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GOG

Alla mia patria ovunque essa sia

Filippo La Porta

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2020

pagine: 87

La modernità ci vuole tutti sradicati: occorre non avere radici né tradizioni né famiglia per essere i perfetti consumatori compulsivi delle metropoli. La soluzione, però, non è il revival del nazionalismo, argine ingannevole alle derive della globalizzazione. Il radicamento è ancora possibile, ma è necessario, come insegnano Svevo e Pavese, Pasolini e Levi (scrittori italiani universali proprio in quanto "provinciali") tornare alle piccole patrie interiori, patrie d'elezione individuali e perciò collettive: perché le uniche radici - multiple e celesti - sono quelle che ognuno decide di avere, le patrie vere sono solo quelle immaginarie, e prima di essere difese, vanno conosciute e interiorizzate.
11,00

Il diavolo

Giovanni Papini

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2020

Il primo dei ribelli, l'angelo caduto, il malinconico re delle tenebre: non merita forse anche Satana - prigioniero della sua solitudine, vittima della sua disperazione cosmica e dell'odio da cui è circondato - una redenzione nel senso più cristiano del termine? Questo disertore del paradiso, quest'angelo in rivolta, geloso dell'uomo, che si rifiuta di servire il Creatore, è infatti il simbolo della libertà, della disobbedienza, e quale figlio è amato di più dal padre se non quello che gli disobbedisce? Papini veste, in questo saggio della maturità, apparso per la prima volta a Firenze nel 1953, i panni dell'avvocato del Diavolo. In un intreccio tra filosofia, teologia, letteratura, Papini ci consegna il ritratto più appassionato e umano di Lucifero. Al Satana biblico delle Sacre Scritture si aggiunge il Satana dell'arte, della letteratura - pensiamo al "Faust" di Goethe, al "Mefistofele" di Boito, agli scritti di Dostoevskij, Gide, Bernanos, Valéry - della poesia e dei costumi popolari. Inviso al Vaticano e bollato dall'«Osservatore romano» come un saggio "scapigliato", il "Diavolo" di Papini non mancò di suscitare scandalo tra laici e religiosi. Il lettore, infatti, sarà sorpreso nello scoprire un Diavolo così originale, che ha contribuito a ispirare artisti e intellettuali, a essere creatore di bellezza e sia stato, in definitiva, necessario alla realizzazione dei disegni di Dio.
15,00

Nuevos escolios a un texto implicito. Ediz. italiana. Volume 1

Nicolás Gómez Dávila

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 202

Pubblicati in originale nel 1986, quasi dieci anni dopo gli "Escolios a un texto implicito", i "Nuevos escolios", anch'essi composti da due tomi, in grande continuità con gli scritti precedenti toccano un'ampia varietà di temi filosofici e teologici così come questioni di letteratura, arte ed estetica, costituendo un'opera letteraria che privilegia lo stile e il tono. Al centro della serrata critica gomezda-villana troviamo ancora la modernità, il progresso, la Chiesa postconciliare, il mondo accademico e le derive gnostiche del pensiero. Sempre presente è l'avversione per la democrazia: «un'ingenuità se non fosse la maschera di una bestemmia». Avversione che, in questi tempi di vuote retoriche e spudorati populismi, rimane attuale: «avere ragione, secondo il democratico, significa gridare con il coro più nutrito». Ma quelle di Gómez Dàvila non sono lezioni di vita, né tantomeno valutazioni morali sui comportamenti umani. I suoi aforismi si avvicinano di più al discorso artistico-poetico che non al discorso morale, a una filosofia come "estetica dell'esistenza". Cercare l'unità del suo pensiero così come tentare di individuare una coerenza sistematica, sono sforzi inutili. L'opera gomezdaviliana, sostiene Franco Volpi, «si presenta come un recinto chiuso: non esiste passo razionale o deduzione logica che serva ad entrare. L'unica maniera di farlo è lanciarsi al suo interno. Comprendere, in questo caso, è davvero una questione di empatia».
15,00

Pretendi il lavoro! L'alienazione ai tempi degli algoritmi

Savino Balzano

Libro

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 104

Da più di mezzo secolo assistiamo a una lenta ma incessante erosione dei diritti dei lavoratori, che segue come un'ombra la perdita di sovranità dello Stato in ambito politico ed economico. Il ricorso al lavoro precario, al controllo a distanza, al demansionamento, al licenziamento illegittimo, alla sostituzione robotica, alla delocalizzazione, alle pressioni commerciali sono tutte minacce che le grandi aziende e i colossi postindustriali impongono alla sicurezza e alla dignità dei lavoratori del III millennio, in bilico tra precariato e sfruttamento, a volte persino privati di un interlocutore umano con cui trattare migliori condizioni di lavoro, e costretti adesso a essere governati dagli evanescenti algoritmi delle app più sofisticate. Come reagire per tutelare i diritti dei lavoratori di fronte al nuovo padronato? Come potranno i lavoratori sfruttati ritrovare i giusti spazi di partecipazione politica e sindacale? Con uno sguardo al passato, narrando la tragica parabola della precarizzazione del lavoro - sul piano legislativo, ma anche simbolico e politico - realizzata con la colpevole arrendevolezza dei grandi sindacati confederali e la tacita complicità di partiti di destra e di sinistra, questo pamphlet vuole rilanciare la scelta di rivendicazione e di lotta dei lavoratori per far fronte alle grandi sfide e alle più impellenti battaglie, prima che sia troppo tardi.
10,00

Disincantos

Claudio Scorretti

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 410

Come sarebbe se all'improvviso, invece dei soliti filtri con cui guardiamo il mondo - a partire dalla political correctness, all'educazione, la religione, i riferimenti ideologici, la morale ultra-riformata occidentale ecc. - arrivasse un insolito, scomodo, anzi sconvolgente invito a visitarlo controcorrente, come un marziano estraneo a tutte le nostre costruzioni mentali? E se, in un tale viaggio à rebours, dall'Eritrea a New York, dall'Etiopia a Istanbul, da Roma e Milano ai paesi dell'Est e alla Svizzera, si scegliesse di seguire una pista di racconto totalmente diversa, smontando una per una le nostre aspettative da comodi lettori? Che cosa potrebbero avere in comune l'ossessione del Negus Rosso, l'ex dittatore etiope, per la presunta discendenza del suo popolo dagli alieni, la contadina di uno sperduto villaggio dell'Est che mette in scena un'originale protesta in vista delle elezioni, e la penna a sfera BIC? "Marziano monotematico dalle piume di cristallo", l'io narrante di questo libro si svela presto un dissacratore della contemporaneità, nel filone degli avanguardisti atemporali - Ezra Pound a capofila - in una scrittura del disincanto estremamente sperimentale, marcata da una continua e naturale contaminazione linguistica, da un dialogo sottile che l'autore intrattiene con il poeta dei "Cantos": un duetto quasi teatrale, scandito da un ritmo febbrile tra narrazione e poesia. Lasciate ogni preconcetto, voi ch'entrate... Lasciate ogni preconcetto, voi ch'entrate... Prefazione di Stenio Solinas.
20,00

L'Italia profonda. Dialogo dagli Appennini

Franco Arminio, Giovanni Lindo Ferretti

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 96

C'è un'Italia assopita che non è quella delle grandi città, né quella dei borghi patinati che vediamo sui dépliant turistici. C'è un'Italia che non è Roma o Milano, né tantomeno Civita di Bagnoregio o la costiera amalfitana. C'è un'Italia che non sta sotto i riflettori ma se ci capita è a causa di qualche catastrofe naturale. C'è un'Italia che rischia l'estinzione, che è silenziosa, disabitata: è l'Italia dell'entroterra appenninico, delle zone collinari e pedemontane, dei piccoli borghi abbandonati, ai margini del commercio, dell'industria, della cultura. Chi può raccontarla meglio del paesologo Franco Arminio, che gira l'Italia interna cantando poesie, e di Giovanni Lindo Ferretti, ex cantante dei CCCP che oggi dimora sulle alture di Cerreto Alpi ricucendo i legami millenari che avvolgono uomini, cavalli e montagne? Due storie appenniniche da due prospettive diverse che però si intersecano in più punti dando vita a un dialogo costruttivo e al tempo stesso malinconico su un mondo dimenticato da Dio che però resta l'unico luogo da dove Dio si può ascoltare.
9,00

La fine del mondo

Volt

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 206

Pubblicato nel 1921, "La fine del mondo" è uno dei primi romanzi di fantascienza futurista, una visione avveniristica che anticipa temi cari a Bradbury, Simak, Sturgeon e soprattutto a James Blish. Volt immagina che nel 2197 l'invenzione di un materiale antigravità, la piombide, permette la costruzione di navi spaziali, le eteronavi, e l'esplorazione del Sistema Solare. La Terra è diventata invivibile per il degrado ecologico, il susseguirsi di disastri naturali, l'esaurirsi delle risorse energetiche e la sovrappopolazione. Cinquanta anni dopo, nel 2245, si costituisce la Società di Navigazione Transeterica con lo scopo di costruire una flotta di vascelli spaziali e la colonizzazione di altri pianeti, in pratica di Giove. Da questa possibilità si verifica uno scontro politico-ideologico fra i sostenitori di idee pacifiste e umanitarie e i teorici di una espansione di tipo imperiale: il protagonista Paolo Fonte, ideatore della Società, minato da un grave male, si deciderà a compiere l'azione risolutiva per il bene dell'umanità contro tutti i divieti politici del Consiglio Mondiale. Questo romanzo è la testimonianza del clima intellettuale che si respira tra i futuristi, i primi a guardare con favore e concitazione allo sviluppo tecnologico. Insieme ai loro sogni di conquista dello spazio, però, si vedono in controluce i loro incubi e le loro angosce esistenziali.
15,00

Élites

Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto, Robert Michels, Antonio Gramsci

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2019

pagine: 141

In questa antologia di testi di Mosca, Pareto, Michels e Gramsci, il lettore non potrà certo trovare una risposta coerente ed esaustiva agli interrogativi contemporanei, ma potrà senza dubbio avvalersi degli adeguati strumenti concettuali per orientarsi di fronte ai grandi sconvolgimenti politici a cui assistiamo. Questi autori ci ricordano infatti quali sono i problemi irrisolti della teoria democratica, quali i meccanismi di circolazione dell'élite, quali i processi di creazione dei principi di legittimità, con particolare attenzione al ruolo svolto dagli intellettuali nell'organizzazione del consenso sociale. Ognuno con le proprie peculiarità, ognuno proveniente da un angolo diverso della topografia politica italiana dell'epoca, eppure tutti e quattro impegnati in un dialogo i cui frutti più che in Italia sono stati raccolti senza esitazioni dagli studiosi americani, che hanno guardato proprio ai nostri élitisti per formulare le loro teorie: pensiamo a Burnham, Wright Mills, Dahl, Lasswell. È quindi arrivato il momento di fare i conti con la nostra prima tradizione élitista, una tradizione la cui potenza demistificatrice, invece di siglarne la validità scientifica, ne ha causato la marginalizzazione, a destra come a sinistra.
13,00

Sepp

Francesco Carrillo

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2018

pagine: 220

Basato su fatti realmente accaduti, "Sepp" è un romanzo storico che si svolge nei primi anni del Novecento, in quel vivace contesto di fermenti sociali che hanno caratterizzato la vita dei contadini del Sud e, nello specifico, quelli di un borgo dell'Appennino dauno, Sant'Agata di Puglia. Il protagonista è un giovane sanguigno e idealista, ingenuo e realista a un tempo; innamorato della vita, fiducioso nel riscatto della povera umile gente. Un contadino carismatico e generoso, emblema della formica di Puglia, di quel laborioso e ingegnoso popolo descritto magistralmente da Tommaso Fiore. Dalle rivolte contadine nel borgo natio, all'esilio americano, dagli amori giovanili alle terribili trincee della Grande Guerra, nella vita di Sepp si riflettono le tragedie e le glorie di un'epoca, gli affetti e le angosce di una generazione sullo sfondo dei grandi accadimenti storici. Con una prosa bucolica ma non smielata, elaborata ma non pesante, colorata da un uso parsimonioso ma necessario del dialetto pugliese che subentra musicalmente senza interferire nel ritmo, Carrillo ha contribuito con un nuovo tassello ad arricchire la storia del primo Novecento italiano. Ci ha fornito l'ulteriore testimonianza letteraria di una generazione animata da nobili ideali, che ha fatto l'Italia, e che per l'Italia ha dato la vita.
14,00

Boom. Il miracolo economico nella commedia all'italiana

Alvise Pozzi

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2018

pagine: 172

Negli anni Sessanta l'Italia cambia volto. Il tempo della ricostruzione e della penuria post-bellica è finito, e con questo mondo si esaurisce anche un certo tipo di comicità, quella del comico vilipeso, sprovveduto, tirchio e calpestato dalla vita. Ora sono gli anni del miracolo, della velocità, dell'urbanizzazione, del benessere, e i grandi volti della Commedia all'italiana - Sordi, Gassman, Mastroianni, Tognazzi, Manfredi - ritraggono le contraddizioni del nuovo italiano, quello che dalla provincia si insedia nella grande città, quello che sogna l'ascesa sociale ma si ritrova in bancarotta, il prevaricatore che viene truffato, il seduttore che si scopre impotente. La Commedia all'italiana rappresenta il 60% di tutti gli incassi del cinema italiano tra gli anni Sessanta e Settanta, e diventa così il motore principale dell'industria culturale nostrana. Dietro vicende apparentemente grottesche ed esilaranti, riesce a ritrarre il tragico quotidiano della neonata classe media, e quel processo che con più gravità Pasolini aveva definito mutamento antropologico. Dal disfacimento della morale borghese alla crisi del matrimonio, dall'invasione delle pubblicità al mito dell'automobile, dal rituale del ballo alla libertà sessuale, dal tradimento alla nevrosi maschile, dall'individualismo alla crisi del cattolicesimo per arrivare fino a temi d'avanguardia come la questione di genere. Prefazione di Roberto C. Provenzano.
14,00

I crimini degli intellettuali

Édouard Berth

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2018

pagine: 248

L'Affaire Dreyfus, grazie all'impegno di Zola, ha cominciato a dare un peso prima sconosciuto alla figura dell'intellettuale nella vita politica. Ma chi sono questi intellettuali? Da dove vengono? Di cosa vivono? Per lo più di provenienza urbana, e strettamente imparentati con i mercanti e con i politici, anche gli intellettuali, secondo Berth, vendono una merce, una merce politica: le idee. Berth si scaglia contro tutti questi profeti della Ragione, che pretendono di vendere la "Verità una e universale", i "fanatici dell'Unità Assoluta", eredi di un certo hegelismo progressista, pagati dall'élite per imborghesire le masse proletarie e sedarne la carica eversiva. Berth, con questa critica all'intellighenzia borghese, che pretende di parlare in nome di un popolo che non conosce, si cimenta nella critica dello Stato e della sua funzione educatrice. Il suo sindacalismo rivoluzionario vuole ribaltare l'ordine borghese e trovare un equilibrio tra conservazione e rivoluzione. Berth tenta di conciliare il "populismo" di Proudhon con l'aristocrazia dello spirito di Nietzsche, al comunismo di Marx vuole includere l'individualismo stirneriano. Introduzione di Lorenzo Vitelli e con una lettera di Georges Sorel.
16,00

Il crepuscolo dei filosofi. Kant, Hegel, Schopenhauer, Comte, Spencer, Nietzsche

Giovanni Papini

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2018

pagine: 159

Scritto nel 1906, "Il crepuscolo dei filosofi" è un processo alla filosofia e alle maggiori figure del pensiero ottocentesco: Papini traccia profili di Kant, Hegel, Schopenhauer, Comte, Spencer e Nietzsche e tratta in chiave parodistica le loro "tre o quattro idee". Accusati di irrigidire in schemi e categorie astratte la realtà e la natura, i filosofi dell'Assoluto "sono da gettare via come carogne". Il primo libro di Papini non è solo un saggio "pragmatista" contro la Verità con la V maiuscola, la speculazione astratta, il dogmatismo, l'irrazionalità della ragione, ma un invito ad accettare la profonda contraddittorietà dell'esistente. "Licenziare la filosofia" vuol dire perciò agire, entrare spavaldamente nella vita, nella moltitudine, nel divenire, nel paradosso, mentre il mondo dell'unità assoluta, disegnato dai filosofi, non è che "il regno della calma, del riposo, dell'immobilità, della morte". Introduzione di Paolo Casini.
14,00

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