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Ombre Corte

Lavoro, opera, azione. Le forme della vita attiva

Hannah Arendt

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 76

"Nel breve tempo di cui dispongo, vorrei sollevare una questione che può sembrare strana: in che consiste una vita attiva? Cosa facciamo quando siamo attivi? Nel sollevare questa questione assumerò come valida l'antica distinzione tra due modi di vita, tra una vita contemplativa e una vita activa, distinzione che incontriamo nella nostra tradizione di pensiero filosofico e religioso fino alle soglie dell'epoca moderna. E presupporrò che parlando di contemplazione e di azione non ci riferiamo soltanto a determinate facoltà umane, ma a due modi distinti di vita". Così Hannah Arendt in apertura a Lavoro, opera, azione, testo della relazione che presentò nel 1964 a un convegno tenutosi presso l'Università di Chicago. Come scrive Guido D. Neri nella introduzione, nelle sue parti esso corrisponde puntualmente ai capitoli centrali dell'opera più densa della Arendt, apparsa nel 1958 negli Stati Uniti con il titolo The Human Condition e nota in Italia come Vita activa. L'analisi fenomenologica di queste tre forme di comportamento - che nel loro variabile intreccio danno una chiave dell'esistenza storica umana -, sciolte dalle numerose digressioni che infittiscono l'opera maggiore, costituisce una esposizione chiara e sintetica del pensiero della filosofa tedesca attorno ad alcuni temi centrali della sua riflessione non solo teorica.
7,00

Capitalismo in quarantena. Pandemia e crisi globale

Anselm Jappe, Sandrine Aumercier, Clément Homs, Gabriel Zacarias

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 126

Questo lavoro è stato pubblicato in Francia quando stava terminando la prima ondata di coronavirus, ma il tempo trascorso non ne sminuisce l'attualità né l'efficacia del metodo con il quale analizza la crisi pandemica. Si propone infatti di confrontarsi non su questioni contingenti, ma di mettere in relazione i più recenti accadimenti socio-economici e politici con una riflessione sul tema del rapporto tra capitalismo e condizione pandemica. La tesi su cui insiste è che siamo di fronte a una pandemia socio-naturale legata al capitalismo e alla sua crisi strutturale (economica, sociale ed ecologica), che data dall'inizio degli anni Settanta. Il virus non è la causa della crisi globale della società capitalista mondiale, ma piuttosto un suo acceleratore, che getta inoltre una luce impietosa sulle logiche economiche, politiche e di controllo che governano la nostra società. La crisi pandemica e i relativi interventi pubblici sono dunque letti guardando all'insieme del processo di crisi fondamentale, al rapporto capitale/ Stato, alla crisi della valorizzazione e al ruolo delle politiche pubbliche nel "governo" dei processi in corso. In questi mesi, la gestione dell'epidemia è stata spesso ondivaga, stretta com'era tra gli imperativi inconciliabili di salvare le vite (senza le quali non c'è economia) o l'economia (senza la quale, in un regime capitalista, non si possono salvare le vite). Ora si crede di aver salvato capra e cavoli con i vaccini. Ma basterà un liquido a salvare l'umanità e il capitalismo allo stesso tempo?
13,00

Psicoanalisi e rivoluzione. Psicologia critica per i movimenti di liberazione

Ian Parker, David Pavón-Cuéllar

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 177

Cosa c'è di rivoluzionario nella psicoanalisi, e perché quelli di noi interessati alla prassi politica dovrebbero prenderla sul serio? Questo manifesto è un argomento per collegare la trasformazione sociale con la liberazione personale, mostrando che i due aspetti del cambiamento profondo possono essere intimamente collegati usando la psicoanalisi. Il manifesto esplora ciò che sta al di là di noi, ciò che continuiamo a ripetere, ciò che ci spinge e ci porta a rimanere gli stessi e a cambiare, e come questi fenomeni vengono trasferiti nello spazio clinico. Questo libro non è acritico nei confronti della psicoanalisi, e la trasforma in modo che i movimenti di liberazione possano trasformare il mondo. "C'è un modo per far convergere un'analisi critica della società e la pratica dell'inconscio in una sorta di discorso comune? Un modo che ci permetterebbe di dire che la psicoanalisi, con buona pace dei lacaniani conservatori, sia una partica che di per sé guarda a una politica emancipatrice ed egualitaria?" (Pietro Bianchi)
15,00

Sguardi (post)coloniali. Razza, genere e politiche della visualità

Giulia Fabbri

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 204

Oltre a un complesso sistema di rapporti di potere di natura sociale, politica ed economica, il colonialismo ha prodotto anche un apparato di costruzioni discorsive relative alla nerezza e ha svolto una funzione centrale nel processo di strutturazione dell'identità italiana come bianca in modo omogeneo. Tali costruzioni hanno plasmato uno specifico immaginario ancora oggi pervasivo che reifica specifici processi di razzializzazione. Attraverso una prospettiva intersezionale, il volume rintraccia l'articolazione delle categorie sociali del genere e della razza in relazione alla cultura visuale contemporanea. In particolare, l'indagine si focalizza sul modo in cui la razza viene visualizzata e, dunque, sulla stretta relazione tra la percezione delle categorie razziali e i processi visuali. Attraverso l'analisi di una serie di immagini proprie della cultura di massa italiana contemporanea (pubblicità e fotografie), viene mostrato come tali fonti ripropongano un immaginario coloniale relativo alle rappresentazioni delle donne nere, che pone i soggetti all'interno di specifici processi di ipersessualizzazione e di negazione dell'agency. La visualità è dunque un campo all'interno del quale si riproducono le costruzioni razziali e di genere, ma si configura anche come uno spazio in cui tali costruzioni possono essere contestate. In quest'ultima direzione si situano pratiche artistiche "controvisuali", come il progetto di Karima 2G, cantante italiana di origine liberiana che sviluppa un'autorappresentazione dirompente e oppositiva della nerezza.
18,00

A fine turno. Lavoro, macchine e vita nel cinema degli anni Sessanta in Italia

Karen Pinkus

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 144

Cosa può insegnarci il cinema italiano degli anni Sessanta su come vivere e lavorare oggi? A fine turno invita il lettore a ripensare il lavoro, il cinema e le macchine nel loro intreccio, come mostrato in alcuni film di quel periodo. Attingendo alla teoria critica e alla ricerca d'archivio, il libro ci interroga su quali tipi di fratture potremmo sfruttare per vivere diversamente, per resistere alle narrazioni tradizionali del lavoro, e per un anticapitalismo. L'Italia degli anni Sessanta è stata un luogo in cui la produzione industriale di massa risultava essere la modalità principale per comprendere cosa significasse il lavoro, ma era anche un momento in cui le cose avrebbero potuto andare diversamente. Riesaminando le origini di paradigmi come la timbratura del cartellino, la "società come fabbrica" e la divisione di genere nel lavoro, Karen Pinkus sfida il lettore a pensare attraverso il cinema, consentendogli di cogliere le lacune e i guasti nell'ordine delle cose del secondo dopoguerra.
13,00

Ecosocialismo. Una alternativa radicale alla catastrofe capitalista

Michael Löwy

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 150

L'ecosocialismo è una corrente di pensiero e di azione ecologica che fa proprie le conquiste fondamentali del marxismo mentre le libera dalle sue scorie produttiviste. La logica capitalista del mercato e del profitto, così come quella dell'autoritarismo burocratico del defunto "socialismo reale", è incompatibile con le esigenze di salvaguardia dell'ambiente. Gli ecosocialisti criticano gli attuali vicoli ciechi dell'ecologia politica, che non mette in discussione il potere del capitale. L'ecosocialismo è quindi una proposta radicale che mira non solo a una trasformazione dei rapporti di produzione, dell'apparato produttivo e dei modelli di consumo dominanti, ma anche a creare un nuovo paradigma di civiltà, rompendo con i fondamenti della civiltà capitalista/industriale.
14,00

L'imbroglio ecologico. L'ideologia della natura

Dario Paccino

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 235

Pubblicato nel 1972 da Einaudi nella prestigiosa collana "Nuovo Politecnico", L'imbroglio ecologico accoglieva le istanze sociali che dagli anni Sessanta cominciavano a denunciare con forza il nesso tra assetto capitalistico del lavoro, salute, nocività in fabbrica e degrado ambientale. Al centro del lavoro di Paccino vi è la dimostrazione che il rispetto dell'uomo e della natura è strutturalmente incompatibile con il modello di sviluppo capitalistico, con un'economia di mercato che produce a prezzi sempre più bassi beni di consumo sempre meno utili e con una obsolescenza programmaticamente sempre più breve. Denunciando la contraddizione fra l'apparente e improvviso amore per l'ecologia dei paesi ricchi e industriali, esploso nei primi anni Settanta, e i devastanti inquinamenti, guerre, distruzione delle foreste - inevitabili conseguenze del successo economico dei ricchi e che colpiva e rendeva più poveri i due miliardi di abitanti poveri del pianeta -, Paccino ribadiva con forza che l'ecologia pensata e tradotta politicamente senza aver presenti i rapporti di produzione e di forza sociali, rappresentava ipso facto un imbroglio. È quest'uso ideologico e mistificato della natura che l'autore contesta e problematizza in tutto il suo lavoro teorico e militante, cercando di mettere al centro del dibattito i rapporti di potere ed i meccanismi socio-economici che determinano lo squilibrio, con l'obiettivo di dare vita a una ecologia conflittuale finalizzata a costruire un rapporto equo ed armonico tra gli esseri umani, le organizzazioni sociali e la natura. Non c'è dubbio che quanto era già chiaro cinquant'anni fa, oggi appaia ancora più drammaticamente evidente, in epoca di pandemie, riscaldamento globale e sfruttamento illimitato delle fonti energetiche. Introduzione di Gennaro Avallone, Lucia Giulia Fassini, Sirio Paccino.
20,00

Reincantare il mondo. Femminismo e politica dei «commons»

Silvia Federici

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 222

Il volume raccoglie i contributi di oltre vent'anni di riflessione e impegno militante che Silvia Federici ha dedicato ai temi dell'accumulazione capitalista, del lavoro riproduttivo e delle lotte per i commons. Dagli anni della militanza in "Midnight Notes" e delle battaglie contro la globalizzazione fino al suo più recente impegno nel movimento Ni Una Menos, passando per l'esperienza di Occupy e delle insorgenze arabe, un filo rosso unisce i saggi qui raccolti: la critica ai rapporti sociali capitalistici, esercitata attraverso un continuo corpo a corpo con Marx e il vasto dibattito sui commons, che l'autrice ha il merito di estendere alle attività che riguardano la riproduzione della vita quotidiana e della forza lavoro, ancora prevalentemente svolte dalle donne. Tra Africa, America Latina, Stati Uniti ed Europa i testi offrono un prezioso spaccato sulle sfide politiche del presente, sull'emergere di un nuovo movimento femminista e, più in generale, sulla profondità storica e geografica delle trasformazioni sociali e produttive, a cominciare dalla crisi e dal regime del debito. Il libro si rivela uno strumento prezioso non solo per "comprendere" il mondo, ma anche per "reincantarlo", ovvero per "reinventare la vita", imparando a riconoscere una logica diversa da quella dello sviluppo capitalista e costruire società fondate sull'uso comune delle ricchezze naturali e prodotte. "Questo aspetto della politica dei commons - scrive Federici nella sua introduzione - è da anni al centro del mio interesse perché sono convinta che la costruzione di forme più cooperative di riproduzione sia la condizione non solo per una 'vita degna di essere vissuta', ma anche per poter resistere all'avanzare dei rapporti capitalistici e creare una società non subordinata alla logica del profitto e del mercato".
19,00

L'intelligenza in lotta. Sapere e produzione nel tardocapitalismo

Hans-Jürgen Krahl

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 163

Questo libro, a cinquant'anni dalla scomparsa dell'autore, raccoglie una selezione essenziale dei suoi scritti più importanti, da tempo non più disponibili in italiano, rendendo così di nuovo accessibile un laboratorio teorico-politico di straordinaria attualità: è proprio in questi ultimi anni, infatti, che le intuizioni e le previsioni di Hans-Jürgen Krahl - dalla fine della separazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale all'intellettualità di massa come nuova forza-lavoro, fino al linguaggio e alla vita della mente come risorse immediatamente produttive - si sono dispiegate in tutta la loro complessità, trasformando radicalmente il mondo in cui viviamo. Punto di riferimento imprescindibile per l'operaismo italiano, segno dell'attualità di questo francofortese anomalo è anche il rinnovato interesse per i suoi scritti dimostrato da molti giovani studiosi. Quello che avete tra le mani è di fatto un piccolo classico del pensiero critico contemporaneo, indispensabile per chiunque intenda non solo interpretare il mondo, ma anche trasformarlo. Postfazione di Detlev Claussen.
14,00

Carburanti. Dizionario per un pianeta in crisi

Karen Pinkus

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 177

Un saggio in veste di dizionario, dalla A di Acqua alla Z di Zyklon B, "Carburanti" parla di una gran quantità di "cose" capaci di produrre energia, alcune reali e impiegate ogni giorno, altre verosimili o, come il dilitio di Star Trek, appartenenti al puro campo dell'immaginazione. Gli attuali sogni legati all'energia green - rinnovabile, pulita, addirittura gratuita... - e gli incubi di una modernità costruita sullo sfruttamento di carburanti dal devastante impatto sociale ed ecologico sono messi a confronto passando al vaglio una vasta letteratura che comprende testi poetici e narrativi di vari secoli e autori (Omero, Apollonio Rodio, Verne, Zola, Calvino e Pasolini tra gli altri), trattati scientifici, teorie filosofiche (dall'antichità a Hegel, da Ba-taille ad Agamben e Negri), documenti storici come le gustose proposte che inventori fai-da-te inviavano a Henry Ford per cercare di "vendergli" i loro carburanti prodigiosi. Un libro sperimentale che ci spinge ad abbandonare false speranze nel futuro delle energie non-fossili, tentando al contempo di immaginare nuove possibili traiettorie di sopravvivenza su un pianeta in forte crisi. "Carburanti" intende sfidare il lettore invitandolo a ripensare il rapporto tra "sostanze" e "sistemi energetici" nell'età del cambiamento climatico.
16,00

Corpo, apprendimento e identità. Sé e intersoggettività nella danza

Chiara Bassetti

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 223

Il libro si concentra sul ruolo del corpo nei processi di socializzazione e apprendimento, da un lato, e di costruzione identitaria, dall'altro. Lo fa a partire dal caso della danza di teatro occidentale, analizzando il modo in cui il saper(far)e per lo più tacito e corporeo - performativo - che la caratterizza viene trasmesso, appreso e va a modificare il senso di sé di chi lo acquisisce. La domanda riguarda dunque i processi che conducono a diventare, essere e dirsi una certa figura sociale, ad esempio una danzatrice, e il ruolo assunto dal corpo non solo come oggetto, ma come soggetto esperiente e agente. Come si produce un "corpo danzante"? Quali pratiche, individuali e collettive, vengono quotidianamente messe in atto a questo fine? Come si (ri)formano le disposizioni all'azione e la capacità di giudizio? Come muta la relazione col proprio corpo? Come cambia il modo di guardarsi e di narrarsi? Che ruolo hanno, in questo, i corpi "altri"? Quali sono, dunque, i fondamenti sociali di tale processo? L'autrice affronta queste tematiche sulla base di una lunga ricerca etnografica che ha fatto del suo stesso corpo uno tra gli strumenti euristici scelta, questa, estesamente discussa nelle riflessioni metodologiche che aprono e chiudono il volume. Ne emerge una teoria sociale che guarda al corpo come qualcosa che si è, che si ha, che si fa e che fa fare; all'identità come relazione mutevole tra sé corporeo e sé incorporato; a significazione e interpretazione, infine, come agire immanente all'esperienza vissuta e ancorato a quel "sentire" che è il senso comune. Al centro del lavoro, quindi, l'intreccio tra corporeità, soggettività e intersoggettività.
19,00

Donne e sovversione sociale. Un metodo per il futuro

Maria Rosa Dalla Costa

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 116

"Perché ripubblicare i documenti più significativi di Potere femminile e sovversione sociale a cinquant'anni dalla prima edizione che aprì il dibattito internazionale sul lavoro domestico e ne costituì una pietra miliare? L'interesse di una tale operazione non è commemorativo né puramente archivistico. Non si tratta soltanto di rimettere in circolazione materiale politico di un fecondo periodo di trasformazione sociale, che pur sarebbe di per sé cosa meritoria visto l'oblio in cui per decenni sono cadute queste analisi. La sua riedizione punta soprattutto a rendere disponibili nel dibattito contemporaneo femminista (e non solo) i materiali fondativi di un'esperienza militante tanto prolifica quanto attuale, che ha portato in primo piano il valore produttivo della riproduzione e svelato l'inganno della naturalizzazione, ovvero del considerare naturale il rapporto delle donne con il lavoro domestico e di cura. Si tratta di un'esperienza di respiro internazionale, raccolta attorno al Collettivo internazionale femminista (costituito a Padova nel 1972) e alla campagna per il Salario al lavoro domestico che, per dare battaglia alle forme materiali dello sfruttamento e della subordinazione delle donne, ha riletto criticamente l'analisi marxiana dello sviluppo capitalistico" (Anna Curcio).
10,00

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