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MEDUSA EDIZIONI

Libertà per la storia. Inquisizioni postmoderne e altre aberrazioni

Pierre Nora, Françoise Chandernagor

Libro

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 92

I testi presenti in questo libro che sono stati scritti e pubblicati nel 2008 dagli studiosi Pierre Nora e Françoise Chandernagor, costituivano all'epoca una sorta di risposta ufficiale dell'associazione "Liberté pour l'histoire" alle azioni legislative allora in corso in Francia, divenute note come "leggi memoriali", dove per legge memoriale si può definire una legge che dichiari, persino imponga, il punto di vista ufficiale dello Stato su alcuni avvenimenti storici. La storia di queste leggi particolari ha avuto inizio con la legge del 13 luglio 1990, detta Legge Gayssot, che prevedeva sanzioni per chi contestava l'esistenza di alcuni crimini contro l'umanità. Grazie all'azione dirompente esercitata da questa legge, che molti hanno considerato lesiva del "delitto d'opinione", si è giunti alla decisione quadro 2008/913/GAI per gli stati membri dell'Unione Europea che ricorre nello stesso anno in cui vedeva la luce in Francia questo libro, che pubblichiamo con un'accurata riflessione dello storico Franco Cardini dal titolo più che eloquente: "Inquisizioni postmoderne e altre aberrazioni. Il tema in discussione è attualissimo e costituisce una minaccia per la libertà di espressione di chi lavora sui documenti e sulle nuove informazioni che se ne possono trarre. La direttiva, che suggerisce sanzioni per l'apologia, la negazione o la minimizzazione dei crimini contro l'umanità, compare sulla "Gazzetta ufficiale dell'Unione europea" di 23 paesi per lo più dell'Unione Europea. Il 28 febbraio 2012 il Consiglio costituzionale francese ha dichiarato la decisione quadro contraria alla Costituzione della Repubblica francese.
13,00

Cantafavole e cantafiori da cantare su non importa che aria

Robert Desnos

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2020

pagine: 98

Dopo aver riscoperto Robert Desnos come poeta e critico d'arte, ora il lettore italiano scoprirà anche la sua vena di scrittore di filastrocche e storielle per grandi e piccini. Una piccola strenna per bambini e per adulti che non hanno perduto il dono della leggerezza, per sorridere e cantare insieme "su non importa che aria". Età di lettura: da 5 anni.
21,00

Galere perdute

Baltasar Gago

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2020

pagine: 124

«Appena arrivarono alla marina, le galere tutte fecero tenda, suonarono i pifferi, e gettarono in acqua lo schifo, coperto di ricchi tappeti e di cuscini di velluto chermisino. All'istante che don Chisciotte vi mise il piede, la capitana sparò il cannone di corsia, e le altre galere fecero lo stesso; e al salire egli per la scala esterna venne salutato dalla ciurma tutta come si usa quando persona di grande affare entra nelle galere, dicendo: hu, hu, hu, per tre volte». "Questo passo, tratto dal capitolo LXIII del secondo volume del Don Chisciotte presenta molti elementi comuni col piccolo gioiello narrativo di cui presentiamo ora l'edizione critica: La Verdadera relaçión con cui l'artigliere Baltasar Gago narra l'attacco corsaro subito nel 1578 da due galere spagnole. Il documento, conservato presso l'archivio di Simancas, racconta il viaggio delle due navi concesse dal viceré di Sicilia Marco Antonio Colonna - già eroe di Lepanto - per portare il duca di Terranova da Palermo a Genova. Durante la traversata, le due imbarcazioni vengono però attaccate da una flottiglia di corsari e, mentre una si perde in mare, la Capitana, su cui viaggiava Gago, arriva con difficoltà fino all'isola di Capri. Gago descrive in modo dettagliato e originale l'accaduto e offre al lettore testimonianza di un concitato episodio di vita marittima. In questo volume si presenta uno studio mirato a far luce su tutti gli aspetti significativi intercettati dal testo, dalla questione della pirateria mediterranea, al genere delle relazioni e all'immaginario militare dell'epoca. Una sezione importante è dedicata anche all'aspetto linguistico del documento - tradotto con testo a fronte -, tanto nella sua dimensione storica, come in quella specialistica legata al gergo delle galere tanto vicino anche al coevo Cervantes." (Enrico Lodi)
13,50

La colomba dell'arca. Poesie 1922-1945. Testo francese a fronte

Robert Desnos

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2020

pagine: 178

La poetica di Robert Desnos allestita in Italia, curato da Pasquale Di Palmo mettendo a frutto un più che decennale confronto col poeta francese, si configura come un viatico prezioso per ripercorrere idealmente l'intero percorso creativo dell'autore di "Corps et biens". Dall'iniziale adesione al surrealismo con la conseguente scoperta dei "sonni ipnotici" e dell'écriture automatique si approda alla successiva fase in cui il dettato poetico di Desnos si compromette maggiormente con le istanze etiche e, soprattutto, amorose. Poeta tra i più complessi e sofisticati del Novecento, Desnos con il passare del tempo ha acquisito uno spessore e una rilevanza nella poesia del Novecento sempre più ampia, in virtù di quel processo di rastremazione del logos che lo porterà dalle sperimentazioni ludiche che contrassegnano il désordre formel della prima fase alle tematiche politiche delle poesie clandestine, spesso pubblicate sotto pseudonimo in tempo di guerra. Ma rimane inalterata la vocazione a una pronuncia autentica, sottesa alle dinamiche più moderne, che sembra incarnare quella beauté convulsive concepita da Breton, anche se tesa al graduale recupero di una facilità, di una felicità inventiva che presuppongono una dirittura morale non comune. Si tratta di un anelito alla rivolta, coniugato a una joie de vivre mai rinnegata, di cui Desnos era quanto mai consapevole: «In definitiva, non è la poesia che deve essere libera, ma il poeta».
19,50

Sono nato dal mio dolore. Lettere dai manicomi (1937-1946)

Antonin Artaud

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 283

«Sono nato solo dal mio dolore» scrive Antonin Artaud in una lettera spedita dall'istituto psichiatrico di Rodez. L'epistolario ha sempre avuto per Artaud la valenza di una rappresentazione teatrale, sostenuta da un gioco delle parti che vede nel ruolo del protagonista lo stesso mittente e in quello del pubblico il destinatario. Ma, come nel "teatro della crudeltà", questi ruoli si possono invertire e chi assiste allo spettacolo può diventare protagonista o, se non altro, comprimario sulla scena. Questa scelta di lettere, in gran parte inedite in italiano, testimonia il grado di sofferenza, protrattosi per quasi un decennio, a contatto con le realtà manicomiali più varie - da Sotteville-lès-Rouen a Sainte-Anne, da Ville-Évrard a Rodez - che prostreranno Artaud moralmente e fisicamente. Un capitolo a parte meritano i sorts, messaggi dal potere taumaturgico inviati a un numero selezionato di corrispondenti. Si tratta di scritti dal tono profetico e spesso enigmatico, accompagnati da particolari interventi grafici, tra cui lacerazioni e bruciature che sembrano prefigurare i tardi disegni dove immagine e parola si integrano a vicenda. Pervasi da un trasporto mistico che verrà polemicamente abiurato nell'ultimo periodo di vita, questi testi costituiscono uno splendido esempio dell'autenticità con la quale Artaud visse l'esperienza della follia e della reclusione, non a caso paragonata alla «deportazione». Qui si toccano gli estremi di una preghiera cadenzata sull'invettiva più triviale, in una sorta di religiosità pagana che non ha precedenti negli specimina letterari novecenteschi. Pasquale Di Palmo
24,00

Breviario delle rovine. Poesie 1986-2021

Pasquale Di Palmo

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 175

Le Muse si annidano nelle diramazioni dei nervi, delle vene, eleggendo come dèmoni il loro domicilio tra i meandri di un cuore bacato. Non c'è scampo, ci dobbiamo sottomettere ai loro estri, ai loro astri venefici. I giorni, le notti, ne sono irrimediabilmente impregnati. I versi allora brulicano come vermi, si perdono nelle formule scaramantiche dei sogni. Non li ritroviamo più, se non nell'eco casuale di un miracolo. Rimaniamo invasati, inebetiti, in balìa di un soffio rabbioso di vento: inutilmente si ricorre a rituali, cercando di blandire l'abisso del dormiveglia. Le parole rivelano tutta la loro inconsistenza, inadatte ad accogliere istanze sovrapposte agli ectoplasmi che rincorrono il pallone dell'adolescenza, avvinghiati al colore immarcescibile della seppia. Logos senza suono, irretito per pudore nel baluginìo della carta. Scrittura come artigianale morsura di una tavola anatomica. Pasquale Di Palmo ha operato una scelta di trentacinque anni di lavoro, affidandosi a questo illusionistico vademecum, a questo "Breviario delle rovine". È un rendiconto anomalo, che documenta un processo severo e rigoroso, che dalla visionarietà dei testi degli esordi, costretta entro griglie metriche sorvegliatissime, si orienta verso esiti più ariosi e disinvolti, alle "emergenze tematiche" di cui parla Rodolfo Zucco nella sua pregnante postfazione. Non c'è alcuna redenzione in questo microcosmo che coniuga pietas e crudeltà, passando dalla registrazione meticolosa di eventi senza appello alla condivisione di aspetti in cui si manifesta lo smarrimento provato «sotto i cieli mutilati delle industrie».
19,50

Ars Magna

Oscar Vladislas Milosz

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 87

«Se dovessimo segnalare al lettore di oggi una parola chiave di questo libro - scrive Riccardo De Benedetti nella postfazione -, capace di indicare il senso di un percorso possibile all'interno della sua scrittura febbricitante eppure orientata alla consapevolezza più nitida di ciò che accade all'uomo moderno, questa potrebbe essere reintegrazione. Parola attraverso la quale è possibile indicare buona parte della stessa produzione poetica di Milosz, posta sotto la luce di ciò che è stato chiamato "l'amore mistico delle cose". Di fronte alla lacerazione dell'esperienza moderna le cose conservano al fondo di sé stesse una "verità silenziosa" che solo la voce del poeta è in grado di risvegliare e ripresentare alle orecchie sorde dell'uomo. Fedele alla sensazione, che, almeno in questa dimensione, non tradisce, l'uomo attento, il poeta, è come "avvolto di tenera polvere/ Come questi vecchi libri fruscianti che sanno di vento/ E del sole dei ricordi". E questo è possibile perché "fisicamente, il cosmo scorre in noi tutto intero: ma se il mare primitivo, che fu uno dei nostri primi habitat e la cui respirazione regola tuttora quella del nostro cuore, se il mare ricorda, noi, noi abbiamo dimenticato"». Ars Magna fa parte delle opere filosofiche di Milosz, opere - come scrive nell'introduzione Laura Madella - «ermetiche ed esoteriche, ragionamenti serrati cui il lettore accede solo con una chiave - come quella dell'Apocalisse -che quasi mai si trova al suo posto, nello svuotatasche della Logica; la chiave di lettura va cercata, e ancora, tuttavia, la ricerca lucida e scrupolosa non garantisce di per sé il ritrovamento. Come nelle migliori quest epiche e letterarie, gli indizi e a volte lo stesso tesoro si intuiscono, o si rivelano come per illuminazione».
15,00

Il processo Brodskij. Leningrado 1964

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 86

«Il processo, la prigione, l'esilio sono avvenuti così tanto tempo fa che li considero quasi parte di una mia precedente incarnazione. Mi sono sempre considerato soltanto una persona che vive all'estero, in una sorta di prolungata vacanza che mi è stata regalata dall'imbecillità dei governanti russi... Quando si parla di esilio o di dissidenza, per esempio, emerge un elemento melodrammatico che è falso e fastidioso. L'esilio è considerato a volte come ragione in sé sufficiente d'eroismo, mentre spesso si traduce in una vita più semplice e agiata». Queste parole, tratte da un'intervista del 1990, documentano il complesso rapporto di Brodskij con la vicenda "politica". Vessato a più riprese dalle autorità sovietiche, il poeta venne arrestato alla fine del 1963 e sottoposto, pochi mesi dopo, nella sua città natale, San Pietroburgo (Leningrado) a un processo-farsa con l'accusa di "parassitismo sociale". Gli atti di questo processo, trascritti in segreto dall'amica Frida Vigdorova e qui tradotti, si conclusero con la condanna a cinque anni di lavori forzati che il poeta trascorse solo in parte nella località di Archangel'sk. L'opinione pubblica internazionale infatti si mobilitò per la sua liberazione. coinvolgendo, tra l'altro, intellettuali come Sartre e costrinse le autorità sovietiche a liberare, dopo 18 mesi, futuro autore di "Fermata nel deserto".
11,00

Immagini negative. Le nuvole nella tradizione mistica e nella modernità

Victoria Cirlot

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 100

Ripercorrendo le modalità di rappresentazione di questo tema sin dai testi biblici, in questo studio storico e iconografico Victoria Cirlot studia il grande fascino e il potere evocativo delle nuvole di velare e al contempo ispirare all'intelletto umano nuovi orizzonti di conoscenza. Queste suggestive pagine che attraversano i secoli, passando dalla mistica medievale fino alla sensibilità moderna di autori come Baudelaire, fanno sì che la nube diventi una proiezione del nostro universo interiore. Come osserva Enrico Lodi nell'Introduzione, la stessa scrittura di Victoria Cirlot si avvale di uno «stile correlativo» avvincente, che cattura l'attenzione del lettore in un percorso ricco di svolte e legami simbolici e culturali inattesi. A "Immagini negative", il testo che dà il nome al volume - nato da una conferenza tenuta nel 2016 a Santiago del Cile - Victoria Cirlot accosta in questa edizione italiana anche un saggio totalmente inedito, "La stella e la nuvola", che ne continua il percorso e, pur tenendolo saldamente ancorato all'eredità simbolica della cultura cristiana, lo porta fino alle forme in cui la contemporaneità più vicina a noi ha preso ispirazione, nell'arte e nel pensiero, dalle nuvole.
13,00

L'ossessione celeste. Lettere, memorie, discorsi

Perse Saint-John

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 160

«Astrazione dopo astrazione - scrive Laura Madella concludendo l'introduzione a questa antologia di saggi, lettere e memorie di Saint-John Perse -, la spaventosa disinvoltura di Perse con i dizionari scientifici conduce sempre agli elementi, costituenti irriducibili di ogni aspetto della natura, e dunque dell'uomo e della sua storia. Nel 1921 aveva scritto a Conrad dalla Cina che il mare era per lui un quinto elemento distinto dall'acqua, che circolava nelle sue vene insieme al sangue e che l'ossessionava, fin dal ricordo dell'infanzia trascorsa a Guadalupa. Negli scritti qui raccolti, invece, l'elementale caraibico di Saint-John Perse resta defilato e la poesia rampolla con l'acqua dolce delle fonti (Valéry Larbaud) e cade con il fuoco delle folgori celesti (Dante, Alain Bousquet). Oppure brilla discreta, devotamente accudita dai gesti umani, nella luce delle lampade di città, come accade nella lunga prefazione scritta per le opere di Léon-Paul Fargue. Sempre consapevole della sua statura, attenta, seria, ancorché gentile, garbata; grave, se serve. E allora, da capo, affascinante, inattuale e lontana. Per il lettore curioso non esiste invito al viaggio migliore di questo».
17,50

Il primo ritratto della Luna e le incisioni impossibili di Claude Mellan

Massimo Pulini

Libro

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 84

Tra tutti i corpi celesti che ruotano sopra le nostre teste la Luna è quello che ha raccolto il maggior numero di sguardi, lungo la storia dell'umanità. Eppure, malgrado i milioni d'anni che la Luna vanta, il ruolo riservatole nei riti di ogni cultura, i suoi ritratti sono per lo più ricondotti a una sintesi simbolica, a una banale riduzione geometrica. Si dovette attendere Galileo Galilei e il suo cannone occhiale per riuscire a scoprire i dettagli di quel volto di sfinge, ma solo nel 1635 venne compiuta un'impresa che permise la realizzazione di tre meravigliose e profetiche immagini a stampa. Il più grande incisore del secolo XVII, il francese Claude Mellan, venne chiamato da due studiosi e amici di Galileo a trascorrere due mesi in cima a un monte della Provenza per osservare al telescopio il nostro satellite. Da quel suggestivo soggiorno e dal confronto con due luminari del mondo scientifico dell'epoca nascono tre splendide incisioni che, nel risolvere quesiti di ordine tecnico, giungono a un risultato di straordinaria modernità. Chi era Claude Mellan il pigmalione della Luna che le carpì il ritratto e poi si dedicò a svelare anche quello di Cristo? Questo saggio ne svela la figura e i segreti artistici. Massimo Pulini, grande conoscitore della pittura del Seicento e amico di Denis Mahon, porta alla luce la singolare corrispondenza fra le più antiche incisioni che documentano le fasi della Luna al tempo di Galileo, e un misterioso ritratto di Cristo realizzato con un unico segno a spirale continua. Un enigma che gli storici dell'incisione non sapevano spiegare, di cui lo studioso romagnolo presenta gli aspetti più oscuri e la soluzione.
12,00

Dante, Beatrice e l'ideale femminile. Scritti sulla poesia amorosa

Rémy de Gourmont

Libro: Copertina morbida

editore: MEDUSA EDIZIONI

anno edizione: 2021

pagine: 136

Remy de Gourmont, definito da Apollinaire "Herpes Trismegisto" a causa di un lupus che lo aveva sfigurato costringendolo a un isolamento forzato, è una di quelle figure atipiche di cui è costellato il firmamento letterario francese a cavallo tra Ottocento e Novecento. Amico di Mallarmé, Huysmans, Mirbeau, Jarry, con il quale condivise l'esperienza della rivista "L'Ymagier", fondò con Alfred Vallette il "Mercure de France"". Nel primo dei tre testi qui presentati, Dante, Beatrice e la poesia amorosa, uscito nel 1908, Gourmont passa in rassegna alcune espressioni della lirica medievale, soffermandosi in particolare sul rapporto tra l'autore della Commedia e Beatrice. Quest'ultima non viene considerata una donna in carne e ossa ma rappresenta l'archetipo della donna angelicata, con tratti che ne fanno una «statua aureolata», a cui idealmente viene contrapposta l'immagine di Francesca che, nonostante si trovi come ombra che vaga «per l'aere maligno» con il suo Paolo, ancora rimpiange «il tempo de' dolci sospiri». Viene qui raccolto in volume anche il saggio Dante, Beatrice e Platone del 1883, dove si possono cogliere sottili differenze interpretative rispetto al primo scritto. Il libro si chiude con Le donne e il linguaggio del 1902 in cui Gourmont, senza rinunciare ad alcuni tipici pregiudizi dell'epoca, riconosce alla donna un ruolo primario nello sviluppo linguistico umano.
18,00

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