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DONZELLI

I paesaggi delle Alpi. Un viaggio nelle terre alte tra filosofia, natura e storia

Annibale Salsa

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 157

Un appassionante viaggio alla scoperta dei paesaggi alpini è quello in cui ci conduce Annibale Salsa, profondo conoscitore delle terre alte e vera e propria autorità in materia. Filosofo della montagna, Salsa ha dedicato la vita a decifrare i segni che l'uomo ha lasciato sul paesaggio alpino: il sogno di conoscere le Alpi lo ha portato a percorrerle in tutta la loro estensione, arrivando negli anni ottanta a compierne a piedi la traversata completa. L'interesse per le Alpi e per le popolazioni che le abitano lo ha spinto ad andare a vivere in montagna, dove allo studio ha affiancato la conoscenza diretta e partecipata delle comunità storiche di quei territori. Il suo sguardo sul mondo alpino unisce quindi l'attitudine dello studioso a quella dell'esploratore, la visione del filosofo a quella dello storico, la prospettiva dell'antropologo a quella di chi vive in montagna e ne conosce le dinamiche profonde. Attraverso la sua lente il paesaggio alpino passa dall'essere visto all'essere vissuto, diventando uno spazio di vita. I paesaggi delle Alpi sono l'esito della continua interazione nel tempo tra l'uomo e lo spazio montano: l'attività umana lascia delle tracce, che diventano segni, simboli, testimonianze stratificate di storie e di eventi. È l'essere umano, in altre parole, a «fare il paesaggio», ed è in esso che possiamo cogliere l'ibridazione tra natura e cultura. Per comprendere i paesaggi alpini è necessario ripercorrerne la genesi, individuando i fattori e gli eventi che hanno inciso sulla loro costruzione, ma anche guardare ai processi individuali e collettivi di creazione di senso sulla base dei quali questi luoghi vengono abitati. Tenendo insieme queste due prospettive è possibile capire come una prassi responsabile, attenta all'uso delle risorse, cosciente del valore del limite, fondata sul senso di appartenenza e sulla partecipazione sia l'unica strada per trasformare uno spazio fragile come quello alpino senza distruggerlo, permettendo a chi lo abita di continuare a farlo. Il cambiamento climatico, che ha mostrato la sua forza distruttiva nella tempesta Vaia che si è abbattuta sul Nord-est nel 2018, rende ancora più urgente una riflessione su questi temi. Il declino, lo spopolamento, l'abbandono, l'inselvatichimento delle montagne non sono un destino ineluttabile. Al contrario, le terre alte rappresentano un'opportunità per ritrovare un equilibrio tra sviluppo economico, coesione sociale e rispetto del paesaggio. Prefazione di Gianluca Cepollaro e Alessandro de Bertolini.
18,00

Quando i grandi leggono ai bambini

Angela Dal Gobbo

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 322

I primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale del bambino, con effetti significativi per la vita adulta. Ecco perché Nati per Leggere, un programma non profit nato dalla collaborazione tra l'Associazione italiana biblioteche, l'Associazione culturale pediatri e il Centro per la salute del bambino, promuove da vent'anni in tutta Italia la lettura da O a 6 anni. Se leggere ai bambini può sembrare facile, non lo è conquistarli alla lettura, e neppure scegliere i libri giusti, al momento giusto. Questo volume si propone come una sorta di bussola per orientarsi tra gli albi illustrati che più affascinano i bambini e meglio ne interpretano i bisogni profondi. Offre indicazioni riguardo alle modalità di lettura e alle età più opportune per ciascun genere di libro. E propone chiavi di lettura per ogni testo partendo dal presupposto che, per crescere lettori, occorre offrire storie ben scritte, concepite secondo meccanismi narrativi irresistibili, non molto diversi da quelli che affascinano i lettori adulti. Ogni testo proposto è finalizzato alla lettura condivisa, quella in cui i grandi leggono ai piccoli. La condivisione di un libro con un bambino, nel rispetto dei suoi tempi, crea una condizione di ascolto reciproco che aiuta il piccolo a capire ciò che si guarda o si legge insieme, e offre all'adulto la grande opportunità di comprendere il bambino e di accompagnarlo in un percorso di crescita e scoperta sempre più stimolante.
32,00

L'Italia delle stragi. Le trame eversive nella ricostruzione dei magistrati protagonisti delle inchieste (1969-1980)

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 237

Cinquant'anni fa, il 12 dicembre del 1969, la sorda detonazione di una bomba nella filiale milanese della Banca nazionale dell'Agricoltura inaugura in Italia un torbido e sanguinoso decennio. Un decennio destinato a chiudersi con l'altro boato micidiale del 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna. È l'Italia delle stragi, la cupa stagione in cui si succedono attentati con decine di morti innocenti, trame imbastite da gruppi neofascisti, depistaggi, indagini di polizia inquinate da omissioni e coperture, manovre golpiste tra gli alti gradi militari fomentate dall'intervento attivo di molte agenzie di spionaggio, italiane e straniere. Tra gli effetti di quella che da allora viene chiamata «strategia della tensione», ve n'è uno che dura ancora oggi. L'immagine dominante che si ha di quel periodo, in vasti settori dell'opinione pubblica, è che si sia tuttora lontani dall'aver stabilito la verità e individuato, a tutti i livelli, i responsabili di quelle stragi. In realtà, le inchieste della magistratura si sono spinte molto più avanti di quanto non si sia riusciti a percepire. L'intento di questo volume è di descrivere, attraverso l'utilizzo della documentazione giudiziaria raccolta in mezzo secolo di indagini, e dando direttamente la parola ai magistrati che le hanno effettivamente condotte, la verità d'insieme che se ne ricava. Disponendo correttamente tutti gli elementi sul tappeto, si ottiene l'effetto di fare luce anche su molte delle residue zone d'ombra. Si è trattato di un lucido disegno eversivo di destabilizzazione degli assetti democratici della nostra Repubblica, perseguito da alcune organizzazioni neofasciste (in particolare Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale), entrate in contatto con importanti settori dei servizi italiani e internazionali, nel tentativo di strumentalizzarlo al fine di contrastare un presunto e persistente pericolo comunista. Quel disegno, alla fine, sarà sconfitto. L'Italia democratica, benché ferita, e certo pur tra mille contraddizioni ed errori, riuscirà a non farsi sopraffare dai suoi nemici. In un paese abituato a raccontare la propria storia in negativo - il Risorgimento incompiuto, la Vittoria mutilata, la Resistenza tradita, la Costituzione inattuata - è importante mostrare come allora, attraverso gli strumenti democratici, sia stato possibile resistere, e come oggi, attraverso una ricostruzione attenta e rigorosa, sia possibile sollevare il velo su quel torbido gioco di specchi.
19,00

A nanna, gattini!

Barbara Castro Urio

Libro

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 28

Difficile trovare un animale più amato del gatto... Che abbia gli stivali o sia Stregatto come nel Paese di Alice, che sia un Aristogatto o un tontolone come il Tom di Jerry, i micioni e i gattini che s'intrufolano nelle pagine per l'infanzia non si possono contare. E qui ce ne sono addirittura 11 - ciascuno col suo colore e la sua stanzetta. Uno per volta corrono a fare la nanna, e dietro a loro gattoneranno di certo anche i piccoli lettori fino a cascare dal sonno... con grande gioia di mamma e papà. Età di lettura: da 2 anni.
16,00

L'ora delle tenebre. Carnets di guerra 1915-1918

Tommaso Gallarati Scotti

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 221

Nobile, cattolico modernista, scrittore e saggista, amico e biografo di Fogazzaro, inviso alle gerarchie ecclesiastiche, liberale antifascista, fuoriuscito in Svizzera, ambasciatore in Spagna e in Inghilterra. Tutto questo fu il milanese Tommaso Gallarati Scotti, che allo scoppio della prima guerra mondiale, non più giovanissimo, entrò come tenente di complemento nel corpo degli Alpini: legato da un rapporto stretto di amicizia e collaborazione con il capo di Stato maggiore Cadorna, di cui diventò il braccio destro, dopo Caporetto ne seguì le sorti, finendo la guerra come ufficiale del battaglione Val d'Orco. Dal suo privilegiato posto di osservazione, Gallarati Scotti tenne cronaca degli avvenimenti bellici che scorrevano davanti ai suoi occhi, riempiendo sette taccuini, dentro i quali si alternano note di tattica militare, sguardi sul campo di battaglia e sugli uomini che combattevano, introspezioni; prove di scrittura poetica, silenzi ed ellissi, resoconti di amicizie e ostilità. Finita la guerra, quei carnets seguirono l'autore fino a casa, dove si infilarono in un nascondiglio, avvolti in una discreta carta da pacco, per uscirne soltanto cento anni più tardi. In questa edizione critica, i carnets si presentano come un documento prezioso, ancora vibrante e forse insostituibile, dell'esperienza fatta da uomini, come lui religiosissimi e colti, che credettero di trovare nelle trincee e nel sangue la sostanza della riconsacrazione della terra e di se stessi alla nazione. Ai diari si accompagnano, oggi come allora, una riflessione e Tre canti sacri scritti in guerra come testamento spirituale e numerose foto in parte scattate da Gallarati stesso. Un'introduzione critico-storica di Diego Leoni restituisce inoltre il contesto in cui i taccuini vennero scritti e la rilevanza della figura di Gallarati Scotti.
28,00

La battaglia di Bretton Woods. John Maynard Keynes, Harry Dexter White e la nascita di un nuovo ordine mondiale

Benn Steil

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 408

Quando i mercati monetari e finanziari del mondo sono in tempesta, gli addetti ai lavori generalmente invocano «una nuova Bretton Woods», per prevenire il disordine economico ed evitare conflitti politici. Nella remota cittadina del New Hampshire si riunirono nel luglio del 1944, ben prima della fine della seconda guerra mondiale, i rappresentanti di 44 paesi. Gli accordi che furono raggiunti in quella storica conferenza hanno fatto sì che il suo nome evochi gli anni di stabilità e progresso seguiti alla guerra. La storia di quegli accordi, però, è costellata di drammi, intrighi e rivalità che poco si conoscono, e che Benn Steil fa rivivere in modo vivido in questo libro. Accantonando l'immagine convenzionale secondo cui Bretton Woods fu il risultato di un'amabile collaborazione tra inglesi e americani, Steil mostra invece come la conferenza sia stata l'anello decisivo di un ben più ambizioso progetto geopolitico, messo a punto dal ministero del Tesoro degli Stati Uniti - durante la presidenza di Roosevelt - e teso a ridimensionare drasticamente il Regno Unito, considerato un rivale economico e politico. Al centro della vicenda si situano le due figure antitetiche di John Maynard Keynes, il grande economista inglese, e di Harry Dexter White, il tenace tecnocrate americano, ispirato al modello del self-made man. Utilizzando una massa impressionante di documenti d'archivio, Steil offre un ritratto della controversa figura di White, vero artefice della centralità del dollaro nel sistema monetario mondiale, che venne appunto sancita dagli accordi di Bretton Woods. Si scopre così che White fu - privatamente - un ammiratore dell'economia pianificata, e che intrattenne per molti anni rapporti clandestini con esponenti dello spionaggio sovietico. Prefazione di Pierluigi Ciocca.
34,00

Confini, movimenti, luoghi. Politiche e progetti per città e territori in transizione

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 298

Gli insediamenti urbani e territoriali stanno attraversando un periodo turbolento di cambiamenti materiali e immateriali, morfologici e sociali, tutti segnati da una progressiva erosione dei confini tra urbano e suburbano, tra centro e periferia, tra città e campagna, nonché da una crescente differenziazione (culturale, sociale, funzionale, simbolica) del territorio ex periferico che ha portato alla diffusione di stili di vita urbana a scala territoriale. Diventa doveroso quindi interrogarsi, e questo libro prova a farlo in un'articolata sequenza di saggi e contributi, sulle conseguenze della transizione in corso sulla forma e sul metabolismo dei territori e degli insediamenti urbani. Esistono ancora le città, secondo le modalità in cui siamo stati abituati tradizionalmente a definirle? Quale forma e quale metabolismo assumono i processi di urbanizzazione a scala regionale e planetaria? In che modo i cambiamenti climatici - e la ribellione della terra - agiscono sull'immenso lavoro di costruzione dei luoghi dell'abitare? Come continuare a garantire alle popolazioni il diritto alla città, al movimento, alla coesione sociale, alla giustizia spaziale? Come estendere questi diritti a tutti gli esseri viventi, anche oltre il perimetro delle esistenze umane? Come operare una ricostruzione decente dei luoghi di vita, in un processo di transizione che sta trasformando in profondità i sistemi insediativi? Il libro - che raccoglie i contributi della XXI Conferenza nazionale della Società italiana degli urbanisti - ruota intorno a questi interrogativi complessi, provando a suggerire progetti, strumenti di pianificazione e politiche di governo per le città e i territori in trasformazione, indicando, inoltre, alcune direzioni di cambiamento nel lavoro di progettisti, di pianificatori e di studiosi dell'urbano.
30,00

Il mio papà/La mia mamma

Anthony Browne

Libro: Copertina rigida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 56

La mia mamma poteva fare la ballerina oppure l'astronauta, poteva diventare una star del cinema o fare il capo. Ma invece fa la mia mamma. Lei è una supermamma. E mi fa ridere. Un sacco. Il mio papà è grande come una casa e tenero come il mio orsetto. È forte come un gorilla e felice come un ippopotamo. Col pallone ai piedi è fantastico. E mi fa ridere. Un sacco. Divertente e divertito, buffo e commovente, sognante e spontaneo è lo sguardo di ogni bambino o bambina che si posi sulla mamma e sul papà e che un grande autore racconta a colori in un libro spassoso - anzi due - dedicati a tutti i genitori. Mamma e papà sono gli eroi in vestaglia di queste pagine,alle prese con la vita di tutti i giorni. Grande o piccolo che sia,non c'è lettore che saprà resistere all'istinto di immedesimarsi, vuoi scivolando in quelle vestaglie a fiori o a scacchettoni, vuoi standosene a guardarle con gli occhi ingenui e schietti di quell'età che non conosce ancora altro innamoramento se non quello per mamma e papà. Ironiche e tenere, queste pagine da capovolgere e rigirare tra le mani diventano un gioco che tiene insieme grandi e piccoli (compresi quelli che non hanno mai smesso di esserlo). Età di lettura: da 5 anni.
16,00

Le grandi epidemie. Come difendersi. Tutto quello che dovreste sapere sui microbi

Barbara Gallavotti, Francesco M. Galassi

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 196

«Questo libro nasce dal desiderio di raccontare le malattie contagiose che minacciano la nostra specie, o perché si tratta di antichi nemici che ritornano, o perché in realtà sono sempre restati fra noi, o ancora perché dal "mondo invisibile" possono sempre emergere nuovi, devastanti agenti infettivi. Racconteremo come funzionano i vaccini e gli antibiotici, quali effetti collaterali possono davvero avere e come vengono "inventati" dai ricercatori. Perché, contrariamente agli eserciti, i microbi non firmano armistizi o capitolazioni: con loro la guerra è sempre all'ultimo sangue». Prefazione di Piero Angela.
14,00

L'età dei barbari. Giambattista Vico e il nostro tempo

Maria Donzelli

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 188

Il pensiero di Giambattista Vico è una pietra miliare sulla via di una riflessione della filosofia europea attorno all'idea di modernità. La sua Scienza nuova volle proclamare, alle soglie dell'Illuminismo, una discontinuità, una svolta, un aspro confronto con le filosofie a lui contemporanee, un recupero delle origini, un modo per fare i conti con la storia e con il presente, una consapevolezza del proprio tempo. Il libro ricostruisce l'intensità di queste interazioni tra il filosofo e il suo contesto. Il rapporto di Vico con Cartesio e il cartesianesimo ci conduce nel clima culturale della Napoli tra Seicento e Settecento, mentre il percorso dalla sagesse dei moderni al concetto di «sapienza» permette di collocare la proposta vichiana nello spazio filosofico europeo che in quel momento si va determinando. La riflessione sul corso della storia, tra storia delle nazioni e storia ideale eterna, rivela l'importanza dell'immaginazione e della corporeità nel rapporto imprescindibile tra le diverse culture dei popoli mediterranei, così potentemente cantate e rappresentate dall'epica di Omero. Ed è proprio il tema della modernità in Vico e della modernità di Vico al centro di questa indagine, ricca di implicazioni e di spunti di riflessione per i nostri tempi. La questione della «barbarie ritornata», frutto della degenerazione della ragione storica, e della crisi profonda che essa determina, si rivela così come il terreno più fertile per dialogare con Vico sul disagio della contemporaneità. Il testo dell'introduzione alla Scienza nuova, con la traduzione in italiano moderno a fronte, completa il volume, aiutando il lettore a entrare nelle complessità e nelle suggestioni del grande edificio teorico vichiano.
25,00

Storia intima della Grande guerra. Lettere, diari e memorie dei soldati dal fronte

Quinto Antonelli

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 309

Questo libro non è per noi. Siamo degli intrusi noi che oggi sbirciamo tra le lettere e i diari dei soldati. I loro testi erano infatti parte di una comunicazione intima, chiusa all'interno della cerchia famigliare. Se gli ufficiali colti, quando scrivono alla famiglia, scrivono un po' anche per i posteri, chi scrive queste pagine è per lo più un soldato subalterno (che prima di essere chiamato alla guerra faceva l'operaio, il contadino, l'artigiano), con l'unica ambizione di rivolgersi ai suoi famigliari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischia di interrompere: «Ti raccomando di scrivermi presto onde potermi rallegrare un poco, perché la mia vita di trincea è peggiore a quella dei nostri porci». Si tratta di una ricchissima documentazione (che quasi sempre si sottrae alle norme ortografiche e sintattiche, e per questo può sembrare ingovernabile) raccolta presso il Museo storico del Trentino, e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale: gli autori sono infatti «tutti» gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dell'Austria: trentini, giuliani, triestini.
24,00

I margini al centro. L'Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione

Giovanni Carrosio

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 167

La maggior parte degli osservatori ha guardato alla lunga crisi iniziata nel 2008 concentrandosi sulla sua matrice economico-finanziaria. Allo stesso tempo, le analisi e le proposte per uscire dalla crisi hanno coinvolto per lo più i centri dello sviluppo. Ma per capire ciò che sta avvenendo, sostiene Giovanni Carrosio, è necessario guardare alla crisi come a un intreccio di tre fenomeni, distinti ma interdipendenti: la crisi ambientale, la crisi fiscale dello Stato e la crisi migratoria. Esaminando questi fenomeni come correlati, lo sguardo si inverte, portando al centro ciò che generalmente è considerato marginale. Come ci suggeriscono le recenti vicende socio-politiche che hanno sovvertito lo scenario mondiale - dall'elezione di Trump alla Brexit e all'affermazione dei governi populisti in Europa -, coinvolgendo le aree rurali di tutto l'Occidente, i «margini» reagiscono ai profondi cambiamenti contemporanei incanalando il proprio malessere in una domanda di protezione sociale che assume spesso connotati populistici e regressivi. Tuttavia, nei margini si sviluppano anche risposte di natura opposta. Si cercano soluzioni, si praticano innovazioni che sconfinano rispetto ai percorsi che hanno dato origine alla crisi, incanalando sulla strada dell'emancipazione i modi di fare società su scala locale. Dai margini le contraddizioni sociali si possono vedere nella loro dimensione più radicale, e pertanto è lì che i fattori che danno origine e alimentano la crisi si vedono in modo più elementare e nitido. Questo loro posizionamento fa sì che i territori al margine si trovino in vantaggio rispetto alle aree metropolitane, ponendosi come portatori di istanze e nuovi modelli di sviluppo.
18,00

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