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21 Editore

La caduta dell'impero fascista. La guerra in Africa orientale italiana 1940-1941

Andrea Santangelo

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2020

pagine: 239

Saggio di storia militare dedicato al conflitto anglo-italiano in Africa orientale italiana nel corso della Seconda guerra mondiale (1940-1941).
23,00

Il secolo dei Vandali. Storia di un'integrazione fallita

Umberto Roberto

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2020

pagine: 368

A distanza di tanti secoli, il nome dei Vandali evoca ancora immagini di furia distruttrice e ottusa violenza, quasi ad inquietante emblema di barbari invasori che annientarono un mondo di sublime civiltà. Sotto il nome dii Vandali, che dal 439 al 534 dominarono le ricche province dell'Africa romana, si cela una miscela di genti che costituiscono un'alterità affascinante rispetto ad altri popoli barbarici. Conservando la ricchezza delle città e delle terre conquistate, i Vandali fecero di Cartagine la loro splendida capitale e si assimilarono presto ai costumi e alla cultura raffinata dei loro sudditi romani. Apprezzarono il fascino opulento dell'Africa tardoantica, ma ebbero paura di esserne corrotti per l'esiguità del loro numero. Così, fin dal tempo del loro grande re Genserico, costruirono argini per contenere il rischio di un'integrazione troppo rapida. Si chiusero nell'isolamento dei loro spazi e nell'illusione di una missione storica fondata sulla custodia della loro religione, l'arianesimo. La chiusura li condannò a una irreversibile debolezza; e caddero soli, abbandonati dai sudditi, quando una spedizione imperiale bizantina riuscì nella riconquista di Cartagine. Dopo aver vissuto intensamente il loro 'secolo', i Vandali sparirono dalla storia del Mediterraneo tardoantico, scontando, perfino nella lugubre memoria delle loro imprese, il rifiuto di un'integrazione con le genti che avevano dominato.
23,00

Storia della Lehman Brothers 1844-2008

Peter Chapman

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2020

pagine: 430

L'undici settembre 1844, il giovane Henry Lehman sbarcò negli Stati Uniti d'America. Aveva lasciato la piccola città di Rimpar, in Baviera, dove era nato e aveva vissuto fino ad allora in una famiglia di piccoli allevatori di bestiame. Da New York, dove era approdato, egli si spostò ben presto in Alabama e aprì un negozio a Montgomery. In seguito si dedicò all'intermediazione nel ricco mercato cotoniero locale e, raggiunto dai fratelli che lo affiancarono subito nell'attività imprenditoriale, fondò la Lehman Brothers. Il quindici settembre del 2008, Dick Fuld, l'ultimo amministratore delegato della Lehman Brothers, dovette dichiarare bancarotta nella tempesta causata dalla peggiore crisi finanziaria nella storia degli Stati Uniti d'America. Dopo 164 anni, una delle più importanti e rispettate banche d'affari del mondo era fallita, tra lo sbigottimento generale. Come era potuto accadere? Peter Chapman risponde a questa domanda passando al setaccio la storia della Lehman Brothers dalla fondazione fino alla cessazione dell'attività. Egli fornisce un ritratto dei protagonisti, i membri della famiglia che fondarono e guidarono la Lehman attraverso gli anni, mettendo in luce l'impatto che l'attività della banca ebbe non solo sul sistema finanziario ma anche sulla vita stessa degli americani. Dal mercato del cotone alla realizzazione del sistema ferroviario continentale, dall'industria automobilistica a quella petrolifera, dal cinema ai viaggi aerei, praticamente tutti i settori economici furono finanziati dalla Lehman Brothers che contribuì grandemente, con i suoi capitali e le sue consulenze, allo sviluppo americano e mondiale. Quando poi la banca diede eccessivo peso alla finanza fine a se stessa, pose le premesse per la sua dissoluzione, trascinando nella sua rovina l'intero sistema finanziario internazionale.
23,00

Il caso bianco. L'invasione della Polonia 1939

Robert Forczyk

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2021

pagine: 496

Nel 1939 Hitler decide di invadere la Polonia. Il caso bianco fu nome in codice scelto per l'invasione. L'esercito polacco è stato spesso considerato antiquato e sulla base di questo pregiudizio gli storici hanno spesso liquidato in poche righe la narrazione degli aspetti militari dell'invasione della Polonia, affermando che le forze armate polacche furono rapidamente surclassate dalla Wehrmacht. In realtà l'esercito polacco era ben equipaggiato e dotato di un armamento moderno. I polacchi possedevano più carri armati degli inglesi e avevano abilmente decifrato il cifrario della macchina tedesca Enigma, avendo così l'opportunità di conoscere le mosse del nemico con sufficiente anticipo, un prezioso lavoro che gli inglesi avrebbero proseguito con successo. Sebbene l'assalto combinato dalla Germania e dall'Unione Sovietica abbia rapidamente portato alla sconfitta della Polonia, esso non riuscì a fiaccarne lo spirito combattivo e migliaia di soldati e aviatori fuggirono, per lo più in Romania, per passare in occidente e combattere in seguito al fianco degli alleati su altri fronti. Utilizzando una vasta gamma di fonti, Robert Forczyk, racconta dettagliatamente l'intera storia dell'invasione che ha scatenato il più grande conflitto della storia.
23,00

Le guerre dell'oppio. Due imperi tra dipendenza e corruzione

Frank Sanello, William III Travis Hanes

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2021

pagine: 352

Le due guerre dell'oppio si svolsero rispettivamente nel 1839 - 1842 e nel 1856 -1860 tra la Gran Bretagna e la Cina. Questa storia potente e tragica viene raccontata adottando per la prima volta il punto di vista cinese. L'oppio entrò in Cina durante il Medioevo, quando i commercianti arabi lo vendevano per scopi medicinali. Diffusosi in seguito come droga ricreativa, l'oppio causò il caos nella società cinese. All'inizio del diciannovesimo secolo, gran parte della popolazione, il 90 per cento dei membri della corte imperiale e la maggior parte dell'esercito erano dipendenti dall'oppio. La vasta diffusione di questa droga in Cina fu indotta dalla Gran Bretagna che era fortemente dipendente dalle importazioni di tè, divenuta la bevanda nazionale e coltivato allora prevalentemente proprio in Cina. Quando la bilancia dei pagamenti britannica risentì eccessivamente di questo commercio che favoriva unicamente la Cina, la Gran Bretagna comprese che avrebbe potuto pagare il tè solo con i profitti ricavati dal commercio dell'oppio. Quando il Celeste Impero cercò di vietare l'uso della droga, divenuta una vera e propria piaga, impedendo ai contrabbandieri occidentali di entrare nel paese, l'Inghilterra decise di combattere per mantenere aperti i porti cinesi al commercio dell'oppio. Era la superpotenza del suo tempo, e riuscì a imporsi in due successive guerre, provocando una vera devastazione del popolo cinese, indotta dalla droga, che sarebbe durata 150 anni.
23,00

La caduta dell'impero romano. Una storia infinita

Bertrand Lançon

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2021

pagine: 256

La caduta dell'Impero romano continua a fare scorrere fiumi d'inchiostro: essa ha suscitato in questi ultimi anni un numero di pubblicazioni senza precedenti. La si tratta a torto come un enigma storico che si potrebbe risolvere identificandone le cause, mentre è proprio la longevità dell'Impero romano a essere enigmatica. Tuttavia, se tale caduta affascina, è perché essa è uno specchio che riflette le paure contemporanee di declino e crollo, oggetto di un vero e proprio boom in seno all' "impero americano" e all'Unione Europea. Questo libro si interroga sull'ultimo secolo dell'Impero romano, cercando di dimostrare che la sua caduta è nient'altro che uno spettro. Sebbene sia impossibile trattare un simile argomento in modo del tutto esaustivo, la cultura occidentale non sembra avere alcun desiderio di rinunciarvi. Ciò si deve al fatto che, probabilmente, questa rinuncia metterebbe in dubbio il pessimismo forzato che la sottintende. Questa "caduta" è divenuta una storia infinita, poiché ci si sforza invano di accumulare i fattori incerti di un avvenimento dai contorni non ben definiti, mentre essa in ultima analisi serve essenzialmente a sfogare le nostre angosce.
23,00

Il libro nero dell'impero britannico

John Newsinger

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2020

pagine: 397

Nuova edizione italiana del saggio storico dedicato alle atrocità compiute dagli inglesi nelle colonie dell'impero britannico.
21,00

L'Immacolata segreta del '43. Il misterioso viaggio di Roosevelt a Castelvetrano

Maurizio Tosco

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2020

pagine: 205

Questo saggio è dedicato all'analisi di una vicenda poco nota: la misteriosa visita a Castelvetrano, Trapani, del presidente degli Stati Uniti Roosevelt, avvenuta l'otto dicembre (giorno dell'Immacolata) del 1943. In realtà dietro questo viaggio si cela un incontro decisivo tra il presidente e il suo staff che opterà per un radicale cambio di strategia degli americani, decisi a scongiurare l'egemonia britannica e sovietica nel Mediterraneo e a stroncare ogni velleitario tentativo indipendentista in Sicilia ad opera del movimento separatista o dei monarchi italiani.
18,00

La caduta della Francia. L'invasione nazista del 1940

Julian Jackson

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2019

pagine: 393

Il 16 maggio 1940 fu convocata una riunione d'emergenza dell'Alto Comando francese al Quai d'Orsay a Parigi. L'esercito tedesco aveva rotto le linee francesi a Sedan e in altri punti, dopo soli cinque giorni dall'inizio dell'attacco. Churchill, avvertito dal primo ministro francese Reynaud che la situazione era disperata, si recò precipitosamente a Parigi per incontrare i capi francesi. Nel corso dell'incontro regnava un'atmosfera di panico e disperazione. Si parlava di evacuare Parigi. Churchill si rivolse a Gamelin, il comandante in capo dell'esercito francese, e gli chiese: "Dov'è la riserva strategica?". Gamelin scosse il capo e replicò: "Non ve n'è alcuna". La sconfitta militare culminò con la firma dell'armistizio tra Hitler e il governo francese, siglato il 22 giugno 1940. A ciò seguì l'occupazione nazista di gran parte del territorio francese, la nascita a sud del regime di Vichy e un'escalation del conflitto perché Hitler sentì di avere finalmente le mani libere per volgersi a oriente e regolare i conti con la Russia. La ricerca di un capro espiatorio che giustificasse la più umiliante sconfitta militare della storia francese iniziò quasi subito: si era trattato unicamente di errori militari o responsabile della disfatta era la nazione intera? Utilizzando i resoconti di testimoni oculari, diari e memorie dei protagonisti, Julian Jackson ricrea l'atmosfera e i drammatici eventi di quelle sei settimane del 1940, fornendo numerose prove storiche al fine di rispondere alla fatidica domanda: la caduta della Francia fu davvero inevitabile?
23,00

Il fallimento dell'impero. Valente e lo Stato romano nel quarto secolo d.C.

Noel Lensky

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2019

pagine: 615

Nella memoria collettiva l'imperatore Valente (364-378 d.C.) è indissolubilmente legato alla disfatta di Adrianopoli, battaglia nella quale l'esercito romano venne quasi completamente annientato per mano dei goti e lo stesso imperatore trovò la morte. Questa sconfitta disastrosa imprigionò Valente nel ruolo di governante inadeguato, ignorante e violento, specialmente se confrontato con il fratello Valentiniano, che lo aveva voluto come collega affidandogli la parte orientale dell'impero. In questo libro, che non è una semplice biografia, seguendo le orme di Valente fin dai suoi esordi esploriamo l'impero romano nel tardo IV secolo con le sue feroci dispute religiose tra Cristiani, il tramonto del paganesimo, la pressione dei barbari alla frontiera, l'economia, la società delle grandi capitali Roma, Costantinopoli, Antiochia, ma anche quella delle regioni interne dell'impero.
23,00

Contro gli avvocati

Luigi Pirandello

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2019

pagine: 133

Quando ci si rivolge a un avvocato per far valere i propri diritti, appellandosi alla giustizia col conforto di un codice, l'imbroglio è dietro l'angolo, la macchinazione è già pronta da servire: «L'uomo che ricorre alla legge sa, invece, di cacciarsi in una trappola». Luigi Pirandello lo sa bene: quando l'uomo si appoggia alla stampella della giurisprudenza non fa che offrirsi inerme al calappio. I siciliani sono «gente acuta e sospettosa, nata per le controversie» sosteneva Cicerone; Sciascia ha rincarato la dose: «Sono chiusi sospettosi sofisti, amano contraddirsi e contraddire, complicare le cose con l'astuzia e risolverle con secco intelletto». Forse da questa attitudine causidica, da questa specie di vocazione naturale a notomizzare, una sorta di vera e propria inclinazione cavillosa, ha origine l'atteggiamento sospettoso nei confronti della legge, la sfiducia verso la giustizia. Come conseguenza naturale, gli scrittori siciliani hanno spesso dato voce a questa inclinazione leguleia allineando nelle loro pagine situazioni spesso estreme o casi normalissimi: nel modo in cui si misurano le ragioni e i torti, si soppesano i pro e i contro per metterli sui due piatti di una bilancia, viene fuori il rapporto particolarissimo che i siciliani intrattengono con il formalismo giuridico. Ma è soprattutto in Pirandello che si contano innumerevoli le pagine affollate da isolani loici e notomizzatori, sempre pronti per ogni nonnulla ad attaccar questione e a ricorrere al parere di un legale. Pagine zeppe di avvocati soprattutto e di giudici, nelle quali torreggia ma trasversalmente il tema della giustizia: nelle più diverse ed estreme vicende umane, il premio Nobel agrigentino ha saputo cogliere gli aspetti giuridicamente più rilevanti, per poi rielaborarli, quasi sempre estremizzandoli in un interminabile arrovellio.
15,00

La cavalleria nel mondo antico. Dagli assiri alle invasioni barbariche

Maxime Petitjean

Libro: Copertina morbida

editore: 21 Editore

anno edizione: 2018

pagine: 255

Quando pensiamo agli eserciti dell'antichità, la prima immagine che ci viene in mente sono le grandi armate di fanteria, gli opliti greci, i legionari romani. Ma in realtà anche la cavalleria ebbe un ruolo importantissimo nella guerra antica. Questo libro segue gli sviluppi della forza equestre attraverso i secoli. Nel mondo greco e a Roma, la cavalleria rappresentò assai spesso la forza in grado di decidere le sorti del combattimento. Essa conobbe un momento di grande splendore durante le campagne di Alessandro il Macedone prima e nel Basso Impero romano poi, grazie all'integrazione di cavalieri di origini diverse che contribuirono a diffondere nuove pratiche belliche. Le innovazioni a livello dell'armamento e dei finimenti assicurarono una sempre maggiore efficacia al combattente a cavallo. Una notevole attenzione viene qui dedicata agli aspetti pratici: l'organizzazione delle unità combattenti, le procedure di arruolamento, la formazione di combattimento dei cavalieri. Non mancano infine le battaglie, dagli scontri dei cavalieri di Sargon contro l'esercito urarteo alla campagna di Alessandro in Oriente, dalle guerre puniche ai combattimenti contro le popolazioni "barbariche" in epoca tardoantica. La ricostruzione delle azioni della cavalleria, attraverso un'attenta analisi dei testi antichi, ci permette di seguire le tattiche messe a punto dai grandi generali dell'antichità e di apprezzare l'incredibile polivalenza delle forze montate.
23,00

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