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Astrolabio Ubaldini

Ascoltare. Nuovi strumenti per diventare buoni genitori

Patty Wipfler, Tosha Schore

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 336

“Hand in hand” è un’espressione usata nella lingua inglese per indicare che due persone o due cose sono in un collegamento o in un contatto molto stretto tra loro. Hand in Hand Parenting è il nome che Patty Wipfler ha dato a una metodologia di ascolto incentrata sull’obiettivo di rinforzare i genitori e di sostenere i loro naturali processi di recupero e guarigione emotiva dallo stress che può sopraffare le forze di una famiglia in difficoltà. Questo metodo insegna ad ascoltare in un modo molto specifico e mira a stabilire o rinsaldare un profondo contatto emotivo tra il genitore e il figlio, fornendo l’importante opportunità per entrambi di esprimere le emozioni e gli stati d’animo come pratica terapeutica. L’applicazione concreta del metodo, basato su quarant’anni di lavoro con bambini e famiglie, attuabile con adolescenti di tutte le età, è mostrata attraverso numerosi esempi, storie che provengono da genitori di ogni parte del mondo e appartenenti a culture molto diverse tra loro. Le ricerche recenti nel campo delle neuroscienze, della psicoterapia e della teoria dell’attaccamento confermano che il rapporto emotivo profondo durante l’infanzia e oltre è il fattore fondamentale per prevenire l’emergenza dei problemi più devastanti, sia di salute, sia sociali, che affliggono le famiglie, compresa la violenza, il consumo di droghe e in genere ogni forma di dipendenza. Nei gruppi di sostegno, formati da genitori capaci di ascoltarsi l’un l’altro, il legame e la solidarietà che gli adulti riescono a stabilire durante gli scambi di ascolto con altri genitori che usano lo stesso metodo costituisce una rete di aiuto reciproco decisiva per superare i problemi e le crisi che ogni famiglia è destinata ad attraversare.
29,00

La riparazione dentro e fuori la stanza di analisi

Maria Adelaide Lupinacci, Nicolino Rossi, Irene Ruggiero

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 268

Nato dall’esplorazione e dalla comprensione della psiche individuale, e alla psiche individuale a lungo limitato sul piano terapeutico, il concetto di riparazione appare più esteso e ubiquitario di quanto sia stato a volte riconosciuto, perché l’acquisizione della consapevolezza del danno e il bisogno di riparare è un processo che parte dall’individuo ma lo travalica, e nella società costituisce la base di un’etica del vivere comune. È dunque un concetto che come una sonda riesce a esplorare la contemporaneità, tanto nei suoi aspetti disfunzionali quanto nella sua potenzialità creativa, e che dallo studio dell’analista si apre alla sala che ospita il gruppo e alle piazze che accolgono i sopravvissuti alle catastrofi collettive. Con la sua struttura che dal particolare giunge all’universale questo volume si propone dunque di ampliare progressivamente il campo di osservazione. La Prima parte è dedicata alla ripresa e all’approfondimento nell’area dell’interiorità personale, compresa la persona dell’analista, del concetto di riparazione applicato al lavoro analitico nel setting individuale classico. La Seconda parte si muove allargando il campo di osservazione ed è dedicata al lavoro con i bambini, le coppie e i gruppi, in una riflessione coerente con il pensiero psicoanalitico contemporaneo. Nella Terza parte si affrontano le grandi aggregazioni sociali, contesti nei quali non solo si realizza la benefica e vitale spinta innata all’affiliazione, al bisogno di relazione e di reciproco sostegno e regolazione, ma si manifestano anche le pulsioni più violente e distruttive nei confronti di singoli individui, gruppi ma anche del mondo animale e della natura. Gli autori dei contributi che compongono questo volume sono: Carole Beebe Tarantelli, Sara Boffito, Stefano Bolognini, Fabio Castriota, Laura Colombi, Giorgio Corrente, Anna Ferruta, Alessandro Garella, Maria Adelaide Lupinacci, Luisa Masina, Franca Meotti, Nicolino Rossi, Irene Ruggiero, Giuseppe Stanziano, Giulio Cesare Zavattini.
22,00
Una mente in frammenti. Origini e cura del disturbo da deficit di attenzione

Una mente in frammenti. Origini e cura del disturbo da deficit di attenzione

Gabor Maté

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 312

Chi soffre di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADD o ADHD) si confronta quotidianamente con una realtà di sofferenza emotiva. Ciò non esclude la capacità di provare gioia e vivere la bellezza, ma implica la necessità di comprendere e accogliere il dolore, impegnandosi in un processo di guarigione che è principalmente cura di sé. Gabor Maté parla al lettore con la triplice voce di medico, di persona con una diagnosi di ADD e di padre di figli con ADD. Quella che propone è una visione complessa della natura del disturbo, che tiene conto dell’influenza reciproca di ambiente ed ereditarietà nella neurofisiologia del bambino durante i primi anni di vita, cruciali per lo sviluppo cerebrale e della personalità. La cura del disturbo da deficit di attenzione implica una riflessione profonda sui fattori di tensione familiare e sociale a cui è esposto il bambino, e di cui spesso i genitori stessi non sono pienamente consapevoli. In una società frenetica e frammentaria, si diviene presto assuefatti a uno stato di tensione che viene percepito come la normalità. Il bambino che sviluppa ADD tende a essere altamente sensibile e ad assorbire con grande facilità i fattori di stress ambientale, reagendo con quelle che sono le caratteristiche principali del disturbo: distraibilità, scarso controllo degli impulsi e iperattività. La potenziale utilità dei farmaci nel trattamento dell’ADD è indubbia, ma ne viene messa in discussione la modalità di impiego. In ogni caso, quella che possono offrire i farmaci è una risposta parziale, che non dovrebbe essere disgiunta da un profondo percorso di conoscenza di sé volto a recuperare una condizione di integrità. Nelle sette parti che compongono il volume, Maté descrive la natura del disturbo da deficit di attenzione e iperattività e ne indaga le origini, per poi affrontare il tema del processo terapeutico. Acquisire maggiore consapevolezza delle modalità con cui la relazione genitore-bambino può promuovere lo sviluppo emotivo e cognitivo è fondamentale, e può essere d’aiuto tanto ai bambini quanto agli adulti. Rivolto a tutti coloro che si relazionano con persone che presentano un disturbo da deficit di attenzione (in ambito medico, terapeutico o didattico), il testo offre anche agli adulti con una diagnosi di ADD, e ai genitori di bambini che ne soffrono, strumenti essenziali per farsi un’idea più ampia di questo disturbo di difficile comprensione.
32,00
L'arte di trasformare la mente. La pratica tibetana del lojong

L'arte di trasformare la mente. La pratica tibetana del lojong

B. Alan Wallace

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2024

pagine: 264

Questa nuova edizione del Buddhismo come atteggiamento mentale è stata completamente rivista ed è stata ampliata dall’autore con la traduzione dal tibetano di tre brevi testi di Atisa. La vera natura della realtà, secondo una classica metafora buddhista, è simile a quella dell’arcobaleno: quanto più la si esamina da vicino, tanto più svanisce alla vista. I fenomeni, nell’ipotesi buddhista, non esistono in modo oggettivo e indipendente dalle nostre percezioni: c’è in essi una componente soggettiva senza la quale non esisterebbero. Una simile affermazione scuote le fondamenta stesse della visione occidentale della realtà. La pratica del lojong, che come ogni insegnamento buddhista si basa su questa concezione, è fondata su una serie di aforismi che costituiscono un vero e proprio ‘allenamento dell’atteggiamento mentale’ (da lo, che significa ‘atteggiamento, mente’, e jong, ‘allenare, purificare’). Insegnato dal saggio Atisa mille anni fa, l’Allenamento mentale in sette punti è contestualizzato da Wallace nell’ambito del mondo occidentale, risultando così del tutto attuale anche nel XXI secolo. Per non essere trascinati da problemi, angosce, fugaci desideri e frustrazioni della vita quotidiana sorge la necessità di ‘riallineare’ i nostri atteggiamenti, così come si ‘riallinea’ una spina dorsale storta. Il lojong costituisce in tal modo una sorta di breviario quotidiano da applicare concretamente in ogni situazione della vita, per trasformare ogni esperienza, positiva o negativa, in uno strumento di evoluzione spirituale. A proposito dell’allenamento mentale, Sua Santità il Dalai Lama ha affermato: “Questa pratica è tenuta in grande considerazione in Tibet, e nel corso dei secoli è stata commentata dai maestri di tutti i lignaggi. Essa racchiude l’essenza del buddhismo tibetano. Le tecniche semplici ma efficaci per allenare la mente a sviluppare l’attenzione per gli altri e a trasformare le avversità in vantaggio sono diventate di fatto parte dello spirito tibetano”.
22,00
Guerra. Può finire il conflitto? Sul conflitto

Guerra. Può finire il conflitto? Sul conflitto

Jiddu Krishnamurti

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 212

“Siamo noi i responsabili, ognuno di noi, della guerra. La guerra è il prodotto finale della nostra vita quotidiana, è causata dai nostri pensieri, sentimenti e atti quotidiani. Proiettiamo ciò che siamo nei nostri rapporti lavorativi, sociali, religiosi; come noi siamo, così è il mondo”. Con queste parole, nel giugno del 1945, Krishnamurti si rivolgeva al pubblico di Ojai, mettendo in luce le cause dei conflitti più sanguinosi e distruttivi tra gli esseri umani. Attraverso l’attenta osservazione e l’esame interiore, Krishnamurti rileva la difficoltà umana di comprendere come l’azione guidata dal pensiero, che è necessariamente fondato sulle esperienze passate e sulla memoria selettiva, è sempre destinata a causare conflitti nelle relazioni, sia tra due persone sia, in scala più grande, tra gruppi di individui che definiamo ‘nazioni’. In modo evidente viviamo in un mondo che non ha pace. La politica, la gerarchia cristiana, gli hindu, i buddhisti e i musulmani parlano di pace, ma di fatto non c’è. I governi, le guide religiose, i movimenti per la pace non sono stati in grado di portare unità e pace. È dunque ancora possibile usare questa parola? In quali modi può realmente aver inizio uno stato di pace? Krishnamurti indica che soltanto la pace della mente, in ognuno di noi, può segnare la fine di ogni conflitto. È questa l’unica pace, autentica, possibile, non soltanto in noi stessi ma anche con chi ci è vicino e con il mondo, con l’ambiente, con la natura. È una pace che affonda le sue radici in profondità, che è incrollabile, non superficiale e passeggera. E inevitabilmente si riverbera nel mondo esterno. I due testi qui presentati raccolgono i discorsi pubblici sul tema del conflitto tenuti dall’autore in diverse parti del mondo nell’arco di quarant’anni, e anche numerosi dialoghi in forma di domande e risposte a singoli interlocutori, caratterizzati da una più disinvolta informalità che Krishnamurti particolarmente apprezzava. Introduzione a "Può finire il conflitto?" di David Skitt.
19,00
La mente affettiva. Neuroetologia dell’emozione, dell’immaginazione e della coscienza

La mente affettiva. Neuroetologia dell’emozione, dell’immaginazione e della coscienza

Antonio Alcaro

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 216

A partire dall’osservazione del comportamento animale, la neuroetologia indaga le basi cerebrali delle tendenze istintive che animano la mente umana. Contrariamente all’opinione comune, gli istinti non agiscono come ciechi automatismi, ma come ‘vettori di consapevolezza e intenzionalità’ che si attivano nelle aree neuronali più profonde e influenzano l’attività di tutto il cervello. Gli ‘istinti consapevoli’ sono propriamente gli affetti, cioè le disposizioni non apprese da cui ha origine qualsiasi forma di attività psichica, tanto inconscia quanto cosciente. Essi esprimono l’intrinseca qualità soggettiva di ogni esperienza e svolgono un’essenziale funzione integrativa per la vita mentale. La prospettiva psico-archeologica sviluppatasi in seguito alle ricerche di Panksepp radica le funzioni più evolute della mente umana all’interno di due livelli neuropsichici arcaici. Il primo e più antico di questi livelli, la protomente affettiva, esprime gli stati affettivo-emotivi di base (come la fame, la rabbia, la paura, la gioia, eccetera). Il secondo di tali livelli, la mente ideativa, è dotato della facoltà di immaginare, cioè di dar vita a rappresentazioni noetiche costruite intorno a temi affettivi dominanti. Le funzioni affettiva e ideativa sono fuse insieme in un nucleo dinamico di attività che si sviluppa nella connessione tra strutture sottocorticali e corticali mediali. Il flusso ideo-affettivo genera pensieri, immagini e ricordi dotati di particolari tonalità affettive che si organizzano nei complessi della personalità. La salute mentale dipende dalla capacità integrativa del flusso ideo-affettivo. Purtroppo, quando le tendenze più spontanee della personalità individuale non trovano un ambiente socio-relazionale idoneo, possono determinarsi compromessi malsani. Nello specifico, i disturbi mentali emergono da una ridotta flessibilità e tonicità della funzione ideo-affettiva a causa di blocchi emotivi, conflitti irrisolti e di un disarmonico rapporto tra gli strati evolutivi della mente. Un testo di grande interesse nell’ambito della psicologia clinica, cui le ricerche neuroscientifiche offrono strumenti sempre più evoluti per comprendere meglio la natura e il funzionamento di disturbi mentali e sintomi psicopatologici.
18,00
Libertà dal dolore. Come il corpo può trasformare la sofferenza

Libertà dal dolore. Come il corpo può trasformare la sofferenza

Peter A. Levine, Maggie Phillips

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 192

Non si può guarire in modo efficace dal dolore e dalla sofferenza, che sia di tipo fisico, emotivo o spirituale, se il corpo non viene coinvolto e messo al centro del processo di guarigione. È la convinzione alla base del Somatic Experiencing (SE), il metodo che ha come obiettivo il superamento degli effetti che il trauma lascia sull’individuo, elaborato da Peter Levine e ormai diffuso in tutto il mondo. Perché soffriamo? Ma soprattutto, come comprendere se un dolore ‘normale’, ‘necessario’, è diventato un dolore ‘cronico’, una sofferenza che rimane incastonata nel corpo senza riuscire a essere elaborata e trasformata? Nella prospettiva del Somatic Experiencing, il trauma non risiede nell’evento esterno che induce dolore fisico o emotivo, ma si genera quando non siamo in grado di liberare le energie bloccate e di attraversare tutte le nostre reazioni fisico-emotive all’esperienza: non è dunque un fenomeno solo psicologico, ma una complessa reazione psico-neuro-fisiologica. Proprio all’innata capacità di autoregolazione del corpo gli autori si rivolgono con il programma Freedom from Pain (“Libertà dal dolore”): un percorso terapeutico di esercizi pratici, inseriti con chiarezza all’interno della dimensione teorica, che intende guidare il lettore verso il recupero della propria innata capacità di gestione e comprensione della sofferenza e degli schemi che la governano. Attraverso strategie di consapevolezza corporea per affrontare dissociazione, ansia, paura, panico e rabbia è possibile imparare a regolare i propri stati emotivi e fisici, creando le condizioni per un’alleanza feconda tra mente, emozioni e consapevolezza spirituale. L’ultima tappa del percorso è l’esplorazione della possibilità del dolore stesso di diventare strumento di risveglio, tramite l’attivazione nel sistema nervoso di un processo di ‘guarigione continua’ che porta a una riconnessione con il proprio sé profondo.
20,00
I Mahasiddha. La vita degli ottantaquattro saggi dell'India

I Mahasiddha. La vita degli ottantaquattro saggi dell'India

Abhayadatta

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 224

Nell’epoca in cui si diffusero gli insegnamenti del Buddha denominati Grande Veicolo vissero in India molti maestri straordinari, in sanscrito mahāsiddha, o ‘grandi esseri perfetti’, che avevano conseguito le siddhi, o ‘perfezioni’. In questo testo, composto originariamente da Abhayadatta nel XII secolo dell’era cristiana e poi tradotto in tibetano da Meundrup Shérab, è narrata la loro vita: sono rnam thar, letteralmente ‘liberazioni perfette’, racconti che mirano a mostrare come un essere si è liberato e a incoraggiare il lettore a seguire lo stesso cammino. Non si tratta dunque di agiografie, né tantomeno di documenti storici, ma di una tradizione vivente di testi il cui scopo è mostrare come liberarsi dallo smarrimento e dalla sofferenza. La maggior parte dei racconti descrive esseri ai quali un bel giorno viene suggerito un nuovo atteggiamento possibile di fronte all’ingiustizia, al dolore, al disagio o alle contraddizioni da cui la mente è soggiogata. I racconti suggeriscono anche come, una volta effettuato un simile cambio di atteggiamento, quel che sembrava difficile si riveli meno complicato di quanto si credeva. Camaripa continua a cucire le sue calzature, Thaganapa a mentire, Ajokipa a rimanere sdraiato, Vīnapa a suonare. Anche quando ci si prefigge un compito tanto vasto quanto può essere quello di pervenire al Risveglio, tutto riconduce sempre al momento presente, alla disposizione mentale di ogni istante; alla decisione, qui e ora, di adottare un atteggiamento positivo e di reagire in modo sano. Avvenimenti esterni, spesso disturbanti e persino crudeli, vengono in sciami a turbare la nostra esistenza, ma l’effetto che producono dipende in gran parte dal nostro atteggiamento interiore. È in questo senso che, secondo l’insegnamento del Buddha, tutto dipende dalle nostre aspirazioni.
18,00
Essere. Essere consapevoli di essere coscienti Essere «io»

Essere. Essere consapevoli di essere coscienti Essere «io»

Rupert Spira

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 174

La convinzione che la felicità dipenda da ciò che ci accade intorno, da ciò che vediamo oggettivamente nel mondo, è molto radicata. Non è del tutto priva di fondamento, perché ogni volta che riusciamo a ottenere un oggetto del desiderio o a evitare una situazione spiacevole sperimentiamo un instante di felicità. Tuttavia, non appena l’oggetto, l’attività, la relazione perdono forza o scompaiono, o quando la situazione che cercavamo di evitare si ripresenta, la felicità svanisce e la sofferenza o insoddisfazione di fondo riemerge. Così ci mettiamo di nuovo alla ricerca di qualche forma di esperienza oggettiva che riteniamo gradevole, diventando dipendenti da un ciclo senza fine di mancanza, ricerca e soddisfazione temporanea. Quando però ci si accorge che l’esperienza oggettiva non riesce a portare con sé una pace e una felicità durature, rimane una possibilità: far sì che la mente si rivolga su se stessa e indaghi la propria natura essenziale. È il ‘sentiero rivolto all’interno’, che alcune tradizioni spirituali chiamano ‘il ricordo del sé’, ‘l’indagine del sé’, ‘il dimorare nel sé’ o ‘la via della resa di sé’. Le brevi contemplazioni qui contenute, originariamente espresse a voce e intervallate da lunghi silenzi per dare il tempo agli ascoltatori di assimilarle nella loro esperienza, sono basate sugli insegnamenti della tradizione indiana dell’Advaita Vedanta. Loro intento è guidare il lettore al riconoscimento della propria natura essenziale, di là da ogni esperienza oggettiva e da ogni percezione, sentimento o pensiero, per attingere il sé più profondo, la nostra vera natura di coscienza a cui appartengono già, in essenza, la felicità, l’illuminazione e la pace. Conoscere la propria vera natura di pura coscienza è la guarigione ultima.
17,00
Scienza e filosofia nei classici buddhisti indiani. Volume Vol. 2

Scienza e filosofia nei classici buddhisti indiani. Volume Vol. 2

Gyatso Tenzin (Dalai Lama)

Libro: Libro rilegato

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 526

Il secondo volume della serie concepita e redatta sotto la supervisione di Sua Santità il Dalai Lama, un’opera in quattro volumi che costituisce un compendio delle indagini scientifiche e filosofiche del buddhismo indiano sulla natura della realtà, prende in esame la scienza della mente. Il lettore è dapprima introdotto alle peculiari concezioni della mente e della coscienza nel buddhismo: la mente come un continuum di momenti mentali, in cui ogni momento sorge dal precedente in modo causale e a sua volta agisce come causa del momento successivo; le sei categorie di coscienza, cinque coscienze sensoriali e la coscienza mentale. Poi la presentazione tradizionale dei fenomeni mentali: l’analisi dei fattori mentali contenuta nei testi dell’Abhidharma, nella seconda parte del volume, assume particolare rilevanza per la psicologia e le neuroscienze contemporanee, e per quanti siano interessati a comprendere meglio le pratiche complementari di derivazione buddhista quali la mindfulness e l’addestramento alla compassione. Si passa poi all’epistemologia buddhista (pramāṇa), soprattutto quella sviluppata da Dignāga e Dharmakīrti, e alla prospettiva dei tantra buddhisti, secondo cui mente e corpo sono non duali, con i suoi livelli sottili di coscienza collegati alle energie sottili o ‘venti’ che scorrono lungo alcuni canali all’interno del corpo umano. Nell’ultima parte è esposta la cosiddetta ‘scienza contemplativa buddhista’, la psicologia alla base della meditazione con le teorie e i metodi dell’addestramento mentale, che comprendono la meditazione del calmo dimorare (śamatha), la meditazione di visione speciale (vipaśyanā) e la coltivazione della gentilezza amorevole e della compassione. Il volume raccoglie passi scelti da alcuni dei più grandi pensatori buddhisti indiani, come Asaṅga, Vasubandhu, Nāgārjuna, Dignāga e Dharmakīrti, e per fornire un contesto ai lettori occidentali, ogni parte del volume è introdotta da un saggio di John D. Dunne, professore di Filosofia buddhista e pratica contemplativa all’Università del Wisconsin. I saggi stabiliscono una connessione tra il materiale degli antichi filosofi indiani e i loro paralleli occidentali, entrando a pieno titolo nel dibattito contemporaneo.
39,00
Il mito della normalità. Trauma, malattia e guarigione in una cultura tossica

Il mito della normalità. Trauma, malattia e guarigione in una cultura tossica

Gabor Maté

Libro: Libro rilegato

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 494

Dietro all’epidemia di disturbi cronici, mentali e fisici, si cela qualcosa che non va nella nostra cultura. Questa anomalia causa dei ‘punti ciechi’ ideologici, che impediscono di vedere con chiarezza la situazione in cui ci troviamo, e rendono difficile modificarla. Per via di questi punti oscuri, molto diffusi nella cultura in generale, ma tragicamente endemici soprattutto nella professione medica, si tende a ignorare le connessioni tra la salute e la sfera socioemotiva. In altri termini, le malattie croniche, siano esse mentali o fisiche, non rappresentano un semplice ‘problema tecnico’, ma sono una funzione o una caratteristica di come vanno le cose; sono una conseguenza di come viviamo e non una misteriosa aberrazione. Che la vita sociale incida sulla salute non è certo una novità, ma riconoscere quest’aspetto è oggi urgente più che mai. Stress galoppante, disuguaglianze e catastrofe climatica alle porte sono solo alcuni segnali di ammonimento: il nostro concetto di benessere deve modificarsi, passando dalla sfera individuale a quella globale. L’attuale paradigma medico, a causa di un’evidente distorsione scientifica più simile per certi versi a un’ideologia che alla conoscenza empirica, commette un duplice errore: riduce eventi complessi alla loro biologia, e separa la mente dal corpo, preoccupandosi quasi esclusivamente dell’una o dell’altro, e ignorandone l’essenziale unità. Prendendo in considerazione con obiettività gli aspetti collegati alla salute e alla malattia che la società ha ‘normalizzato’, sarà evidente che le cose non sono fatalmente destinate ad andare così; ci verrà offerta la possibilità di riconquistare quanto la natura aveva stabilito per noi e dunque ritornare a uno stato di integrità, cioè guarire. Non c’è nulla di miracoloso, solo il riconoscimento che ciascun essere umano reca in sé inimmaginabili possibilità di benessere, che si rivelano soltanto quando si riesce ad affrontare e sfatare i fuorvianti miti sulla normalità a cui ci siamo passivamente abituati.
40,00
La sintesi dello yoga. Volume Vol. 2

La sintesi dello yoga. Volume Vol. 2

Aurobindo (sri)

Libro: Libro in brossura

editore: Astrolabio Ubaldini

anno edizione: 2023

pagine: 312

In occasione del 150° anniversario della nascita di Sri Aurobindo vede la luce una nuova traduzione in tre volumi del suo capolavoro, condotta sull’ultima edizione inglese delle opere complete, “Collected Works of Sri Aurobindo” (CWSA). Grazie al lavoro degli archivisti dell’Ashram di Pondicherry, molti refusi sono stati corretti e varie revisioni autografe ritrovate tra i manoscritti sono state vagliate e incorporate, finché si è giunti a un testo critico che può considerarsi definitivo. Questo secondo volume della nuova edizione contiene la seconda e la terza parte dell’opera, rispettivamente intitolate “Lo yoga della conoscenza integrale” e “Lo yoga dell’amore divino”. Per Aurobindo l’unica conoscenza che può definirsi tale è la conoscenza ultima, e tutta la sua trattazione è volta a indicare all’anima individuale la via verso la conoscenza unitiva con Quello, il sé universale. “Come obiettivo primario della nostra conoscenza”, scrive, “dobbiamo riconoscere la realizzazione del sé supremo in noi stessi, più che negli altri o quale Signore della natura o come il tutto; la priorità assoluta dell’individuo, infatti, è arrivare alla verità suprema del proprio essere, mettere ordine in se stesso, chiarire le proprie confusioni, riconoscere le proprie false identificazioni, arrivare alla vera concentrazione e alla vera purezza di quella verità in modo da conoscerne la sorgente e raggiungerla”. Il sé, che coincide con il Signore e con il brahman, è ciò che bisogna conoscere per conseguire l’unità con esso e per vivere immersi in questa unità. Lo yoga della conoscenza integrale si spinge poi oltre: il suo punto di arrivo è trasfondere la luce ricevuta dallo spirito nel regno della materia, del corpo, che diventa un veicolo perfetto per la manifestazione della coscienza, della forza e della gioia del Divino, generando così la condizione più alta dell’esistenza e dell’attività su questa terra. Questa conoscenza autentica stabilisce una connessione diretta con l’amore, poiché “la perfetta conoscenza conduce all’amore perfetto e la conoscenza integrale conduce a una ricchezza infinitamente varia e completa dell’amore”. L’amore è visto come il coronamento di tutto l’essere, l’apice della gioia più completa, la pienezza della beatitudine divina nell’unione.
29,00

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