Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

Carocci: Biblioteca medievale

Dieci lettere di Vis a Rāmin sulla crudeltà. Il più celebre epistolario amoroso del medioevo persiano

Dieci lettere di Vis a Rāmin sulla crudeltà. Il più celebre epistolario amoroso del medioevo persiano

Fakhr al-Din Gorgāni

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2022

pagine: 236

Il volume è la prima traduzione italiana dell’epistolario amoroso in versi inserito nel Vis e Rāmin di Fakhr al-Din Gorgāni (XI secolo), un poema persiano che s’imporrà come modello nella letteratura autoctona e forse influenzerà anche il ciclo di Tristano, con il quale l’opera ha non poche affinità tematiche e strutturali. Si tratta di dieci lettere (dah-nāmé) appassionate della bella Vis al principe Rāmin, incentrate su infedeltà e crudeltà in amore, cui seguono le risposte dell’amato. Questo epistolario – in distici a rime baciate – costituisce un affascinante trattato d’amore che riflette le concezioni e i rituali cortesi del medioevo persiano. La curatrice nell’introduzione si sofferma su vari aspetti di questa celebre storia d’amore e descrive il ricco e multiforme sviluppo del genere epistolare in versi nella letteratura persiana.
23,00
Cronache del Saikaido

Cronache del Saikaido

Antonio Manieri

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2022

pagine: 228

Il volume presenta la traduzione e il commento di un corpus di fudoki, testi geografico-burocratici pervenuti in tradizione diretta e indiretta, che riguardano le province occidentali del regno di Yamato (attuale Kyushu) e che furono compilati nella prima metà dell'VIII secolo. I testi, frutto di una redazione stratificata tra i vari funzionari della provincia e dei distretti, hanno carattere mistilingue e illustrano la geografia dei luoghi con l'intento di informare il governo centrale su una regione periferica per meglio assoggettarla alla sovranità della dinastia. Ai dati meramente burocratici e descrittivi si affiancano passi più squisitamente narrativi in cui il mito, la storia, l'aneddotica si fondono per mostrare in dettaglio la società agricola e marinara del Giappone arcaico. La loro lettura, perciò, può restituire dignità a narrazioni "secondarie" che rivelano processi, fenomeni e fatti essenziali per la ricostruzione e la comprensione del Giappone tutto.
24,00
Sermones (IX-XIV). Con Vita Codri di Bartolomeo Bianchini. Testo latino a fronte

Sermones (IX-XIV). Con Vita Codri di Bartolomeo Bianchini. Testo latino a fronte

Antonio Urceo Codro

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2021

pagine: 356

Terza e ultima parte dei Sermones di Antonio Urceo Codro (1446- 1500), questo volume ospita prolusioni accademiche dalle tematiche assai varie: nei Sermones IX e XI si celebra la vita pastorale e agreste; nel Sermo X si elogia il carattere primigenio e fondante della lingua e della letteratura greca; nel Sermo XIII si passano in rassegna le arti liberali; nel Sermo XII, dedicato al giusto mezzo, il maestro di Rubiera dà fiato a tutta la sua vis affabulatoria, orchestrando il discorso, da par suo, in dialogo incessante con il pubblico, che gli tiene bordone. Dopo il Sermo XIV, dedicato alla virtù, e un breve discorso composto per un anonimo giovane (Sermo ultimus), chiude il libro la fortunata Vita Codri, composta dal suo più affezionato allievo, Bartolomeo Bianchini.
36,00
La storia di Piramo e Tisbe

La storia di Piramo e Tisbe

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2021

pagine: 112

Il volume offre la prima traduzione italiana del mito di Piramo e Tisbe, tratta dall’unica versione a noi giunta in alto-tedesco medio (prima metà del XIV secolo). La novella, anonima, rilegge una delle fabulae più note delle Metamorfosi di Ovidio, medievalizzandola profondamente. Conservata la sostanza narrativa, il testo racconta la potenza di un sentimento contrastato duramente, ma alimentato dalle parole che i due amanti si scambiano di continuo attraverso la crepa di un muro divisorio, medium prediletto d’amore. A causa dell’insensata arbitrarietà del fato, il loro incontro segreto si rivelerà funesto: la fine tragica viene suggellata da un legame indissolubile, come l’intreccio della vite che miracolosamente unisce gli amanti infelici nella tomba.
12,00
Historia brittonum. Testo latino a fronte

Historia brittonum. Testo latino a fronte

Nennio

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 144

L’Historia Brittonum, generalmente attribuita al monaco gallese Nennio, è, come rivela il titolo, una storia del popolo britannico che va dall’origine del mondo fino al IX secolo. Fonte di primaria importanza per buona parte della successiva storiografia britannica, l’Historia è fondamento di alcune tradizioni che permeano la cultura medievale europea: in essa, ad esempio, compaiono per la prima volta le figure di Artù e Merlino come le conosciamo. Si presenta qui la prima traduzione italiana integrale dell’opera con il testo latino a fronte, corredata di un ricco apparato di note e di un saggio introduttivo che analizza la questione della discussa paternità e delle sue fonti.
16,00
Il bestiario d'amore. Testo francese a fronte

Il bestiario d'amore. Testo francese a fronte

Richard de Fournival

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 135

Il Bestiario d'amore di Richard de Fournival, singolare figura di letterato e scienziato della prima metà del XIII secolo, è certamente uno dei più brillanti tours de force allegorici e stilistici della letteratura medievale. Come estremo argomento per convincere la sua donna, l'amante non corrisposto vi svolge un sorprendente arazzo di similitudini (non privo, qua e là, di sottintesi erotici), tra le favolose descrizioni naturalistiche dei Bestiari e la fenomenologia dei comportamenti amorosi. In bilico fra trattazione scientifica (o pseudoscientifica) e sorridente caricatura dei solenni rituali cortesi, il Bestiario d'amore è soprattutto un seducente capriccio letterario in cui lo scrittore medievale si compiace di allineare, come scrive egli stesso, «cose che l'occhio dovrebbe trovare un grande diletto nel vedere, l'orecchio nell'udire e la memoria nel ricordare».
14,00
Samguk Yusa. Memorie dei Tre regni

Samguk Yusa. Memorie dei Tre regni

Iryon

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 806

Completato intorno al 1280, il "Samguk yusa", qui nella sua prima traduzione italiana condotta direttamente sull'edizione del 1512, la più antica arrivataci per intero, è una delle principali fonti per lo studio della Corea antica, con particolare riguardo alla storia dei Tre regni (I secolo a.C.-935). Opera di estremo eclettismo, affianca volentieri agli episodi storici miti, leggende e poesie, sì da risultare alla fine insostituibile strumento di consultazione per gli studiosi del Buddhismo, della letteratura e della cultura non solo della Corea, ma di tutto l'Estremo Oriente. È attribuito al maestro buddhista coreano Iryón (1206-1289), una delle maggiori personalità religiose della Corea medievale, nominato "precettore nazionale" nel 1283. Fra le sue numerose opere, il "Samguk yusa" è probabilmente l'unica a carattere propriamente storico.
70,00
La follia di Tristano. Redazione del manoscritto di Berna

La follia di Tristano. Redazione del manoscritto di Berna

Chiara Concina

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 109

Tra i monumenti letterari che attestano la fase più antica del fortunato mito medievale di Tristano e Isotta si colloca il breve testo antico-francese in octosyllabes della "Folie Tristan", tramandato in due diverse redazioni risalenti al xii secolo: una più corta, detta di Berna (che qui si presenta), l’altra più lunga, detta di Oxford. Travestito da folle, Tristano torna alla corte di re Marco per rivedere l’amata Isotta. Da lei tenta di farsi riconoscere, rievocando con un discorso apparentemente insensato gli episodi salienti della loro storia. La regina – dapprima diffidente – finirà per cedere, e dopo l’agnizione finale gli amanti riusciranno a ricongiungersi per un’ultima breve stagione. Ennesima maschera tristaniana, la simulazione della follia permette la messa in atto di un geniale dispositivo della “ricordanza”, che restituisce nella miniatura di un breve poemetto le vicende più note degli amanti di Cornovaglia.
12,00
Architrenius. Testo latino a fronte

Architrenius. Testo latino a fronte

Giovanni di Altavilla

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2019

pagine: 407

Capolavoro del XII secolo a lungo misconosciuto, di cui qui si offre la prima traduzione italiana, il poema Architrenius (1184 ca.) di Giovanni di Altavilla narra il viaggio di un uomo alla ricerca della Natura quale responsabile dei mali umani. Il protagonista visita luoghi emblematici del vizio – la dimora di Venere, la taverna, l’università, la corte, il chiostro – e giunge infine all’isola di Tylos, dove le orazioni di antichi filosofi precedono l’aspro dialogo con la Natura matrigna. In un latino vivido e pluristilistico, quest’opera, vero prototipo della Commedia, integra le molteplici forme della letteratura coeva, dalla vena comico-realistica alle sottigliezze metafisiche, dal romanzo di formazione all’allegoria didascalica. Con sorprendente modernità, il protagonista discute le tesi del provvidenzialismo antropocentrico, assumendo accenti lucreziani e manichei, e prefigurando il Leopardi del Dialogo della Natura e di un Islandese.
36,00
Man'yoshu. Raccolta delle diecimila foglie. Libro XVI: poesie che hanno una storia e poesie varie. Testo giapponese a fronte

Man'yoshu. Raccolta delle diecimila foglie. Libro XVI: poesie che hanno una storia e poesie varie. Testo giapponese a fronte

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2019

pagine: 134

Il libro XVI del Man'ydsha, la prima antologia giapponese che contiene poesie composte lungo un lasso di tempo di circa trecentocinquant'anni fino al 759, è un coacervo di generi e temi raccolti senza alcun criterio individuabile. Raffinate liriche composte da aristocratici si accostano a canzoni di mendicanti e pescatori di lontane province, poesie d'amore coesistono con altre che parlano di "cose che fanno paura", componimenti di carattere religioso fanno da contrasto a poesie umoristiche che spaziano dal nonsense all'ironia, dalla garbata presa in giro all'uso compiaciuto della volgarità. In tutte si respira un senso di spontaneità che costituisce una vera e propria eccezione nell'ambito del canone poetico classico e trova immediata corrispondenza con la sensibilità del lettore moderno.
14,50
L'aur'amara. Testo provenzale a fronte

L'aur'amara. Testo provenzale a fronte

Arnaut Daniel

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2019

pagine: 166

Di questo grande trovatore (vissuto nella seconda metà del XII secolo) che Dante colloca fra i lussuriosi del Purgatorio, mettendogli in bocca un ampio discorso in provenzale, ci è rimasto un breve ma compatto canzoniere che giustifica appieno la definizione dantesca di «miglior fabbro del parlar materno» e l'elogio petrarchesco del suo «dir strano e bello». Domina infatti in questi versi una strenua ricerca metrica e stilistica, che fissa in gelide astrazioni i paradossi e i rituali dell'amore cortese. L'itinerario iniziatico della fin'amor si risolve qui nella dura ed esaltante opera della creazione poetica, che diventa un imperativo assoluto: «Debbo fare più di ogni altro una canzone di tal fattura che non ci sia parola impropria né verso senza rima». E questa ricerca culmina nel virtuosismo arcano e incantatorio della sestina, dove il ritorno ossessivo delle stesse sei parole-rima esprime mirabilmente il circolo vizioso del desiderio erotico: un modello metrico che sarebbe poi stato imitato da molti grandi poeti, da Dante e Petrarca fino a Ungaretti.
18,50
Sermones (V-VIII). Testo latino a fronte

Sermones (V-VIII). Testo latino a fronte

Antonio Urceo Codro

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2019

pagine: 158

Dopo la pubblicazione dei primi quattro "Sermones" di una delle voci più originali dell'Umanesimo accademico di fine Quattrocento, prosegue in questo volume l'edizione e la traduzione delle prolusioni accademiche di Antonio Urceo Codro (1446-1500), precursore, dalla sua cattedra di greco all'Alma Mater Studiorum, dei più grandi moralisti dell'Europa moderna. A lezioni di carattere didascalico sull'importanza delle categorie aristoteliche (Sermo V) e sull'utilità della letteratura greca e la grandezza di Omero (Sermones VII e VIII) fa da contraltare, come da costume del maestro, quella scettica e modernissima sul carattere fallace di ogni conoscenza umana (Sermo VI).
17,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.