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Cierre Edizioni

Sovversive, ribelli e partigiane. Le donne vicentine tra fascismo e Resistenza (1922-1945)

Sonia Residori

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 384

Alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, le donne vicentine si prepararono silenziose, al fianco degli uomini, ad affrontare gli eventi bellici. Ma quella rassegnazione equivaleva a un'adesione? Tramite documenti d'archivio e fonti orali, l'autrice ricostruisce alcuni aspetti del rapporto tra il regime fascista e le donne vicentine: le dissidenti, schedate dagli apparati di polizia come pericolose e costantemente vigilate; le madri, mogli e figlie dei confinati politici, che, rimaste prive del sostegno maschile, dovettero far fronte a miseria e solitudine; le lavoratrici e le massaie, che furono il fulcro delle proteste contro il regime, in prima fila negli scioperi e nelle sollevazioni popolari. Infine, la ricerca affronta il tema delle scelte compiute dalle giovani donne che decisero di arruolarsi come volontarie nella Resistenza vicentina. Donne che non solo furono staffette, infermiere, cuoche, sarte e lavandaie, ma anche combattenti e dinamitarde, pagando un prezzo altissimo per la loro scelta in termini di sofferenze e umiliazioni, torture e sevizie, detenzione in carcere e deportazione nei campi di concentramento.
18,00

A-cca Foscari se vinse la regata!

Antonio Padovan

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 96

Nella Regata Storica di Venezia fino a quando non si taglia il traguardo, posto all'altezza del palazzo di Ca' Foscari, non si può dire di aver vinto. Anche la prima Regata Storica delle caorline, il 2 settembre 1951, si decise solamente sotto il Ponte di Rialto, già in vista dell'arrivo, per merito di un'abile manovra del poppiere del Cavallino che riuscì a superare il Burano, sempre in testa fino a quel momento. La vicenda viene ricostruita mettendo insieme le parole dei vincitori del Cavallino, ricche di emozione e di orgoglio per una vittoria così prestigiosa per un regatante, ma anche piene di modestia e stupore che qualcuno ancora ricordasse quella lontana impresa, resa possibile anche dal lavoro quotidiano con il remo. Dal racconto emerge il legame vitale che esisteva un tempo tra gli abitanti delle isole di Cavallino, Treporti e Lio Piccolo e la barca a remi, in particolare la caorlina, con cui gli ortolani di questi luoghi portavano al mercato veneziano di Rialto i loro prodotti. In sua memoria è nato il Palio Remiero delle Contrade di Cavallino-Treporti, che riserva il ruolo principale proprio alla regata su questa spettacolare barca a sei remi.
10,00

L'osteria del tempo fermo. Liberamente ispirato a «Osteria di confine» di Mario Rigoni Stern

Alessandro Anderloni

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 104

Un'osteria sull'antico confine tra il Veneto e il Tirolo. Siamo nel 1917, da tre anni la guerra tormenta le montagne. Sui vecchi tavoli di legno, nel tepore del camino, un minestrone caldo ha sfamato generazioni di mercanti, contrabbandieri e soldati. Borromeo, il figlio dell'ostessa Maria, mandato a combattere una guerra che non voleva, non ha più fatto ritorno. L'annuncio della sua morte è custodito nella lettera che la madre stringe al petto. Di notte, ad ascoltare il fuoco che racconta storie, popolano l'osteria i fantasmi di ufficiali e soldati, un cappellano militare, un onorevole interventista, una sposa e una madre, una crocerossina e una maestra elementare, il vecchio contrabbandiere Toni. Tra di loro anche Borromeo e la sua dolce Nina, in attesa che il tempo torni a muoversi e li lasci finalmente andare. Molti anni dopo arrivano due giovanissimi, alla ricerca di un passato lontano. Ma l'osteria è rimasta ferma a cento anni prima, e i fantasmi che la abitano sono imprigionati in un segreto mai svelato. Liberamente ispirato a un racconto di Mario Rigoni Stern, "L'Osteria del tempo fermo" narra l'ingiustizia e il dolore, il dovere e l'ostinazione di non dimenticare.
10,00

Per Clara Sereni. Scrittrice impura e sconfinante

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 164

Clara Sereni (1946-2018) ha proposto di sé un'immagine composita e in movimento, formata da parti differenti (ebrea, donna, esperta di handicap, utopista), con «sconfinamenti» continui fra l'una e l'altra. I suoi libri sono comparsi sulla scena letteraria mescolando generi, tradizioni, linguaggi, all'insegna di una sperimentazione non trasgressiva, di una peculiare forza di ascolto e comprensione delle ragioni dell'altro, acquisiti grazie allo sguardo rivolto alla propria storia e a quella della propria famiglia, con la ricerca di una scrittura tersa e nitida. I saggi raccolti in questo volume analizzano la figura, i testi, i temi e l'azione culturale di Clara Sereni, secondo una pluralità di prospettive (linguistico-stilistiche, filologico-editoriali, narratologiche, storico-sociali), mettendo pienamente in luce la complessità e attualità di una scrittrice per la quale il lavoro letterario non è fine a se stesso, compiacimento individuale, ma è volto sempre a tessere una relazione propositiva con i propri lettori.
12,00

Arti e mestieri sull'Adige dalle Valli tirolesi all'Adriatico

Giannantonio Conati

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 448

Le attività lavorative che venivano svolte un tempo sull'Adige e lungo le sue rive rappresentavano componenti fondamentali di un mondo diversificato e operoso conservatosi fino ad alcune decine di anni fa. Il fiume, via di comunicazione fin dai secoli più lontani, rappresentava una fonte primaria di lavoro e prosperità e lungo le sue rive venivano svolte operazioni di ogni tipo. Insieme ai barcaioli e agli zattieri, ai mugnai e ai pescatori, svolgevano i loro compiti tanti altri artigiani e addetti alle mansioni più disparate: tintori, follatori, cavatori di sabbia e ghiaia, maestri d'ascia che costruivano barche e chiatte, carrettieri, facchini, traghettatori e persone che frequentavano le rive per svolgere faccende quotidiane oggi svolte con le moderne attrezzature. Di tutto questo insieme di operosità che caratterizzava l'Adige per gran parte del suo corso, dalle valli alpine alla foce, si fa fatica, ora, ad individuare anche i deboli segni che lo ricordano. Il volume ha il merito di riportare alla luce in modo ampio e approfondito questo mondo scomparso, forte di elementi ambientali e antropologici e parte integrante della storia e cultura materiale atesine.
29,90

La Falcadina ovvero la sifilide degli innocenti. Un'epidemia dimenticata tra Settecento e Ottocento

Toni Sirena

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 80

Tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento Veneto e Friuli, e soprattutto la provincia di Belluno, furono colpiti da una epidemia di sifilide, oggi ormai dimenticata. Durò per circa 40 anni ma solo dopo tre decenni dalla sua comparsa (e molte centinaia di morti) furono messi in campo i primi interventi pubblici per arginarla, grazie ad un sifilicomio allestito ad Agordo (Belluno) da un medico del posto, Giuseppe Vallenzasca. Il contagio proveniva dai territori ottomani ed era entrato per due vie: dalla Dalmazia verso Venezia e poi la valle Agordina e da Fiume a Falcade (di qui il nome di Falcadina); una terza direttrice interessò direttamente il Friuli. Il libro ricostruisce quelle lontane vicende attraverso i resoconti dell'epoca, le conoscenze e i dibattiti medici (non si conosceva ancora il batterio del "Treponema pallidum"), le terapie, l'ambiente sociale, i "pazienti zero", le modalità del contagio non sempre trasmesso per via sessuale, le strategie pubbliche messe in campo nel Bellunese e a Fiume. Con alcune digressioni nella letteratura.
10,00

Ci chiamavano macaroni traditori. Diario di guerra e di prigionia 1940-1945

Spartaco Casarotto

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

Spartaco nasce nel 1919, in pieno Biennio Rosso. Fosse nato un paio di anni dopo, se lo sarebbe sognato un nome così. Si becca in pieno tutta l'istruzione fascista, fino alla seconda magistrale, che peraltro gli servirà per imboscarsi in fureria quando, nel marzo del '40, va sotto le armi. È lì che lo scova la guerra. A Natale del '41 parte da Vicenza per la Croazia «quasi contento perché stanco della vita ormai monotona del distretto». Da ora in avanti ha poco da annoiarsi: 18 mesi di dura repressione dei partigiani jugoslavi, 19 nel lager di Blumenthal. Gli resta il gusto della scrittura. Scrive a casa qualcosa come 327 lettere, e tiene un diario, straordinario, perché Spartaco sa scrivere. Racconta in modo leggero e immediato gli avvenimenti, le emozioni e i pensieri che si agitano nella sua e nelle teste dei commilitoni. Ne vien fuori una storia tragica e sorprendente perché tocchi con mano la nefasta banalità del male, ma ne emerge altresì la sconcertante banalità del bene, come osservò Deaglio che, intervistando Perlasca, giusto tra le nazioni per aver salvato migliaia di ebrei, si sente rispondere: «perché lei, al posto mio, non avrebbe fatto altrettanto?».
14,00

Don Carlo Signorato. Il cappellano dei forti veronesi: 1943-1945

Salvatore Emanuele Passaro

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

Tra il 1943 e il 1945 Verona, perno della Rsi e dell'occupazione nazista, diventa un arcipelago di luoghi di detenzione in cui sono rinchiusi migliaia di perseguitati politici, militari, donne, sacerdoti e chiunque sia sospettato di sostenere i partigiani. Don Carlo Signorato è il cappellano delle prigioni nei forti San Leonardo, San Mattia, Santa Sofia, Procolo. Su incarico del vescovo Girolamo Cardinale si prodiga per aiutare i reclusi, coordinando un'organizzazione che coinvolge l'industriale Attilio Rossi. Il sacerdote attiva un'opera umanitaria fruttuosissima: al sabato confessa e alla domenica distribuisce e raccoglie biglietti e lettere durante la messa. La rete di aiuti si espande poi oltre la città scaligera, per i deportati trasferiti nel campo di transito di Bolzano. Dopo 75 anni di silenzio l'Archivio storico diocesano e quello parrocchiale dei Santi Apostoli restituiscono il carteggio di don Signorato, le lettere dei condannati a morte e un registro tedesco che riporta i nomi e le date di permanenza di circa duemila reclusi solo per il 1945. Ma, soprattutto, il prezioso ruolo di un sacerdote che ha significato conforto e salvezza per tanti antifascisti.
18,00

Fiabe di primavera

Maria Paola Asson

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 116

Questo libro raccoglie una selezione di fiabe e leggende della tradizione di vari paesi e di fiabe d'autore, antiche, classiche e moderne. Sono il frutto di un lavoro di ricerca, traduzione e rielaborazione, per rendere questo prezioso patrimonio fruibile al pubblico di oggi in un linguaggio semplice e scorrevole. Sono tutte legate al tema della primavera e al succedersi delle stagioni nel loro ciclo di vita, morte e rinascita. Fiabe che hanno il profumo della Terra ancora gelata che si scioglie pian piano sotto i primi raggi di sole tiepido. Fiabe che ci fanno assaporare la magia, il fascino e il mistero della vita che si risveglia a primavera, con la sua esplosione di colori, di energia, gioia e bellezza, di suoni, canti e rumori. Storie per grandi e piccini, per bambini che leggono da soli ma anche per genitori, nonni, zii, insegnanti che amano leggere o raccontare storie ai loro bambini. Età di lettura: da 6 anni.
16,00

Il palazzo delle Poste a Verona

Francesco Pitondo

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 150

La zona della attuale piazza Viviani a Verona, dietro piazza Erbe, fu uno de pochi spazi pubblici cittadini trasformati radicalmente nel primo Novecento. Per decisione dell'Amministrazione fascista del tempo, e contro il parere di studiosi e uomini di cultura veronesi (in particolare dell'Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere), furono qui sventrati gli edifici di epoca medievale e l'orto botanico scaligero, per costruire il nuovo palazzo delle Poste e Telegrafi. L'incarico di redigere il progetto fu affidato nel 1919 a Ettore Fagiuoli, architetto ormai affermato in città, che riuscì a inserirlo in modo armonico nel contesto urbano. Questo volume, oltre a dedicare una particolare attenzione alla biografia del Fagiuoli, ricostruisce le vicende dell'edificio, a lungo utilizzato come spazio pubblico dai cittadini veronesi e oggi convertito in residenze private.
11,50

Ruskin e l'Italia, l'Italia e Ruskin

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

Dell'Italia, intesa come realtà geografica e storica, ma anche come "Paese dell'anima", John Ruskin (1819-1900) è stato certamente uno dei più profondi conoscitori e indagatori. I saggi raccolti in questo libro affrontano soprattutto la sua relazione con il Veneto, in una prospettiva interdisciplinare che tiene insieme argomenti come la narrazione di viaggio, la scoperta della pittura di Tintoretto, la discussione sul restauro dei monumenti, aprendosi inoltre al tema, non meno stimolante, dell'influsso esercitato a sua volta da Ruskin sulla cultura italiana (qui, in particolare, su scrittori del Novecento quali Buzzati e Calvino). Il volume è un invito a seguire, attraverso le opere e i diari di Ruskin, i suoi itinerari tra Verona e Venezia, luoghi cardine di un'Italia «infinitamente benedetta e infinitamente desolata».
12,00

Schei in fumo. Il rogo della finanza veronese

Ivano Palmieri

Libro: Copertina morbida

editore: Cierre Edizioni

anno edizione: 2021

pagine: 248

Schei! Così Gian Antonio Stella intitolava un famoso ritratto del Veneto degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, cuore di un Nordest proiettato verso lo sviluppo cavalcando iniziativa imprenditoriale, visione di mercato, ma anche egoismo e avidità. Con gli schei, i soldi, come mezzo e fine, motore e valore-guida. Negli anni Duemila abbiamo però assistito al declino: gli schei erano finiti. Ma finiti dove? E come? Questo libro vuole dare una risposta relativa al settore della finanza bancaria e assicurativa nell'area di Verona. La piazza finanziaria della città scaligera era tra le più importanti d'Italia, e gli schei erano tanti. Poi, nell'ultimo ventennio, Verona ha perso la direzione di due banche importanti, Cassa di Risparmio e Banca Popolare. Un altro duro colpo è venuto dalle ingenti perdite patrimoniali della Fondazione Cariverona. Nel frattempo, i titoli azionari della Popolare e di Cattolica assicurazioni andavano incontro a perdite rovinose, svuotando le tasche a migliaia di risparmiatori. Non un declino: un rogo. E la città? È rimasta in silenzio. Un silenzio che qui si vuole rompere attraverso un'analisi rigorosa e dettagliata. Introduzione di Francesco Rossi.
16,00

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