Le Storie - Libro VII. Serse e Leonida - Erodoto

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Le Storie - Libro VII. Serse e Leonida

Le Storie - Libro VII. Serse e Leonida
Erodoto

Novità del 18/04/2017

Descrizione

Erodoto
Le Storie - Libro VII. Serse e Leonida

Tutta l'Asia si muove per partecipare alla spedizione che il re di Persia, Serse, organizza contro Atene e la Grecia al fine di vendicare la sconfitta patita dal padre Dario. Del viaggio e dei popoli che lo compiono Erodoto fornisce una descrizione precisa e affascinante: dei luoghi, degli usi, dei costumi, dell'abbigliamento e degli armamenti delle diverse etnie. Per noi moderni, però, il centro del libro è la battaglia delle Termopili nell'estate del 480 a.C., che per primo Erodoto descrisse e che da più di due millenni è impressa nella memoria collettiva: quando, come recita un'iscrizione riportata proprio dallo storico, in quel passo tra i monti, «un giorno, contro tre milioni combatterono quattromila uomini dal Peloponneso»; resistenza, tradimento, aggiramento, ferocia e valore, vittoria e sacrificio sino all'ultimo istante: «Alla maggior parte di loro» scrive Erodoto dei momenti finali, quando i quattromila sono ridotti a trecento spartani, «le lance si erano ormai spezzate, ed essi uccidevano i Persiani con le spade. E in questo scontro cade Leonida, dopo essersi rivelato uomo valorosissimo e, intorno a lui, altri illustri Spartiati». I Greci indietreggiano verso la parte stretta della strada e vanno ad attestarsi su una collina: «Questa collina si trova all'ingresso del passo, dove ora è collocato il leone di pietra in onore di Leonida. E qui, i barbari li seppellirono con i dardi, mentre si difendevano con le spade – quelli che ancora le avevano –, con le mani e con i denti, alcuni, inseguendoli di fronte e demolendo il muro di difesa, altri, circondandoli tutto intorno da tutte le parti». Lo scontro tra Greci e Persiani deflagra in tutta la sua portata: è uno scontro tra civiltà, tra ideali opposti gli uni agli altri. E là, in quell'angusto spazio tra le rupi, la storia diventa mito, quello cantato da Simonide: «Di coloro che morirono alle Termopili / la sorte è gloriosa, bello il destino, / e un altare è la tomba; al posto dei gemiti il ricordo, e il compianto è lode. / Una tale veste funebre la ruggine / non oscurerà, o il tempo che tutto doma. / Questo sacro recinto d'eroi scelse ad abitare con sé / la gloria della Grecia. Testimone è Leonida, / il re di Sparta, che un grande ornamento di valore ha lasciato, / e una fama perenne».

Fondazione Valla - Scrittori Greci e Latini 2017
728 pagine € 35,00
In vendita dal 11 aprile 2017
Curatori: Pietro Vannicelli, Aldo Corcella
Traduttori: Giuseppe Nenci

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