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Luni Editrice

Arti marziali: trappole e illusioni. Ricerche e riflessioni sul metodo delle arti marziali

Arti marziali: trappole e illusioni. Ricerche e riflessioni sul metodo delle arti marziali

Kenji Tokitsu

Libro

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 128

Kenji Tokitsu ha dedicato la vita alla pratica delle arti marziali, raggiungendo un livello di maestria che pochi al mondo possono vantare. La sua ricerca dell’eccellenza è accompagnata da sempre dallo studio critico della storia, dei metodi e delle tecniche delle arti di cui è maestro, sia cinesi sia giapponesi. In questi saggi si ritrova ancora una volta la volontà appassionata di distinguere i fatti storici dalle elaborazioni leggendarie, più o meno di parte, nell’intento di definire i metodi di pratica autentici e soprattutto efficaci. Partendo dall’esame delle tecniche del Tai Chi Chuan e approfondendo le sue origini storiche, Tokitsu ne fa il modello ideale per spiegare come si raggiunge la padronanza del corpo e dell’energia attraverso le arti marziali. È un percorso complesso, ma che l’autore sa trasmettere con la consueta concretezza e il suo stile diretto e immediato. Compiendo una sintesi tra la ricerca storica e la pratica ai massimi livelli delle principali arti marziali del Giappone e della Cina, Tokitsu riesce così a definire il suo metodo rigoroso, appassionato ed estremamente personale.
17,00
L'intuizione pura e il carattere lirico dell'arte

L'intuizione pura e il carattere lirico dell'arte

Benedetto Croce

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 48

Benedetto Croce il 2 settembre del 1908 partecipò ad Heidelberg al terzo Congresso Internazionale di Filosofia e vi tenne la conferenza: "L'intuizione pura e il carattere lirico dell'arte". Con la lavorata e conquistata chiarezza che contraddistingue la sua scrittura e il suo pensiero, il filosofo napoletano approfondiva la sua Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale che, pubblicata nel 1902, sembrava battezzare il secolo. "L'intuizione pura – notava –, non producendo concetti, non può rappresentare se non la volontà nelle sue manifestazioni, ossia non può rappresentare altro che stati d'animo. E gli stati d'animo sono la passionalità, il sentimento, la personalità, che si trovano in ogni arte e ne determinano il carattere lirico". La conferenza fu considerata da Croce la "prima integrazione" del suo pensiero estetico e fu pubblicata in apertura del volume del 1910 "Problemi di estetica e contributi alla storia dell'estetica italiana". Oggi, a distanza di un secolo abbondante dalla conferenza di Heidelberg, la concezione estetica di Croce, nota nel mondo, non solo è classica ma ci viene incontro per capire meglio la nostra condizione di esseri che pensano, sì, ma che pensano perché ripassano eternamente nel mondo della fantasia: "L'arte, la poesia, l'intuizione ed espressione immediata è il momento della barbarie e ingenuità, che ricorre perpetuamente nella vita dello spirito: è la fanciullezza non cronologica, ma ideale. Ci sono barbari e fanciulli assai prosastici, come ci sono spiriti poetici della più raffinata civiltà; e la mitologia di quei fieri e fantastici giganti, los Patacones, di cui parlava il nostro Vico, o dei bons Hurons, di cui si parlò poco di poi, si deve considerare tramontata per sempre".
10,00
Le avventure burlesche del signor Dassoucy

Le avventure burlesche del signor Dassoucy

Charles Coypeau Dassoucy

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 320

Le avventure burlesche del Signor Dassoucy, considerato da Giovanni Macchia "il più avventuroso romanzo del Seicento", costituiscono un momento altamente significativo della narrativa burlesca francese del periodo. Musicista e poeta, amico di Molière, libertino, fu condannato dall'Inquisizione a Roma "per blasfemie e proposizioni ereticali" e perseguitato dai tribunali francesi per la sua omosessualità, Charles Coypeau Dassoucy è forse tra gli eredi più scapestrati di Rabelais. Più volte imprigionato e creduto morto, l'autore traspone nella sua "autofinzione burlesca" alcune delle tribolazioni che quasi gli costarono la vita, lo rovinarono e distrussero la sua reputazione. Attraverso il "racconto meraviglioso" delle sue disgrazie, Dassoucy lavora per ricomporre la sua memoria, attuando, al di là dell'apparente arbitrarietà del racconto, un doppio schema di trionfo e di riappropriazione dell'autostima associata a una profonda consapevolezza delle proprie "sorgenti intime" che permettono, all'eroe-narratore, di resistere a queste prove mortali: per questo motivo le Avventure burlesche possono essere definite in senso letterale come una storia di sopravvivenza basata sullo schema narrativo del trionfo che ripara la disgrazia. Il romanzo della sua vita offre, accanto a scorci d'ambiente della Corte di Francia e d'Italia, uno spaccato di vita popolare – prezioso anche perché piuttosto raro – dove protagonisti sono i musici, i comici, i vagabondi, i folli, i bari e i lestofanti, visti attraverso la lente di un linguaggio che alla vena iperbolica di Rabelais unisce la più sottile e controllata ironia polemica del "Grand Siècle".
24,00
Elogio della calvizie

Elogio della calvizie

Sinesio di Cirene

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 128

Un calvo di sedici secoli fa lancia una sfida e offre al tempo stesso una consolazione: riuscire a eleggere a sistema un pensiero divergente, refrattario a quei giudizi sommari e luoghi comuni su cui si costruiscono anche i canoni estetici fornendo la "consolazione": sovvertire completamente le opinioni correnti sulla calvizie, facendone un pregio da esibire con orgoglio. Una testa senza capelli – assicura Sinesio – è segno di saggezza, di integrità morale, persino di buona salute; quella capelluta, invece, di tutto l'opposto. Le prove che il retore porta a favore della sua tesi non mancano, ne trova di schiaccianti nella storia, nella poesia, nella filosofia ed è abilissimo nell'arte della persuasione. Ma le ragioni per cui il suo "Elogio della calvizie" non può lasciarci indifferenti non finiscono qui: dopo una prima lettura si avverte che molto altro ancora siamo chiamati a scoprire tra le pieghe di questo testo; ciò accade perché, sotto la parvenza giocosa di un divertissement, esso muove corde profonde, proietta verso vertiginosi orizzonti di pensiero, spinge lo sguardo fino ai confini del cielo e mai lo distoglie dalle cose della vita e dalle forme del mondo. Non a caso questa edizione dell'Elogio si propone al lettore come un'autentica novità, fresca di soluzioni inedite nei punti più controversi del testo e coraggiosa, al punto da avanzare ulteriori ipotesi su questioni annose. Per tutto ciò si tratta di un lavoro quanto mai versatile, disposto a cambiar pelle a seconda delle mani che ne vengano in possesso, come dimostra la prefazione del filosofo Sossio Giametta.
18,00
Il fiore delle buffonerie

Il fiore delle buffonerie

Osamu Dazai

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 80

Le parole con le quali Dazai Osamu ci conduce in questa storia, scorrono quasi come un "piano sequenza" cinematografico, intrigante e diretto al cuore: un sanatorio in riva al mare, tre ragazzi di buona famiglia, di cui uno appena sopravvissuto a un tentato suicidio, la sua infermiera, insieme solo per quattro giorni che però bastano, in questo microcosmo, per fare emergere a poco a poco fallimenti, sogni, contraddizioni. Ognuno di questi quattro ventenni cerca di trovare se stesso e sfuggire all'opprimente conformismo della società in cui vivono. Nascondono la loro vulnerabilità fingendo di non prendere niente sul serio, come i clown, recitando in ogni momento una nuova buffoneria – pensano di proteggersi mettendosi la maschera del pagliaccio, che è troppo fragile, come un fiore in balia del vento. Ma nonostante i dubbi interiori, l'ipocrisia e il nichilismo, la giovinezza che sgorga prorompente dentro di loro fornisce la forza per non arrendersi mai. Dazai scrisse il racconto nel 1933, a ventiquattro anni, basandosi su alcuni eventi autobiografici, e lo pubblicò nel 1936 in una raccolta dal titolo Bannen (tradotto con "Gli anni finali"). Il libro riunisce una quindicina di racconti scritti dall'autore tra il 1932 e il 1935, anno in cui tentò per la seconda volta il suicidio, e rappresentano, quasi, il suo un testamento letterario. Dazai sopravvisse per dodici anni a questo suo "testamento", che non fu la fine bensì il punto di partenza della sua opera, divenuta nel frattempo una delle più importanti della letteratura giapponese moderna.
16,00
Fuga sulla luna e altre leggende

Fuga sulla luna e altre leggende

Xun Lu

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 160

In questo volume vengono presentate, tradotte dall'originale cinese, otto antiche leggende molto care alla tradizione popolare, rielaborate da Lu Xun in chiave satirica di critica all'attualità del suo tempo. L'intento dell'autore è dichiarato fin dal titolo originale: "Gushi Xinbian", ovvero "Racconti antichi scritti di nuovo". In sintonia con l'indicazione di Mao Zedong «usare il passato per costruire il presente», Lu Xun dichiara che «fantasticare sulle cose del passato è sempre in funzione del presente». Personaggi e miti dell'antichità cinese sono riproposti in chiave di critica sociale e culturale, toccando temi che sono di scottante attualità anche oggi e non solo in Cina: conflitti d'interesse, corruzione della classe politica, contraffazione della realtà da parte del potere per legittimarsi, autoreferenzialità del mondo accademico e della cosiddetta intellighenzia, passività e rassegnazione delle masse, manipolazione dell'opinione pubblica. Lu Xun scrive racconti divertenti e "universali" rivolti ai lettori cinesi i quali vedono irridere, in una graffiante satira, i miti e i personaggi più autorevoli della loro tradizione in una serie di "quadretti" dell'antica Cina, riproposti con umorismo e sarcasmo, ma nei quali il lettore italiano non può non cogliervi sorprendenti analogie con l'Italia e con qualunque altro Paese del mondo, mentre al tempo stesso tocca con mano il travaglio intellettuale e la profondità della crisi sociale della Cina di inizio Novecento.
19,00

La profezia di Dante

George G. Byron

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 96

Byron visse in Italia per otto anni, che sarebbero stati gli ultimi della sua breve vita. Il suo amore per questo paese fu straordinario: qui imparò l'italiano e si unì alla Carboneria cercando di trasformare in azione politica il suo odio contro la tirannia e il suo sfrenato amore per la libertà, che infine gli costarono la vita nella sfortunata impresa di Missolungi, in Grecia. In questo poema Byron esprime tutta la sua passione per la cultura e la storia d'Italia e per darle voce sceglie un alter-ego d'eccezione, Dante stesso. In una grandiosa visione, suddivisa in quattro canti, il Dante di Byron profetizza la storia dei secoli a lui successivi, una storia caratterizzata da guerre, invasioni straniere, oppressione, ma anche da grandi artisti, come Petrarca, Tasso, Ariosto, Michelangelo. Nel destino di Dante, Byron vede il proprio: la tragedia dell'esilio, l'ostilità subita in patria, la vita errante, la povertà. Ma anche l'orgoglio e la dedizione alla poesia e alla libertà. Il poeta inglese, scegliendo come specchio il massimo poeta d'Italia, gli rende un appassionato e ultimo omaggio. "La profezia di Dante" di Lord Byron qui tradotta a distanza di quasi due secoli dalla sua apparizione, va a colmare una mancanza nella produzione letteraria del grande poeta inglese.
13,00

Italo Calvino e i suoi libri

Lucio Gambetti

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 240

«La biografia di uno scrittore non è importante» – scriveva Calvino – «l'unica cosa che conta, l'essenziale, è costituito dalla sua opera». Nel caso di Calvino, forse più che in quello di molti altri scrittori, osservare i suoi libri e leggere come venivano da lui raccontati o commentati consente di comprendere la sua vita di scrittore e di editore meglio di quanto potrebbe fare una sua per quanto accurata biografia. Lucio Gambetti, con questo libro straordinario per ricerca e "tassonomia" di tutti gli scritti di Calvino, traccia la storia e la vita di questo grande scrittore a partire da questa premessa, quasi in punta di piedi, limitando al minimo indispensabile l'intromissione nella sua vita privata. Anziché una biografia di Calvino che racconti i suoi libri, in questo caso sono i libri di Calvino a raccontare la sua biografia. Scrive Gambetti nell'introduzione: «Una tra le sintesi più efficaci utilizzate per definire l'editoria letteraria nel secolo scorso è stata quella che ha interpretato il Novecento come il secolo dei "letterati editori". Tra le numerose figure che hanno ricoperto questo ruolo, Italo Calvino è stato certamente, per la seconda metà del secolo, uno tra i pochi che sono riusciti a far convivere il ruolo di scrittore con quello di editore, senza che il secondo impoverisse il primo». Anche in considerazione di questo doppio ruolo l'obiettivo di questo libro è quello di ricostruire il percorso intellettuale di Calvino e la sua carriera di scrittore e di editore attraverso i libri che ha scritto ma anche attraverso quelli che, nel corso della sua attività editoriale, ha curato direttamente o ha pubblicato nelle collane da lui dirette. La raccolta iconografica qui contenuta presenta al lettore per la prima volta in un corpo unitario tutti i libri scritti, curati e/o tradotti da Calvino, nonché, quasi interamente, quelli ai quali ha partecipato con scritti o racconti d'occasione. Ne viene fuori così un quadro complessivo di quella che è stata una vita nei libri, con i libri, per i libri di uno tra i più grandi scrittori italiani del secondo Novecento.
25,00

Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Robert Louis Stevenson

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 112

Due compassati gentiluomini passeggiano davanti alla porta di servizio di un tetro edificio londinese: è l'occasione per riportare alla mente un episodio di violenza sconvolgente e soprattutto il suo autore, Mr Hyde, un «nanerottolo pallido» che suscita immediata ripugnanza in chi lo incontra. Entra in scena così uno dei personaggi più celebri della letteratura mondiale, e anche se la sua fama ci nega la sorpresa di cui poterono godere i lettori contemporanei, la macchina perfetta del racconto di Stevenson tiene con il fiato sospeso fino alle ultime pagine. Solo allora scopriamo quanto sia stretto il vincolo che unisce Hyde con il rispettabile medico e scienziato Henry Jekyll. Robert Louis Stevenson raccontò di aver ricevuto in sogno l'idea di questo mito moderno: una metamorfosi sospesa tra la magia e la scienza, capace di estrarre da un uomo perbene un condensato degli istinti più bassi. Ritenuto uno dei capostipiti dell'horror e del thriller – anche grazie ai numerosi adattamenti teatrali, cinematografici e televisivi – lo Strano caso del Dr Jekyll e di Mr Hyde è un racconto che merita di essere riletto alla luce delle idee del suo tempo: la distruzione della metafisica e della morale operata da Nietzsche, la scoperta dell'inconscio e l'imminente nascita della psicoanalisi, la fobia per la degenerazione e le dipendenze che imperversavano nella società della seconda rivoluzione industriale, la pruderie vittoriana. Ma è anche un libro che, al di là di una costruzione narrativa capace di ammaliare persino i più smaliziati tra i lettori odierni, è stato scritto da Stevenson con un controllo formale che lo rende simile a un poema in prosa. Questa nuova traduzione si propone di restituirne in pieno la ricchezza musicale e lo splendore visionario.
13,00

Il ramo d'oro. Studio della magia e della religione. Volume Vol. 4/3

James George Frazer

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 320

Studiato e discusso da oltre un secolo come uno dei maggiori contributi all’antropologia culturale e alla storia del mito e della religione, il Ramo d’oro viene finalmente presentato in una traduzione dell’edizione inglese completa in 12 volumi, mai finora disponibile in italiano. In questo quarto volume Frazer torna alla domanda da cui aveva preso le mosse l’intera opera. Perché, nel sacro bosco di Nemi, il “re” veniva regolarmente ucciso per mano del successore? Perché imporre una morte violenta a un rappresentante umano della divinità? Perché spegnere la luce della divinità nel corpo terreno, invece di attendere la sua naturale conclusione? La tesi che Frazer dimostra, con una ricchissima serie di riferimenti, è che l’indebolirsi del corpo contenente il sacro spirito metta in pericolo l’intero corso della natura e degli uomini. Quindi, per le tribù selvagge e le civiltà antiche, uccidere i re divini era un rozzo quanto disperato espediente per arrestare il declino della vita e mantenere sempre rigoglioso e ricco di frutti il mondo naturale da cui dipende l’esistenza umana. Trasmettere lo spirito divino in un nuovo sovrano giovane e forte era il tentativo di far rinascere periodicamente la vita stessa della natura e degli uomini.
32,00

Idea sui romanzi e altri scritti

François de Sade

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 144

Pubblicata nel 1800, l’Idea sui romanzi fu ristampata in volume singolo solo nel 1878. Il testo, nato come introduzione alle novelle dei Crimes de l’amour, è molto di più di una semplice prefazione: è l’unica dichiarazione esplicita di poetica che sia dato di ritrovare nell’intero corpus delle opere di de Sade ed è “il” programma di uno scrittore: definendo un’idea di romanzo che si configura come sostanzialmente eterodossa in realtà guarda ancora ai testi canonici del passato. Leggiamo cosa scrive lo stesso de Sade: “A cosa servono i romanzi? Siete ipocriti e perversi perché solo voi ponete questa ridicola domanda. Servono a dipingervi così come siete, orgogliosi individui che volete sottrarvi al pennello perché ne temete i risultati. Il romanzo, se mi è concesso esprimermi così, è la descrizione dei costumi secolari. Per il filosofo che vuole conoscere l’uomo è essenziale tanto quanto la storia; il bulino di quest’ultima non lo descrive che quando si mostra, ma allora non è più lui: ambizione e orgoglio celano il suo volto dietro una maschera che mostra unicamente queste due passioni, non l’uomo. Il pennello del romanzo, al contrario, lo coglie nella sua interiorità…, lo sorprende quando abbandona questa maschera e lo schizzo, molto più interessante, è al contempo ben più vero. Ecco l’utilità dei romanzi. Dunque è vero che il romanzo è utile, e non abbiamo affatto timore di elencare qui alcuni principi che crediamo necessari per giungere alla perfezione in questo genere. So bene che mi è difficile adempiere a questo compito senza fornire argomenti contro me stesso: non divento doppiamente colpevole di non aver ben fatto se provo di sapere quello che occorre per far bene? Ma lasciamo da parte queste vane riflessioni; siano immolate all’amore per l’arte!”. Insieme all’Idea sui romanzi e alla sua prima stesura (il Progetto di avvertenza dell’autore per la raccolta primitiva dei suoi racconti e delle sue novelle), abbiamo riunito tutti i testi in cui de Sade parla del romanzo o del proprio “fare”, testi accomunati, tranne un pamphlet e un passo delle Notes littéraires (La stima dovuta agli scrittori), dal fatto di essere prefazioni.
17,00

Autismo sport inclusione. Storie straordinarie per disegnare, insieme, un futuro migliore

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 160

Fabio La Malfa, già autore – sempre per Luni Editrice – dei volumi "Judo. Superare i propri limiti" e "L’avventura di Simone" (con disegni di Andrea Di Noi), raccoglie in questo libro le testimonianze di atleti, semplici praticanti, allenatori di persone con disturbi dello spettro autistico, ma anche di genitori, per dimostrare che, attraverso lo sport, è possibile e attuabile una vera integrazione e una vera inclusione sociale. L’idea dello sport per tutti è il filo conduttore dei racconti, che spaziano dal judo al rugby, dal karate alla ginnastica artistica. Racconti dai quali traspare tutta la gioia e l’entusiasmo di fare sport. Le esperienze e le emozioni di persone meravigliose mostrano un percorso straordinario che sarà contagioso per tutti. Nei racconti troviamo anche il punto di vista delle famiglie delle persone con spettro autistico, che narrano le difficoltà prima e la scoperta poi di vedersi riconoscere il diritto allo sport. Lo sport permette ai ragazzi di affrontare le difficoltà e li aiuta a ottenere maggiore autonomia. Questo libro ha l’ambizione di essere da stimolo a tanti insegnanti dicendo loro “sì, si può fare!”, per assicurare a tutti il diritto allo sport come diritto umano attraverso tre parole chiave: ricerca, formazione, azione. La sfida dei prossimi anni è costruire una vera inclusione che abbia come obiettivo la socialità, il lavoro e l’autonomia, partendo proprio dallo sport. Solo se ci sarà una profonda comprensione della parola, tanto usata e a volte abusata, “inclusione” si potrà disegnare insieme una società migliore. I racconti sono scritti dai praticanti di judo, karate, rugby e ginnastica artistica, un quadro assai variegato ma che dà il senso della capacità inclusiva che lo sport comprende appieno. Prefazione di Giovanni Malagò. Premessa di Luca Pancalli.
18,00

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