Storia del cinema mondiale IV - Americhe, Africa, Asia, Oceania. Le cinematografie

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Storia del cinema mondiale IV

Storia del cinema mondiale IV
Americhe, Africa, Asia, Oceania. Le cinematografie

Novità del 10/03/2012

Descrizione

2001
Grandi Opere
pp. XXVIII - 1444
€ 92,00
ISBN 9788806145309

Indice

Contributi di Pierre Véronneau
Contributi di Aurelio de Los Reyes
Contributi di Eduardo De la Vega Alfaro
Contributi di Paulo Antonio Paranaguá
Contributi di Leonordo Bonollo
Contributi di Guido Convents
Contributi di Alberto Elena
Contributi di Giuseppe Gariazzo
Contributi di Sergio Toffetti
Contributi di Jean Radvany
Contributi di Giovanni Scognamillo
Contributi di Amy Kronish
Contributi di Zaven Qokassian
Contributi di Umberto Rossi
Contributi di Jean Radvanyi
Contributi di Uma Da Cunha
Contributi di Adriano Aprà
Contributi di Zhiwei Xiao
Contributi di Marie-Claire Quiquemelle
Contributi di Bérénice Reynaud
Contributi di Alberto Pezzotta
Contributi di Marselli Sumarno
Contributi di Yomota Inuhiko
Contributi di Giannalberto Bendazzi
Contributi di Tom O'Regan
Contributi di Brian McDonnell
A cura di Gian Piero Brunetta

Con il IV volume si conclude la prima parte del viaggio nella geografia e storia del cinema mondiale. E insieme il tentativo di giungere a una mappatura - provvisoria e incompleta - di fenomeni cinematografici comuni e di motivi, opere e personalità caratterizzanti le identità nazionali nei cinque continenti.

«La Cina è vicina»: mai come in questo momento il titolo del secondo film di Marco Bellocchio può essere usato per riconoscere la facilità d'accesso all'enorme territorio cinematografico che si apre oltre i confini dell'Europa e degli Stati Uniti. In effetti il nuovo millennio si dischiude su uno scenario cinematografico che vede la Cina ben a fuoco e ben dentro il raggio dello sguardo del comune spettatore europeo o statunitense. E non solo la Cina: anche Hong Kong, l'Iran, l'Australia, Taiwan, la Turchia, l'India, la Nuova Zelanda, il Canada, il Brasile e la Corea sono piti vicini e familiari grazie al cinema degli ultimi anni. La luce che proviene dai film di questi e altri paesi - spesso tuttora devastati da guerre civili e profonde spaccature politiche e religiose - ha contribuito a modificare il firmamento divistico e autoriale del cinema contemporaneo e a ridi segnare il nostro immaginario cinematografico.

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