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Donzelli

Quale Europa. Capire, discutere, scegliere

Quale Europa. Capire, discutere, scegliere

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 232

Tra il 6 e il 9 giugno in tutta Europa le urne saranno aperte per eleggere il nuovo Parlamento europeo. I partiti scaldano i motori: scelgono nomi, avanzano candidature, pensano tattiche. E i programmi? Il vento del nazionalismo e la diffusa resistenza a credere e battersi per una vera alternativa in quasi tutti i paesi membri rischiano di condurre a proposte di scarso respiro, timide nel-l’affrontare le sfide della doppia transizione, digitale e ambientale; ambigue, al meglio, nei confronti dei migranti; inadeguate a contrastare il nuovo disordine mondiale, le guerre e anche le tante ingiustizie ereditate. Di fronte a questo scenario il Forum Disuguaglianze e Diversità ha deciso con questo volume di scendere in campo. Non è una discesa nell’arena elettorale. È l’offerta di alcuni tratti dell’Unione europea che servirebbe alla giustizia sociale e ambientale, un contributo informativo e di confronto, un metro per giudicare – prima e dopo le elezioni – programmi, partiti, candidature ed eletti, una bussola per il monitoraggio civico delle azioni che l’Unione realizzerà nella prossima legislatura. L’Unione auspicata in questo libro è un luogo di promozione del welfare universale, non penalizzato dall’austerità; dove la conoscenza e i dati siano accessibili e a disposizione delle comunità; dove la trasformazione ecologica sia accelerata nell’interesse prima di tutto dei più vulnerabili per realizzare un modo più giusto di vita e di lavoro e dove politiche pubbliche e governo siano democratizzati. Un’Europa che prenda consapevolezza del proprio ruolo fondamentale nei processi migratori e che agisca come costruttore di cooperazione e pace.
15,00
Pane quotidiano. L'invisibile mercato mondiale del grano tra XIX e XX secolo

Pane quotidiano. L'invisibile mercato mondiale del grano tra XIX e XX secolo

Carlo Fumian

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 216

Quando e come il grano, per millenni merce scarsa, deperibile e difficile da conservare e trasportare, è diventato una commodity scambiata in immense quantità, prevalentemente da pochissimi, «faustiani», giganti mondiali? A partire da uno sguardo sui complessi e angusti mercati di ancien régime, dove gli scambi erano convulsi, frammentati, opachi, soggetti al rischio costante del clima, delle guerre e dell’arbitrarietà dei governi e soprattutto a corta portata, questo libro ripercorre l’imponente ma sottostimata «Rivoluzione commerciale» che da metà Ottocento ha fatto del grano una merce improvvisamente «facile» da trasportare e negoziare su scala planetaria. È infatti a ridosso del mercato del grano che nascono sia le prime grandi multinazionali moderne sia il mercato dei derivati finanziari: quei contratti future, divenuti negli ultimi decenni protagonisti della scena finanziaria mondiale, ma nati come assicurazione contro l’oscillazione dei prezzi del grano nella Chicago di metà Ottocento. Nel delineare le «vie del grano» apertesi tra Otto e Novecento, a ridosso della messa a coltura di interi continenti, incontreremo i riservatissimi attori di questo inedito mercato mondiale, dominato da una vera «passione per la segretezza»: attraverso di loro si potranno ripercorrere i meccanismi e le tappe fondamentali dell’evoluzione di un mercato strategico per la sopravvivenza dell’umanità. Scoprendo che il grano ti porta dove vuole: nelle cucine di campagna e nei giganteschi stabilimenti molitori di Minneapolis, nelle aule parlamentari e nelle nuove borse merci ad esso dedicate, nelle foschie dei conflitti geopolitici e negli intrighi dello spionaggio industriale, nella letteratura e nelle guerre alla pirateria, nei codici criptati della telegrafia intercontinentale e nella rivoluzione oceanografica.
29,00
Roma '44. Lettere dal carcere di via Tasso di un ragazzo martire delle Fosse Ardeatine

Roma '44. Lettere dal carcere di via Tasso di un ragazzo martire delle Fosse Ardeatine

Orlando Orlandi Posti

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 108

«Ora stando in questa cella e malgrado il continuo stato d’inedia e di torpore che occupa la maggior parte della giornata son riuscito a fermarmi su quella decisione del mio avvenire, voglio diventare medico… io amo l’indipendenza assoluta e perciò questa professione me ne dà la possibilità, è una professione in cui il lavoro e lo studio sono in continuo esercizio, insomma soddisferebbe la maggior parte dei miei desideri. È una decisione alquanto azzardata perché mamma dovrebbe seguitare una vita piena di sacrifici per ancora diversi anni ed io non vorrei». Dieci giorni prima di essere fucilato alle Fosse Ardeatine, Orlando aveva compiuto diciott’anni nel carcere di via Tasso a Roma. Vi era stato rinchiuso il 3 febbraio, per aver preso parte ad alcune azioni della Resistenza, catturato dalle SS durante una retata nel quartiere di Montesacro. Prima di mettersi in salvo, Orlando era corso ad avvisare i compagni, e poi a salutare Lella (Marcella), la ragazza che amava, ma era caduto in trappola. Nel buio della prigione, Orlando Orlandi Posti, detto Lallo, torturato, morso dalla fame, tra momenti di sconforto e abbattimento e altri di improvvisa speranza e fiducia, in cui si slancia in piani di studio e di lavoro per il futuro, cerca il contatto con l’esterno, con la madre, con Marcella. E allora scrive, racconta di sé, di quello che sta vivendo, di quello che prova, e lo fa sfruttando pezzetti di carta che nasconde nella biancheria da lavare. I piccoli fogli che compongono questo diario sono una testimonianza preziosa, di cui ciò che impressiona è proprio l’apparente, drammatica, «quotidianità» del loro contenuto. Orlando è un ragazzo che pensa di avere una vita davanti a sé, ripercorre la breve esistenza trascorsa e matura finalmente una decisione che accarezzava da un po’: uscito dal carcere studierà con fervore, vuole diventare medico, capisce d’essere nato per questo, per aiutare gli altri, si iscriverà alla Facoltà di Medicina: «mi sento spinto da un intimo altruismo a fare del bene a tutti gli esseri umani», confessa a Marcella. Il 24 marzo 1944 viene ucciso. Portato alla luce grazie all’attento lavoro dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano e pubblicato per la prima volta nel 2004, il diario di Orlando in questi venti anni – come ci ricorda Loretta Veri nel suo contributo – ha dato il via a numerose iniziative che ne hanno riverberato la storia nelle scuole, nei teatri, in televisione, in libreria, sui social media, nei musei, creando connessioni e nuovi stimoli che rendono Orlando Orlandi Posti vivo nella memoria di tanti. Nell’ottantesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il diario torna in libreria in una nuova edizione, arricchita dagli interventi di Camillo Brezzi e Umberto Gentiloni Silveri, e da una nuova Introduzione di Alessandro Portelli che a quei tragici eventi del 1944 ha dedicato le pagine indimenticate de L’ordine è già stato eseguito.
15,00
L'economia, la politica e i luoghi. Scritti per Fabrizio Barca

L'economia, la politica e i luoghi. Scritti per Fabrizio Barca

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 432

Il volume si propone di restituire, attraverso una serie di interventi molto qualificati, il contributo di Fabrizio Barca alla vita pubblica del paese, con particolare riferimento ai temi dello sviluppo economico e sociale, della centralità dei luoghi e del territorio, della cittadinanza attiva e della partecipazione politica. Il libro è stato progettato per restituire una cartografia storico-politica di un riformismo radicale possibile e realizzato, oltre che auspicabile. È, quindi, la testimonianza che il domani può essere diverso dall’oggi e che la direzione del cambiamento può essere indirizzata da principî e strumenti informati dalla giustizia sociale e ambientale, dalla partecipazione pubblica e dall’innovazione tecnologica ed economica. Anche per questo, i diversi saggi costituiscono un antidoto alla strada delle riforme reazionarie, che tutelano solo gli interessi di chi ha più voce. Un volume scritto «con la testa e con il cuore», non celebrativo, ma in grado di testimoniare metodo, contenuti e prospettive del lavoro di Fabrizio Barca. Una ricostruzione dei processi decisionali, dei contesti territoriali e organizzativi, delle innovazioni istituzionali in Italia e in Europa, che racconta gli effetti virtuosi, senza celare le resistenze e i fallimenti. Si ripercorre così la lunga e sfaccettata biografia politico-professionale di Fabrizio Barca, contrassegnata dall’apertura alla diversità delle persone, dei saperi e dei luoghi, così come dalla convinzione – mai venuta meno, neppure nei momenti più bui – che le istituzioni sono strumenti al servizio della collettività.
35,00
Contro la democrazia illiberale. Storia e critica di un'idea populista

Contro la democrazia illiberale. Storia e critica di un'idea populista

Alessandro Mulieri

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 160

«Storicamente, la democrazia è sempre stata associata a una forma di giustizia sociale. Lo stesso non può dirsi di coloro che difendono la democrazia illiberale tra i populisti di destra, giacché non c’è nessuna giustizia sociale nell’idea di utilizzare il nome della democrazia per attaccare delle minoranze e promuovere un’idea di società che esclude piuttosto che includere». Uno spettro si aggira per l’Europa e per il mondo: la democrazia illiberale. Che cos’è la democrazia illiberale? Perché sta diventando sempre più centrale nei dibattiti odierni? Quali sono i suoi antecedenti storici e filosofici? Ma soprattutto: come possiamo difenderci dalle chiare derive autoritarie implicite in un regime i cui fautori teorizzano e difendono la disuguaglianza? Parafrasare il Marx del Manifesto può aiutarci a dare un senso al recente dibattito su uno dei termini più discussi e controversi degli ultimi anni, un termine in cui ciò che è stato considerato per molto tempo il simbolo del governo più libero ed egualitario della storia – la democrazia – si accompagna alla negazione di un’eredità che pensavamo ormai acquisita dopo circa tre secoli di lotte, e cioè la difesa delle libertà fondamentali. In questo saggio Alessandro Mulieri presenta un’analisi a tutto campo del problema della democrazia illiberale, decostruendone le basi teoriche e politiche e proponendo una genesi storicamente contestualizzata di questa forma di governo populista a partire da una più ampia ricognizione della storia della democrazia antica e moderna. Coniata all’inizio degli anni novanta dal giornalista americano Fareed Zakaria, ma in realtà con una lunga storia alle spalle, l’espressione «democrazia illiberale» nasce come una categoria descrittiva impiegata da opinionisti e analisti politici per dare senso a uno spettro ampio di regimi molto diversi tra loro ma accomunati da un unico obiettivo: utilizzare le procedure elettorali per portare avanti posizioni politiche liberticide. In realtà, la filosofia della democrazia illiberale ha antecedenti importanti nel mondo premoderno e nel pensiero antilluminista otto-novecentesco, ma è soltanto recentemente che essa si è trasformata inizialmente in una categoria fondamentale di interpretazione della politica internazionale e successivamente, soprattutto negli ultimi anni, in una vera e propria filosofia politica militante coltivata da alcuni ideologi e leader del populismo. Ripercorrendo i momenti salienti di questa storia, e del suo complesso rapporto con la storia e la filosofia della democrazia più in generale dall’antichità a oggi, il volume propone una critica serrata dell’utilizzo contemporaneo del concetto di democrazia illiberale, sia come categoria storico-politica che come ideale normativo o frase slogan della politica attiva, e mira a decostruire questo concetto dall’interno. L’obiettivo è quello di presentare una difesa appassionata della democrazia liberale che, contro ideologi e politici populisti, dovrebbe anche tornare a riscoprire il nucleo storico originario dell’ideale democratico, quello, cioè, di essere un «governo dei poveri».
18,00
Piano B. Uno spartito per rigenerare l'Italia

Piano B. Uno spartito per rigenerare l'Italia

Leonardo Becchetti

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 144

Non un partito, ma uno «spartito», un manifesto per rilanciare il ruolo politico della società civile, grande ricchezza del nostro paese. Il mondo così com’è non ci piace: guerre, crisi climatica, crisi economica, crisi dei diritti, disuguaglianze, povertà. Eppure il tempo che stiamo vivendo è un’occasione: proprio questo è il momento per cambiare rotta, invertire la marcia. Serve uno spartito che cambi la musica, un piano, un metodo diverso. È da questa consapevolezza che nasce Piano B, un progetto collettivo che unisce diversi esponenti della società civile allo scopo di proporre un’alternativa al modello di sviluppo dominante. Da dove iniziare? Al centro del discorso politico va riportata la persona, intesa in tutte le sue dimensioni. Ciò significa abbandonare la prospettiva individualistica: la persona è tale perché è in relazione con il resto dell’umanità e tutte le forme di vita, è aperta all’altro e all’infinito; la persona esiste solo in rapporto al luogo in cui vive, all’ambiente nel quale si colloca, all’insieme dei rapporti che costruisce. Puntare sulla persona significa prendersene cura dalla nascita alla morte, investendo sulla sua educazione e formazione; preoccuparsi del lavoro e dell’abitare; adoperarsi per la tutela dell’ambiente, per la rigenerazione dei territori e delle forme democratiche dello Stato. Significa, inoltre, ripartire dalla Costituzione e impegnarsi per metterla in atto. Piano B muove dalla certezza che l’attuale modello di sviluppo è malato, il progresso economico di per sé non garantisce la felicità: la domanda più profonda di «ben-vivere» ci spinge a porre l’attenzione su altri fattori, come la salute, l’istruzione, la qualità della vita relazionale, la crescita e la ricchezza delle opportunità. Per realizzare questo progetto, alle due mani tradizionali dell’economia (mercato e istituzioni) deve unirsi una terza mano – delle imprese e delle organizzazioni sociali responsabili – e una quarta – della cittadinanza attiva. Un sistema a quattro mani è l’unico in grado di promuovere la crescita e la vitalità della società civile, che è la vera forza della democrazia. La sfida per un futuro più desiderabile passa da un rilancio della partecipazione. Per rispondere alla complessità del presente, Piano B propone dunque un nuovo paradigma sociale e civile, declinato in diciassette parole fondative e fortemente legato ai concetti di generatività, solidarietà e sostenibilità, così presenti nel pensiero e nelle azioni di papa Francesco. Per ognuna di queste parole si parte dall’interpretazione angusta e limitante della cultura contemporanea per aprire l’orizzonte verso una visione più ampia e generativa, che mette in connessione il pensiero con le buone pratiche che già esistono nel nostro paese, ma che spesso restano in sordina. Un progetto politico ambizioso, quello del Piano B, che mira a far risuonare la sinfonia dell’Italia attiva, facendo emergere una visione comune, in grado di incidere sull’opinione pubblica e sulla politica. Com’è già accaduto in occasione della recente riforma costituzionale promossa dalla società civile, che ha portato a introdurre nella Costituzione lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dell’ambiente, per la tutela delle future generazioni. Continuando su questa strada, la scommessa di Piano B è quella di diventare un punto di riferimento aggregante, che aiuti a orientare il cambiamento verso un benessere diffuso, equo e sostenibile.
16,00
Eredità ed estinzione

Eredità ed estinzione

Giovanna Frene

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 128

I l libro raccoglie gli ultimi dieci anni della produzione poetica di Giovanna Frene e segna l’inizio di una nuova riflessione sul rapporto tra poesia e storia, nel quale il mantenere l’equilibrio tra ciò che viene trasmesso e ricevuto come tradizione e ciò che si disfa nella perenne entropia della realtà è diventato il perno per la sopravvivenza stessa della cultura. Non a caso l’emergenza che questo libro cerca delineare è quella, morale e insieme naturale, della memoria, proprio perché la natura dell’uomo è storica: solo focalizzandosi e rivitalizzando quelli che chiamiamo «fatti» della storia – ammesso che dei fatti rimangano tracce, segnali, voci reali, oppure solo suggestioni fuggevoli che innescano però l’immaginazione –, è possibile risolvere il cortocircuito di un mondo contemporaneo dove la storia ha raggiunto velocità inimmaginabili, tanto da essere sfuggente, e la lentezza di un passato che nella sua vastità è il terreno stesso di un possibile senso del presente. Nel tragitto frammentario della ricostruzione storica (ricostruzione che solo la poesia rende veritiera nella sua essenza), anche il bene risulta opaco, come dimostrano le poesie iconiche sul bombardamento di Dresda o quelle sul recente processo a Milosevic all’Aja. La struttura circolare del libro, avallata dal frequente ricorso al leit-motiv tematico e lessicale, ma anche dal ritorno dei luoghi, fa coincidere, infine, la cavalcata di un invisibile cavaliere dell’Apocalisse con l’emergere della vicenda soggettiva del poeta, gettando dunque le basi per un nuovo tipo di dimensione lirica.
15,00
Umberto Terracini. Un comunista solitario

Umberto Terracini. Un comunista solitario

Claudio Rabaglino

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 270

Umberto Terracini può a buon diritto essere considerato uno dei personaggi più significativi della vicenda politica del Novecento italiano, del quale ha attraversato molti dei momenti più importanti. Per la prima volta, un libro ne ricostruisce per intero la biografia: dagli anni formativi dell’adesione al socialismo alla fondazione dell’«Ordine Nuovo» con Gramsci, Togliatti e Tasca, poi la scissione di Livorno, vissuta da protagonista, e la militanza nel Partito comunista, del quale fu subito un dirigente di spicco. Passato attraverso il carcere, il confino, il doloroso allontanamento dal partito, la guerra e la Resistenza, fino ad approdare alla carica di presidente dell’Assemblea costituente, che gli concesse il privilegio di apporre la sua firma in calce al testo della Costituzione repubblicana. Figura di grande spessore umano e morale, continuò negli anni successivi ad assumere posizioni originali e controcorrente, ad esempio negli anni settanta, quando si oppose con forza alla politica del compromesso storico voluta da Berlinguer, e nel periodo più cupo del terrorismo, durante il quale si distinse per la sua posizione in difesa della vita di Aldo Moro, schierandosi a favore della trattativa con le Brigate rosse per la liberazione del prigioniero. Altrettanti spunti che, come scrive Aldo Agosti nell’introduzione al volume, fanno dell’avventura umana e politica di Terracini «una storia affascinante». Introduzione di Aldo Agosti.
28,00
I servizi di prossimità come beni comuni. Una nuova prospettiva per la montagna

I servizi di prossimità come beni comuni. Una nuova prospettiva per la montagna

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 288

Negli ultimi anni, e con maggiore intensità a partire dall’esplosione della pandemia, si sono registrati fenomeni di mobilità dalla città verso la montagna. Sempre più, abitanti delle aree urbane hanno scelto di trasferirsi in località di valle, spesso marginali e spopolate, per sfuggire alle città, percepite come malsane e pericolose, per promuovere nuove attività o per approfittare del telelavoro in una quotidianità più vicina alla natura. La prossimità crea legami sociali che strutturano la vita quotidiana degli individui, ma il ruolo e il rapporto con la dimensione geografica, relazionale e della quotidianità può variare a seconda del quadro storico e quindi degli specifici ambiti economici, sociali, politici e culturali. In quale misura la marginalizzazione socioeconomica e territoriale che tocca molte aree dello spazio alpino è legata al depotenziamento subìto negli ultimi decenni dai servizi di prossimità (negozi, bar, posta, scuole, presidi sanitari) presenti in questi territori? E come l’odierno dibattito attorno ai «beni comuni» può essere la premessa per una loro rigenerazione? Il volume cerca di rispondere a queste domande attraverso contributi che, da prospettive diverse, esaminano il ruolo dei servizi di prossimità nelle traiettorie storiche e nelle attuali realtà delle comunità montane. Allo stesso tempo, dà voce a un ventaglio di esperienze al cui centro vi sono le varie e sfaccettate declinazioni, forme e funzioni assunte dai servizi di prossimità.
28,00
Politica estera e diritti umani

Politica estera e diritti umani

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 264

La politica estera dell’Italia si è svolta fin dall’inizio all’interno di un quadro di relazioni internazionali di multipolarismo ben temperato. Lo scenario della politica internazionale, dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi, è stato infatti caratterizzato dalla presenza di una pluralità di poli determinanti e da un quadro di relazioni complesso che coinvolge con forme e modalità diverse tutti gli Stati. In questo contesto, i diritti umani hanno acquisito nel corso del tempo maggiore centralità in seno all’ordinamento internazionale, anche attraverso il ruolo delle Nazioni Unite. L’Italia, sin dall’inizio del secondo dopoguerra, ha aderito con entusiasmo all’idea di una costruzione progressiva di una società internazionale pacifica basata, fra gli altri fattori, anche sul rispetto dei diritti umani. Tuttavia, in un quadro soggetto a molteplici crisi e in cui gli equilibri geopolitici sono in fase di cambiamento, è necessario rivalutare la politica estera del nostro paese e considerare con quali strumenti l’Italia può promuovere con maggiore coraggio i diritti umani nelle relazioni internazionali. Il volume ripercorre pertanto, attraverso un approccio multidisciplinare, i settori e le aree di azione di interesse per la politica estera italiana traendo raccomandazioni e lezioni per il futuro.
28,00
Destinazione euro. Politica e finanza in Italia dal «miracolo» a Maastricht, 1957-1992

Destinazione euro. Politica e finanza in Italia dal «miracolo» a Maastricht, 1957-1992

Francesco Giordano

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 350

Gli anni dalla fine del miracolo economico alla firma del Trattato di Maastricht – che definisce le tappe verso la moneta unica europea – costituiscono un percorso tortuoso e insieme appassionante. L’Italia emerge dall’arretratezza economica e si scopre più ricca; entra nel club dei paesi più prosperi, è tra i fondatori della Comunità economica europea. Eppure, in un rapido avvicendarsi di colpi di scena, mostra anche vulnerabilità sconcertanti e debolezze istituzionali – con oscure trame, crisi valutarie, un invadente malaffare – che ne mettono a rischio la traiettoria. Il benessere incrementa i consumi, ma il timore di ricadere nell’annosa povertà, una distribuzione del reddito molto squilibrata e un ampliamento dello Stato sociale in modo disorganico alimentano un conflitto sociale che via via si fa più acceso, fino a raggiungere l’apice nell’autunno caldo del 1969. Dove la mediazione politica fallisce, la tensione si sfoga nell’incontenibile espansione della spesa pubblica e in un’inflazione persistente. All’esigenza di un’economia più matura, che richiederebbe un circuito finanziario moderno e regole efficaci, si risponde con frustrante ritardo, anche in seguito alle ripetute crisi della lira, che impongono interventi di emergenza. A ciò si aggiungono lo shock petrolifero, che costringe a una prolungata austerity; il dissesto della grande impresa, spesso a trazione pubblica, che richiede costose ristrutturazioni; la crisi del sistema bancario; la debolezza delle istituzioni, soggette a opache connivenze. Sull’orlo del tracollo finanziario, il paese tuttavia mostra in extremis una ritrovata concordia, che permette inattesi recuperi al prezzo di intensi sacrifici. Decisivo il traino costituito dall’integrazione europea, che consente – seppure in maniera tardiva – un adeguamento normativo e istituzionale. La moneta unica si profila quindi come un agognato traguardo, al culmine di un cammino travagliato e per nulla lineare, ma capace, proprio per questo, di illuminare non poche lentezze, sviluppi e dinamiche del nostro tempo.
32,00
Assalto a San Lorenzo. La prima strage del fascismo al potere

Assalto a San Lorenzo. La prima strage del fascismo al potere

Gabriele Polo

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2024

pagine: 128

Il 30 ottobre 1922, mentre le ultime colonne della marcia su Roma entrano in città e Mussolini presenta al re la lista dei ministri del suo primo governo, un centinaio di fascisti armati fa irruzione nel quartiere di San Lorenzo e apre il fuoco contro passanti e abitanti. È un attacco del tutto gratuito, politicamente inutile ai fini della conquista ormai avvenuta del potere, privo di qualsiasi logica, se non quella della vendetta. Gli squadristi hanno come unico obiettivo quello di punire gli abitanti di una zona della capitale in cui non sono mai riusciti a entrare e dove, quando hanno provato a farlo, sono stati sempre respinti. Ne nasce un lungo conflitto a fuoco tra camicie nere, esercito e militanti dei partiti di sinistra che lascerà sul terreno un numero imprecisato di vittime, tutte tra gli abitanti del quartiere. Il generale Pugliese darà subito ordine di trasportare i corpi al cimitero del Verano, per seppellirli «senza cerimonia funebre, per evitare nuovi disordini». In questo modo, di quei morti e della loro storia si perderà traccia e memoria. A poco più di cento anni di distanza, Gabriele Polo ricostruisce la genesi e la cronaca di quella giornata, restituendo un volto e una voce a chi ne rimase vittima e allo stesso tempo riportando alla luce, con una narrazione quasi in presa diretta, le tensioni che attraversarono quei momenti davvero fatali. Nel libro, la strage di San Lorenzo, immediatamente oscurata e rimossa, assume le caratteristiche di un episodio emblematico, nel quale è possibile ritrovare gli elementi che, da quel momento in poi, caratterizzeranno l'era fascista: la violenza, l'eversione, l'impunità e la propaganda, che trasformerà gli atti criminali di quei giorni nel mito della rivoluzione del duce. Introduzione di Giovanni De Luna. Con un testo finale di Edith Bruck sul «Dovere della memoria».
16,00

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