Il tuo browser non supporta JavaScript!

Officina

La scena dell'immagine

Libro

editore: Officina

anno edizione: 2020

I saggi e gli interventi contenuti in questo libro sono dedicati alla presenza delle immagini negli spazi del teatro e della danza, agli sguardi e alle osservazioni che producono nuove evidenze storiografiche, campi d'azione, matrici dell'operare artistico. La compresenza di studi storici e delle riflessioni degli artisti ci è apparsa necessaria per indicare come qui la pertinenza dell'immagine alle arti performative non sia un dato preventivamente riconosciuto, ma rintracciato e investigato come esito di relazioni, incontri, visioni, ambienti dove le immagini vengono prodotte, elette ad indagine, tramandate. Le parole del titolo, La scena dell'immagine, suggeriscono, infatti, il duplice percorso degli scritti presentati. Se è vero che ogni immagine qui offerta ai lettori testimonia di avvenimenti della scena dove è iscritta, è anche vero che sono le stesse immagini a creare la scena dove abitano, la "cornice" entro la quale si offrono alla riflessione e allo studio. È questa la ragione che ci ha indotto a scegliere per l'apertura e la conclusione del volume due fotografie astratte del 1951 di Pasquale De Antonis. Visconti irruppe nel teatro italiano provocando negli spettatori una serie di choc visivi attraverso la messa in visione di dettagli minuziosi e sconcertanti. Nelle immagini del fotografo quei primi piani rivelatori emergono attraverso il contrasto con le masse scure o fuori fuoco degli attori-personaggi che li osservano. Sono la disposizione delle forme nel buio e nelle penombre a rendere drammatiche le relazioni percettive, gli sguardi, le atmosfere dolorose o incombenti in cui si dibattono le figure "messe a fuoco". Cogliendo la possibilità, allora assai inconsueta, di fotografare durante una prova generale, quasi senza interruzioni, la sequenza delle sue foto racconta di una presenza appena dileguata, quella di Visconti, che sapeva imprimere alle prove, attraverso il corpo a corpo con gli attori, quella continua tensione che dava vita allo spettacolo attraverso una comunità di attori ogni volta raccolta intorno all'energia fisica ed emotiva del regista. Se queste foto hanno finito per identificarsi, col passare degli anni, con la memoria di quelle scene, lo si deve alla particolare testimonianza del fotografo che non identificandosi professionalmente con il suo compito, ha finito per raccontare non gli spettacoli ma il teatro di Visconti, una possibilità che non ebbe il suo effettivo compimento nelle scene italiane, ma che il regista dovette far emergere di volta in volta, spettacolo per spettacolo, aggirando le inerzie dei modi produttivi, fronteggiando accuse di formalismo e di eccezionalità, di inutile spreco. Le fotografie astratte di De Antonis, esposte a Roma in due occasioni nel 1951 e nel 1957, si trovano invece al centro delle sue relazioni con i protagonisti italiani dell'astrattismo. Accolto come nuovo compagno di strada, De Antonis operò in sintonia con le ricerche degli amici pittori. Quelle immagini nascevano dal libero gioco impresso al suo sapiente artigianato, dalle tecniche del fuori fuoco all'uso di piccole lampadine o cartoni forati da cui filtrava la luce (come nei due esempi mostrati in questo libro) sperimentata come matrice della costruzione dello spazio. Le foto astratte e le immagini create durante il suo soggiorno nel teatro non hanno apparentemente nulla in comune. Eppure, le une come le altre, non sono debitrici dei protocolli visivi degli ambienti che aveva attraversato. Corrado Cagli, nel presentare la prima mostra di fotografie astratte del 1951, raccontava dell'umiltà con cui De Antonis si era progressivamente avvicinato ai gruppi degli amici pittori. Senza che apparisse una diminuzione, voleva far intendere come il nuovo arrivato si fosse inoltrato tra le ricerche di quelle cerchie attento ad osservare la fabbricazione delle immagini...
20,00

La casa abbandonata. Il racconto delle politiche abitative dal piano decennale ai programmi per le periferie

Giancarlo Storto

Libro: Copertina morbida

editore: Officina

anno edizione: 2018

pagine: 224

Un racconto - è questo il contenuto del volume - che ripercorre quarant'anni di storia del nostro Paese attraverso le alterne vicende che hanno segnato le politiche abitative. Gli argomenti che si susseguono, ciascuno trattato come un saggio a sé stante, colgono i fatti più significativi del periodo considerato esponendoli con informazioni rigorose ed esaurienti che costituiscono il presupposto per commenti e valutazioni di merito. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, contrassegnati da importanti riforme e da una forte attenzione della politica per attenuare le condizioni di un diffuso disagio abitativo presente in larghi strati della popolazione, sino alla fine della XVII legislatura (dicembre 2017), anni in cui l'abitare e le problematiche urbane appaiono non avere l'interesse che meritano con la sola occasionale promozione di programmi di riqualificazione ancorati a generici obiettivi ed ogni volta inventando procedure e criteri di selezione differenti per l'attribuzione dei finanziamenti. Centrali nel racconto sono le sorti dell'edilizia residenziale pubblica che nel passato ha svolto un ruolo fondamentale per assicurare l'accesso all'alloggio agli esclusi dal libero mercato e che negli anni più recenti è divenuta oggetto di critiche sommarie quanto superficiali scontando l'incapacità dei Governi succedutisi nel tempo di affrontare la questione con progetti di riforma in grado di riconfigurare ruoli e delineare prospettive. In più gli incentivi e le scarse risorse disponibili sono indirizzate a vantaggio dell'edilizia sociale, terminologia che resta ambigua in mancanza di una chiara indicazione dei requisiti dei potenziali utilizzatori e delle regole per definire durata e canoni di locazione. Mancano in definitiva strategie convincenti per aggiornare le politiche a beneficio delle famiglie emarginate da un mercato alimentato più dalla rendita che dal profitto d'impresa e su tutto è palese il disimpegno dello Stato.
20,00

Incipit Lab

Andrea Sciascia

Libro: Copertina morbida

editore: Officina

anno edizione: 2022

pagine: 178

Il libro descrive un'esperienza didattica condotta dall'anno accademico 2015/2016 al 2017/2018 e segna l'avvio del coordinamento di Incipit Lab. Tale iniziativa ha offerto un confronto, a livello nazionale e internazionale, fra i laboratori di progettazione architettonica del primo anno accademico. La sperimentazione effettuata trova la sua origine nel coordinamento dei laboratori di primo anno del Corso di Studi in Architettura dell'Università degli Studi di Palermo con il coinvolgimento, inoltre, del Laboratorio di Architettura e Composizione I del Corso di Studi in Ingegneria Edile-Architettura, dello stesso Ateneo. Incipit Lab. propone, attraverso un coordinamento, giunto al suo sesto anno, una comparazione tra i laboratori di progettazione architettonica I dei diversi corsi di laurea triennali e magistrali in architettura di molti atenei italiani ed alcuni esteri. Tale raffronto scaturisce dalla necessità di verificare e di mettere a sistema, su scala nazionale e internazionale, le modalità di avvio e di "inizio" (incipit) della prima esperienza di progettazione architettonica nell'ambito della didattica del laboratorio. I convegni organizzati dal Dipartimento di Architettura di Palermo, nell'ambito del coordinamento di Incipit Lab. e sulla scorta delle esperienze maturate, a partire dall'A.A. 2015-2016, hanno consentito di attuare una reale confrontabilità degli esiti ottenuti in questi anni, delle metodologie e delle dinamiche didattiche, nelle loro diverse articolazioni.
20,00
28,00

Architetture di Julio Lafuente

Ludovico Quaroni, Helio Pinon

Libro: Copertina rigida

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 144

13,00

La logica del sistema dorico. Bassae Iktinos. Berlino Mies. Losone Vacchini

Fabrizio Ferro

Libro: Copertina morbida

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 166

Osservando il tempio dorico pensiamo alle forme immutabili dell'architettura; perché si evocano tali concetti? Anche nel mondo moderno alcune opere richiamano la dimensione delle origini del costruire, altre conquistano uno dei suoi sinonimi: il senza tempo. Tutte si rapportano al dorico; impersonale e oggettivo, percepito come fondato su un sistema di logiche unico. Quali sono queste logiche? Le immagini e le idee con cui da sempre si confrontano gli architetti sono celate in questi interrogativi. La traccia per provare a rispondere, si può trovare nel significato di ciò che è considerato intelligibile nel mondo antico. I concetti rappresentano e formano l'unità del tempio, un sistema in grado di governare la costruzione sin dalla sua ideazione; sono argomenti che raccontano l'essenza dello spazio che chiamiamo classico. I valori di 'bellezza utilità e solidità', giunti a noi attraverso il mondo romano e recuperati nel Rinascimento, sono riconducibili alla Grecia del V secolo a.C., hanno origini remote. Simmetria, ed euritmia, nascono molti secoli prima delle categorie vitruviane, i loro significati rimandano ai concetti riconosciuti dai pitagorici, riguardano i valori e i contenuti delle forme e dei numeri, secondo natura. Anche i primi trattati sulle arti - molti dei quali andati perduti - sembra influenzino gli architetti del periodo, che conoscono i segreti dei tracciati incommensurabili, e le tecniche per il controllo delle proporzioni ottiche applicate alla scultura; alcune delle loro opere, saranno considerate ineguagliabili già nell'antichità, divenendo un riferimento costante nella storia del costruire; trascorso questo breve intervallo, che molti chiamano classico, l'architetto del tempo e il suo modo di osservare, quasi come una "scienza dello spirito", scomparvero dalla scena, ricomparendo a distanza di secoli, nei ragionamenti e nelle opere di Alberti del Rinascimento, e più tardi in casi molto isolati, nel mondo moderno e contemporaneo. I concetti sull'architettura prescindono dalla forma e non imitano la natura, per questo appartengono più alla logica che al linguaggio. Ben oltre le dispute formali tra classicismo e gotico, i criteri più profondi del sistema dorico rimasero invisibili, perché difficilmente separabili, sfuggendo così alla maggior parte delle individuazioni specialistiche, definite dalle discipline di età moderna. Questo libro è un'indagine sulle tracce del nucleo incorporeo, che accomuna alcuni rari e straordinari edifici, che appaiono così legati da un filo rosso al di là del tempo; in un'epoca dominata dall'ipertrofia dell'ego progettuale, il confronto con un ragionamento meno soggettivo, è senz'altro un percorso arduo, ma può rivelare sentieri antichi e forse ancora incontaminati.
18,00

Ricognizione della semiotica

Emilio Garroni

Libro: Copertina rigida

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 160

16,00

XY. Ediz. inglese e italiana. Volume 9-10

Libro: Copertina rigida

editore: Officina

anno edizione: 2021

30,00

Territori post-rurali. Genealogie e prospettive-Territoires post-ruraux. Généalogies et perspectives

Marta De Marchi, Hessam Khorasani Zadeh

Libro: Copertina morbida

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 226

Introduzione Marta De Marchi Hessam Khorasani Zadeh; Figures de l'agencement territorial entre villes et campagnes de la Picardie aux Flandres (ca 1760-1860) Jean-Pierre Jessenne Terres habitées et substrats cultivés. Esquisse d'une pensée du sous-territoire Sébastien Verleene; Penser la résilience morphologique des formes du paysage Sandrine Robert; La costruzione sociale del territorio. Antropologia storica e territori Lucia Carle; Liens sociaux et territoires. Les sociabilités dans les espaces ruraux en voie d'urbanisation Fabrice Boudjabaa; La généalogie familiale comme outil d'analyse spatiale. Familles paysannes, exploitations agricoles et paysages en Vénétie et Flandres françaises (ca 1830-2020) Hessam Khorasani Zadeh; Territoires de l'industrialisation diffuse. Paysages, economies et société du Nord-Est italien David Celetti; Transizioni e geografiche critiche del cibo. Il caso di Matera Mariavaleria Mininni; Leggere il sistema cibo nella città diffusa. Paradossi e scenari Marta De Marchi; La "città promiscua". Osservazioni sulle trasformazioni del paesaggio agrourbano del Veneto dal dopoguerra ad oggi Viviana Ferrario; Una genealogia possibile del progetto riformista agrario nel paesaggio Luca Filippi; Postfazione Paola Viganò.
24,00

XY. Ediz. inglese e italiana. Volume 8

Libro: Copertina morbida

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 197

Rassegna critica di studi sulla rappresentazione dell'architettura e sull'uso dell'immagine nella scienza e nell'arte.
30,00

Leonardo e la città ducale

Libro

editore: Officina

anno edizione: 2021

pagine: 188

Il volume raccoglie i risultati della giornata di studi promossa dal Politecnico di Milano nell'ambito del programma di celebrazioni del V centenario della morte di Leonardo da Vinci e dedicata alla Milano sforzesca e al tema delle relazioni fra il potere ducale e i modi di rappresentazione e costruzione urbana. In particolare, oltre al ruolo svolto da Leonardo da Vinci nel dare forma a questa "politica delle immagini", viene affrontato lo studio degli strumenti legislativi e delle forme cerimoniali e teatrali che nell'età sforzesca furono elaborati dal potere ducale volti a legittimare il proprio status principesco sia nei confronti dei propri sudditi, sia degli altri potentati italiani ed europei.
25,00

Popoli del gran chaco

Gherardo La Francesca

Libro: Copertina rigida

editore: Officina

anno edizione: 2021

28,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.