Il tuo browser non supporta JavaScript!

Quodlibet

Francesca Grilli. Sparks. Ediz. italiana e inglese

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 111

Con il progetto Sparks 2021 Francesca Grilli è tra i vincitori della IX edizione dell'Italian Council, il più autorevole premio italiano per l'arte contemporanea. Sparks 2021 - workshop, performance e installazione - ruota sull'azione minima ma rivoluzionaria di consegnare nelle mani dell'infanzia la lettura del nostro futuro. Con un pensiero poetico quanto politico, i bambini di Sparks, attori e autori di visioni e riflessioni, attivano un libero processo di svelamento e di interpretazione che dal presente si proietta sul futuro. Il volume, che documenta il lavoro svolto dall'artista, le tappe italiane ed europee del progetto e le sue evoluzioni, offre al contempo riflessioni critiche attorno ai temi e alle questioni che l'opera di Grilli mette in campo, come il ribaltamento del rapporto adulto bambino, la figura dell'oracolo, il contatto e la distanza.
18,00

Jobs. Forme e spazi del lavoro-Forms and spaces of work

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 256

Questo libro è frutto di un'indagine interdisciplinare condotta da un gruppo di urbanisti e fotografi sugli spazi e le forme del lavoro nell'Emilia centrale. Concentrando l'attenzione su quattro settori produttivi - la manifattura, l'agro-alimentare, la logistica e il terziario avanzato - per diversi mesi otto ricercatori hanno intrecciato i propri cammini e i propri sguardi, raccolto indizi visivi e informazioni statistiche, ascoltato storie e tracciato nuove mappe, nel tentativo di ricomporre un'immagine solida e attuale del lavoro e capire come cambia il territorio nell'epoca di una new economy sempre più sfuggente e immateriale.
32,00

Roma, non altro

Dolores Prato

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 205

«Tutto e tutti hanno lavorato per sbriciolarla, eccetto il tempo che su Roma non ha eccessivo potere». Per Dolores Prato, Roma è città di nascita e d'elezione. Dopo l'infanzia e l'adolescenza trascorse a Treia nelle Marche, l'autrice sceglie di vivere nella «città eterna» e di renderla protagonista di numerose scritture, tra cui la serie di elzeviri raccolti in questo volume, proposti in gran parte a «Paese Sera» tra gli anni Cinquanta e Settanta. Sono pezzi accomunati da una lingua smagliante, una base di solida documentazione, uno sguardo inquieto sulle più rassicuranti vulgate. Spesso si concentrano sulla storia e la progressiva distruzione di monumenti, quartieri, feste, ricorrenze, vie di Roma, specie dopo l'elezione a capitale d'Italia. Questa città contro cui il tempo «non ha eccessivo potere» si rivela così vittima costante della breve stupidità dell'uomo, delle sue distruzioni celebrative e turistiche sotto cui pulsano motivi politici ed economici tra i più volubili e bassi. Agli occhi di Dolores Prato, la vera Roma tuttavia resiste, per via del suo «carattere prepotente», in zone voci e oggetti marginali (un albero, una nobile erbaccia, un sasso, una piccola strada, un muricciolo sbrecciato, un taglio di luce, un canto). Qui Roma irrimediabilmente contesta e supera il ruolo di capitale, sede di Giubileo, cera tra le mani di noncuranti speculatori. È Roma, appunto: non altro.
16,00

Tradurre la luna. I romantici tedeschi in Tommaso Landolfi (1933-1946)

Alice Gardoncini

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 246

Se è vero che «Landolfi traduttore felice di esserlo non lo fu mai», cosa lo spinse a dedicarsi quasi per tutta la vita alla traduzione (dal russo, dal tedesco e dal francese), mentre scriveva racconti, elzeviri, poesie, diari e persino una tragedia in endecasillabi e qualche romanzo? Molti, lui compreso, chiamerebbero in causa le necessità alimentari, visto che chiedeva agli editori «astronomici esborsi» e licenziava le sue versioni con estrema rapidità e nonchalance. Ma l'ipotesi di partenza del libro è che ci sia qualcosa di più. La scrittura di traduzioni è intimamente connessa alla scrittura in proprio: la ispira, la incalza, la ibrida, la contraddice. Il caso preso in esame è quello delle sue prime traduzioni dal tedesco, ovvero alcune fiabe dei fratelli Grimm e il romanzo romantico per eccellenza, lo Heinrich von Ofterdingen di Novalis. In parallelo viene condotto un serrato confronto con le opere scritte negli stessi anni: i racconti del Dialogo dei massimi sistemi (1937), il romanzo La pietra lunare (1939) e la fiaba Il principe infelice (1943). Alla fine di questo percorso, come immagine della polifonia che anima le due scritture landolfiane, il lettore troverà la misteriosa lotta amorosa che si svolge in una notte di luna piena tra una capretta dei monti Aurunci e Gurù, la portentosa donna-capra.
22,00

Le parole non sono di questo mondo. Lettere al guardiamarina E. K., 1892-1895

Hugo von Hofmannsthal

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 130

Tra i carteggi tenuti da Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), le lettere scambiate in gioventù con Edgar Karg (1872-1905) occupano un posto d'eccellenza, tanto che lo stesso poeta pensò di pubblicarne un buon numero, in un'antologia che avrebbe dovuto raccogliere il meglio della sua produzione giovanile. Mentre il suo precoce talento viene celebrato nei cenacoli letterari, Hofmannsthal cerca qui di avvicinare alla propria esistenza da "poeta" un amico che, impegnato nel servizio di marina in località spesso assai remote, non può condividere con lui la stessa ricchezza culturale. Non si trattava, però, di fare opera di vacua divulgazione, ma di strappare la poesia all'atmosfera artificiosa dei salotti e delle accademie, e di porla in relazione all'esistenza degli uomini. Temi e problemi che hanno un peso fondamentale nella sua opera e in molta poesia moderna, vengono allora affrontati in modo immediato, e di continuo vengono intrecciati a esperienze quotidiane e affetti comuni. Da un lato i primi passi compiuti da Hofmannsthal lungo il "cammino verso la vita", nel tentativo di infrangere, grazie a questa amicizia, l'isolamento dell'artista (egli stesso ricorda quegli anni come "il periodo più solitario" della sua esistenza). Dall'altro una limpida, inedita prospettiva sulla riflessione condotta da Hofmannsthal sulla letteratura, sul suo rapporto con la vita, e più in generale sull'amicizia e la formazione dell'individuo. Uno di quei rari casi in letteratura dove l'espressione congiunge felicemente immediatezza e profondità.
13,00

Un anno di scuola

Giani Stuparich

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 98

Trieste, 1909. Una ragazza ottiene, per la prima volta, l'accesso all'ottavo anno del ginnasio, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Sola femmina tra venti allievi maschi, catalizza inevitabilmente le attenzioni e le emozioni di tutti: ognuno, a suo modo, si innamorerà di lei, di quella figurina che vorrebbe essere nulla più che una compagna di studi e di scherzi spensierati, una voce nel coro concorde della classe. Edda Marty, la protagonista di "Un anno di scuola", è l'incarnazione di un ideale femminile che soltanto la città di Svevo e di Saba poteva produrre: insieme fragile e forte, seria e irriverente, dolce e «temeraria», come la definisce Stuparich all'inizio. La storia del suo incontro con Antero, il compagno più riservato e sensibile, si sviluppa in un vortice drammatico che, tra amore e morte, accompagnerà la classe verso gli esami. Ritratto di un'epoca irripetibile della vita, il racconto (pubblicato per la prima volta nel 1929) è anche una struggente rivisitazione della Trieste di inizio secolo, di quella Vienna calata sull'Adriatico dalla quale sono uscite alcune delle pagine più autentiche della nostra letteratura.
12,00

Territori dell'architettura. Continuità e fragilità nel progetto contemporaneo

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 195

Il volume raccoglie i testi istruttori e gli interventi, in forma diretta, del II meeting della Società Scientifica ProArch, tenutosi a Cagliari nel 2019, incentrato sulle problematiche sollevate dal celebre testo di Vittorio Gregotti, "Il territorio dell'architettura" (1966), proiettate però nel dibattito attuale attraverso due termini, «continuità» e «fragilità», che, pur avendo spesso costituito una oppositio semantica nell'interpretazione del progetto nel territorio, oggi rappresentano due angolazioni visive - indissolubilmente collegate - dello stesso tema. Gregotti terminava il suo saggio facendo emergere, da un lato, la continuità dell'architettura come disciplina fondata sulla «qualità della permanenza dei suoi segni», dall'altro, la fragilità della posizione già allora periferica del ruolo dell'architetto e dello spazio architettonico «nella scala degli interessi umani rispetto alla mobilità sociale o al problema della fame», concetti che la recente pandemia ha drammaticamente aggiornato. Come chiosa Marco Biraghi, «ciò che Gregotti svolgeva, attraverso un'accurata disamina di strumenti, materiali, tecniche, significati del progetto, era il tentativo di dare alla pratica artistico-scientifica dell'architettura una possibile fondazione che la sottraesse al pericolo probabilmente più grande ai suoi occhi, quello di un'arbitrarietà priva di ogni ancoraggio». Sono i confini di un dibattito disciplinare fertile e aperto, che non affronta unicamente la reale capacità dell'architettura d'incidere sulla trasformazione dei luoghi, ma anche la sua attitudine a produrre forme di educazione alla conoscenza del territorio e del paesaggio, oltreché a concepire progetti in grado di generare un avanzamento culturale, individuale e collettivo. In tal senso, continuità e fragilità si pongono come chiavi di lettura ineludibili e compresenti nell'interpretazione della realtà contemporanea e dell'operatività, teoretica e pratica, del progetto. Introduzione di Marco Biraghi. Presentazione di Giovanni Durbiano.
22,00

Tutto, tutto, tutto... o quasi-Absolutely everything... or almost

Gianni Pettena

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 520

Gianni Pettena, è stato uno dei fondatori dell'architettura radicale fiorentina degli anni Sessanta e Settanta insieme con Archizoom, Remo Buti, 9999, Superstudio, UFO e Zziggurat, verso i quali ha sempre mantenuto una posizione autonoma. Oltre a criticare il funzionalismo modernista, a frequentare le gallerie, gli artisti e i critici legati a quella stagione, si è distinto per una sua deliberata riottosità progettuale. Per questo può essere considerato L'anarchitetto, per citare il titolo del suo primo libro. In quest'ottica va inquadrata la sua esperienza giovanile negli Stati Uniti e l'assidua frequentazione di (an)architetti come Buckminster Fuller o James Wines, attenti all'ecologia, alle periferie e al "rendere significanti luoghi insignificanti". Più in generale l'unicità del suo lungo lavoro, anche sul piano storico, consiste nel rifiuto dei codici e canoni consueti della progettazione, nella realizzazione di interventi temporanei e in una costante ricerca di alleanze con l'arte concettuale, il radical design austriaco, la land art e la musica sperimentale. Il volume documenta tutto, o quasi, il suo lavoro e ospita un'ampia antologia dei suoi testi.
38,00

Wittgenstein tra Vienna e Cambridge. Origine e rapporti con la cultura e i pensatori del suo tempo

Brian McGuinness

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 180

I saggi qui raccolti costituiscono un breve spaccato dell'inestimabile contributo di Brian McGuinness alla ricostruzione della biografia di Ludwig Wittgenstein, del vasto apparato documentario che la sorregge e di quello che egli chiama il genetic account del suo pensiero. Il contesto culturale delle due patrie wittgensteiniane, Vienna e Cambridge, è esplorato nei densi saggi che illuminano l'alta collocazione sociale della famiglia di origine, il complesso rapporto con l'ascendenza ebraica, l'influenza sulla sua formazione delle opere di Hertz, Boltzmann, Frege. Altri saggi offrono una impeccabile rappresentazione del pensiero del giovane Wittgenstein sullo sfondo della Cambridge di inizio secolo, in cui si manifesta l'interesse per la logica matematica di Russell e hanno luogo gli incontri con Keynes, Moore, Ramsey e i membri del Bloomsbury Group, anch'essi ispiratori degli studi preparatori del Tractatus. Documenti della post-Tractarian phase sono i saggi sul Circolo di Vienna, sulla musica, la letteratura, la psicoanalisi, sui due mentori - Ramsey e Sraffa - del nuovo approccio antropologico ai temi del linguaggio e del significato. Chiude il volume il testo dell'intervista rilasciata da McGuinness nell'ultimo anno di vita, in cui sono incisivamente ripercorse le linee del suo iter filosofico.
20,00

A viso a viso. Corpi che si incontrano nei Promessi sposi

Simone Giusti

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 101

"I promessi sposi" può essere letto come un romanzo di corpi comunicanti: uomini e donne che si incontrano e si scontrano continuamente, «a viso a viso», scrive Manzoni, gli uni di fronte agli altri, scambiandosi sguardi, gesti e parole, spesso osservati da altri personaggi, in una dimensione pubblica che rende gli incontri ancora più spettacolari e complessi. I più recenti studi sui Promessi sposi hanno messo in evidenza la fondamentale dimensione visiva di questo classico della letteratura, che comincia a essere letto come un iconotesto, vero e proprio romanzo illustrato, così come è stato progettato, sceneggiato e prodotto dallo stesso autore in occasione dell'edizione del 1840. L'indagine condotta in questo saggio, che prende le mosse dall'analisi dell'interazione sociale e dei comportamenti dei personaggi che si incontrano faccia a faccia nello spazio romanzesco, ha lo scopo di chiarire il significato e il ruolo di questo tipo di comunicazione. Dare spazio ai comportamenti visibili dei personaggi che interagiscono gli uni sotto lo sguardo degli altri, sembra essere innanzitutto una garanzia di verosimiglianza, poiché le azioni umane sono rappresentate così come sono esperite durante la vita quotidiana, con i "sensi nudi", immersi in un abbondante flusso d'informazioni che provengono direttamente dai corpi, e che sui corpi hanno un effetto pressoché immediato. Ma si tratta anche di una particolare forma di conoscenza, che privilegia l'esperienza basata sull'osservazione e l'ascolto, in aperta polemica con la comunicazione verbale.
12,00

Nulla si sa, tutto si immagina. Il cinema di Federico Fellini e la letteratura

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 94

Fellini e la letteratura: un binomio che a prima vista potrebbe sembrare paradossale. Lo sviluppo del suo cinema, infatti, appare piuttosto contrassegnato da un progressivo distacco dalla parola, a beneficio di una "libertà dell'immagine" sempre più spericolata. Eppure, in questa crescente fiducia nella propria ispirazione fantastica, Fellini non ha fatto altro che rimanere fedele all'aspirazione più intima della letteratura, ovvero alla sua capacità di approssimarsi al mistero e all'essenza mercuriale dell'esistenza umana, ben riassunta in una frase - apocrifa eppur così vera - dell'amato Leopardi, citata anche ne La voce della luna: «Nulla si sa, tutto si immagina». I saggi presenti nel volume offriranno al lettore uno sguardo nuovo sulle suggestioni letterarie del cinema di Fellini, spaziando dal progetto del Viaggio di G. Mastorna alla Dolce vita, da Amarcord al Casanova, da E la nave va a La voce della luna, e concludendosi con un'intervista a Ermanno Cavazzoni, che di quest'ultimo film fu ispiratore e sceneggiatore.
14,00

Archivi esposti. Teorie e pratiche dell'arte contemporanea

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2022

pagine: 175

Segnato da un problematico ossimoro che si annoda nella apparentemente inconciliabile contrapposizione tra archivio ed esposizione, il volume "Archivi esposti. Teorie e pratiche dell'arte contemporanea" vuole riflettere sulle nutrienti convergenze che queste due figure disegnano nella mappa artistica degli ultimi anni. Un legame produttivo tra l'archivio, luogo labirintico e segreto dell'arché - come ha ricordato Derrida - e la dimensione espositiva, spazio cardinale e ambiguo del sistema dell'arte dove verificare le emergenze teoriche e le modifiche dello statuto dell'opera d'arte, ma anche esplicitare le specificità dell'archivio d'arte individuale o istituzionale, dell'archivio come modello, rispetto alla pratica artistica dell'archiviazione. Di quest'articolata costellazione di proposte e declinazioni che orientano il dibattito critico e le strategie artistiche, gli autori del volume - strutturato in quattro porose stazioni d'osservazione Dimenticare l'"archivio"? Aspetti di un dibattito critico; Istituzioni e archivi. Politiche culturali espositive; Esporre l'archivio. Casi studio e trame espositive; Proposte di itinerari - seguono le traiettorie teoriche e le curvature metodologiche, interrogando la struttura proteiforme dell'archivio come una delle principali emergenze del sistema dell'arte contemporanea.
20,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.