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Johan & Levi

Semplici formalità

Giulio Iacchetti

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 96

Come flora e fauna dei nostri paesaggi domestici e urbani, esistono oggetti che ci sfilano sotto gli occhi ogni giorno: utili e umili, alcuni li troviamo ordinati nello stipetto del bagno o nella dispensa della cucina, altri sul tavolo di lavoro, per le strade oppure in giardino. Sono le "semplici formalità", radiosi esempi di un design efficace senza compiacimenti stilistici né vanità. E proprio per questo iconici e senza tempo. Giulio Iacchetti ha scelto trentadue di questi oggetti piacevolmente minimi per rendere loro giustizia e celebrarne la forma. Lo fa attraverso le immagini, con scatti realizzati ad hoc, e attraverso le parole, raccontando le storie e le curiosità che stanno dietro agli scacchi Staunton, all'Arbre Magique, alle pedine del Monopoli o allo stecco del gelato. Lo sguardo incantato del progettista si combina a quello divertito e brillante del fruitore, così che questi oggetti diventano di volta in volta protagonisti del suo vissuto quotidiano o dei suoi ricordi. Una dichiarazione d'amore e gratitudine a questi compagni familiari e gioiosi che con la loro perfetta semplicità hanno accompagnato nei decenni l'evoluzione delle abitudini di tutti noi.
16,00

L'archivio d'artista. Princìpi, regole e buone pratiche

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 464

Legata al concetto di memoria, l'archiviazione risponde da sempre al bisogno di raccogliere e tutelare una testimonianza tramite i documenti che la attestano. Per un artista, l'archivio è essenziale non solo per conservare la traccia materiale del suo passaggio in un determinato ambiente culturale ma anche per la verifica, la difesa e la certificazione dell'autenticità delle opere, nonché per rendere tale patrimonio accessibile e condiviso. Ma che cosa si intende per archivio d'artista e come viene strutturato? Quali normative legali e quali consuetudini si applicano? Come si organizza una successione e come prende forma un catalogo ragionato? Quali competenze coinvolge e quali requisiti lo rendono un punto di riferimento per gli studiosi e per il mercato? Questo volume - nato a partire dal Corso per curatore di archivio d'artista promosso da AitArt (Associazione Italiana Archivi d'Artista) - riunisce punti di vista e competenze diverse spaziando dalle materie umanistico-storiche a quelle economico-giuridiche, senza dimenticare gli aspetti più pratici legati alla schedatura e alla digitalizzazione. Nel suo duplice intento di diffondere princìpi ispiratori e proporre modalità di gestione, delinea una vera e propria deontologia professionale e si configura così come un vademecum per chiunque voglia sviluppare una professionalità specifica e farsi custode di un ecosistema complesso e prezioso come quello dell'archivio d'artista.
28,00

La dittatura della fantasia. Collage autobiografico

Remo Bianco

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 244

Un lungo ricovero in ospedale costringe Remo Bianco a fermarsi e fare il punto della propria vita, «come certi marinai in mare fanno il punto esatto della rotta, calcolando la distanza dall'obiettivo». Siamo nel 1982 e l'artista sente che il termine di questo tragitto, iniziato nel famigerato 1922, è prossimo. Alle sue spalle, un multiforme corpus di opere sempre al passo con la più audace avanguardia: dal periodo spazialista sotto l'ascendente di Fontana fino alle serie e alle performance più concettuali ideate nell'orbita dei fratelli Cardazzo e spesso in anticipo sulle sperimentazioni d'oltralpe, passando per quei Collages avviati all'indomani della scoperta di Pollock e che ora gli suggeriscono il metodo con cui ricucire insieme le proprie memorie. Perché fra un'urografia e una gastroscopia sembra che Bianco si diverta a scompaginare i tasselli della propria esistenza per poi ricomporli evitando il banalizzante succedersi di nascita, infanzia, adolescenza, maturità preferendo, come nei suoi assemblaggi, un ordine "zigzaghino" che assecondi il suo temperamento anarcoide. Così, ricordi, pensieri sull'arte, idee per opere future e progetti incompiuti si intrecciano e si sovrappongono. Ogni pagina di questi "appunti" ci illustra l'eclettica facoltà di Bianco di accogliere tutto quanto la vita gli offre - amori, letture, incontri, viaggi - piegandolo alle proprie esigenze, trasformandolo in intuizioni poetiche e folli, come quella di sostituire al campanile di San Marco un'enorme Pagoda. A puntellare questo coacervo di pensieri in libertà, alcuni aneddoti circostanziati - dai risvolti fortemente umoristici a tratti licenziosi - con compagni d'avventura d'eccezione come de Pisis, Joppolo e Hains. Bianco ce li racconta senza risparmiarci i dettagli più scabrosi, a conferma che per lui dire autobiografico «equivale a mostrare le proprie mutande sporche, ovvero a dire la verità». Prefazione di Sharon Hecker.
24,00

Il Novecento di Baudelaire. L'arte evanescente

Adolfo Tura

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 120

Fulcro di questo saggio è una particolare evoluzione della pittura a partire da quella modernità che Charles Baudelaire ha contribuito a forgiare. Nella sua acuta osservazione dei fenomeni culturali non si è infatti limitato ad amare e commentare molti dei massimi pittori della sua epoca, ma ha anche prefigurato, e perfino invocato, un'arte nuova che avrebbe trovato le prime audaci realizzazioni soltanto a quarant'anni dalla sua morte, avvenuta nel 1867. Dinanzi alle manifestazioni artistiche della modernità, il poeta che più di ogni altro aspirava a evadere anywhere out of the world affermava che l'avversione per il "naturale" era invero il tentativo di afferrare una più profonda verità. Non si trattava di rifuggire il quotidiano, ma di risanarlo artificialmente. Baudelaire rimane quindi aggrappato alla realtà, e al disagio nichilistico di fronte alla confusa casualità dell'esistenza contrappone l'esperienza estetica, identificando nel ricordo il mezzo per introdurre la bellezza nel mondo. Adolfo Tura mette in opera un sapiente intreccio di possibilità e risonanze, fino a scoprire come questa poetica della memoria si ritrovi nei segni e nelle atmosfere di uno dei maestri del Novecento, Henri Matisse. E sotto la fiamma di Baudelaire rilegge alcune delle più significative esperienze artistiche contemporanee, da Mark Rothko a Louise Bourgeois, lasciando in dono al lettore l'incanto di guardare con occhi nuovi l'esercizio di quella che il più moderno dei moderni chiamava "immaginazione".
16,00

Il Salon del 1846

Charles Baudelaire

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 128

Charles Baudelaire, considerato il padre della poesia moderna, è anche autore di testi in prosa fra i più influenti e audaci del XIX secolo. Assiduo frequentatore dei salons parigini, era solito esprimere le sue teorie sull'arte moderna e sulla filosofia dell'arte in una critica arguta e diretta. Questo breve saggio si sviluppa attorno ai principi del Romanticismo mentre Baudelaire accompagna metodicamente il lettore attraverso le opere di Delacroix e Ingres, rivelando la sua convinzione che il perseguimento dell'ideale è essenziale nell'espressione artistica. Una lente molto utile per capire la critica d'arte del XIX secolo in Francia e le opinioni mutevoli riguardo all'essenza del Romanticismo e dell'artista come genio creativo. La prefazione di Adolfo Tura offre una nuova lettura di questo testo fondamentale mettendone in evidenza l'importanza anche per il pubblico odierno.
10,00

Lo strano posto della religione nell'arte contemporanea

James Elkins

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2022

pagine: 160

A chi ama l'arte non sarà sfuggito un fatto tanto eclatante quanto poco dibattuto: l'assenza nelle gallerie e nei musei di arte contemporanea di opere genuinamente religiose, in cui il sentimento religioso non sia inquinato, cioè, da ironia o irriverenza. La frattura fra arte e religione non è effetto di una congiura del mondo dell'arte, ha radici profonde. Avviata per gradi durante il Rinascimento, si è accentuata nel XIX secolo fino ad arrivare a quel divario che oggi ci appare insanabile. Per ricucire lo strappo bisognerebbe smantellare il discorso su cui si è edificato l'intero progetto modernista. Questo libro, in cui rigore e sperimentazione vanno a braccetto, rompe l'assordante silenzio che avvolge una questione particolarmente difficile da affrontare, tanto nei circuiti ufficiali dell'arte quanto nel campo dell'educazione artistica. Un silenzio che lascia gli studenti a coltivare la loro religiosità di nascosto, pena l'esclusione dal sistema. Forte della sua esperienza alla School of the Art Institute of Chicago, James Elkins affronta con innovativo pragmatismo un ginepraio di pratiche, opinioni e fraintendimenti, e sceglie cinque tra i suoi studenti a rappresentare altrettante posizioni di artisti: cinque racconti esemplari che tracciano una cartografia del travagliato rapporto tra religione e arte contemporanea. Affinché l'abisso di incomprensione fra i due schieramenti possa colmarsi, come si augura l'autore, non basta la buona volontà di figure isolate, servono nuove forme di dialogo, conversazioni inclusive che lascino spazio al portato emozionale ed esperienziale dei partecipanti.
24,00

L'inarrestabile ascesa dei musei privati

Georgina Adam

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2021

pagine: 96

Quello del museo privato è un fenomeno culturale, sociale ed economico che nel XXI secolo si è imposto su scala globale. Negli ultimi vent'anni si è costituito un fitto paesaggio di istituzioni di successo dedicate all'arte contemporanea messe in piedi da collezionisti o persino aziende, basti pensare ai musei di François Pinault o alle fondazioni legate ai marchi di moda più prestigiosi. Intimamente legati al gusto e alla visione del proprio fondatore, i musei privati sono spesso bollati come "sepolcri per trofei" o come espedienti per sottrarsi al fisco, ma il quadro è ben più articolato e complesso di come appare. Questa indagine - che ha portato Georgina Adam a esplorare oltre cinquanta realtà museali private negli Stati Uniti, in Europa, in Cina e non solo - intreccia i dati e le dichiarazioni dei diretti interessati per ricostruire le ragioni dietro a questo boom e le sue implicazioni. Perché i collezionisti scelgono di avere spazi propri invece di donare opere alle istituzioni locali? Come li finanziano? Sono solo sfoggi di vanità o progetti genuinamente filantropici? Con grande sagacia l'autrice si muove sul filo di una corda tesa tra ambizioni personali e utilità pubblica, tratteggiando personaggi e scenari tanto controversi quanto intriganti.
13,00

La dea stanca. Vita di Lina Bo Bardi

Zeuler Rocha Mello de Almeida Lima

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2021

pagine: 400

«Gli architetti devono avere un contatto profondo con il vivere, perché il vivere è tutto»: sembra avere già in mente queste parole Lina Bo Bardi quando nel 1946 si imbarca, occhi curiosi e mente aperta, per Rio de Janeiro, lasciandosi alle spalle le rovine di un paese devastato dalla guerra. Porta con sé Achillina, la ragazza sprezzante che sapeva farsi notare sfidando i retaggi e le regole sociali, e Lina Bo, la giovane e tenace professionista che, dopo gli studi a Roma con Marcello Piacentini, a Milano aveva lottato per la propria indipendenza in un mondo di uomini ed era diventata codirettrice di Domus, stimata da Gio Ponti, Bruno Zevi e dal futuro marito Pietro Maria Bardi. Traducendo nel pensiero e nella prassi un'esistenza in continua metamorfosi, è in Brasile che Lina porta a maturazione la sua originale voce di progettista, designer, curatrice e scenografa. I suoi edifici più celebrati - il Museu de Arte de São Paulo, la Casa de Vidro e il centro sesc Pompéia - rispecchiano l'idea di un'architettura che ha come fulcro la collettività, il rapporto con la natura e la tradizione popolare, un'architettura modernissima e anticonvenzionale. In questo ritratto frutto di vent'anni di ricerca, Zeuler R. Lima restituisce la complessità di una donna fuori dagli schemi che ha attraversato le proprie contraddizioni senza timidezze, oscillando tra impulsi rivoluzionari e un'indole inguaribilmente malinconica. L'autore non sottrae mai al racconto della sua vita la sua metà d'ombra, quella che fatalmente si proietta su Lina nella foto sul ponte della nave mentre attraversa l'Atlantico, quasi a illustrare l'epiteto che Valentino Bompiani aveva coniato per lei, "la dea stanca": una solitaria ribelle la cui eredità intellettuale è oggi viva più che mai.
40,00

Il desiderio messo a nudo. Conversazioni con Jeff Koons

Massimiliano Gioni

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2021

pagine: 144

Un senso di euforia e di pienezza vitale pervade l'universo di Jeff Koons, popolato di opere che immortalano il fascino dei beni di consumo di massa. L'uso di materiali specchianti amplifica l'attrattiva quasi erotica che si sprigiona da questi banali oggetti, e li rende voluttuosi come sirene che seducono lo spettatore invitandolo a partecipare alla stessa idea di successo di cui si fanno messaggeri. Brillante e maniacale come le sue sculture, Koons racconta se stesso e la sua opera in queste conversazioni condotte tra il 2018 e il 2021 da Massimiliano Gioni, che con acume critico sollecita l'artista a ripercorrere le sue tappe più importanti, dall'infanzia in Pennsylvania all'incontro con Duchamp, dai viaggi in Italia alla ricerca dei migliori ceramisti alle recenti commissioni a Parigi e in Qatar. Viene così messa a nudo la filosofia di cui si nutre una pratica artistica che combina tradizione d'avanguardia e un atteggiamento di apertura e di accettazione. Apertura verso un tipo di eccentricità tipicamente americana e accettazione della propria storia, del proprio gusto, dei propri desideri, anche. La libertà di Koons rispetto a ogni divisione fra cultura alta e bassa gli permette di attingere con la stessa naturalezza dai negozi di elettrodomestici o dall'arte rinascimentale italiana, con la quale da sempre intrattiene un dialogo da pari a pari. Una liberazione totale.
16,00

Gli anni di van Gogh e Gauguin. Una storia del postimpressionismo

John Rewald

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2021

pagine: 624

Mentre la sconvolgente Grande-Jatte di Seurat viene esposta all'ultima mostra degli impressionisti, uno sconosciuto olandese di nome Vincent van Gogh sbarca in città, ansioso di cogliere tutte le opportunità che l'effervescente Parigi offre a chiunque sia disposto ad avventurarsi su nuove strade. È il 1886, e Cézanne, Bernard, Pissarro, Redon, Seurat e Signac, accomunati da un'indole impetuosa e dalla ricerca di uno stile indipendente, stanno già rincorrendo nuove visioni che al posto del naturalismo prediligono ardenti cromatismi e una sensibilità più astratta e simbolista. Ed è da qui che John Rewald decide di partire, seguendo in molteplici direzioni le tracce di una generazione di pittori, i postimpressionisti, pronta a liquidare l'eredità del passato più recente. A stagliarsi su tutti loro van Gogh e Gauguin, a cui l'autore riserva all'interno di questo caleidoscopio un ruolo di primo piano: lettere, testimonianze e recensioni d'epoca, rese vivida materia di narrazione, consentono di ripercorrerne in presa diretta l'intensa parabola esistenziale e artistica, l'amicizia e gli scontri, i tormenti e gli ideali, consegnando ai lettori lo splendore e la furia di un momento fatale ed entusiasmante. Ideale seguito della sua celebre "Storia dell'Impressionismo", questo racconto si conclude nel 1893 con il ritorno di Gauguin dal suo primo viaggio a Tahiti. Parigi è la stessa città turbinosa che aveva accolto van Gogh sette anni prima, e Gauguin si rituffa in quell'atmosfera vibrante facendo appello a tutto il suo coraggio per affrontare le nuove sfide che il futuro gli riserva. È l'alba di un'epoca che annuncia senza indulgenza l'arte del XX secolo.
45,00

The whale theory. Un immaginario animale

Claudia Losi

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2021

pagine: 256

La balena è un animale che si mostra solo a chi sa aspettare: creatura colossale e opalescente, sfugge allo sguardo e come Moby Dick "elude cacciatori e filosofi". L'incontro con lei è fulmineo e fatale; può avvenire in mare, tra i calanchi ossuti degli Appennini, in un museo o scrutando la volta celeste. Nei secoli è stata mostro mitologico e ispiratrice di racconti, fonte di sussistenza e oggetto di devozione, immagine ossessiva che inghiotte e accoglie all'interno del proprio ventre. Per l'artista Claudia Losi diventa un'idea fissa nel 2004. Da quel momento prende il via un'impresa che si declina in molteplici forme e azioni attorno al corpo itinerante di una balenottera comune, ricostruito in tessuto di lana grigia a grandezza naturale. È Balena Project, entità viva che si muove e calamita storie in giro per il mondo, assorbendo suggestioni e mutando continuamente aspetto. "The Whale Theory", capitolo conclusivo di questo viaggio, ne è la materializzazione letteraria. Libro d'artista che custodisce strane e segrete meraviglie, è anche una bussola che consente di ripercorrere questa lunga esperienza poetica attraverso illustrazioni, fotografie e testi, facendosi luogo di incontro di competenze e sguardi diversi, in una polifonia di voci che si mescolano al canto dei cetacei. Lanciata audacemente nell'abisso, Claudia Losi vi si perde con grazia e lascia affiorare una geografia marina fatta di parole e visioni che hanno nutrito l'archetipo della balena nel suo immaginario privato come in quello collettivo: un inno dedicato al mistero di questo imponente abitante degli oceani e alle narrazioni che hanno accompagnato la nostra storia di esseri umani.
35,00

Morozov e i suoi fratelli. Storia di una dinastia russa e di una collezione ritrovata

Natalia Semenova

Libro: Copertina morbida

editore: Johan & Levi

anno edizione: 2020

pagine: 240

Eredi di una casata di industriali tessili la cui ascesa sociale è intrisa di leggenda, i fratelli Morozov non passano di certo inosservati. Colti, raffinati e al contempo fuori dagli schemi, incantano l'intelligencija moscovita con le loro gesta eccentriche: vestono alla moda e frequentano femmes fatales, giocano d'azzardo e abitano palazzi dagli stili a dir poco eclettici, amano l'arte e, soprattutto, la collezionano. Michail è il primo a volgere lo sguardo alla nuova pittura francese, ma dopo la sua morte precoce sarà Ivan a seguirne le orme assecondando una passione che non tarda a prendere il sopravvento. Dal 1904 lascia le sue fabbriche tutte le volte che può per far visita ai mercanti parigini più in voga, ma di rado si fa abbagliare dalle loro proposte. Ha un'idea precisa delle opere che cerca e una visione chiara di come esporle nelle sale del suo palazzo. Nella maniacale caccia ai dipinti più eccelsi dei maestri che predilige sa essere paziente come nessun altro e, a detta di Vollard che lo soprannomina il "russo che non contratta", non lesina mai. Nel giro di pochi anni mette insieme una collezione superba che spazia dagli impressionisti a Cézanne, da Matisse e Picasso ai migliori pittori russi coevi. Una raccolta che non ha nulla da invidiare a quella del compatriota Sergej S?ukin, con la quale condividerà la triste sorte all'indomani della Rivoluzione. I capolavori che animavano le pareti del palazzo di via Pre?istenka verranno infatti requisiti dallo Stato, smistati come carte da gioco tra Mosca e San Pietroburgo e lasciati a languire nei depositi dei musei per decenni prima di andare a costituire il nucleo di arte moderna del Museo Puskin e dell'Ermitage. A restituire a questa collezione il suo originario splendore è ora Natalia Seménova, che con piglio romanzesco riporta in vita lo sbalorditivo personaggio che fu Ivan Morozov, strappandolo all'oblio del rivolgimento fatale che ne ha oscurato la memoria.
30,00

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