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Ombre Corte

Come imporre un limite assoluto al capitalismo. Filosofia politica di Deleuze e Guattari

Jun Fujita Hirose

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 129

Nella loro prolifica produzione congiunta, Gilles Deleuze e Félix Guattari scrivono i loro tre libri principali sotto la stessa e fondamentale domanda: come rovesciare il capitalismo, come far saltare i dispositivi della sua assiomatica. E propongono, per questo, una sola e invariabile strategia: il divenire rivoluzionario di tutti. Ma la tattica che concepiscono è ogni volta diversa. Si tratta di determinare, in ogni congiuntura, un agente centrale del processo rivoluzionario: i proletari nella lotta di classe, in L'anti-Edipo (1972); le minoranze nella loro lotta contro gli assiomi, in Mille piani (1980), e "l'uomo" (il cittadino prima degli emarginati) nella filosofia politica, in Che cos'è la filosofia? (1991). Contrariamente alle derive estetiste di molte letture dell'opera di Deleuze e Guattari e in aperta polemica con le teorie "realistiche" che oggi sostengono che non ci sia nulla oltre a ciò che offre il capitale, Jun Fujita Hirose prova a leggere questo trittico di filosofica politica come modo per aggiornare la domanda sulla rivoluzione. E lo fa in un momento preciso: quello della crisi del Covid-19. Un vero momento di distruzione creativa, dice, in cui si sta instaurando un nuovo regime di accumulazione del capitale, sotto l'egemonia tecnologica e finanziaria cinese e con i metalli rari come materiale paradigmatico. Quale tattica corrisponde a questa nuova congiuntura? Prefazione di Diego Sztulwark.
12,00

Dialettica dell'irrazionalismo. Lukács tra nazismo e stalinismo. Con Grand Hotel «Abisso» di György Lukács

Enzo Traverso

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 130

La distruzione della ragione - una delle opere più ambiziose e controverse di György Lukács - possiede il fascino dei luoghi della memoria. Scritta durante la guerra e pubblicata a Budapest nel 1953, quando il suo autore viveva sotto la minaccia delle persecuzioni staliniste, essa appartiene a pieno titolo al grande dibattito intellettuale che attraversa l'Europa di quegli anni: perché Hitler? Da dove nasce il nazismo? La storia tracciata da Lukács dell'irresistibile ascesa dell'irrazionalismo nella Germania moderna - una linea retta che nasce con il primo romanticismo e giunge a Hitler - è unilaterale e discutibile, come pure la sua apologia dello stalinismo, ma è anche lo specchio di un'Apocalisse: la crisi dell'Europa tra le due guerre. Enzo Traverso contestualizza e storicizza quest'opera, mettendone in luce i limiti e le contraddizioni, ma riconoscendone anche la sinistra grandezza. Questa rilettura a settant'anni di distanza è inoltre l'occasione di riesaminare il concetto di irrazionalismo, oggi al centro di un vasto dibattito intellettuale intorno alle premesse del postmodernismo e degli studi postcoloniali.
11,00

Razzismo, colonialismo e mitologie bianche. La storia rubata di Grande Zimbabwe

Bernardo Paci

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 222

In questo libro si ricostruisce la storia delle interpretazioni coloniali di Grande Zimbabwe, il più grande sito in pietra dell'Africa subsahariana. Da questa "storia delle storie false" emergono le diverse forme materiali e simboliche della sua appropriazione all'interno della storia dei coloni bianchi e della corrispondente negazione della sua appartenenza alla storia indigena. Tale ricostruzione si snoda lungo l'intera storia della colonia di Rhodesia (oggi Zimbabwe), dove il sito si colloca, da prima della conquista fino agli anni immediatamente precedenti la decolonizzazione, spaziando dalla "riscoperta" europea da parte di Karl Mauch nel 1871 fino all'estremo tentativo di Robert Gayre di negare l'ormai dimostrata origine locale del sito nel 1972 e oltre, fino alle più recenti, peculiari interpretazioni ufologiche fiorite dopo la decolonizzazione. Le complesse, benché del tutto false, interpretazioni coloniali del sito nella loro successione storica diventano così uno specchio in cui leggere le trasformazioni culturali, sociali e politiche che investono la Rhodesia, insieme al vicino Sudafrica, nel corso di circa un secolo, insieme alle diverse configurazioni materiali e discorsive assunte dalla "razza", la storia e la civiltà come strutture centrali del colonialismo, in un continuo intreccio con la storia transnazionale della colonizzazione dell'Africa, del razzismo scientifico e del suprematismo bianco. Attraverso questo caso di studio, e mediante la costruzione di un adeguato apparato teorico radicato nella concretezza del caso specifico, diviene così possibile trarre alcune conclusioni riguardo ai più generali fenomeni della negazione della storia e delle civiltà africane nella storiografia europea, del colonialismo d'insediamento e del razzismo coloniale.
19,00

Antropologia della dignità. Aspirazioni, moralità e ricerca del benessere nel Marocco contemporaneo

Francesco Vacchiano

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 237

Nel Marocco di oggi, la parola "dignità" è utilizzata in discorsi e conversazioni che trattano di argomenti assai diversi. Alcuni la evocano per parlare delle proprie aspettative di prosperità materiale, altri per rivendicare diritti sociali e partecipazione. Riferendosi ad essa, uomini e donne chiedono rispetto e uguaglianza, mentre altri ne fanno un sinonimo di riconoscimento e autorealizzazione. A volte è usata per parlare di emigrazione, altre per immaginare una società più giusta. Osservato da queste prospettive, e dal punto di vista di coloro che se ne fanno portavoce, il concetto esprime un desiderio di benessere e felicità che riflette le forme complesse e plurali su cui si modellano fantasie, speranze e aspirazioni nel mondo di oggi. Attraverso un'analisi dei regimi di autorità morale che le persone utilizzano per interpretare il loro quotidiano e scegliere in quali direzioni condurre la propria vita, il libro - un'etnografia del Marocco contemporaneo basata su un lavoro di ricerca di vent'anni - esplora i modi in cui le persone cercano possibilità di realizzazione attraverso esperienze contrastanti e desideri contraddittori, accettando le norme istituite o cercando di trasformarle. Oltre a fornire un quadro della complessità sociale e morale del Marocco di oggi, il libro offre un contributo al dibattito antropologico su moralità, soggettività e pluralismo nel mondo contemporaneo.
20,00

Il soggetto collaborativo. Per una critica del capitalismo digitale

Gilberto Pierazzuoli

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 254

Come scrive Cladio Kulesko nella sua prefazione, il lavoro di Pierazzuoli ripercorre le tracce delle nuove metafisiche digitali, individuandone costanti, nodi e articolazioni, definendo e descrivendo i riti e le liturgie della neoteologia tecnoscientifica. Attraverso un confronto serrato e costante tra le pratiche concrete del capitalismo digitale e alcune delle più recenti filosofie (quali il realismo speculativo, la teoria cyborg, le nuove ontologie, le metafisiche cannibali, l'accelerazionismo e la teoria queer), assistiamo a una vera e propria "messa sotto stress" della teoria, capace di rilevare limiti, vincoli e punti di forza. Quel che più conta, tuttavia, è che al centro di questo vortice vi siano le vicissitudini della materia, gli eventi e i processi generati dalle loro concatenazioni: la storia e le storie - piccole o grandi che siano, storie vere e storie inventate. All'interno della matassa elaborata dall'autore, il lettore non mancherà certo di scoprire trame, dettagli, sincronie e ricorrenze - come in una sorta di piccola simulazione, per uno o più giocatori. Dipanandosi lungo l'asse che collega il modo di produzione capitalista all'universo digitale, il lavoro restituisce una mappa interpretativa generata dall'intersezione di questi due dispositivi che esprimono tutta la potenza prometeica di condizionare le azioni di un soggetto atomizzato lasciando intravedere però una via di fuga verso quel soggetto collaborativo che la tecnologia digitale sembra permettere.
22,00

L'intollerabile presente, l'urgenza della rivoluzione. Classi e minoranze

Maurizio Lazzarato

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 256

Per due secoli la rivoluzione è stata la forma stessa dell'azione politica. Le lotte sindacali, le lotte di liberazione nazionali, il mutualismo operaio, le lotte per l'emancipazione erano strategie che, per essere efficaci, dovevano necessariamente articolarsi con la rivoluzione. Partendo dalla sconfitta storica della rivoluzione mondiale, dall'affermarsi di un neoliberismo aggressivo a metà degli anni Settanta, questo nuovo lavoro di Maurizio Lazzarato non pretende di rivelare quale forma avrà la rivoluzione del XXI secolo o se sarà ancora possibile; più modestamente, si propone di tracciare un bilancio delle rotture rivoluzionarie del xx secolo e di definire le condizioni oggettive e soggettive a partire dalle quali si potrebbe ricominciare a parlare di rivoluzione. La prima di queste condizioni è subito indicata nel saper cogliere e teorizzare il passaggio dalla "lotta di classe" (tra capitale e lavoro) alle "lotte di classe" al plurale (operaie, sessuali, razziali). È unendo le critiche e le teorie del marxismo, del femminismo e del pensiero anticoloniale che si potranno mettere in discussione i rapporti tra classi e minoranze, tra Nord e Sud globali, tra tempi della rivoluzione e irruzione di nuove soggettività. I molti lavori che oggi descrivono i processi di sfruttamento economico e di dominio politico delle donne, dei razzializzati, dei lavoratori e della natura, sembrano tutt'al più tracciare una nuova cartografia delle "vittime", senza proiettarle in una soggettivazione imprevista capace di porre il problema dell'urgenza della fine del capitalismo e delle classi. La catastrofe che si annuncia, e che eufemisticamente chiamano "crisi ecologica", ha le sue radici nella vittoria della classe dei capitalisti, ma l'implosione dell'umanità è proprio ciò che ci attende se non ci sarà una ripresa dell'attività rivoluzionaria.
22,00

Dono e desiderio. L'associazionismo tra volontariato e lavoro

Alessia Fiorillo

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 183

L'associazionismo nasce con le lotte per il miglioramento delle condizioni di lavoro e affonda le sue radici nel concetto moderno di solidarietà, su cui si fondano le costituzioni europee del Novecento. Universo variegato e complesso, accoglie le pratiche del volontariato e si avvicina al lavoro sociale, affiancandosi alle istituzioni per diventare un fattore insostituibile del sistema di welfare. Al suo interno, si sono consolidati progetti di innovazione sociale che hanno favorito il processo di professionalizzazione del lavoro di relazione. In questo contesto, la Riforma del Terzo Settore del 2016, ha messo in luce potenzialità e contraddizioni che emergono con forza nel contatto diretto con le associazioni. Volontariato e lavoro, dono e professionalità, gratificazione personale e formazione specialistica si compenetrano e rinsaldano la coesione sociale in nome di valori che oltrepassano la vita individuale. In un periodo di disoccupazione crescente, l'associazionismo offre solidarietà, empatia, reti sociali salde e in costante movimento; a fronte di un valore di legame, stabile e condiviso, l'analisi delle pratiche dimostra tuttavia che l'associazionismo antepone il valore del dono al diritto del lavoro. Il saggio esamina le proposte delle associazioni inscrivendole nell'orizzonte di crisi delineato da Ernesto De Martino e si affida all'analisi della metamorfosi del lavoro condotta da André Gorz, per avventurarsi nello studio delle pratiche associative attraverso la lente scientifica della letteratura antropologica sul dono. Il dibattito sul rapporto tra dono e strutturazione del sistema di welfare, che si dispiega nelle pagine de "La Revue du Mauss", restituisce il dialogo tra antropologia e sociologia su un tema, quello del lavoro, che è all'origine della fondazione di entrambe le discipline accademiche nella scuola francese.
16,00

L'integrità dell'intellettuale. Scritti su Franco Fortini

Giuseppe Muraca

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2022

pagine: 122

Franco Fortini è stato uno dei maggiori intellettuali italiani ed europei della seconda metà del Novecento. Nato a Firenze nel 1917 e morto a Milano nel 1994, nel corso della sua attività ha partecipato ad alcune delle imprese intellettuali più rappresentative della sinistra critica ed eterodossa del suo tempo (basta pensare alle riviste "Il Politecnico", "Ragionamenti", "Officina", "Quaderni piacentini", alla casa editrice Einaudi ecc.). Polemista, critico letterario (anche se questa definizione gli sta abbastanza stretta), saggista, traduttore e organizzatore culturale, Fortini è stato anche uno dei più importanti poeti della sua generazione (che conta personalità di grande rilievo come Sereni, Luzi, Zanzotto, Pasolini, Roversi, Giudici). Da "Foglio di via" (1946) a "Composita solvantur" (1994), i suoi libri di saggistica e di poesia hanno scandito, con calcolata e regolare cadenza, le diverse fasi del secondo dopoguerra, contribuendo in maniera determinante al rinnovamento della cultura italiana e del pensiero marxista. In questo libro, che raccoglie diversi contributi maturati nel corso degli anni, Giuseppe Muraca attraversa e interroga con passione alcuni dei momenti più significativi del lavoro culturale e letterario di uno dei più grandi scrittore e intellettuali del Novecento.
12,00

Il «nuovo» Cile dei militari. Dottrina della sicurezza nazionale, guerra psicologica e propaganda (1973-1975)

Alessandro Guida

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 319

Quando si pensa a dittature come quella che si affermò in Cile dopo il colpo di Stato che rovesciò Salvador Allende l'11 settembre del 1973, la prima cosa che viene in mente è, nella stragrande maggioranza dei casi, e comprensibilmente, la violenza. L'associazione con le uccisioni, le sparizioni, i campi di detenzione e le torture poste in essere da militari senza scrupoli risulta quasi immediata. In realtà, quello cileno fu sì un regime del terrore dedito a pratiche di sterminio, ma fu tanto altro ancora, e questo invita a un approccio più problematico alla questione e, allo stesso tempo, amplia la portata delle ferite così come il campo delle responsabilità concrete di queste lacerazioni. Sul fronte interno, infatti, la popolazione venne letteralmente conquistata anche attraverso una manipolazione che fu implacabile, permanente e che venne condotta attraverso tutti i mezzi disponibili. La guerra psicologica del regime si fondò sul lavoro di esperti della comunicazione, tecnici dell'influenza, psicologi, sociologi, e su analisi di tipo scientifico. Sul fronte esterno, quella messa in campo dalla dittatura cilena fu, probabilmente, una delle più grandi e dispendiose campagne di propaganda del periodo della Guerra fredda, dopo, naturalmente, quelle realizzate da Stati Uniti e Unione Sovietica. Il tutto si produsse nel quadro di una versione specifica e originale dell'"ideologia della sicurezza nazionale", accanto alla quale iniziò a farsi largo, nella seconda metà degli anni Settanta, l'"ideologia del mercato", che avrebbe a sua volta contribuito al disciplinamento della società.
25,00

Scrittura e movimento

Franco «Bifo» Berardi

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 113

Pubblicato per la prima volta quasi cinquant'anni fa - e qui riproposto con una nuova introduzione dell'autore -, Scrittura e movimento è un piccolo classico di quella teoria radicale che, nata in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, ha conquistato la scena culturale internazionale. Un breviario di estetica "operaista" scritto con un stile brillante e nervoso in cui, risalendo alla tradizione delle avanguardie sovietiche e riallacciandosi alla grande trasformazione attraversata dalle società Occidentali alla fine del xx secolo, l'autore analizza e mette in discussione il modo di produzione del testo. Quando l'avanguardia diventa di massa, le pratiche significanti non possono più essere quelle ereditate da una tradizione moderna fondata sulla separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Che cos'è e come funziona il lavoro culturale a partire da questa trasformazione radicale del processo produttivo? Che cosa diventano allora la letteratura, le arti e la loro teoria? Che cos'è un'estetica anti-idealista e materialisticamente piantata nel mondo? Come si compone un'opera e chi la compone? Chi è, oggi, l'autore? A queste e altre domande prova a rispondere questo testo, che è anche uno dei migliori saggi critici sul lavoro di Nanni Balestrini. Un libro che parla del lavoro culturale, artistico, e creativo contemporaneo, entrando nel vivo delle sue contraddizioni.
10,00

Lavoro, opera, azione. Le forme della vita attiva

Hannah Arendt

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 76

"Nel breve tempo di cui dispongo, vorrei sollevare una questione che può sembrare strana: in che consiste una vita attiva? Cosa facciamo quando siamo attivi? Nel sollevare questa questione assumerò come valida l'antica distinzione tra due modi di vita, tra una vita contemplativa e una vita activa, distinzione che incontriamo nella nostra tradizione di pensiero filosofico e religioso fino alle soglie dell'epoca moderna. E presupporrò che parlando di contemplazione e di azione non ci riferiamo soltanto a determinate facoltà umane, ma a due modi distinti di vita". Così Hannah Arendt in apertura a Lavoro, opera, azione, testo della relazione che presentò nel 1964 a un convegno tenutosi presso l'Università di Chicago. Come scrive Guido D. Neri nella introduzione, nelle sue parti esso corrisponde puntualmente ai capitoli centrali dell'opera più densa della Arendt, apparsa nel 1958 negli Stati Uniti con il titolo The Human Condition e nota in Italia come Vita activa. L'analisi fenomenologica di queste tre forme di comportamento - che nel loro variabile intreccio danno una chiave dell'esistenza storica umana -, sciolte dalle numerose digressioni che infittiscono l'opera maggiore, costituisce una esposizione chiara e sintetica del pensiero della filosofa tedesca attorno ad alcuni temi centrali della sua riflessione non solo teorica.
7,00

Il mondo come metropoli. Capitalismo, arte e rivoluzione nell'epoca della grande trasformazione urbana, 1853-1933

Leonardo Lippolis

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 235

Da più di un secolo il mondo si sta trasformando in un'enorme metropoli e gli effetti di questa urbanizzazione sono sempre più drammaticamente visibili. Tra la Parigi della seconda metà dell'Ottocento e la Berlino dei primi decenni del Novecento si è sviluppata una grande trasformazione urbana, un processo decisivo dettato dalle rinnovate esigenze del capitalismo avanzato. Il dogma dell'utilitarismo e del produttivismo che ha generato la città contemporanea ha determinato una radicale mutazione sociale, politica e antropologica, tanto che l'esperienza urbana che si è forgiata in quei nuovi spazi è, nelle sue fondamenta, la stessa che viviamo ancora oggi. Se Simmel, Kracauer e Benjamin sono stati i primi a descriverne i tratti peculiari, una generazione di artisti, architetti, scrittori e una larga parte dell'avanguardia tentarono di opporvisi, cogliendone immediatamente le conseguenze pericolose e facendosi parte attiva del movimento rivoluzionario. Essi elaborarono una nuova idea di arte e felicità e la misero letteralmente alla prova delle barricate, dei tumulti del loro tempo, identificando il nemico a cui muovere guerra proprio nella disciplina annichilente delle nuove città. Scopo di questo studio è allora contribuire a ricostruire la genesi dello spirito della metropoli capitalista, ma anche restituire le voci di chi provò a concretizzare l'idea benjaminiana della rivoluzione come azionamento del freno di emergenza del treno di un "progresso" lanciato verso un abisso che pare sempre più vicino. Voci lontane nel tempo ma ancora cariche di una urgenza dirimente per il presente.
22,00

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