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ASTERIOS

Il male del lupo

Atsushi Nakajima

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 112

Gli scritti riuniti in questo volume ripercorrono la vita dell'autore, la sua adolescenza (da studente che si rifiuta di giocare ai maestrini e che osserva dal punto di vista dell'oppresso i danni della colonizzazione), i suoi viaggi, le risposte che inventa contro le difficoltà di scrivere il presente in un'epoca nella quale gli slogan nazionalisti distorcevano le parole e nella quale l'individuo è obbligato a farsi da parte davanti agli interessi dello stato: gli "anni bui" del Grande Impero del Giappone. Che Nakajima Atsushi subisse gli avvenimenti o andasse loro incontro, la sua vita e la sua opera sono interamente segnate da una stessa curiosità, da uno stesso stile: andare a vedere da molto vicino e cercare altri punti di vista rispetto a quelli che si impongono o che sono imposti.
12,00

Il bombarolo del Partenone

Christos Chryssòpulos

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 91

Il Partenone è saltato in aria. Atene piomba nel caos. In un'atmosfera senza tempo, un coro di voci aggiunge nuovi pezzi al puzzle del mistero, ma invece di chiarire, infittisce i dubbi. Che cosa ha spinto il giovane ventenne al gesto profanatore? Come sarà punito? Chi lo conosceva davvero? Quali le responsabilità della città-giungla ai piedi dell'Acropoli? Chryssòpulos mescola finzione, storia e realtà, per riflettere su identità e simboli. Sfida coraggiosa, in una Grecia che vive una terribile recessione economica. Con una scrittura brillante che si finge prosa documentaria (confessioni, testimonianze, elenchi di prove indiziarie), l'autore ricama al tempo stesso un'intensa metafora. In filigrana balenano domande fondamentali: che cosa può dire il Partenone all'uomo contemporaneo? Quanto è solido il senso di identità se ha bisogno di aggrapparsi a un simbolo, caricandolo di ideologia? Accusato di fervore iconoclasta, Chryssòpulos ha risposto con fermezza che la distruzione dei monumenti è sempre un crimine: egli guida il lettore a immaginare l'inimmaginabile, per tornare poi a ripensare il presente.
13,00

Stato sociale, politica economica e democrazia. Riflessioni sullo spazio e il ruolo dell'intervento pubblico oggi

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 288

I saggi del libro riflettono da più prospettive sugli spazi dell'intervento pubblico in questo momento storico. Traggono spunto dalla riflessione economica di Federico Caffè, per il quale la ragion d'essere della politica economica risiedeva in primo luogo nello scarto fra contabilità privata e contabilità sociale e, conseguentemente, nei costi sociali di un'economia di mercato. Se l'intervento pubblico doveva far fronte a situazioni concrete come gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, la disoccupazione o le duplicazioni di spese per la ricerca, l'obiettivo più di fondo rimaneva quello di rendere possibile "un mondo in cui il progresso sociale e civile non rappresenti un sottoprodotto dello sviluppo economico, ma un obiettivo coscientemente perseguito". Alla luce di questo obiettivo generale i saggi affrontano una questione che, oggi, appare di particolare pregnanza: il rapporto fra le politiche economiche attuali e due dimensioni del "progresso sociale e civile": i diritti fondamentali enunciati dalla Costituzione e la democrazia. L'ipotesi da ,cui partono gli autori è che i primi vengano vieppiù subordinati a interessi economici sezionali e che ciò generi un progressivo declino democratico. A sua volta questo declino rende difficile contrastare il processo in atto, determinando il rischio di un'involuzione sociale e politica. Concorre a questa situazione il ruolo assegnato allo stato. La tesi di fondo è che una serie di interventi normativi e di mutamenti istituzionali ne abbiano progressivamente ridotto l'ambito di azione, non solo accentuando il processo su delineato ma rendendo più difficile contrastarlo. Fra i mutamenti istituzionali in questione figurano quello associato al processo di integrazione internazionale e quello connesso con l'accresciuto peso dei gestori della finanza. Il primo ha determinato un mutamento nell'ordinamento giuridico che sembra subordinare i principi fondamentali delle costituzioni nazionali alle liberalizzazioni economiche. Il secondo determina una pressione sulle strategie aziendali, orientandole verso obiettivi di breve periodo, di contenimento dei costi privati a scapito di quelli sociali e di accrescimento del valore (azionario) delle imprese senza significativi effetti sull'occupazione.
29,00

Contro la barbarie sulla previdenza

Giovanni Mazzetti

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 144

Quando l'attuale situazione di crisi sarà superata, la maggior parte degli europei si chiederà stupito come e perché il disastro che ci sta travolgendo sia potuto accadere. Il disorientamento sociale, invece di sollecitare un approccio esplorativo, ha infatti sprofondato la società in una sorta di stato ipnotico, nel quale qualsiasi alternativa alla tendenza regressiva sembra, da decenni, inconcepibile. Nel testo l'autore mostra com'è invece possibile porre fine a questo ottundimento, ricostruendo come, nel campo della previdenza, la società aveva, col sistema retributivo a ripartizione, intuitivamente imboccato negli anni sessanta una via che teneva coerentemente conto dei profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi settant'anni. L'esito del referendum sulla cosiddetta "riforma costituzionale" ha dimostrato che nella società comincia a far capolino una percezione della differenza che passa tra un linguaggio ideologico e mistificatore e un approccio che non rimuove i problemi che ostacolano il possibile sviluppo. Ma ciò non basta, appunto perché un orientamento meramente difensivo non è in grado di aprire una qualsiasi prospettiva alternativa. In molti sostengono di voler "mettere a frutto" il patrimonio del referendum, ma concepiscono questo processo in forme troppo ingenue, come risultato di un'aggregazione volontaristica degli insoddisfatti. In realtà è necessario ben altro. Occorre procedere in tutti i campi a dimostrare che la strada imboccata a suo tempo col Welfare keynesiano era quella giusta, anche se ora si deve imparare a comprendere e a risolvere i problemi prodotti, già da fine anni settanta, proprio dalle conquiste positive di quella formazione sociale. In altri termini, si tratta di imparare a spingersi oltre rispetto al punto che avevamo raggiunto. La maggior parte delle persone è confusa da questa situazione. Non sa che normalmente lo sviluppo, una volta intervenuto, sfocia in una situazione contraddittoria, con la quale bisogna imparare a fare i conti. Considerando le contraddizioni come eventi arbitrari, si finisce in bocca ai mistificatori, che negano la necessità di assumere su di sé i problemi emersi, perché questi puramente e semplicemente non dovrebbero esserci. Nel testo l'autore analizza come le classi dominanti conservatrici hanno devastato, con argomentazioni che solo l'ignoranza collettiva ha permesso di far circolare nella società, un istituto essenziale dello sviluppo come il sistema previdenziale del Welfare. E conclude non solo con l'indicazione di come sbarazzarsi degli "anatemi" che sono circolati negli ultimi decenni, ma anche di come cominciare ad orientare il sapere su un'asse alternativo, che impari a fare i conti col problema fondamentale della nostra epoca: la difficoltà di riprodurre il lavoro.
16,00

Pasolini. Perché ho accettato di scrivere...

Irene Toppetta

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 96

«Perché ho accettato di scrivere per Tempo la presente rubrica? È una domanda che faccio a me stesso [...] invoco a giustificarmi la necessità "civile" di intervenire, nella lotta spicciola e quotidiana, per conclamare quella che secondo me è una forma di verità. Dico subito che non si tratta di una verità affermativa: si tratta piuttosto di un atteggiamento, di un sentimento, di una dinamica, di una prassi, quasi di una gestualità». Ciò che si propone è un'interrogazione sull'impegno giornalistico di uno scrittore impegnato. Perché Pier Paolo Pasolini - poeta, romanziere, saggista, cineasta - ha sentito il bisogno di esprimersi anche attraverso i giornali? Quale passione, quale necessità, quale urgenza lo muovevano? Attraverso un percorso, che parte dall'analisi degli articoli giornalistici degli anni Settanta e va a ritroso, tracciando un quadro della vasta e variegata produzione artistica pasoliniana, si vuole condurre il lettore alla scoperta o all'approfondimento dell'opera di uno dei maggiori intellettuali del Novecento, la cui voce continua a risuonare forte nel nostro tempo.
12,00

La paternità nella psicologia primitiva

Bronislaw Malinowski

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 110

Nel 1913 un giovane antropologo polacco, Bronislaw Malinowski, pubblicò un libro su La famiglia fra gli aborigeni australiani che fece epoca perché spazzò via tutte le vedute dominanti sulla famiglia «selvaggia» o extraoccidentale dove si riteneva imperassero la promiscuità sessuale o il matrimonio di gruppo. Il fatto poi che la paternità consanguinea non fosse neppure conosciuta e non avesse gran che valore urtò a tal punto la suscettibilità e l'incredulità europea che Malinowski decise di ribadire l'«incredibile argomento» in un saggio a sé stante. Questo saggio fu, nel 1927, The father in primitive psychology, le cui pagine misero in crisi l'universalità del complesso di Edipo conclamata dalla psicanalisi. Questo piccolo e scottante «classico» dell'antropologia (non privo di fascino provocatorio nella nostra epoca di nuove tecniche della nascita), che mise a disagio Freud, Róheim, Jones, è accompagnato da una stupenda prefazione prospettica della indimenticabile Armanda Guiducci, con il titolo Un eroe delle lontananze.
13,00

Per una pedagogis dell'errore

Roberto Benes, Daniela Cellie, Loredana Czerwinsky Domenis, Jael Kopciowski Camerini

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 284

Nelle scuole l'errore spesso è segnato con la matita rossa ed è talvolta oggetto di vergogna e discriminazione. La nostra società considera l'errore come qualcosa di sbagliato, di cui vergognarsi, da correggere per fare ciò che è giusto. Questo approccio negativo ha effetti molto reali nella nostra vita: negli ospedali si moltiplicano gli errori medici, senza dimenticare i disastri delle crisi finanziarie. Una pedagogia dell'errore vuole affrontarlo, fin dalla scuola, come uno stimolo prezioso, non solo per chi lo ha commesso ma per tutto il gruppo. In un quadro di didattica costruttivista, esplorativa e partecipata, l'errore diviene una vera porta per la conoscenza, uno strumento privilegiato per affrontare la costruzione di saperi, la condivisione di pensieri e di approcci ai problemi. Solo attraverso la valorizzazione delle diversità, delle non linearità di pensiero è possibile attivare la mente multiculturale, davvero indispensabile alla nostra società del futuro. Solo attraverso una partecipazione attiva al processo di conoscenza, che consideri senza timore l'esplorazione e i possibili errori, è possibile costruire reali competenze, trasversali, trasferibili e 'antifragili'.
25,00

Un mondo senza storia? La falsa utopia della società della poststoria

Francesco Germinario

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 126

Nella cultura dominante si è affermata, negli ultimi decenni, la certezza che la Storia sia da osservare come una dimensione introdotta dall'esterno in un Occidente che si pone ormai nella poststoria. La Storia è stata una lunga catena di sofferenze e di stermini. Essa è stata; ma non è più, perché ciò che è percepito come Storia, dal terrorismo agli sbarchi di immigrati, è una fastidiosa interruzione del godimento del mondo. La vita è pensata come un percorso depoliticizzato e destoricizzato; è il trionfo neoliberale del presentismo: non è necessario interrogarsi sul Passato, perché il Passato non esiste. Siamo in presenza dell'affermarsi definitivo del nichilismo, oppure siamo oltre lo stesso nichilismo? A scuola la storia non si studia, a causa dell'avvenuta deculturalizzazione dei docenti. A sua volta, la politica, inabissatasi, non interroga più gli storici. Ma questi riflettono sulla loro funzione, in quanto custodi della presenza del Passato nel Presente? Ed è possibile per essi condividere la scelta di campo neoliberista? Una riflessione fra pedagogia, antropologia, sociologia e storiografia.
16,00

L'ipergesto. Disseminare utopia

Paolo Mottana

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 64

La politica dell'ipergesto che qui si delinea è tesa a scuotere e a produrre slanci vitali, di difesa del diritto di esserci, di esserci qui pienamente, secondo l'unica legge che è quella del proprio divenire ma anche di un divenire condiviso e negoziabile, di un divenire partecipativo e attivo, di un codice etico che impegna chi pratica l'ipergesto a regolare la sua azione al risveglio e alla liberazione e mai alla soppressione, alla distruzione (se non simbolica) e alla castrazione. L'ipergesto è utopia in atto. Ciò che viene mostrato, dimostrato, creato, sono pratiche di vita utopiche poste, seppur brevemente, concretamente in essere. Frammenti di un mondo altro e possibile, seppur considerato al momento di là da venire. La creatività e l'invenzione deve figurare spezzoni di un altro mondo in cui risplenda la dimensione del piacere, della condivisione, della solidarietà, di una nuova alleanza tra uomo e natura, tra l'uomo e la donna, tra le generazioni, tra uomo e opera o lavoro. Effettuare ipergesti significa connettersi, dilatare il più possibile la risonanza di un atto, preoccuparsi di creare tele, reticoli, flussi di movimentazione del gesto così come riflessioni, commenti, un dibattito che non deve interrompersi se non molto lentamente e possibilmente dopo aver aperto brecce nella corazza del controllo e del disciplinamento. Ma si tratta anche di un lavoro di scelte precise, di interventi sofisticati, di autentiche creazione d'arte politica. Si tratta di una pratica che richiede che il corpo sociale tessa nuove forme di partecipazione, di condivisione e di concatenamento sovversivo.
10,00

Reddito di cittadinanza. Emancipazione dal lavoro o lavoro coatto?

Giordano Sivini, Giuliana Commisso

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 112

Ridare dignità a milioni di persone è un giusto obiettivo, e in Parlamento solo questo disegno di legge lo persegue. Gli strumenti che intende usare, invece, non sono dignitosi, dall'obbligo di documentare una ricerca attiva di lavoro non inferiore a due ore giornaliere, a quello di accettare un qualsiasi lavoro se dopo un anno di ricerca non si ha ancora un'occupazione. Dignità lesa e sconquasso del mercato del lavoro. È già successo: in Gran Bretagna i poveri sono costretti al lavoro coatto gratuito, altrimenti perdono il sussidio; in Germania devono accettare i piccoli lavori in cambio di salari miserevoli che si aggiungono al sussidio. Il libro documenta queste situazioni. In Italia l'approccio alternativo al Reddito di cittadinanza è quello del Reddito di inclusione sociale veicolato dal governo sulla base di un progetto dell'Alleanza contro la povertà, che riunisce organizzazioni cattoliche e confederazioni sindacali. Riguarda la povertà assoluta e non punta ad altro che a mitigarne gli effetti entro le condizioni date di emarginazione sociale. Agisce non contro la povertà ma nella povertà. Prevede sussidi 'ai più poveri tra i poveri' in funzione delle disponibilità di bilancio e previo impegno delle famiglie a correggere atteggiamenti e comportamenti, avviando al lavoro i loro componenti adulti. La coazione al lavoro è la costante di tutti i disegni di legge sul reddito di cittadinanza presentati al parlamento. Il libro ne esamina obiettivi e strumenti per mostrare come si adeguino passivamente alla logica della flessicurezza imposta dalla governance europea. Questo è il terreno su cui in Italia si misura la politica, mentre altrove irrompe il dibattito sul reddito universale incondizionato.
13,00

Reddito garantito e innovazione tecnologica. Tra algoritmi e robotica

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 174

Il problema è la soluzione, proprio così. La sostituzione di lavoro con macchine intelligenti è un problema fin quando riteniamo che il lavoro salariato sia la condizione necessaria e indispensabile per poter avere accesso alla ricchezza sociale, per poter sopravvivere. Ma diventerebbe una soluzione non appena ci liberassimo di questa visione limitata che nacque da una situazione di scarsità, ma che è un ostacolo al pieno dispiegamento del possibile, quando l'intelligenza tecnica e scientifica mette a disposizione della società una ricchezza potenzialmente illimitata.
17,00

Il tragico e il comico nell'epoca del grillismo e del trumpismo

Emiliano Bazzanella

Libro: Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2017

pagine: 152

Beppe Grillo e Donald Trump non a caso hanno ottenuto un inatteso successo politico. La loro comunicazione e i loro atti sono autoritari, gerarchici, settari, para-religiosi, e, con tutto il loro annesso immaginario, innescano un esoterismo che non solo è esattamente opposto all'originaria aspirazione della rete, ma nello stesso tempo implica un meccanismo di assoggettamento e di sistematica subordinazione. La verità non è più tale ma post-verità; la democrazia, la scienza, la giustizia non sono che forme specifiche di rito, simbolico quanto fittizio; e il web diviene così quell'immenso ricettacolo in cui agiscono fedi, credenze, superstizioni, suggestioni collettive, ma nel quale pure si manifestano la violenza e l'ira nelle forme più cruente e sacrificali.
17,00

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