 mostre ed esposizioni in Italia e all'estero, dall'Australia al Brasile, oltre alla partecipazione alla 12esima Biennale di Venezia - Architettura e a numerosi eventi collaterali della 52esima Biennale di Venezia - Arte.
35,00

Chen Zhen. «Short-circuits». Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 208

Come accompagnamento all'omonima mostra, il catalogo "Short-circuits" include una documentazione approfondita di un'ampia selezione di installazioni realizzate da Chen Zhen dal 1991 al 2000, anno della sua prematura scomparsa. La pubblicazione contiene materiali di rilievo, tra cui saggi di autori quali Alexandra Munroe, capo curatore, arte asiatica, e senior advisor, Global Arts, Solomon R. Guggenheim Museum, e direttore, Curatorial Affairs, Guggenheim Abu Dhabi Project, e Marco Scotini, direttore del Dipartimento di arti visive e studi curatoriali alla NABA, Milano, e direttore artistico di FM Centroper l'Arte Contemporanea, Milano. Il volume si apre con un testo di Vicente Todolí, curatore della mostra, che introduce concetti chiave coniati da Chen Zhen, presentati attraverso le parole dell'artista stesso. Il libro si conclude con i testi di approfondimento di ciascuna opera esposta, e con la presentazione di una selezione di disegni preparatori e schizzi realizzati dall'artista. Chen Zhen (1955, Shanghai - 2000, Parigi) sviluppa la sua pratica artistica a partire dalla fine degli anni Settanta. Nato e cresciuto a Shanghai, in Cina, attraversa la Rivoluzione Culturale e, nel 1986, si trasferisce a Parigi. Qui si avvicina progressivamente alla realizzazione di installazioni, presentando oggetti della vita quotidiana assemblati in composizioni che attribuiscono a questi elementi una dimensione metaforica. La produzione di Chen Zhen riflette in maniera paradigmatica il suo desiderio di trovare una sintesi visiva che integri le caratteristiche estetiche del suo paese di origine con quelle dei luoghi con cui entra in contatto, in uno scambio fluido e costante tra pensiero orientale e quello occidentale.
49,00

Napoleone e Milano tra realtà e mito. L'immagine di Napoleone da liberatore a imperatore

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2021

Il 15 maggio 1796 l'esercito francese comandato dal generale Napoleone Bonaparte entra a Milano. Tra alterne fortune (con l'interregno austriaco del 1799-1800) il generale corso plasmerà il destino della città fino al 1814, data della sua abdicazione. Nell'arco di un solo ventennio Napoleone ha influenzato Milano con un'intensità e con un fervore mai visti prima. Arrivato come liberatore nel 1796, carico degli ideali della Rivoluzione, si trasforma in seguito in imperatore, deludendo con questa svolta i molti che avevano in visto in lui il promotore della diffusione in Lombardia dei principi repubblicani ma anche consolidando - attraverso il suo potere - il buongoverno, le strutture e l'amministrazione della città. L'arte e la costruzione dell'immagine di se stesso sono stati aspetti centrali della sua presenza a Milano, durante la quale la rilevanza e l'attenzione verso la pittura, l'architettura, l'urbanistica sono state un elemento costante. Senza alcuna esagerazione, si può affermare che Milano sia la città dell'Impero dove l'influenza di Napoleone sia stata maggiore, e dove il suo ricordo è tuttora percepibile.
29,00

Donne di Casa Boschi. Letture semiotiche

Ugo Volli

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 128

Gli esercizi di lettura proposti da Ugo Volli inquesto volume arricchiscono di un altro capitolo il progetto "Visti da vicino", la collana dedicata allo studio di alcune opere della collezione di Casa Museo Boschi di Stefano. Una selezione di ritratti a soggetto femminile di significativi artisti (Alberto Savinio, Mario Sironi, Massimo Campigli, Piero Marussig), realizzati nella prima metà nel Novecento, è sottoposta al lavoro di analisi di carattere semiologico in una proposta di lettura assolutamente inedita. Come tutti gli oggetti fisici o sociali anche le opere d'arte possono essere studiate da diversi punti di vista e a diverse scale. I risultati delle ricerche che si fanno su di esse dipendono dalle domande poste e dai metodi impiegati. Per quanto riguarda l'arte, oltre alla sua storia autonoma, che ne chiarisce (in modi molto diversi secondo le epoche e gli autori) le dinamiche interne, è facile elencare altre discipline che ne chiariscono aspetti diversi, dalla sua "storia sociale", alla psicologia, dall'economia e dalla sociologia dell'arte all'iconologia, dalla storia delle tecniche all'antropologia. Il punto di vista e la metodologia che si applica in questo libro è dunque quello della semiotica, che non nega affatto gli altri approcci, ma vi aggiunge le sue domande specifiche. La questione principale che si pone la semiotica parte dal fatto che le opere d'arte ci appaiono sensate, anzi particolarmente ricche di senso; esse sono inoltre caratterizzate dalla loro forma espressiva. La domanda semiotica chiede dunque come la forma espressiva di ogni singola opera determini il suo senso.
19,00

I Giganti-The Giants Palazzo Te

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 48

L'ambiente più singolare e suggestivo di Palazzo Te è sicuramente la camera dei Giganti, con i suoi dieci metri di altezza e quasi dieci di larghezza, spigoli smussati e affreschi che ricoprono tutte le superfici murarie sino al pavimento. La camera è un topos nella letteratura artistica e nella letteratura di viaggio ed è ritenuta l'esperimento pittorico più ardito della storia dell'arte moderna. L'invenzione e la decorazione della camera dei Giganti sono sicuramente l'apice dell'impegno profuso da Giulio Pippi de' Iannuzzi - detto Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello - e dalla sua équipe nella realizzazione di Palazzo Te. Gli affreschi narrano la storia della caduta dei giganti, desunta dalle Metamorfosi di Ovidio. Il mito descrive l'assalto tentato dai violenti abitatori della terra alla sede degli dei. Per raggiungere l'altezza del monte Olimpo, i giganti sovrappongono le montagne di Pelio e Ossa con l'intenzione di scalarlo. Il grandioso affresco della volta ritrae il momento successivo, in cui Giove lascia il suo trono e si unisce agli dei sconvolti che gli fanno da corona. L'impresa non va a buon fine: scagliando le sue folgori, Giove fa crollare la torre di massi che, rovinando, trascina con sé i ribelli seppellendoli sotto enormi macigni.
1.000,00

Dante e Napoleone. Miti fondativi nella cultura bresciana di primo Ottocento

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 168

Nella vita culturale e politica dell'Italia dell'Ottocento Dante e Napoleone ebbero un ruolo centrale. Ruolo che per Bonaparte, una volta uscito di scena e soprattutto dopo la sua morte, così come avvenuto per Alighieri, si è ammantato di valori ideali, assurgendo alla dimensione del mito. Come sempre quando ciò accade, il fenomeno dice più sull'epoca che sugli stessi personaggi. Nella Brescia neoclassica e romantica il culto per queste due personalità e per le idealità che esse incarnavano è testimoniato dalle collezioni che si vennero costituendo in quegli anni, in particolare da quella di Paolo Tosio. Egli, nel raccogliere nel suo palazzo la loro memoria, non costruì solo un proprio personale pantheon, ma assegnò alla sua casa una funzione civile, selezionando e coltivando l'immaginario simbolico di cui dovevano nutrirsi i contemporanei. In occasione dei settecento anni dalla morte di Dante e dei duecento da quella di Napoleone, il volume vuole quindi illustrare il ruolo rivestito a Brescia da queste due figure emblematiche nel processo di elaborazione dell'identità culturale europea. Nel catalogo i testi di Sergio Onger, "Dante e Napoleone. Mito ed eroe"; Roberta D'Adda, "Il mito di Dante nella collezione Tosio"; Fernando Mazzocca, "Appiani per Brescia"; Bernardo Falconi, "Gigola pittore della corte napoleonica"; Bernardo Falconi, "Napoleone nella collezione Tosio"; Luciano Faverzani, "Medaglie napoleoniche nella collezione Tosio"; Angelo Brumana, "Dante nelle biblioteche bresciane dell'Ottocento"; Valerio Terraroli, "Dante e Napoleone nel Vittoriale degli Italiani: il mito e Gabriele D'Annunzio".
25,00

Art Factor. The Pop Legacy in Post-war Italian Art

Libro: Copertina rigida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 208

Il catalogo presenta una selezione di opere dalla collezione privata di Fondazione Farmafactoring, che rende omaggio all'arte italiana della seconda metà del Novecento, ed è parte integrante della storia e dell'evoluzione del Gruppo che l'ha raccolta nel corso degli anni. La collezione comprende oltre 250 opere dall'immediato secondo dopoguerra ai primi anni 2000 di artisti quali: Valerio Adami, Enrico Baj, Alberto Burri, Hsiao Chin, Mario Schifano, Arnaldo Pomodoro e Joe Tilson. Il volume racconta un percorso italiano nella Pop Art attraverso i lavori di: Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Gianfranco Pardi, Mario Schifano ed Emilio Tadini. Dalla metà degli anni Sessanta questi artisti si sono confrontati con una tradizione iconografica di lunga data, rivisitando e trascendendo le avanguardie e le tecniche stilistiche del passato, avvalendosi di una ricca varietà di risorse spesso messe al servizio di un attivismo sociale e culturale.
50,00

Razionalismo emozionale per l'identità democratica nazionale 1945-1966. Eretici italiani dell'architettura razionalista

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 592

La guerra e la caduta del regime fascista sono una falsa cesura nei processi creativi dell'architettura italiana. Certo, gli avvenimenti furono tali da produrre una faglia negli orientamenti che si erano delineati a partire dalla seconda metà degli anni venti per poi affermarsi nel corso degli anni trenta e imporre come peculiare, nel panorama internazionale, il razionalismo italiano. Sin dagli anni quaranta le varie posizioni culturali assunte dai protagonisti e le loro stesse opere stanno a dimostrare il tentativo di ricondurre le particolari condizioni economiche e politiche del dopoguerra nel quadro dello sviluppo teorico e figurativo che precedeva la caduta del fascismo, e profittare di quelle condizioni per spogliare l'architettura dalle contraddizioni in cui era stata costretta durante il regime dovendo obbedire, o comunque reagire, alle strategie politiche imposte dai gerarchi, dal duce e dal potere esercitato dai vari accademici.
28,00

Razionalismi esaltati nostalgici radicali 1967-1973. Eretici italiani dell'architettura razionalista

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 168

Le varie contaminazioni dell'ossatura sperimentate negli anni dopo la fine del conflitto bellico non fugano il dubbio che l'architettura italiana abbia intrapreso una generosa discesa nei territori della cultura tecnica e figurativa locale, artigiana e popolare, al fine di espiare la collisione prodottasi tra il razionalismo e il fascismo. Dopo che il razionalismo "retorico" ha subito il processo di redenzione all'insegna di un realismo costruttivo e locale, all'inizio degli anni sessanta si assiste all'inattesa rinascita di alcune sue forme originarie che tutti ritenevano scomparse e relegate nelle pagine dei libri di storia di Zevi e Benevolo. Il riapparire di quelle forme attraversa la fase del giudizio critico di coloro che si erano allontanati da quelle origini perché compromesse con il regime. In certi casi il giudizio arriva ad attribuire un carattere fascista alla nuova razionalità, non cogliendo il moto ideale che sospinge gli autori di quella sorprendente mossa del cavallo da cui prende il via l'ultima fase novecentesca delle vicende del razionalismo italiano, quella del "razionalismo esaltato". Soltanto un'assunzione critica del razionalismo, meditata in termini storici, critici e poetici, consente a Giorgio Grassi e Aldo Rossi di procedere oltre i vari realismi costruttivi e di inoltrarsi in quell'ultima fase.
14,00

Razionalismo retorico per il regime fascista 1914-1944. Eretici italiani dell'architettura razionalista

Libro: Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2021

pagine: 496

L'architettura italiana ha conosciuto la nascita, l'affermazione, il trionfo e quindi la fine passeggera dell'ossatura, nella forma tecnica del calcestruzzo armato, per la definizione della tendenza del razionalismo nelle sue varie declinazioni, da retorico a emozionale, a esaltato, nell'arco di decenni che va dagli anni dieci agli anni settanta del Novecento. Non esiste un inizio per le vicende dell'ossatura del razionalismo che sia da individuare nei soli sviluppi della tecnica perché questi ridurrebbero l'ossatura a essere il corollario inanimato di una visione che apparirebbe, nelle sue sfaccettature culturali, ideologiche e politiche, indifferente a essa, lasciandola confinata nella dimensione costruttiva o tutt'al più discutendone l'astrazione figurativa conferita ai suoi lineamenti in determinati periodi della sua affermazione.
28,00

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