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Ombre Corte

Stigma. Note sulla gestione dell'identità degradata

Erving Goffman

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2018

pagine: 178

"Stigma" è senza dubbio uno dei libri più letti tra i lavori di Goffman e, con "Asylum", certamente il più "critico". Il saggio descrive e analizza le pratiche di stigmatizzazione e gli usi sociali della diversità combinando tre direttrici dell'identità, personale, sociale e soggettivamente sentita, con i tre principali tipi di stigma: fisici, del carattere e della differenza culturale e religiosa. La gestione dello stigma è presente in qualunque società, ovunque entrino in gioco delle regole morali per la definizione delle identità. Ma quali sono le modalità concrete che sottopongono alcuni individui a quei giudizi morali che chiamano in causa l'appartenenza a una "categoria inferiore" dell'umanità? E quali sono le strategie di sopravvivenza, di difesa o di adattamento delle persone stigmatizzate? Qual è infine lo scarto tra l'identità sociale e l'identità personale e, in definitiva, tra la "normalità" e la "devianza"? In questo libro, sulla base di un'accurata analisi etnografica ricca di esempi e di racconti di vita, Goffman fornisce delle risposte specifiche a queste domande e stimola una riflessione più ampia sulle politiche dell'identità (e della differenza) che oggi sembrano caratterizzare sempre più fortemente le nostre società, attivando vecchi e nuovi processi di stigmatizzazione/esclusione.
15,00

Antropocene o capitalocene? Scenari di ecologia-mondo nella crisi planetaria

Jason W. Moore

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2017

pagine: 173

Che i drammatici cambiamenti climatici degli ultimi decenni siano dovuti alle emissioni antropogeniche di gas serra è un fatto acclarato, che non suscita serie controversie se non da parte di qualche sparuta setta negazionista. Quali siano le conseguenze di tale situazione è invece oggetto di discussione. Sempre più spesso si sente parlare, nei circoli accademici ma anche sui mass media, di "Antropocene". Il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen, che ha coniato il termine, intende con esso una nuova era geologica in cui le attività umane sono diventate il fattore determinante, decretando così la fine dell'Olocene. L'umanità come un tutto indifferenziato (e colpevole) da un lato, l'ambiente incontaminato (e innocente) dall'altro. Jason W. Moore rifiuta questa impostazione e parte dal presupposto che l'idea di una natura esterna ai processi di produzione non sia che un effetto ottico, un puntello ideologico su cui si è appoggiato il capitalismo. Al contrario, il concetto di ecologia-mondo rimanda a una commistione originaria tra dinamiche sociali ed elementi naturali che compongono il modo di produzione capitalistico nel suo divenire storico, nella sua tendenza a farsi mercato mondiale. Il capitalismo non ha un regime ecologico, è un regime ecologico. Sfruttamento e creazione di valore non si danno sulla natura, ma attraverso di essa - cioè dentro i rapporti socio-naturali che emergono dall'articolazione variabile di capitale, potere e ambiente. Si tratta dunque di analizzare la forma storica di questa articolazione - ciò che Moore chiama "Capitalocene": il capitale come modo di organizzazione della natura - per fronteggiare l'urgenza dei disastri ambientali che ci circondano
15,00

Necropolitica

Achille Mbembe

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2016

pagine: 107

"L'assunto di questo saggio è che l'espressione ultima della sovranità consista, in larga misura, nel potere e nella capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire". Dalla deumanizzazione del destino degli schiavi all'abominio dei campi di sterminio, dalle colonie africane - luogo per eccellenza del dominio razziale e modello del genocidio ebraico - alla colonia di oggi: i Territori Occupati. Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Bataille, Foucault, Gilroy e altri autori ancora, Mbembe traccia la genealogia dei poteri di morte: figura emblematica della modernità, della sua razionalità e della nozione di sovranità, che in essi esprime forse la sua essenza più cupa. Oggi le necropolitiche conoscono infinite metamorfosi e proliferano in un orizzonte dominato dalle guerre infinite nel Medio Oriente, dalle nuove tecnologie della morte e dallo spettro del terrorismo. Pensare a come uscire dalla notte di un mondo avvelenato dall'inimicizia: questo il lavoro instancabile che Achille Mbembe persegue da anni e di cui Necropolitica è una tappa fondamentale.
10,00

Il prisma della flat tax. Dal liberismo illuminato al populismo economico

Mario Pomini

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 143

La proposta di una tassa sul reddito con una sola aliquota (flat tax) ha trovato recentemente ferventi sostenitori in Italia. Secondo alcuni, il passaggio a questo nuovo strumento tributario, peraltro mai applicato nei paesi ricchi - nemmeno negli Usa, nonostante la sua forte tradizione culturale liberista -, sarebbe in grado di rendere il nostro sistema fiscale più semplice ed equo, e inoltre contribuirebbe a sradicare alcuni vizi antichi, primo tra tutti una evasione fiscale che in Europa probabilmente non ha eguali. Altri invece, e finora sono i più, non condividono questo ottimismo e anzi la criticano come uno dei tanti miti economici che nascondono ben altre intenzioni, e possono avere degli effetti molto negativi sull'economia e sulla società. Di fronte a valutazioni così radicalmente differenti, l'opinione pubblica non può che risultare frastornata, anche perché il terreno delle riforme fiscali, come la storia ci insegna, è insidioso e pieno di tranelli. Rimane la domanda fondamentale: quali sono i rischi e le opportunità per l'individuo e per la società nell'abbandonare l'imposta progressiva sul reddito nata nel secolo scorso, per passare a un sistema completamente differente? Evitando il linguaggio specialistico, il volume, che esamina puntigliosamente l'evoluzione del sistema fiscale italiano alla luce dell'emergere della proposta della flat tax e del suo impatto sul sistema politico attuale, intende fornire gli strumenti per una piena comprensione del tema e demistificare i molti elementi che lo circondano.
13,00

Scrittura e movimento

Franco Bifo Berardi

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 113

Pubblicato per la prima volta quasi cinquant'anni fa - e qui riproposto con una nuova introduzione dell'autore -, Scrittura e movimento è un piccolo classico di quella teoria radicale che, nata in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, ha conquistato la scena culturale internazionale. Un breviario di estetica "operaista" scritto con un stile brillante e nervoso in cui, risalendo alla tradizione delle avanguardie sovietiche e riallacciandosi alla grande trasformazione attraversata dalle società Occidentali alla fine del xx secolo, l'autore analizza e mette in discussione il modo di produzione del testo. Quando l'avanguardia diventa di massa, le pratiche significanti non possono più essere quelle ereditate da una tradizione moderna fondata sulla separazione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Che cos'è e come funziona il lavoro culturale a partire da questa trasformazione radicale del processo produttivo? Che cosa diventano allora la letteratura, le arti e la loro teoria? Che cos'è un'estetica anti-idealista e materialisticamente piantata nel mondo? Come si compone un'opera e chi la compone? Chi è, oggi, l'autore? A queste e altre domande prova a rispondere questo testo, che è anche uno dei migliori saggi critici sul lavoro di Nanni Balestrini. Un libro che parla del lavoro culturale, artistico, e creativo contemporaneo, entrando nel vivo delle sue contraddizioni.
10,00

Spacciati rabbiosi coatti. Periferia romana e costruzione del panico morale

Mario Marasco

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 135

Al centro di questo lavoro etnografico c'è una comitiva di circa quindici ragazzi, cresciuti in un blocco urbano, ai margini della multiforme metropoli romana. Dipinti come "gang" dai media, la narrazione intende restituire la complessità delle esistenze di questi giovani - che provano a navigare la difficile transizione verso una complessa età adulta -, analizzando e decostruendo stereotipi e pregiudizi, senza trascurare quei locali rapporti di potere in grado di mutare continuamente l'orizzonte morale. Nel lavoro emergono anche gli "altri" abitanti di Marozia (nome fittizio per questa porzione di periferia, ripreso da Le città invisibili di Italo Calvino): immigrati, Rom, operatori del sociale, volontari, forze dell'ordine, ricercatori, giornalisti, politici. Nonostante tali presenze, ciò che risalta è la quasi totale assenza sul territorio di agenti istituzionali. D'altronde è la stessa genesi di Marozia (un complesso abitativo rimasto vuoto, occupato e infine "negoziato" con la politica romana) che ne sottende il destino: l'isolamento. L'analisi antropologica tenta di indagare la dimensione della violenza e della sofferenza - fisiche e simboliche - che si sommano all'illegalità, la quale può apparire l'unica via praticabile per alimentare una diffusa etica della sussistenza e di mutuo aiuto dal basso. Il testo di Marasco rende giustizia dei tanti facili luoghi comuni con i quali si guarda alle periferie in generale. Ne ricostruisce la complessità e le contraddizioni, con sguardo lucido, non indulgente ma senz'altro partecipato. Riflette sui rapporti di forza che regolano la costruzione dei destini individuali, senza dimenticare le pratiche di resistenza e i tentativi di riscatto.
13,00

Il mondo come metropoli. Capitalismo, arte e rivoluzione nell'epoca della grande trasformazione urbana, 1853-1933

Leonardo Lippolis

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 235

Da più di un secolo il mondo si sta trasformando in un'enorme metropoli e gli effetti di questa urbanizzazione sono sempre più drammaticamente visibili. Tra la Parigi della seconda metà dell'Ottocento e la Berlino dei primi decenni del Novecento si è sviluppata una grande trasformazione urbana, un processo decisivo dettato dalle rinnovate esigenze del capitalismo avanzato. Il dogma dell'utilitarismo e del produttivismo che ha generato la città contemporanea ha determinato una radicale mutazione sociale, politica e antropologica, tanto che l'esperienza urbana che si è forgiata in quei nuovi spazi è, nelle sue fondamenta, la stessa che viviamo ancora oggi. Se Simmel, Kracauer e Benjamin sono stati i primi a descriverne i tratti peculiari, una generazione di artisti, architetti, scrittori e una larga parte dell'avanguardia tentarono di opporvisi, cogliendone immediatamente le conseguenze pericolose e facendosi parte attiva del movimento rivoluzionario. Essi elaborarono una nuova idea di arte e felicità e la misero letteralmente alla prova delle barricate, dei tumulti del loro tempo, identificando il nemico a cui muovere guerra proprio nella disciplina annichilente delle nuove città. Scopo di questo studio è allora contribuire a ricostruire la genesi dello spirito della metropoli capitalista, ma anche restituire le voci di chi provò a concretizzare l'idea benjaminiana della rivoluzione come azionamento del freno di emergenza del treno di un "progresso" lanciato verso un abisso che pare sempre più vicino. Voci lontane nel tempo ma ancora cariche di una urgenza dirimente per il presente.
22,00

Psicoanalisi e rivoluzione. Psicologia critica per i movimenti di liberazione

Ian Parker, David Pavón-Cuéllar

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 177

Cosa c'è di rivoluzionario nella psicoanalisi, e perché quelli di noi interessati alla prassi politica dovrebbero prenderla sul serio? Questo manifesto è un argomento per collegare la trasformazione sociale con la liberazione personale, mostrando che i due aspetti del cambiamento profondo possono essere intimamente collegati usando la psicoanalisi. Il manifesto esplora ciò che sta al di là di noi, ciò che continuiamo a ripetere, ciò che ci spinge e ci porta a rimanere gli stessi e a cambiare, e come questi fenomeni vengono trasferiti nello spazio clinico. Questo libro non è acritico nei confronti della psicoanalisi, e la trasforma in modo che i movimenti di liberazione possano trasformare il mondo. "C'è un modo per far convergere un'analisi critica della società e la pratica dell'inconscio in una sorta di discorso comune? Un modo che ci permetterebbe di dire che la psicoanalisi, con buona pace dei lacaniani conservatori, sia una partica che di per sé guarda a una politica emancipatrice ed egualitaria?" (Pietro Bianchi)
15,00

Scritture Minori. Letteratura, linguaggio politico e pratiche di resistenza

Vincenzo Binetti

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 158

L'intento di questo lavoro è indagare e problematizzare tensioni conflittuali e produttive tra lingua letteraria, linguaggio politico e pratiche di resistenza: un tentativo, in altre parole, di immaginare in qualche modo la produzione intellettuale e culturale come strumento politico potenzialmente capace di destabilizzare narrazioni egemoniche e normative, e produrre così nuove forme e pratiche rivoluzionarie che aspirino a considerare il linguaggio come parte integrante di un continuo processo di trasformazione della società in cui viviamo. Il ruolo dell'intellettuale, il rapporto tra letteratura e politica, tra rivoluzione e linguaggio sono questioni complesse che chiaramente sollevano fondamentali e ormai annose domande: come può la letteratura farsi espressione di forme di antagonismo e di pratiche sovversive? Come creare momenti comunitari di lotta? Come mettere le parole in azione così che esse possano eventualmente diventare elementi di destabilizzazione politico-culturale? Il problema non consiste, però, nell'individuare l'intenzionalità ideologico-politica autoriale, nello stabilire eventualmente categorie di giudizio in base alla collocazione di parte del testo e di chi scrive, ma di esplorare invece gli elementi impliciti nel discorso letterario in quanto esso stesso potenzialità politica. "Resistere, restituire al corpo la sua disobbedienza, ciò che non si piega e non si lascia tradurre nel capitalismo, capire che la letteratura e l'arte in generale o è questo reale che resiste ed esiste, o non è nulla, è capire cosa lega Cesare Pavese e Carlo Levi (ma anche Primo Levi o Elsa Morante, Romano Bilenchi e Italo Calvino, Gianni Celati e tanti altri) alla mia generazione" (Enrico Palandri). Prefazione Enrico Palandri.
14,00

A fine turno. Lavoro, macchine e vita nel cinema degli anni Sessanta in Italia

Karen Pinkus

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 144

Cosa può insegnarci il cinema italiano degli anni Sessanta su come vivere e lavorare oggi? A fine turno invita il lettore a ripensare il lavoro, il cinema e le macchine nel loro intreccio, come mostrato in alcuni film di quel periodo. Attingendo alla teoria critica e alla ricerca d'archivio, il libro ci interroga su quali tipi di fratture potremmo sfruttare per vivere diversamente, per resistere alle narrazioni tradizionali del lavoro, e per un anticapitalismo. L'Italia degli anni Sessanta è stata un luogo in cui la produzione industriale di massa risultava essere la modalità principale per comprendere cosa significasse il lavoro, ma era anche un momento in cui le cose avrebbero potuto andare diversamente. Riesaminando le origini di paradigmi come la timbratura del cartellino, la "società come fabbrica" e la divisione di genere nel lavoro, Karen Pinkus sfida il lettore a pensare attraverso il cinema, consentendogli di cogliere le lacune e i guasti nell'ordine delle cose del secondo dopoguerra.
13,00

Biopotere e mobilitazione totale. Ernst Junger reload. Maschera e catastrofe 2

Manuel Rossini

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 140

Il biopotere è una realtà, una sorta di mutamento che solamente nel xx secolo e soprattutto oggi trova, silenzioso, invasivo e sotto gli occhi (chiusi) di tutti, piena realizzazione. E Jünger, benché non parlasse esplicitamente di biopotere ne intuì i meccanismi fondativi in netto anticipo rispetto alle 'mode' filosofiche diffuse dagli anni Settanta in poi. E ha offerto, inconsapevolmente, indirettamente e in silenzio, una lettura e una diagnosi del fenomeno del biopotere, perfino una sua fenomenologia per 'immagini'. In questo volume - che inizia a prendere forma dopo la pubblicazione del saggio "Il sillabario del biopotere: immagine, dominio e mobilitazione totale" e che rappresenta uno sviluppo del precedente libro "I non luoghi dell'inumano. Maschera e catastrofe" - l'autore torna a confrontarsi con la questione dell'uomo e sull'uomo... sulle tracce di Ernst Jünger. Intende individuare, nel suo pensiero, le origini del biopotere, approfondire tale fenomeno e proporne una nuova interpretazione, osservando il mondo attuale e rileggendolo con filtri jüngeriani. Il mondo attuale è il mondo globale: un unico spazio e un unico tempo dominato e colmato dall'imperio del biopotere. Il biopotere deve rendere tutto e tutti uguali, fa sì che l'individualità si dissolva nel carattere totale dell'uniformità. Si apre così un mondo di nuove forme e, quindi, con un nuovo senso, dove anche la lingua cambia adattandosi al carattere del tempo, generando un mutamento perfino nella nostra forma mentis. Prefazione di Giovanni Giorgini. Postfazione di Luigi Iannone.
13,00

La seconda contraddizione del capitalismo. Introduzione a una teoria e storia dell'ecologia

James O'Connor

Libro: Copertina morbida

editore: Ombre Corte

anno edizione: 2021

pagine: 144

Protagonista di rilievo dei movimenti per i diritti civili e delle minoranze etniche e razziali, James O'Connor ha scritto testi fondamentali per la comprensione del capitalismo e delle sue crisi. Ripubblicarne oggi le riflessioni sulla seconda contraddizione del capitalismo e sullo sviluppo della storia ecologica - entrambe apparse in "Capitalism Nature Socialism" - è operazione che si giustifica in due modi. In primo luogo, O'Connor può senz'altro dirsi un "classico" dell'ecomarxismo: la sua critica ecologica dell'economia politica rappresenta un passaggio obbligato per chiunque si interroghi sul nesso tra questione sociale e questione ambientale. In secondo luogo, la congiuntura pandemica riporta al centro del dibattito pubblico la questione delle condizioni di (ri)produzione - un concetto chiave, discusso a più riprese in questo volume. Non stupisce, dunque, che vi sia chi abbia proposto di chiamare "prima crisi O'Connor" il crollo economico causato dal coronavirus. Per queste ragioni, chi intenda affrontare con spirito critico il presente della crisi ecologica troverà nei due saggi qui riproposti una risorsa fondamentale. Il punto di partenza dell'"eco-marxismo" è la contraddizione tra rapporti di produzione, forze produttive e condizioni di produzione. Né la forza lavoro né la natura, incluse le loro dimensioni spazio-temporali, sono prodotte dal sistema capitalistico, sebbene il capitale tratti le condizioni di produzione come se fossero merci, o beni per il capitale (James O'Connor). Prefazione di Jacopo Nicola Bergamo e Emanuele Leonardi.
10,00

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