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Osimo Bruno

Tutte le poesie (1912-1930). Versione filologica

Vladimir Majakovskij

Libro: Copertina rigida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

Le poesie di Maâkovskij sono famose in tutto il mondo perché con le sue "scalette" di versi e con la sua sperimentazione lessicale e grafica sono state innovative e, per un certo tempo, sono state compagne di strada del regime totalitario instauratosi nell'ottobre 1917. Nel 1923 Maâkovskij andò a New York e davanti a un grattacielo fu ispirato a scrivere la sua prima poesia "a scaletta". Probabilmente è stato ispirato dalle finestre accese/spente del grattacielo. Dal 1923 al 1930, anno del suicidio, quasi tutte le sue poesie sono scritte così, con i versi che non vanno a capo del tutto, descrivendo delle "scalette" con i caratteri tipografici. Il suicidio del poeta nel 1930 - causato in parte dalla disperazione del proprio amore possessivo per Verónika Polónskaâ - si inserisce nel contesto della divaricazione sempre più marcata tra il poeta della (sua personale idealizzata astratta) rivoluzione, e il poeta di riferimento del Partito comunista dell'Urss - ruolo, quest'ultimo, che lo metteva sempre più a disagio. I poeti morti suicidi spesso godono di una fama particolare, e in questo Maâkovskij non fa eccezione. Sono stati fatti diversi studi scientifici sulla correlazione tra malattia mentale e poesia, e tra poesia e suicidio, e sono state scoperte varie cose interessanti. In sostanza esiste una correlazione positiva tra schizofrenia e creatività verbale e in particolare poetica. La cosa non deve sorprendere, se pensiamo che scrivere poesie significa spingere al limite estremo il confine tra scrittura - e quindi sintassi, linearità della prosa - e associazione libera - e quindi paradigma, salto logico, metafora, nesso privato. Per dirlo con un termine che è volutamente in parte tecnico-medico e in parte suggestivo di una collocazione di frontiera, i poeti sono «borderline», cavalcano il confine tra lingua e metalinguaggio, fanno il surf sull'onda che separa l'esposizione ordinata e l'affastellamento creativo, e a volte ne sono travolti. Maâkovskij soffriva di certo di un delirio di onnipotenza-grandezza.
19,99

Tutte le poesie (1912-1930). Versione filologica

Vladimir Majakovskij

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2022

pagine: 500

Le poesie di Maâkovskij sono famose in tutto il mondo perché con le sue "scalette" di versi e con la sua sperimentazione lessicale e grafica sono state innovative e, per un certo tempo, sono state compagne di strada del regime totalitario instauratosi nell'ottobre 1917. Nel 1923 Maâkovskij andò a New York e davanti a un grattacielo fu ispirato a scrivere la sua prima poesia "a scaletta". Probabilmente è stato ispirato dalle finestre accese/spente del grattacielo. Dal 1923 al 1930, anno del suicidio, quasi tutte le sue poesie sono scritte così, con i versi che non vanno a capo del tutto, descrivendo delle "scalette" con i caratteri tipografici. Il suicidio del poeta nel 1930 - causato in parte dalla disperazione del proprio amore possessivo per Verónika Polónskaâ - si inserisce nel contesto della divaricazione sempre più marcata tra il poeta della (sua personale idealizzata astratta) rivoluzione, e il poeta di riferimento del Partito comunista dell'Urss - ruolo, quest'ultimo, che lo metteva sempre più a disagio. I poeti morti suicidi spesso godono di una fama particolare, e in questo Maâkovskij non fa eccezione. Sono stati fatti diversi studi scientifici sulla correlazione tra malattia mentale e poesia, e tra poesia e suicidio, e sono state scoperte varie cose interessanti. In sostanza esiste una correlazione positiva tra schizofrenia e creatività verbale e in particolare poetica. La cosa non deve sorprendere, se pensiamo che scrivere poesie significa spingere al limite estremo il confine tra scrittura - e quindi sintassi, linearità della prosa - e associazione libera - e quindi paradigma, salto logico, metafora, nesso privato. Per dirlo con un termine che è volutamente in parte tecnico-medico e in parte suggestivo di una collocazione di frontiera, i poeti sono «borderline», cavalcano il confine tra lingua e metalinguaggio, fanno il surf sull'onda che separa l'esposizione ordinata e l'affastellamento creativo, e a volte ne sono travolti. Maâkovskij soffriva di certo di un delirio di onnipotenza-grandezza.
19,99

Filosofia della mente. Spunti di riflessione sul processo traduttivo

Charles S. Peirce

Libro: Copertina rigida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

Al centro del libro c'è il concetto di «associazione» mentale, non del tutto remoto dal concetto freudiano di «associazione libera». Solo che in Peirce «la suggestione avv[iene] per contiguità o per somiglianza», e quindi la "libertà" freudiana è scomposta in una libertà che segue l'ordine cronologico o di collocazione a scaffale del ricordo - vedo una stringa e penso alla scarpa -, e una che segue il criterio della somiglianza - vedo una stringa e penso a una corda. «Suggestione per somiglianza significa, mi sia permesso ripeterlo, la suggestione indiretta di un'idea da parte di un'altra che, in virtù della natura occulta delle idee o della mente, le è stata associata in un insieme». «La somiglianza, quindi, è una modalità di associazione in base alla natura interna delle idee e della mente». Dato che la natura interna delle idee e della mente è un fatto del tutto privato, la somiglianza è culturospecifica, o soggettiva. Suggestione per contiguità è invece in Peirce «suggestione di un'idea da parte di un'altra che le è stata associata non dalla natura del pensiero, ma dall'esperienza, o dal corso della vita».
15,00

Traduzione come metafora, traduttore come antropologo. La semiotica ci fa capire

Bruno Osimo

Libro: Copertina rigida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

«Lo spesso citato articolo del 1959 «Sugli aspetti linguistici della traduzione» di Jakobson avrebbe potuto essere una rivoluzione negli studi sulla traduzione - come venivano chiamati all'epoca, teoria della traduzione - avrebbe potuto causare un'esplosione nel senso lotmaniano (1992) del termine, spingendo i ricercatori verso un «approccio semiotico alla traduzione», per citare il famoso articolo di Lûdskanov del 1975. Non è successo nulla di simile. L'articolo di Jakobson era implicitamente basato sulla nozione di "linguaggio interno" di Vygotskij, e quando affermava che esistono traduzioni interlinguistiche, intralinguistiche e intersemiotiche, dava per scontato che tutte e tre avvenissero nel processo di traduzione "semplice", come input/output tra il linguaggio continuo della mente e il linguaggio discreto della parola. In Occidente, invece, si è pensato che si riferisse ai film tratti da romanzi, alle immagini da poesie e così via, e la teoria della traduzione rimase legata a nozioni come l'equivalenza e così via. Inizierò analizzando le principali metafore della traduzione, poiché le metafore sono l'inconscio collettivo di qualsiasi cultura (Lakoff).»
10,00

Tutte le poesie (1904-1966). Versione metrica

Anna Achmatova

Libro: Copertina rigida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

pagine: 500

Questa edizione delle poesie di Anna Ahmàtova (o Achmàtova, a seconda del tipo di traslitterazione) per la prima volta propone in italiano la mole completa del corpus poetico. Le edizioni italiane pubblicate finora sono sedici, sempre scelte molto parziali, in cui compaiono al massimo un centinaio di liriche, scelte dal curatore, sul totale di circa 850 che sono presenti qui. Qui sono stati omessi soltanto le filastrocche e i componimenti propagandistici, due filoni che non appartengono alla poesia intesa in senso artistico. Inoltre, a quanto ne so, è la prima volta che se ne tenta una versione metrica. Cerco di spiegare perché l'ho fatto. In questo libro (e quindi nella mia visione), il metro è la dominante assoluta delle poesie di Anna Ahmàtova. Anche nelle intenzioni dell'autrice questo aspetto sembra molto importante. In una poesia del 1946, in cui racconta di avere barattato «quella sera» per la sua fama, scrive che [...] né vie né strofe chiamano «ahmatoviane».
23,00

Semiotica semplice. Guida alla sopravvivenza per il comune cittadino

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

pagine: 100

Quasi nessuno sa cosa sia la semiotica. Peccato, perché è una disciplina che aiuta a capire molte cose della vita, non soltanto filosofiche, astratte, ma anche le cose di tutti i giorni che succedono a ciascuno di noi. Non voglio fare qui l'errore di cercare subito di dire che cosa sia con paroloni difficili, e in questo modo giocarmi la fiducia della lettrice che, così gentilmente, è disposta a seguirmi in queste prime righe. Dirò solo che la semiotica serve a capire il senso della vita, il senso delle cose. Siamo abituati a usare questa parola, «senso», e già questo ci qualifica come semiotici in erba. «Ma che senso ha?», «Quello che dici non ha senso» sono frasi che ci scambiamo, e che denunciano che ognuno di noi vede un senso in ciò che gli sta intorno. La semiotica cerca di spiegare questo senso, come nasce, da cosa scaturisce, quali sono gli elementi fondamentali che lo creano. Il libro non si rivolge quindi a professori e accademici, ma al comune cittadino che cerca di barcamenarsi tra messaggi pubblicitari sempre più infidi, mass media sempre più agguerriti, venditori ai limiti dell'onestà.
15,00

Distorsione cognitiva, distorsione traduttiva e distorsione poetica come cambiamenti semiotici

Bruno Osimo, Sofia Adelaide Osimo

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

Sia i cambiamenti traduttivi interlinguistici che la produzione poetica possono essere visti in una prospettiva semiotica in termini di filtraggio mentale. Il terreno comune dei tre processi - cognizione, traduzione, versificazione - va trovato in una prospettiva semiotica: i segni (prototesto, realtà, percezione) vengono interpretati ed elaborati (mente, interpretanti, cognizione) e danno come output un oggetto (metatesto, poesia, visione del mondo). Cercando di classificare i cambiamenti risultanti da tali processi - distorsioni - con una griglia di categorie semioticamente condivisa, l'ipotesi è che le categorie stesse - già esistenti all'interno dei singoli campi - possano essere reciprocamente messe a punto. Il concetto stesso di «spostamento» - derivato dalla critica della traduzione, e in particolare dal raffronto prototesto-metatesto - diventa in questa ipotesi una connessione che trasforma i cambiamenti possibili negli altri campi citati in punti di riferimento reciproci.
13,99

Traduzione e nuove tecnologie. Informatica e internet per traduttori

Bruno Osimo

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

Dopo l'esaurimento della prima tiratura, vent'anni dopo, pubblico in proprio questa seconda edizione aggiornata. L'aggiornamento, in questo campo, vent'anni dopo è proprio necessario. Resta immutato lo spirito divulgativo e il rivolgersi a non specialisti. Abbiamo una grande quantità di tecnici: quella che ci manca è, semmai, un'altrettanta abbondanza di "traduttori culturali", ossia di persone a conoscenza di qualcosa di tecnico e in grado di spiegarlo a chi queste cose non conosce, nel linguaggio di chi non conosce, e non in quello tecnico. Sembra banale, ma invece si riscontra più spesso un fenomeno ben diverso: chi sa, si pasce del proprio sapere ostentando tecnicismi a volte anche fuori luogo, magari solo per averli orecchiati distrattamente. Questo modo di porsi non aiuta il diffondersi della conoscenza, ma dell'ignoranza mascherata da sapienza, che è un po' il male dei nostri giorni. Mi auguro che questa seconda edizione possa soddisfare i nuovi bisogni tecnologici dei traduttori, e sia d'aiuto agli studenti di traduzione che muovono i primi passi in questo campo, pur da nativi digitali.
9,99

Sivko-burko. Fiaba popolare russa. Testo russo a fronte

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

Questa deliziosa fiaba popolare rientra in uno dei tipi di intrecci fiabistici catalogato col numero 530 nell'apposito indice, dal nome «galoppare fino alla principessa che se ne sta in un'alta torre [térem]». Questo intreccio è presente nel patrimonio folclorico di molti paesi oltre alla Russia.
7,99

Comune operaia ? 13. Versione filologica del racconto

Michail Bulgakov

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

pagine: 100

Il racconto, che ha come titolo completo «? 13. Casa Èl'pìt-Comune operaia», è stato scritto da Bulgàkov nel 1922, all'età di trentatré anni. Contiene già il motivo dell'"appartamento malvagio", poi sviluppato nel Maestro e Margherita. Prima del regime bolscevico, la casa di appartamenti situata al civico 13 di via Bol'sàâ Sadóvaâ a Mosca apparteneva al signor Èl'pìt. Anche gli inquilini erano benestanti: un direttore di banca, un industriale, un cantante lirico, basso, un generale, giudici, medici. L'amministratore, Hrìsti, gestiva lo stabile in maniera impeccabile e tutto funzionava alla perfezione.
3,99

La dacia nuova

Anton Cechov

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

Nella cultura russa di fine Ottocento non esiste una parola precisa per significare «uomo», «donna». La società è talmente ancora scissa nelle due classi che esistevano ai tempi della servitù della gleba, che per «uomo» abbiamo due parole, bàrin e muz?ìk, e per «donna» bàrynâ e baba. In questo racconto si mettono in risalto i problemi di traducibilità culturale esistenti tra queste due classi, che solo apparentemente parlano la stessa lingua. Non a caso il ricco a un certo punto si rivolge ai poveri dicendo: «Noi vi trattiamo come persone», fatto nuovo e insolito, che è quello che genera tutta l'incomprensione.
3,99

Semiotica per principianti. Ovvero Impara la disciplina più astrusa con le canzonette

Bruno Osimo, Valeria Rossini, Giada Fardin

Libro: Copertina morbida

editore: Osimo Bruno

anno edizione: 2021

pagine: 100

Stai per leggere il libro di Bruno Osimo: l'hai soppesato, hai sbirciato qua e là tra le pagine.  È possibile tu ti senta intorno un po' di smarrimento.  Intanto perché non c'è nessun termine inglese praticamente per le prime quaranta pagine (e anche quando infine si manifesta, non è neppure per una parola tecnica, ma è l'inglese di una frase - per di più, una frase che parla d'amore). Cioè: questo è un libro in italiano. Con tutta la sua sintassi, con delle scelte precise, le parole talmente giuste che, anche quando parlano di cose complicate, hanno questa loro caratteristica bizzarra: si fanno capire. Sono sufficienti e confortevoli, non ci fanno mai sentire fuori posto.     Ma poi (e qui il tasso di perplessità è di quelli che fanno alzare le sopracciglia, è evidente): ma a chi serve sapere di semiotica? Oggi, voglio dire. In piena terza rivoluzione industriale.
3,99

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